Creatura

Come veloce l’aringa sfugge al palmo

così tutti i miei anni sono trascorsi in luce.

Un guizzo con un lascito furbo, una scia d’acqua

l’afrore che vien su alle narici del salmastro

quando al pontile le dichiarasti amore

lingua straniera tradotta naturale.

Ancora immerso in questo dipinto, sono tale

al lucido stupore del bimbo nell’attesa:

il piccolo candito comprato là alla festa

si farà dolce a lingua e palato questa sera.

Poiché l’incontro al bello d’averti sempre dura

anche se poi come pesce tu, creatura

dilegui il corpo snello nei prati del corallo.

Ed io rimando acceso come quei fari antichi

confuso tra le stelle, venute basse a incanto.

 

Massimo Botturi

Published in: on aprile 13, 2021 at 07:46  Lascia un commento  

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