Il mezzo

Il mezzo cuore

si libera dalla mano

batte forte

batte piano

Falò scintilla

perdifiato scorrevole

irrorato al rispetto.

Pilota fragilità

dentro l’altra metà…

 

Aurelia Tieghi

Published in: on febbraio 5, 2021 at 07:24  Lascia un commento  

Hic et nunc

La nobleza, las grandes palabras, que mal le van

a esta ternura sin mejillas que tocar,

a esta lengua sin labios que entender.

Envilece un amor así que rebota en las paredes del cuarto

o se va cayendo a pedazos de palabras, esto.  

Es inútil la argucia y la esperanza,

somos la previsión,

los ojos y la boca orientados al viento.

¿Qué me vale lo que fue, la suave crónica?

Siempre andaré buscándote en el hoy

de esta ciudad, de esta hora.

Si me doy vuelta, oh Lot, eres

la sal donde mi sed se hace pedazos.  

Mira de qué sustancias vivo,

pero no me tengas lástima, yéndote así todavía más.

§

La nobiltà, le grandi parole, come stanno male
a questa tenerezza senza guance da toccare,
e questa lingua senza labbra da capire.
Si avvilisce un amore così che rimbalza sulle pareti della stanza
o sta cadendo a pezzi di parole, questo.
È inutile l’arguzia e inutile la speranza
noi siamo la previsione,
gli occhi e la bocca orientati al vento. A che mi serve
ciò che è stato, la soave cronaca?
Sempre andrò cercandoti nell’oggi
di questa città, a quest’ora.
Se mi volto, oh Lot, sei il sale
dove la sete mi si rompe a pezzi.
Guarda di che vivo, di quali sostanze,
ma non compassionarmi, andandotene così
ancora di più.

JULIO CORTÀZAR

Published in: on febbraio 5, 2021 at 07:01  Lascia un commento  

Cantava diverso il pettirosso

Dapprima un canto acuto melodioso

e dal nespolo nasceva quel dolce trillo

che nell’aria del mattino si spandeva

lì nascosto tra le larghe foglie sen

stava dal gorgheggio suo io ben capivo

un amico piccino un pettirosso poi il canto

più struggente e melanconico d’un tratto

si faceva e muovendo come triste il suo

capino su una brocca ora a me davanti

dirmi pareva con questo nuovo  canto che

tra poco dovrò per altri lidi migrare

oh amico caro mio così ti volevo salutare

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 5, 2021 at 07:01  Lascia un commento