Così tu arrivi qui

È che mi manchi,
È che tu eri tu e
Non ci sono parole o
Altro per spiegare
Il sorriso, la gentilezza,
La calma, i bei pensieri,
I gesti attenti,
I tuoi passi misurati,
L’armonia, la bellezza, l’amore,
Perciò ora resto in silenzio e
Ascolto questa musica dolcissima,
Così tu arrivi qui
Come sempre.

Piera Grosso

Published in: on Maggio 9, 2021 at 07:42  Lascia un commento  

Vanitoso

Gli è sempre arida meta di piacere

che il divenir deÌl’anima travolge,

dove mai domo è il sogno di potere

e solo l’apparire il cuore avvolge.

La normalità è per lui impossibile

‘sì che il dire di sé con occhi veri,

liberi d’artefatta vanagloria

arriva a sembrargli inverosimile.

Il suo brillar fa cieche le altre stelle,

dell’esistere vero perde il filo;

nell’orgasmo che nasce fra gli specchi

amar sé stesso è il solo desiderio.

Come rosa che nega le sue spine

la vanità l’inganna senza sosta,

nell’esser più degli altri, vagheggiando,

lo soffocano le sue stesse spire.

 

Alberto Baroni

Published in: on Maggio 9, 2021 at 07:05  Lascia un commento  

Orario ferroviario

Allineati dietro quel cristallo
dicono i libri miei titoli e prezzi:
dove sei tu, mio buon libretto giallo,
unico libro che ora io cerchi e apprezzi?

Modesto sei come il mio canto, piccolo
come il mio cuore che non teme indagine.
Ecco, non sei piu grande d’un fascicolo
ed hai trecento quattrocento pagine.

Tutte conosci le città de’ miei
sogni e i paesi che non vedrò mai;
tutte le strade che saper vorrei
come per insegnarmele tu sai.

Tutto tu sai: costumi, alberghi, date,
e tutto insegni per ogni viaggio.
Tu servi chi ti dà rapide occhiate
tanto preciso sei nel tuo linguaggio.

Forse non c’è nessuno che s’arrischi
ad andar lungi senza i tuoi consigli
ed alle tue crocette ed asterischi
e alle lune e alle frecce non s’appigli.

Ben conosci le stazioni, sai fino
quali san darci il cibo o solo il bere
e ce lo dici con un coltellino
ed una forchettina o col bicchiere.

Ben tu conosci i numeri che buoni
s’allinean nelle pagine in colonne:
quei numeri che poi non addizioni
son tutte l’ore della vita insonne.

E a me dici: “Poeta, a che t’indugi”
fra le tue carte e il tuo cuor che non sa
se nemmeno nei piccoli rifugi
s’appiatta e ride la felicità?”

MARINO MORETTI

Published in: on Maggio 9, 2021 at 07:05  Lascia un commento