Un po’ di luce

Un po’ di luce non guasta,
Un po’ di buono.
Oggi il cielo è limpido,
Anche se è freddo
Fuori stagione.
Un po’ di sole
Che scaldi tutto.
Un po’ di speranza e
Di grande leggerezza,
Un po’ di vita, di musica,
Di sorrisi, baci, amori,
Un po’ di chiacchiere
Sulle panchine o
Camminando
Mangiando un gelato,
Un po’ di semplicità e
Di senso non guastano
Per superare questa palude e
Ritrovarci di nuovo in un prato.
Si’ un po’ di luce è ciò
Che ci vuole per vederci
Davvero bene nei volti e
In fondo all’anima.

Piera Grosso

Published in: on aprile 27, 2021 at 07:44  Lascia un commento  

Se amor non muore

Per tutte le stagioni della vita
si ripercorre sempre ugual sentiero.
Di qua, roseti a dire è primavera,
di là, azzurri a replicar l’estate.
Alla strettoia, a fine valle e corsa,
l’aria si snoda alle prime piogge
e dopo un po’ si accuccia essa stessa
per darti avviso dell’intenso freddo.
Se amor non muore, così come si spera,
avrai la voglia di inventarti un nome
che definisca il tuo mutar del tempo
nella stagione in cui nulla trapassa.

Poesia IV classificata al XV Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio Città di Eboli” (2011)

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 27, 2021 at 07:26  Lascia un commento  

Il tuo battito è il mio

TU LATIDO ES EL MÍO

Y luché contra el sueño y la fatiga,
contra la ira sin fin y el desarraigo.
Escudriñé, escarbé sin asomo de duda,
entre las débiles pavesas ciegas
de mi memoria por hallar un año,
un solitario día, apenas un instante
en que pude decir: jamás te amé;
mas no encontré resquicio para mentirme a solas,
para afirmar siquiera la negación más leve.
Tu latido es el mío. Allí donde comienza
ese deseo intenso al que nombramos vida,
allí, resplandeciendo en los días distintos,
en la ardiente espesura de mi asombro,
con el sí, con el no del abismo o la suerte,
silenciosa me esperas como el árbol de fuego
que sostiene esa fruta lustral de la esperanza.
Mi mirada te invoca en el presente,
en el rumbo indeciso de cualquier lejanía
de ese mar que me canta y me seduce
con los ojos vehementes del relámpago.
Eres sed del edén que no percibo
y, en los acordes hondos de tu voz,
perenne permaneces, con la música
aterida del alma y la audaz primavera,
en todas las palabras de la sangre.

§

E ho lottato contro il sonno e la stanchezza
contro la rabbia infinita e l’assenza di radici.
Ho cercato, ho rovistato senza dubbio,
tra le flebili scintille cieche
della mia memoria per trovare un anno,
un giorno solitario, solo un momento
in cui potrei dire: non ti ho mai amato;
ma non ho incontrato un appiglio per mentire a me stesso,
per affermare anche la minima negazione.
Il tuo battito è il mio. Lì dove inizia
quell’intenso desiderio che chiamiamo vita,
lì, splendente in giorni diversi,
nella boscaglia ardente del mio stupore,
con il sì, con il no dell’abisso o della fortuna,
silenziosa mi aspetti come l’albero di fuoco
che sostiene il frutto lustrale della speranza.
Il mio sguardo ti invoca nel presente,
nella rotta incerta di qualsiasi lontananza
di quel mare che mi canta e mi seduce
con gli occhi ardenti del fulmine.
Hai sete dell’Eden che io non percepisco
e, negli accordi profondi della tua voce,
resti perenne, con la musica
fredda dell’anima e l’audace primavera,
in tutte le parole del sangue.

JUSTO JORGE PADRÓN

Published in: on aprile 27, 2021 at 07:09  Lascia un commento