Beatrice

Nella poesia stilnovista

d’epoca medievale

la penna affascinata

del Sommo Poeta

paragona Monna Bice

a figura angelicata.

Simile a creatura dal cielo scesa

Ispira platonica resa.

Perfezione estetica e morale

Inibisce ogni pulsione sensuale.

nel dolce prosimetrum Stil Novo

tipico della Vita Nova.

Lei, fusione di nobiltà e virtù.

Ch’ogni giorno rinnova.

“Tanto gentil e tanto onesta,

il cor tuo, Dante. desta”.

L’incedere delicato

in qual modo raffinato

distingue nel portamento

Bice di Folco Portinari

tra altre donne  a lei impari.

Così Beatrice trasmette

quell’ineffabile aere

che ammutolisce la gente.

e intorno a lei riflette

al suo passare……e fa sospirare.

 “La donna mia”, ma lo è davvero?

O rappresenta un forgiato ideale?

Quale signora non avrebbe provato

un pizzico d’invidia

per un amore tanto sublimato?

Beata Beatrice!

 

Danila Oppio

Published in: on marzo 18, 2021 at 07:49  Lascia un commento  

A distanze siderali

Il sole viene su dal lato sinistro della finestra
entra calmo nella stanza, il grigio si discioglie
nell’assoluto silenzio della casa solo
il frigorifero pulsa di gelida vita,
la porta è chiusa, ogni passaggio si fa stretto.

Ora le notti sono sporcate dai ritorni
i giorni feriti dai silenzi, ombre ombre.
Ogni gioia, ogni sguardo sotto assedio sotto scacco
metto segni sulla carta per sporcare il bianco
del foglio lasciare impronte di una vita in scadenza
di un’urgenza che instancabile borbotta sottopelle.
Fuori rosseggia l’autunno, una stagione diversa,
uguali le paure. A distanze siderali sta la vita di ieri.

Rosalba Casetti

Published in: on marzo 18, 2021 at 07:49  Lascia un commento  

Barche di carta

PAPER BOATS

Day by day I float my paper boats one by one down the running stream.
In big black letters I write my name on them and the name of
the village where I live.
I hope that someone in some strange land will find them and
know who I am.
I load my little boats with shiuli flowers from our garden, and hope that these blooms of the dawn will be carried safely to land in the night.
I launch my paper boats and look up into the sky and see the little clouds setting their white bulging sails.
I know not what playmate of mine in the sky sends them down the air to race with my boats!
When night comes I bury my face in my arms and dream that my paper boats float on and on under the midnight stars.
The fairies of sleep are sailing in them, and the lading is their baskets full of dreams.

§

Ogni giorno faccio galleggiare
le mie barche di carta a una a una
giù per la corrente del fiume.
Su di esse scrivo il mio nome
e il nome del villaggio dove vivo
in grandi lettere nere.
Io spero che un giorno qualcuno
in qualche paese straniero
le trovi, e sappia chi sono.
Carico le mie barchette con fiori
di shiuli, colti dal nostro giardino,
e spero che quei fiori del mattino
sian portati nel paese della notte.
Io varo le mie barchette di carta
e osservo nel cielo le nuvolette
che spiegano le loro bianche vele.
Non so quale mio compagno di giochi
su in cielo le mandi giù per l’aria
a gareggiare con le mie barchette!
Quando scende la notte affondo la faccia
nelle braccia, e comincio a sognare
che le mie barchette di carta
galleggiano sotto le stelle.
In esse viaggian le fate del sonno,
e il carico è cesti pieni di sogni.

RABINDRANATH TAGORE

Published in: on marzo 18, 2021 at 07:13  Comments (1)