Quel cencio del matto

Quel cencio del matto
si stava facendo tardi
ed io cercavo di essere interessante…
avrei potuto uccidere un toro con la birra
o addormentare stella per stella e per lampione
tutta la notte…tutta la luna…

ma c’era questa donna colorata di cenere
e tutti i capezzoli duri,
e allora comincia a parlare dell’ardesia,
dei gatti arrampicati sui tetti
che zampettando come d’argento
la fanno suonare con grazia di bestia…
le dissi
che conoscevo una scogliera
protetta da vivide spugne di mare
di come all’ora tarda
gli innamorati la cospargono  di sale
e parlai della morte dei poeti di Spagna
parlai della bellezza della lotta armata
parlai di pragmatica  astrologia metodologia
fino a quando
quel cencio del matto
ubriaco come un cadavere
guardandomi miseramente
mi disse  
“ma glielo vuoi dire che è una bella figa”

Finita la notte mi portai a casa questa poesia e un po’ di saggezza.

Massimo Pastore

Published in: on febbraio 1, 2021 at 07:45  Comments (1)  

Quando la ragione si oscura

Quando la ragione si oscura
ed ogni spigolo viene scambiato
per pietra filosofale
e il sentiero senza uscita
per via maestra da cui partire,

quando si spalma odio e invidia
e tutto s’avvolge
nel bel manto dell’ignoranza
che solo il falso recepisce
se ha qualche brandello di verità,

quando tutto sarà finito
e la polvere sarà intrisa del sangue
del vicino di casa
e conteremo i nostri morti
tra macerie di civiltà,

Solo allora, ancora una volta,
ci chiederemo fino a quando
poggeremo i nostri piedi
nelle orme di errori già fatti,
quando riusciremo a chiudere
per sempre in gabbia
la bestia dell’uomo.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 1, 2021 at 07:42  Lascia un commento  

Dello stesso

Umana cosa picciol tempo dura,
E certissimo detto
Disse il veglio di Chio,
Conforme ebber natura
Le foglie e l’uman seme.
Ma questa voce in petto
Raccolgon pochi. All’inquieta speme,
Figlia di giovin core,
Tutti prestiam ricetto.
Mentre è vermiglio il fiore
Di nostra etade acerba,
L’alma vota e superba
Cento dolci pensieri educa invano,
Né morte aspetta né vecchiezza; e nulla
Cura di morbi ha l’uom gagliardo e sano.
Ma stolto è chi non vede
La giovanezza come ha ratte l’ale,
E siccome alla culla
Poco il rogo è lontano.
Tu presso a porre il piede
In sul varco fatale
Della plutonia sede,
Ai presenti diletti
La breve età commetti.

GIACOMO LEOPARDI

Published in: on febbraio 1, 2021 at 07:36  Lascia un commento