Il cuore di pietra

Il caro amico Aurelio Zucchi ci ha fatto un regalo: è un suo breve racconto, un’esperienza dell’animo che desidera condividere con tutti noi e che siamo felici di ospitare tra le pagine del Cantiere. Naturalmente il brano sarebbe  comunque troppo lungo per figurare come post sul nostro sito, per cui, analogamente a quanto fatto in precedenza con lavori di altri nostri amici, vi invito a “linkare” l’indirizzo qui sotto, dove troverete immediatamente il racconto. Vi auguro una buona lettura, e ringrazio l’amico poeta per il suo dono, complimentandomi per le sue doti espressive e la sua finezza narrativa. 

Il Cantiere

IL CUORE DI PIETRA di Aurelio Zucchi

Published in: on febbraio 26, 2021 at 19:11  Lascia un commento  

Di marzo

Di marzo sí vi do una peschiera
di trote, anguille, lamprede e salmoni,
di dèntici, dalfini e storioni,
d’ogn’altro pesce in tutta la riviera;
con pescatori e navicelle a schiera,
e barche, saettie e galeoni,
le qua’ vi portino a tutte stagioni
a qual porto vi piace alla primiera ;
che sia fornito di molti palazzi,
d’ogn’altra cosa, che vi sie mestiero,
e gente v’abbia di tutti sollazzi.
Chiesa non v’abbia mai né monistero;
lasciate predicar i preti pazzi,
ché hanno assai bugie e poco vero.

FOLGÒRE DA SAN GIMIGNANO

Published in: on febbraio 26, 2021 at 07:26  Lascia un commento  

Attenti al buffone!

(A volte ritornano)

 

D’un’ etica aggiornata il portatore
di merda ha ricoperto il mio paese.
Da stipendiati servi fu appoggiato,
la mente di noi tutti ha obnubilato.

Prebende a destra e manca egli ha elargito
e in testa v’è romana e santa chiesa
che chiude gli occhi e pur le orecchie tappa.
E’ duro rinunciare a tanta pappa !

Trovavan posizione in chiuse case
eserciti di donne compiacenti
oggi, per il voler di quel buffone,
del parlamento occupan poltrone.

Ma pare che il giochino sia finito
e il decaduto ras a pena muove.
Ritornerà in ricchi suoi castelli
e i cieli torneranno un po’ più belli.

Ma le macerie di quest’era infame
ardua fatica son per chi s’appressa.
Dover scartare e poi ripristinare
un’era intera tutta da scordare.

Piero Colonna Romano

Published in: on febbraio 26, 2021 at 06:59  Lascia un commento  

Blossom

Abbandonato da tempo il corpo osceno

finisco i miei bocconi in un elemento azzurro.

Ma non è proprio il culto dell’acqua che racconto:

avvolto intorno a un albero come un pensiero ottuso

io grido del malore dei vecchi, dell’incontro

col Dio che ha fatto briscola nel giorno del giudizio.

Torno all’essenza che alcuno chiama amore

perché l’odore fanciullo lì si eleva.

Paura di morire ce n’è, ma succhio il labbro

assolvo la mia lingua, ch’è essenza di una rosa.

 

Massimo Botturi

Published in: on febbraio 26, 2021 at 06:55  Lascia un commento