Oceania

Oceania
arrivi spesso con devozione
con un senso di dono alla terra
come gioco di brughiera
che apre le ciglia all’alba.
Toccami
sai che senza esitazioni
tornerò a cedere al tuo sale
caldo mare tropicale
titano ammorbidito
rutilante dentro
una forza che uso per galleggiare
nell’onda poi mi lascio andare…

Aurelia Tieghi

Published in: on marzo 12, 2021 at 07:40  Lascia un commento  

Mezzanotte

Le streghe l’hanno consacrata
per loro oscuri riti.

È l’ora in cui rinascono fantasmi
dal loro sopore eterno.
Si odono lamenti,
gli spettri, finalmente liberi
da catene umane,
usano il vento come portatore
di messaggi e di richiami.

Il Principe delle tenebre,
raduna le anime perse
aizzandole contro gli umani
ancora mistici.

Con fervore si pone a nutrimento
Di anime immacolate
Aprendo strane ed arcane porte.

Satana a mezzanotte ringrazia
lo stuolo dei suoi seguaci,
offrendo loro sangue umano,
anime e coscienze
in un sabba infinito, senza ritorno

Marcello Plavier

Published in: on marzo 12, 2021 at 07:36  Lascia un commento  

A che mi guardi fanciulla con gli occhi pieni di luce

A che mi guardi fanciulla con gli occhi pieni di luce,

con gli occhi azzurri profondi ed al volto ti sale una fiamma?

Non ha sole la mia giovinezza, non conta gli anni il mio core

l’anima mia dolorosa non sa le primavere.

Fanciulla perché ti soffermi? perché t’avvicini al mio core?

Perché o fanciulla l’avvolgi nel fuoco tuo giovanile?

Fanciulla è freddo il mio core, è freddo il mio core lontano,

non sente l’alito ardente della tua giovane vita.

Quando pei blandi tramonti, per gli ampi meriggi infocati

sui pallidi volti sussurra amor violente lusinghe,

e quando maggio riarde il petto all’uomo che vive

il core mio tace o fanciulla. 

E quando pel fosco piano cui plumbeo il cielo incombe

divampa la fiamma ribelle sospinta dal vento dell’odio

dell’odio doloroso delle moltitudini vinte

ed arde ogni giovane core e piange nell’aria fumosa

lo spasimo disperato, e suona l’urlo più alto

quando frementi si tendono gli archi di tutte le vite

esso tace o fanciulla.

E quando la mamma mi trae dalle aride ciglia una stilla

e quando la morte mi tocca, mi stringe il core convulso

e caldo m’ottenebra gli occhi il sangue di quanti ho amato

esso tace ancora o fanciulla.

E quando m’irride la folla e quando m’innalza la lode

e quando sfacciata mi sento la forza dei giovani anni

il cor mio tace o fanciulla un superbo infinito silenzio.

 

CARLO RAIMONDO MICHELSTAEDTER

Published in: on marzo 12, 2021 at 07:18  Lascia un commento