Nodi al pettine

Chissà quanti avran capito
che nel cul ci ha messo il dito,
per vent’anni o giù di lì,
quei che unto in campo uscì.

Molti illusi, a pecorone,
acclamando il re leone,
si pasceron di speranze
di riempir le loro panze.

Oggi al dunque noi arriviamo,
nello sfascio rotoliamo
grazie a quel pregiudicato,
nella mente ormai malato.

Di Sansone a imitazione,
or che ha perso il suo balcone,
tutto all’aria vuol mandare,
vuol mandarci a mendicare.

E si scorda il mentecatto,
resterà solo col gatto,
che tra un par di settimane
dovrà scegliere altre tane.

Altre tane nell’attesa
di sentenze per la spesa
ch’egli, proditoriamente,
ogni giorno fè di gente.

Gli italiani capiranno
quanto grande fu l’inganno
or che grazie a ‘sto buffone
avran dura la lezione?

Piero Colonna Romano

Published in: on maggio 1, 2021 at 07:49  Comments (4)  

Tempio antico

Ho visitato il tempio di Segesta,
solo tra le colonne all’imbrunire;
gli ontani intorno furono foresta
da cui giungeva un tintinnio di lire.

Incuriosito pel concento strano
che sulle orecchie mi portava il vento
decisi d’esplorare quell’arcano
spazio ove s’effondeva un sentimento

e con un vago senso di paura
che suggeriva uscir dal colonnato
m’avviai fra le ombre a una radura
ove una voce mi sospese il fiato.

“Cosa vieni a cercare in questi luoghi
ove corron le antiche acque dei fiumi
alle cui rive accenderemo i roghi
sulle are dedicate ai nostri numi?”

“Cerco l’amore antico, una scintilla
atta a destare il fuoco nel mio cuore
ed a mutarlo in astro dove brilla
ora e sempre la luce dell’amore.”

Ma mi zittì la voce e prontamente
a un forte tuono aprì la strada un lampo
svelando fra le tenebre un silente
corteo che s’accostava al nostro campo.

“Dormi!” ordinò la voce: e all’improvviso
fui trasportato al centro della scena
che si svolgeva sotto il paradiso
dei numi antichi, nella luna piena.

Vidi a quel punto uscire dalle piante
figure antiche di concreta gente
ed una folla ubriaca e tumultuante
chiamata a un rito truce e intransigente.

Giungeva infatti su dalla foresta
il corteo balenato tra gli ontani:
una fanciulla e il sacerdote in testa
che la traea in catene per le mani.

A quella vista orribile e crudele
sentii gelare il sangue nelle vene
ed un furore amaro più del fiele
dettarmi al cuor d’infranger le catene;

ma gli officianti con le lance armati
seguivano la triste processione
ai lati della vittima schierati,
pronti a stroncar qualsiasi ribellione.

Inorridito per le assurde usanze
di quel popolo rozzo e primitivo
volsi ai numi di Grecia le speranze
d’uscir da quella folla intatto e vivo

con la fanciulla dal vestito bianco

stretta or dal fato nell’avversa sorte –
rasserenata, libera al mio fianco,
grata all’amor trionfante sulla morte.

Bella e solenne, come dentro un dramma
del teatro antico con la pira ardente,
ella fu spinta al bordo della fiamma.
Ma l’avvolse una nube e di repente,

io, con il cuore in fiamme e gli arti al gelo
sul prato che al mio sogno fece culla,
mi risvegliai tremante e chiesi al cielo
di serbare per me quella fanciulla.

Al megaron poi corsi dove i fumi
effusi dai turiboli d’incenso
cantavano le lodi per i numi
che m’avevano dato il loro assenso

e confermai che fino all’anno zero
avrei concesso loro la mia fede,
trovandola più consona al pensiero
dell’uomo che a quei templi offrì la sede.

Perciò quando il mio cuore è un tempio antico
mi fermo fino a sera nella cella
e col favor di qualche nume amico
torno a mirare in cielo la mia stella.

Ma se di notte sento la carenza
del suo conforto mi rivolgo a Giove
perché mi dia la sua benevolenza:
“bagnami del suo pianto quando piove!

mutala in una nube o in una fonte
che eternamente viva in un’idea!
fa ch’io possa sentir sulla mia fronte
il labbro amante della nuova dea!”

Santi Cardella

Published in: on maggio 1, 2021 at 07:35  Comments (1)  

Il pugno

THE FIST

The fist clenched round my heart
loosens a little, and I gasp
brightness; but it tightens
again. When have I ever not loved
the pain of love? But this has moved

past love to mania. This has the strong
clench of the madman, this is
gripping the ledge of unreason, before
plunging howling into the abyss.

Hold hard then, heart. This way at least you live.

§

Il pugno stretto intorno al mio cuore
si allenta un poco, e io respiro ansioso
luce; ma già preme
di nuovo. Quando mai non ho amato
la pena d’amore? Ma questa si è spinta

oltre l’amore fino alla mania. Questa
ha la fronte stretta del demente, questa
si aggrappa alla cornice della non-ragione, prima
di sprofondare urlando nell’abisso.

Tieni duro allora, cuore. Così almeno vivi.

DEREK WALCOTT

Published in: on maggio 1, 2021 at 07:22  Lascia un commento