Solo anima

A volte par che una mano
lieve m’accarezzi,
e un brivido di piacere
cancelli ogni mio limite.
Senza più decifrabili orizzonti
una realtà dilatata m’avvolge
e fra porte che soffiano quiete
entra la bellezza del mondo.
Non so di chi sia quella mano
che m’indica quel mare agognato
dove tutte le mie vele
son tese d’emozioni
e a segno nel massimo slancio
del sentire e del vedere.
Un sentire incorporeo e diverso
coi timpani del cuore che ritmano
sommesse e arcane melodie.
Un vedere senz’occhi, esteso
in un cielo senza tempo,

non specchio di paure e dolori
dove in un’atomo d’eternità
sono solo anima.

Alberto Baroni

Published in: on marzo 7, 2021 at 07:25  Lascia un commento  

Barbaro

BARBARE

Bien après les jours et les saisons, et les etres et les
pays,
Le pavillon en viande saignante sur la soie des mers
et des fleurs arctiques; (elles n’existent pas.)
Remis des vieilles fan:fares d’hérolsme – qui nous attaquent
encore le çreur et la tete – lo in des anciens
assassins –
Oh! Le pavillon en viande saignante sur la soie des
mers et des fleurs arctiques; (elles n’existent pas.)
Douceurs!
Les brasiers, pleuvant aux rafales de givre,
Douceurs! -les feux à la pluie du vent de diamants jetée
par le creur terrestre éternellement carbonisé pour
nous. – O monde!
(Loin desvieilles retraites et des vieilles flammes,
qu’on el’ltend, qu’on sent,)
Les brasiers et les écumes. La musique, virement des
gouffres et choc des glacons aux astres.
O Douceurs, o monde, o musique! Et là, les formes,
les sueurs, les chevelures et les yeux, flottant. Et les larmes
blanches, bouillantes, – o douceurs! -et la voix féminine
arrivée aù fond des volcans et des grottes arctiques. 
Le pavillon…

§

Molto tempo dopo i giorni e le stagioni, e gli esseri e
i paesi,
La bandiera di carne sanguinolenta sulla seta dei mari
e dei fiori artici; (non esistono.)
Ristabiliti dalle vecchie fanfare d’eroismo – che ci
attaccano ancora il cuore e la testa – lontano dagli antichi
assassini –
Oh! La bandiera di carne sanguinolenta sulla seta
dei mari e dei fiori artici; (non esistono.)
Dolcezze!
I bracieri, che piovono sotto le raffiche di brina,
Dolcezze! – i fuochi sotto la pioggia del vento di diamanti
gettata dal cuore terrestre eternamente carbonizzato per noi.
O mondo!
(Lontano dai vecchi romitaggi e dalle vecchie
fiamme che odi, che senti,)
I bracieri e le schiume. La musica, virare di baratri e
cozzo di ghiacci ed’ astri.
O Dolcezze, o mondo, o musica! E là, le forme, i sudori,
le capigliature e gli occhi, galleggianti. E le lacrime bianche,
cocenti, -o dolcezze! – e la voce femminile
giunta in fondo ai vulcani e alle grotte artiche.
La bandiera…

ARTHUR RIMBAUD

Published in: on marzo 7, 2021 at 07:19  Lascia un commento  

Ogni cosa al suo posto

Quando la sbornia sfuma
e la ragione
ritrova l’orma sana non smarrita,
ogni cosa al suo posto
poi ritorna,
ed anche tu, amore antico,
riprendi il posto tuo dentro il mio cuore.
Perché l’affetto e il sentimento
galleggiano nel tempo,
resistono all’usura.
Sol l’edonismo becero e volgare
di certe donnette vuote e dozzinali
si scioglie come neve al sole,
al tempo non resiste,
al confronto non regge,
e traccia alcuna nell’anima non lascia.
Ed anche tu ritorni
occupi il posto che nel mio cuor già avevi,
di nuovo con me serenamente parli,
mi consoli,
mi regali una carezza pura
non lo squallore laido e banale
di una pervertita,
senza decoro alcuno e ne morale.
Ecco ora ci sei,
mi parli col linguaggio d’altri tempi,
mi parli di futuro e di famiglia
mi parli col linguaggio del pudore,
del sentimento,
e non dello squallore.
Ad una sbornia fatta di sesso e trasgressioni
ora ritorna la normalità d’un affetto ritrovato,
rinnovato,
che mai dal cuore mio scomparirà,
mai sarà cancellato!

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 7, 2021 at 07:13  Lascia un commento