Omaggio a Tonino Guerra

Pioveva così tanto che rifioriva il muro

pareva avesse un albero dentro che premeva.

Prima col muschio negli angoli, più verde

di certi calabroni da fosso. Poi smeraldo

come gli scarabei nel museo di Naturale.

Pioveva così bene che, vacca veh d’un boia

veniva su anche l’acqua da terra

e si spandeva, fino a formare laghi di campo

color malva.

Ha smesso dopo quasi quaranta

o forse uno, ma con la forza di un reggimento;

fatto sta, che insieme per lumache

siamo saliti un giorno

lungo i sentieri in ombra di un bosco. Io e mio padre

che aveva l’occhio clinico e giusto dei dottori.

Io non vedevo niente, soltanto i goccioloni

che stavano in sospeso alle foglie, come palle

sugli alberi addobbati a Natale. Poi voltammo

per ritornare a casa con poche pive al sacco

e tutta la pianura sembrava senza terra

soltanto una distesa di rane e uccelli chiari.

L’abbiamo vista solo una volta così bella.

 

Massimo Botturi

Published in: on febbraio 4, 2021 at 07:07  Comments (1)  

Mani

La tua mano si posò
Sul mio soffrire

La tua mano toccò
Corde con amore

Nella notte scese
Con lievità sopra
Il mio dormire

Per poi volare
Felice sopra
Le stelle
sopra
Il verde mare

Marcello Plavier

Published in: on febbraio 4, 2021 at 06:58  Lascia un commento  

Plumelia

L’arbusto che fu salvo dalla guazza
dell’invernata scialba
sul davanzale innanzi al monte
crespo di pini e rupi – più tardi, tempo
d’estate, entra l’aria pastorale
e le rapisce il fresco la creta
grave di fonte – nelle notti
di polvere e calura
ventosa, quando non ha più voce
il canale riverso, smania
la fiamma del fanale
nel carcere di vetro e l’apertura
sconnessa – la plumelia bianca
e avorio, il fiore
serbato a gusci d’uovo su lo stecco,
lascia che lo prenda
furia sitibonda
di raffica cui manca
dono di pioggia,
pure il rovo ebbe le sue piegature
di dolcezza, anche il pruno il suo candore.

LUCIO PICCOLO DI CALANOVELLA

Published in: on febbraio 4, 2021 at 06:53  Lascia un commento