Parola dal futuro

Dimmelo facile, che possa risentire

il suono della tazza nell’otre famigliare.

Quel canto primo uscito in falsetto

da un uccello, o forse da una madre

accampata là, al balcone.

Scrivilo facile che conta solo amore

parola dal futuro gonfiata d’aria pura;

più facile che ho poco studiato

e so la zappa, le mani dure sopra il telaio

la bocca in fiore

della mia donna uscita di vasca. So la festa

domenica di un’ora in più a letto, il passo furbo

di quella gatta sopra la tavola, vai presto!

Che non si fa e lo deve imparare. Opera vana

così come negare il segreto che ti vuole

il magico pensiero di braccia nude ai fianchi

il sole che ti scotta la schiena. Dillo bene

è complicato il tempo che zitta le speranze

le acerbe asperità della mente, il sodalizio

tra il nascere e il morire per sempre.

Fallo adesso.

 

Massimo Botturi

Published in: on marzo 13, 2021 at 07:44  Comments (1)  

Volare

FLYING

Treetops are not so high
Nor I so low
That I don’t instinctively know
How it would be to fly

Through gaps that the wind makes, when
The leaves arouse
And there is a lifting of boughs
That settle and lift again.

Whatever my kind may be,
It is not absurd
To confuse myself with a bird
For the space of a reverie:

My species never flew,
But I somehow know
It is something that long ago
I almost adapted to.

§

Le cime degli alberi non sono così alte
Né io sono così basso
Da non sapere istintivamente
Come sarebbe volare

Attraverso i varchi aperti dal vento, quando
Le foglie si muovono
E c’è un oscillare di rami
Che si abbassano e si alzano.

Qualunque sia il mio genere,
Non è assurdo
Confondermi con un uccello
Per la durata di un sogno:

La mia specie non ha mai volato,
Ma io in qualche modo so
Che è qualcosa che molto tempo fa
Mi sono quasi adattato a fare.

RICHARD WILBUR

Published in: on marzo 13, 2021 at 07:22  Comments (1)  

Tempus fugit

Un battito di ciglia e son passati,
sciogliendosi in effimere memorie
fatti di delusioni e di vittorie,
i primi ottanta e svelti sono andati.
Vorrei tornare ancora su quei prati,
ove ispirato scrissi belle storie
di miti e di leggende ammonitorie,
oggi che altri ottanta ho già iniziati.
Nei nuovi tempi vagherò pian piano
e d’ogni istante gusterò dolcezza,
facendo di quest’anni passeggiata
in lunga, dolce e amabile giornata,
foriera di novella giovinezza,
che non diverrà sogno vago e vano.

Così non sarà strano

far con Comare Secca un gioco e un patto
e al dunque … rifilarle scaccomatto !

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 13, 2021 at 07:15  Comments (6)