Abbandoni

Marzo giunge  e abbandona il giardino

il pettirosso, viene la fine di settembre

e la rondine abbandona il tetto amico,

del lor vivere che detta  i ritmi è la natura

in inverno in primavera ci sarà il ritorno,

ti ho amata or non più t’amo  l’abbandon

questo governa del cuore  il sentimento,

patria cara  addio paese mio ti abbandono

spingon a ciò guerre fame e disperazione

ma  speranza pur vive di riamar la stessa

amata come pur  gli amati lidi rivedere,

poi fatal all’uomo della vita l’abbandono

giunge  e dalla morte  alla vita sappiamo

non vi è certo ritorno ma vivon per chi

la terra ha abbandonato pur sentimenti

per chi crede una speranza:  non negra

terra il buio il nulla, che prima  il  ricordo

vive un  fiore su una tomba e una prece

quando è sera e quella foto  che ti sorride

ancora e poi ecco la vita nuova  della carne

sfolgorante sarà  la Resurrezione al suono

quel dì forte imperioso acuto della Tromba!

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 23, 2021 at 07:46  Lascia un commento  

Una preghiera

Prego ogni donna, pur se spesso le vede
ancor soccombere a una violenza bieca,
di additare a noi uomini, con mitezza e fede,
come uscir da questa vecchia strada cieca,
dal nostro normato ancestrale passato,
dove nel falso narrato della protezione
altresì per secoli v’abbiam prevaricato,
rendendovi la vita svilente abnegazione.
Aberrazione di cui abbiamo fatto aggio
che severa nel tempo ci ha punito,
ingannandoci e togliendoci il coraggio
d’abrogar per sempre quel passato avito.
A differenza vostra non abbiam rincorso
nuovi sogni o cercato nuove parole
per narrare la paura ed il rimorso
e trasmetterlo alla nostra nuova prole.
Siamo rimasti mariti e padri smarriti,
inetti a parlar dei riposti desideri,
schiavi di orizzonti oggi annichiliti
e del turpe sopruso ambigui alfieri.
A voi coraggiose madri, mogli, sorelle,
che ancor semi portate alla rivoluzione

chiedo se val tuttora alimentar procelle
e contrapporci in una strenua divisione,
in un continuo legiferar sui sentimenti,
sulle carezze, gli sguardi, le intenzioni,
dove perfino innocui atteggiamenti
diventano in giudizio aberrazioni.
Mai come oggi di voi abbisogniamo:
smettiam di costruire muri di norme,
mano nella mano il percorso accelleriamo
e non ricalpestiamo le angosciate orme.
E allora donne vi scongiuro, vi prego!
Siate rinnovate portatrici carniche!
Insieme affrontiamo questa guerra d’ego
che ci sta dividendo in piante dioiche.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 23, 2021 at 07:20  Lascia un commento  

Una sedia nella neve

A CHAIR IN SNOW

A chair in snow
should be
like any other object whited
& rounded

and yet a chair in snow is always sad

more than a bed
more than a hat or house
a chair is shaped for just one thing

to hold
a soul its quick and few bendable
hours

perhaps a king

not to hold snow
not to hold flowers

§

Una sedia nella neve
dovrebbe essere
come ogni altro oggetto imbiancato
e smussato

eppure una sedia nella neve è sempre triste

più di un letto
più di un cappello o di una casa
una sedia è sagomata per una sola cosa

sostenere
un’anima le sue ore
brevi e poco elastiche

forse un re

non trattenere la neve
non contenere fiori

JANE HIRSHFIELD

Published in: on febbraio 23, 2021 at 06:59  Lascia un commento