L’inverno è finito

L’HIVER A CESSÉ

L’hiver a cessé : la lumière est tiède

Et danse, du sol au firmament clair.

Il faut que le coeur le plus triste cède

À l’immense joie éparse dans l’air.

J’ai depuis un an le printemps dans l’âme

Et le vert retour du doux floréal,

Ainsi qu’une flamme entoure une flamme,

Met de l’idéal sur mon idéal.

Le ciel bleu prolonge, exhausse et couronne

L’immuable azur où rit mon amour

La saison est belle et ma part est bonne

Et tous mes espoirs ont enfin leur tour.

Que vienne l’été! que viennent encore

L’automne et l’hiver! Et chaque saison

Me sera charmante, ô Toi que décore

Cette fantaisie et cette raison!

§

L’inverno è finito: la luce è tiepida
e danza, dal suolo al firmamento chiaro.
Bisogna che il più triste dei cuori ceda
all’immensa gioia sparsa nell’aria.
Perfino questa Parigi noiosa e malata
sembra fare accoglienza al primo sole,
e come in un abbraccio immenso
tende le mille braccia dei suoi tetti vermigli.
Da un anno ho nell’anima la primavera
e il verde ritorno del dolce fiorile,
come una fiamma che avvolga una fiamma,
al mio ideale aggiunge ideale.
Il cielo blu prolunga, innalza e incorona
l’immutabile azzurro dove ride il mio amore.
La stagione è bella e la mia sorte è buona
e tutte le mie speranze finalmente si compiono.
Venga l’estate! vengano ancora
l’autunno e l’inverno! E ogni stagione
sarà per me incantevole, o Tu che adorna
questa fantasia e questa ragione!

PAUL VERLAINE

Published in: on marzo 20, 2021 at 07:30  Lascia un commento  

Sdialogo ai confini del sè

Lo vedi 
come declina rapida ogni gloria
come ci si dimentica dei nomi
e come si sparisce dalla scena?
Lo vedo
è un vuoto che fagocita gli assenti
uno scenario d’ombre
e le parole dette e quelle scritte
un domino di tessere cadute

Lo vedi
che  mentre dici “sono”
non essendo chi eri e chi sarai
sei l’entità di un attimo
ossimoro infinito?
Lo vedo
ma non essendo il centro
né la circonferenza della sfera
sono chi non esiste eppure esiste
il suo mistero

Cristina Bove

Published in: on marzo 20, 2021 at 07:15  Lascia un commento  

Speranza

SPERANSA

Ò sempre sentù dir
da i veci del paese
che l’erba pì cativa
la nasse nel to orto.
Ghe n’è de robe storte!
Mi no ghe n’ò pretese
ma spero de no vérghela
sta sorte
de no patir sto torto
da vivo e po da morto.

§

Ho sempre sentito dire
dai vecchi del paese
che l’erba più cattiva
nasce nel tuo orto.
Ce ne sono di cose storte!
Io non ho pretese
ma spero di non avere
questo destino
di non dover patire questo torto
da vivo e poi da morto.

Bruno Castelletti

Published in: on marzo 20, 2021 at 07:13  Lascia un commento