Nenia

Amaro mare
di lacrime amare,
non c’è più terra
tra cielo e mare.
Non c’è più amore
tra terra e cielo,
non c’è più fiore
per il mio stelo.
Amore avaro,
cercai un sorriso:
avere amore
era da illuso.
Amore vero
fu un sol momento,
amore avevo
e ora è già vento.

Fabio Sangiorgio

Published in: on maggio 31, 2021 at 07:18  Lascia un commento  

Prime viole nello sguardo

È inutile dire che tutto va bene
Che vinceremo noi
È inutile mostrare una forza
Che non abbiamo più
Vergognarsi se alla mattina presto
Gli occhi sono già aperti
Con i pensieri in movimento
In una mente già stanca
Dal giorno prima
Tutto è cambiato in peggio

L’unica cosa da fare
È lasciarsi andare
Lasciar accadere la vita
Seguire il flusso della corrente
Senza irrigidirsi né voler
Dimostrare chissà che cosa

Affidiamoci alle piccole cose
A quelle semplici violette
Che ci vogliono disperatamente
Dire che la vita continua
A quegli occhi che vogliono
Disperatamente comunicare
Sopra la mascherina
Emozioni che nessuno mai
Ci potrà portare via.

E allora saremo noi i vincitori

Sandra Greggio

Published in: on maggio 31, 2021 at 07:13  Lascia un commento  

Lo specchio stregato

Praga è uno specchio stregato.
Mi guardo
e ritrovo i miei vent’anni.
Eccomi come un balzo
come trentadue denti
senza carie.
E il mondo è una noce.
Ma io non voglio nulla per me.
Soltanto la donna che amo
che mi tocchi le dita con le sue dita
che svelano tutti i misteri del mondo.
Le mie mani spezzano il pane,
poco per me
molto per gli amici miei
dei villaggi di Anatolia.
Bacio gli occhi rosicati dal tracoma.
E cado non so dove in terra lontana
per la rivoluzione mondiale.
Ora portano il mio cuore su un cuscino di velluto
come l’ordine della Bandiera rossa.
Una fanfara suona la marcia funebre.
Seppelliamo i nostri morti ai piedi d’un muro
sotto la terra
come semi fecondi.
E le nostre canzoni sono scritte sulla terra
non in turco, in russo o in francese
ma in lingua di cartzone.
Ltiiin è coricato in una foresta nevosa,
corruga le ciglia
pensando a qualcuno,
guarda in fondo alle tenebre bianche,
vede i giorni futuri.
Eccomi come un balzo
come trentadue denti
senza carie.
E il mondo è una noce
con un guscio d’acciaio
gonfio di speranza.
Praga è uno specchio stregato.
Mi guardo
e lo specchio mi mostra sul mio letto di morte
col sudore sulla fronte
come se la candela fosse colata
con le braccia distese ai fianchi.
La tappezzeria verde,
e alla finestra
i tetti coperti di fuliggine d’una grande città.
Questi tetti non sono d’Istanbul.
I miei occhi sono aperti,
nessuno ancora li ha chiusi.
Ancora nessuno sa.
Tu chInati su di me,
guarda nelle mie pupille,
ci vedrai una giovane donna
che aspetta alla fermata del tram sotto la pioggia.
Chiudi mi gli occhi
e in punta di piedi
esci dalla stanza, compagno.

NAZIM HIKMET

Published in: on maggio 31, 2021 at 07:10  Lascia un commento  

I separati

 

LES SÉPARÉES

N’écris pas. Je suis triste, et je voudrais m’éteindre.
Les beaux étés sans toi, c’est la nuit sans flambeau.
J’ai refermé mes bras qui ne peuvent t’atteindre,
Et frapper à mon coeur, c’est frapper au tombeau.
N’écris pas !

N’écris pas. N’apprenons qu’à mourir à nous-mêmes.
Ne demande qu’à Dieu… qu’à toi, si je t’aimais !
Au fond de ton absence écouter que tu m’aimes,
C’est entendre le ciel sans y monter jamais.
N’écris pas !

N’écris pas. Je te crains ; j’ai peur de ma mémoire ;
Elle a gardé ta voix qui m’appelle souvent.
Ne montre pas l’eau vive à qui ne peut la boire.
Une chère écriture est un portrait vivant.
N’écris pas !

N’écris pas ces doux mots que je n’ose plus lire :
Il semble que ta voix les répand sur mon coeur ;
Que je les vois brûler à travers ton sourire ;
Il semble qu’un baiser les empreint sur mon coeur.
N’écris pas !

§

Non scrivere. Sono triste, e vorrei spegnermi
Le belle estati senza di te, sono come una notte senza una luce
Ho richiuso le mie braccia, non possono raggiungerti,
e bussare al mio cuore è come bussare su una tomba.
Non scrivere!

Non scrivere. Impariamo a morire per noi stessi.
Non chiedo che a Dio, che a te, se ti amavo!
Nel profondo della tua assenza, ascoltare che tu mi ami
è comprendere il cielo senza mai salirci.
Non scrivere!

Non scrivere. Ho paura di te, ho paura della mia memoria:
ha conservato la tua voce che spesso mi chiama.
Non mostrare la acque di fonte a chi non la può bere.
Una cara scrittura è un ritratto vivente.
Non scrivere!

Non scrivere quelle dolci parole che non oso più leggere:
sembra che la tua voce le versi sul mio cuore;
che le veda bruciare attraverso il tuo sorriso;
sembra che un bacio le imprima sul mio cuore.
Non scrivere!

MARCELINE DESBORDES-VALMORE

Published in: on maggio 30, 2021 at 07:26  Lascia un commento  

Oltre la visiera

pare il cielo
leggero il velo
di fuliggine
allontana
l’orizzonte
arricciano
scie il piano
marino…
Punte acuminate
inastano le vele
seguono rotte
senza fretta
di arrivare
è un porto
immoto
ma incerto…
Pronto il libeccio
cambia l’ordine
del vento
la barca attende
che l’orizzonte
si rischiari
lancia l’ancora
su fondali frali…

Antonietta Ursitti

Published in: on maggio 30, 2021 at 07:25  Lascia un commento  

Non lasciarmi solo

Una nebbia sottile sta turbando

la melodia del cuore,

se vuoi negare ai sogni

un po’ di sole

lascia almeno le stelle

che brillano nel cielo delle notti.

Sento nell’aria un velo

che scaturisce da miraggi ignoti,

la forza dell’amore

contro cui esplodono i pensieri

non si scalfisce,

si difende come una corazza.

Ora la luna ha acceso uno spiraglio,

ti prego, questa luce è troppo forte,

non lasciarmi solo con la nebbia

nella notte sfocata senza stelle.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on maggio 30, 2021 at 06:57  Lascia un commento  

Primavera ben presto

Primavera ben presto
sarà fra noi; le sere
s’allungheranno tiepide e una grande
luce vedrai
nelle finestre limpide fiammare.
Barche andranno nel lieve scintillìo
dei remi sopra l’acqua
morbide; e qua cantare
sentirai, nella piazza alta i fanciulli
grideranno. Stupore
ti prenderà, mio cuore.
lo starò sopra questo
tenero davanzale, e lenta arcana
mi tornerà memoria
d’altre sere, e la storia
grande vedrò, smarrita come il mare.

Questa la primavera? E i miei capelli
già lievemente splendono al soave
tocco del tempo, e il viso
già i segni porta, mesti, di bufera.
Presto la luna splenderà frattanto
sopra l’onde serene,
rivelando le barche ed una strada
dorata in mezzo del celeste mare.
E tu più forte udrai
al ballo i passi delle giovanette,
dentro le buie camere da festa
travolte e più gridare
con i fanciulli sentirai le rondini.
Tu starai sola in casa, e la memoria
ti assalirà, dipinta di stupore,
d’altre sere beate.
Che tempo fu? Che strano
paradiso mai quello?
Ricorderai tu, lenta,
mentre la festa aumenta e nelle case
scopre la luna il viso alle fanciulle,
i suoi labili accenti,
gli occhi che ti miravano contenti.
Strana bene è la vita,
reprimendo i lamenti,
e mirando la gran festa, dirai.
E un po’ sarai turbata, quella sera
che già s’accosta, della primavera.

ANNA MARIA ORTESE

Published in: on maggio 29, 2021 at 07:46  Comments (1)  

Sul Monte Pellegrino

Questa sera il lavoro
l’alacre artiere qui non affatica,
qui non giunge rumore che ricordi
il travaglio dell’uomo.
Non singhiozzi, lamenti,
sotto la luna amica,
è svanita quassù l’eterna angoscia
del perché delle ore.
Quassù sono scultore
e foggio il mio destino
secondo che mi piaccia.
Dolcemente i motori
scivolan silenziosi sulla strada,
son tutti assorti nell’attento gioco
per non fare rumore.
Giro attorno lo sguardo a poco a poco
e vedo su le stelle, giù le luci
d’un presepe animato.
Sento che sei vicina e sono certo
che da quassù, stasera,
il mondo appare a noi come una grossa
palla di cera.

Santi Cardella

Published in: on maggio 29, 2021 at 07:18  Lascia un commento  

Cuore smarrito

Ho smarrito il mio cuore
per l’assenza di un sentimento
legato stretto in fondo all’anima,
per colpa di voci
che hanno trascinato
la mia ingenua volontà
in un posto lontanamente freddo.
La ragione si è impossessata di me,
non amavo più,
ed accorgermi che poi…
il sentimento è l’essenza di me,
è una fiamma sempre incandescente.
Ho incontrato te
e amo perfino la vita.

Glò

Published in: on maggio 29, 2021 at 07:14  Lascia un commento  

Il sogno

Se ancora desideri incontrare
chi non hai mai conosciuto
puoi aspettare un’ora qui
al confine.

La sera è fredda
E la notte si fa buia.
Di qui passano tutti,
e se anche camminano
con il capo piegato,
devono alzarlo alla luce violenta
delle lanterne delle guardie di frontiera.

E quando lo sconosciuto giunge,
tu vuoi riconoscerne il volto
dalla sua stanchezza e dalla sua forza,
tu vuoi riconoscerne le mani
dal modo in cui esse si congiungono l’una nell’altra
dal modo in cui esse si modellano ad una coppa
al fine di porgerti ciò
di cui tu sei assetato.

Tu non vuoi poter gridare,
tu non vuoi poter bere,
ma soltanto sapere
che tutto ciò che hai sognato è vero.

ASTRID TOLLEFSEN

Published in: on maggio 28, 2021 at 07:22  Lascia un commento