Ricordi sardi

In fondo il pozzo,
in alto il cielo,
chiuso
in uno scheletro di nuraghe
con le radici in mare.
Ho le mani piene
di scaglie di pesce e di alghe
e non so che farci
così dimentico del domani.
Mi sovvengono tramonti
senza fili d’orizzonte
col sole
che piano piano muore.
La scia d’una barca
è come zolla sollevata
dove porre un seme.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 2, 2021 at 07:49  Comments (2)  

All’imbrunire

avvitata in tornanti
ruotanti spire d’asfalto
in ogni anfratto getto
lo sguardo attratto
dalla macchia bruna
odorosa di mirto
di pino o d’ulivo
vigorosa ginestra
e resti di zagara…
Con scatto lampante
s’arrampica il daino
pericolo scampato
d’essere investito
silvestre creatura
indietro riporta
alle pendici d’Eden…

Antonietta Ursitti

Published in: on aprile 2, 2021 at 07:20  Lascia un commento  

Gesù

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.

Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste;

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
-Il figlio  Giuda bisbigliò veloce-
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:

Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi

-No-, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

 

GIOVANNI PASCOLI

Published in: on aprile 2, 2021 at 07:02  Lascia un commento