Agonia dell’uomo della medicina

Addio, miei giovani fratelli!
Dai sacri luoghi arrivano gli dèi,
amavano per me.
Mai più ci rivedremo.
Ma all’arrivo di ogni pioggia,
fra i tuoni,
potrete sentire la mia voce
e tra di voi direte:
«Ecco nostro fratello che ci parla!»
E nel periodo del raccolto,
prestando ascolto ai grilli
e agli uccelli che volano sui campi
conoscerete sempre il mio volere.

CANTO NAVAJO

Published in: on aprile 11, 2021 at 07:39  Lascia un commento  

Dov’è andato il tempo

Dov’è andato il tempo
e quella mattina
di scuola
a guardare una maestra
fumare alla finestra,
i pomeriggi interi
d’estate sulla spiaggia
e le speranze
e le paure
e tutte le attese non ripagate
tornano a volte soltanto
come malinconia
rimpianto d’esser stato allora
al centro del mondo
nostalgia per i pochi amici veri
e per i genitori ancora giovani
tutti ora troppo lontani.
Eppure è l’adesso che incalza,
il tempo non fugge
non corre
non si perde
ma nel divenire si condensa,
riunendosi in te
e guardandoti capisco
dove conducevano tutti quegli attimi;
finalmente so
che la malinconia
non è sempre male
a volte
è soltanto l’indefinito ricordo
di un desiderio passato di felicità.

Gian Luca Sechi

Published in: on aprile 11, 2021 at 07:22  Comments (2)  

Vi racconto una storia

VE CONTO UNA STORIA


Na casa en montagna lontan dal paese
d’inverno, de sera e tuto che tase.
La baia la cagna tacà a la cadena
la baia a la lunache ride a le stéle.

E drento en cusina al ciar de candela
se move n’ombria, n’ombria de dona
vestia de nero, restà da per éla
co ‘n man la corona, i lavri che prega.

Na rechiemeterna al Toni, el so omo,
partì per el Belgio e morto en miniera
e n’Avemaria al fiol che no torna
al fiol che no torna dal fronte de guera.

Na guera busiarda, na guera putana
ma a ci ghe ne ‘nporta se pianze na mama?

§

Una casa in montagna distante dal paese
d’inverno, di sera e tutto che tace.
Abbaia la cagna legata alla catena
abbaia alla luna che ride alle stelle.

E dentro in cucina al chiarore di candela
si muove un’ombra, un’ombra di donna
vestita di nero, rimasta da sola
con in mano la corona, le labbra che pregano.

Un eterno riposo al Toni, suo marito
partito per il Belgio e morto in miniera
e un’Avemaria al figlio che non torna
al figlio che non torna dal fronte di guerra.

Una guerra bugiarda, una guerra puttana
ma a chi importa se piange una mamma?

Bruno Castelletti

Published in: on aprile 11, 2021 at 07:11  Comments (1)