Un giorno in più

Ogni nottata mi duole il corpo amico

sarà che sento l’ore svuotate, qui al paese;

il padre mio in grembiule che corre per lavoro

mia madre col cappello che porta fuori il secchio.

Ascolto l’orazione che dal ginocchio sale

i grani di rosario degli ossi, stessa strada

che il tempo scaverà in mia dimora.

Ogni nottata

io tocco i fianchi nudi della mia donna amica

li sento un poco gemere, così poi li consolo

con baci fabbricati da un uomo di cortile.

Ogni nottata un poco svanisco, e sul lenzuolo

si imprime il messaggero dell’arte più sublime:

lasciare in questa vita pastelli di dolcezza

la tenerezza per la progenie, il dito teso

che indica la luna e la sua immensa schiera.

 

Massimo Botturi

Published in: on giugno 25, 2021 at 07:21  Lascia un commento  

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