La signorina più vecchia di me

Se amassi voi, se amassi voi che avete
dieci anni più di me, che su la fronte
gialliccia avete ormai tutte le impronte
di quei dieci anni d’ansietà segrete!

Voi lavorate accanto alla finestra
fiorita di vasetti di vaniglia,
e siete ancora figlia di famiglia,
e avete la patente di maestra!

Che tristezza pensarvi! Avete amato
una sol volta quindici anni fa;
ma, ohimè, raggiunta la felicità,
vi morì di pleurite il fidanzato.

Un mese prima delle nozze! Ebbene,
vi giuro che geloso io non sarei
del suo ricordo e vi permetterei
di ripensarlo e di volergli bene.

E se un giorno appressassi al vostro stanco
volto o ai capelli le mie labbra amare
non mi dispiacerebbe di baciare
una ruga profonda, un filo bianco!

Dolce sarebbe la mia vita, uguale,
placida, tra i vasetti di vaniglia,
e, intenta al batter delle vostre ciglia,
scorderebbe i suoi sogni ed il suo male.

E vi direi prendendovi le dita
un po’ indurite, un po’ forate in cima:
«Posso giurarti che tu sei la prima,
la prima donna che amo per la vita!»

E allora, con un gesto un po’ materno,
voi mi direste, flebile: «Bambino!»,
ma mi verreste sempre più vicino
per sussurrarrni: «In eterno! In eterno!».

 

MARINO MORETTI

Published in: on aprile 10, 2021 at 07:36  Comments (1)  

Non ci rimane che il cuore

Neppure gli occhi bastano più
Saluti stropicciati escono
Dalle mascherine
Parole pronunciate con lingue
Impastate dalla mancanza d’aria
Annaspa la mente cercando
Di ricordare fisionomie familiari
Vagano gli sguardi cercando
Di incrociare altri sguardi
Ma nemmeno gli occhi
Riescono a riconoscere
Non bastano più nemmeno loro
Non ci rimane che il cuore
A cui implorare di farci capire
Chi è la persona da salutare
Lui, il cuore, non sbaglia mai
E sorride sornione sotto la mascherina.

Sandra Greggio

Published in: on aprile 10, 2021 at 07:06  Lascia un commento  

La chiocciola

Stava ferma nel suo guscio la chiocciola
in riposo e le ho parlato e le ho detto
pensa come entrambi siano tanto fortunati
vedi nel mondo quanti sono i senzatetto, fissa
una casa ho io e tu mobile anche se capisco
la devi tutti i giorni spostare con fatica,
mi rispose tra i due tu solo sei il vero
fortunato che non conosci le varie insidie
che per viver sicura devo ogni giorno sopportare:
sì cara chiocciola hai ragione che a te guardando
e ai sofferenti nel mondo poveri e senza casa
pur contando i tanti miei mali non mi devo lamentare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 10, 2021 at 07:00  Lascia un commento