Er teatrino

Ma quante vòrte che me cià portato
mi’ padre ar Pincio a véde quer teatrino
de crete, pèzze, fili e fantasia…!

Restavo a bbocca operta ‘ntusiasmato
a stà a guardà e sentì ‘gni burattino;
ridevo e nun volevo annà più via.

Stàveno sempre a pìasse a bastonate
li burattini, e a queli malandrini
je dàveno ggiù…Càcchio! che sonate!…
E je piaceva a granni e regazzini.

Calava er siparietto, e in quer momento
te ce sentivi proprio assai contento
che er pupazzetto bbòno aveva vinto:
mo’ ce lo so perché: perché era finto!

E invece, mo’, er teatrino ce lo fanno
pupazzi tutti griggi, in carne e ossa….
che de continuo sbajeno ogni mòssa
e ad ogni sbajo noi pagamo er danno,
edè tarmente pieno de magagne,
che si uno ride,è…solo pe nun piagne.

Armando Bettozzi

Published in: on maggio 11, 2021 at 07:27  Lascia un commento  

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