Sguardo

Non è lo sguardo attento dell’esploratore, a scoprire nuovi mondi, ma quello distratto e spaesato del sognatore accanito.

Simone Magli

Published in: on giugno 18, 2021 at 07:48  Lascia un commento  

La smania di restare e il suo nonsenso

Nessuno è ancora qui
di quelli che son morti, è l’evidenza.
I grandi della storia sono firme
lasciate ai monumenti
e nelle biblioteche, nei musei
la gloria ha la sua breve consistenza
negli occhi di chi passa, legge, osserva.

Nessuno è ancora qui
di quelli noti solo a chi li amava
né sono il marmo che li rappresenta
il bronzo, il falansterio, la cappella
la cenere nell’urna
nell’erba alle radici d’una pianta
in mare aperto

il tempo ci distanzia dagli eventi
ci rende impraticabili agli addii
diciamo “sono andati”
come se fosse un’astrazione
e non l’ineluttabile che incalza

andremo via
saremo il niente di una rimembranza
che non sarà mai più quel viso
quel gesto quel sorriso
quell’abbraccio

_si vive e lo sappiamo
si muore e lo sapranno solo gli altri_

Cristina Bove

Published in: on giugno 18, 2021 at 07:44  Lascia un commento  

Prima serata

PREMIÈRE SOIRÉE

Elle était fort déshabillée
Et de grands arbres indiscrets
Aux vitres jetaient leur feuillée
Malinement, tout près, tout près.

Assise sur ma grande chaise,
Mi-nue, elle joignait les mains.
Sur le plancher frissonnaient d’aise
Ses petits pieds si fins, si fins.

– Je regardai, couleur de cire
Un petit rayon buissonnier
Papillonner dans son sourire
Et sur son sein, – mouche ou rosier.

– Je baisai ses fines chevilles.
Elle eut un doux rire brutal
Qui s’égrenait en claires trilles,
Un joli rire de cristal.

Les petits pieds sous la chemise
Se sauvèrent : « Veux-tu en finir ! »
– La première audace permise,
Le rire feignait de punir !

– Pauvrets palpitants sous ma lèvre,
Je baisai doucement ses yeux :
– Elle jeta sa tête mièvre
En arrière : « Oh ! c’est encor mieux !

Monsieur, j’ai deux mots à te dire… »
– Je lui jetai le reste au sein
Dans un baiser, qui la fit rire
D’un bon rire qui voulait bien…

– Elle était fort déshabillée
Et de grands arbres indiscrets
Aux vitres jetaient leur feuillée
Malinement, tout près, tout près.

§

Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino…
Seduta sul mio seggiolone,
Seminuda, giungeva le mani.
Al suolo fremevano lieti
i suoi piccolissimi piedi.
Io guardavo, colore di cera,
un piccolo raggio di luce
sfarfallare nel suo sorriso
e sul suo seno, mosca al rosaio.
Le baciai le caviglie sottili.
Ebbe un ridere dolce e brutale
Che si sciolse in un limpido trillo,
Un ridere grazioso di cristallo.
I suoi piedini sotto la camicia
Si salvarono: “Beh, vuoi finirla?”.
La prima audacia era stata permessa,
Ma ridendo fingeva di punirla!
Baciai, palpitanti al mio labbro,
I suoi timidissimi occhi;
Lei ritrasse la sua testolina
Esclamando: «Ma questo è ancor meglio!
Signore, ho qualcosa da dirvi»
Tutto il resto gettai sul suo seno
In un bacio, del quale ella rise
D’un riso che fu generoso
Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino.

ARTHUR RIMBAUD

Published in: on giugno 18, 2021 at 07:06  Lascia un commento