Quiete

S’allunga l’ombra

al sospirar della sera,

fremono i cipressi

alla brezza sottile

come l’iride d’ambra

che trascolora dietro la collina,

s’acquieta il cuore

pago del meritato preludio

alla dolce notte

mentre vigile la luna

traccia la rotta del sogno errante

 

Roberta Bagnoli

Published in: on aprile 17, 2021 at 07:48  Comments (5)  

La voce degli alberi

THE SOUND OF TREES

I wonder about the trees.
Why do we wish to bear
Forever the noise of these
More than another noise
So close to our dwelling place?
We suffer them by the day
Till we lose all measure of pace,
And fixity in our joys,
And acquire a listening air.
They are that that talks of going
But never gets away;
And that talks no less for knowing,
As it grows wiser and older,
That now it means to stay.
My feet tug at the floor
And my head sways to my shoulder
Sometimes when I watch trees sway,
From the window or the door.
I shall set forth for somewhere,
I shall make the reckless choice
Some day when they are in voice
And tossing so as to scare
The white clouds over them on.
I shall have less to say,
But I shall be gone.

§

Gli alberi, mi domando.
Perché vorremmo sentire
Il loro fruscìo per sempre
Più di ogni altro rumore
Vicino a dove abitiamo?
Nel giorno noi li subiamo
Finché ogni misura di moto
E di fissità nella gioia
Perdiamo, e ascoltiamo assorti.
Son essi quel che di andare
Parla e mai non si muove;
e tuttavia ne parla benché sa,
crescendo nel senno e negli anni,
che adesso intende restare.
Punto i piedi sul pavimento,
sulla spalla reclino la testa,
se a volte li osservo ondeggiare
dall’uscio o dalla finestra.
Per qualche dove io partirò,
l’inquieta scelta farò
un giorno che stormiranno
agitati da far trasalire
le bianche nubi su loro.
Io avrò meno da dire,
ma me ne andrò.

ROBERT FROST

Published in: on aprile 17, 2021 at 07:45  Lascia un commento  

Il pettirosso

C’è un pettirosso
Che la mattina presto
Da un ramo dell’abete
Guarda nella finestra

Attende che gentile
Mano, sbricioli del pane
Per la sua grande fame.

Non fugge spaventato
Ormai confidente e sazio
Saltellando sopra il gelo
Di un rigido gennaio.

Mi rassomiglia un poco
Anch’io attendo trepida
Briciole di cuore,
spezzate da un poeta.

Versi e parole buone
Il saluto del mattino
L’abbraccio della sera
In volo sopra il mare.

Danila Oppio

Published in: on aprile 17, 2021 at 07:02  Lascia un commento