Simone l’ultimo ermetico

Ho il piacere di comunicarvi che è in uscita l’ultima silloge del caro amico Simone Magli, una raccolta dal titolo “L’ultimo ermetico” edita da Puntoacapo (Collezione Intersezioni). Vi troverete alcune delle sue brevi ed intense composizioni, che abbiamo imparato ad apprezzare sulle pagine del nostro Cantiere. Chi volesse acquistare il volume può farlo a questo indirizzo. Pubblichiamo qui di seguito un breve estratto della prefazione a cura di Lorenzo Spurio. Intanto auguriamo al nostro Simone un successo editoriale pari al suo indubbio talento.

La brevità formale dei testi di Magli si sposa com’è tipico della produzione di aforismi con un’esattezza immaginifica e una resa fortemente visuale del narrato. L’Autore, che si districa in un verso misurato, assai parco e circoscritto a un dire che, più che puntare alla linearità persegue la velleità di un’andatura spiralizzata, concentrica, arricciata all’interno, è in grado di produrre testi che si apprezzano proprio per la loro meticolosa compiutezza, per rappresentare sintagmi di un detto che cogliamo nella loro istintualità dell’attimo.

Il Cantiere

Published in: on giugno 27, 2021 at 10:36  Comments (4)  

Oro colato

raggi di sole
spioventi sul
selciato negato
sogno di libertà
in cerca d’eternità…
Luce adamantina
riverbera sulla marina
vi si inabissa la vista
accecata si inoltra
tra le onde annegate…
Metallo resistente
inossidabile al tempo
resta eguale scudo
a salvare il mondo
dalla dissoluzione…
Oro colato
scorre il fiume
dai riflessi fulvi
crini volanti
contro vento
illusione d’eternità…

Antonietta Ursitti

Published in: on giugno 27, 2021 at 07:37  Lascia un commento  

Memento

Idiomi, babeliche invenzioni,
mezzi adottati per tenerci strette
le nostre interessate incomprensioni,
per dare un senso alle pigrizie nostre
che pretendiamo il cielo in una stanza.

Stiamo sui moli ad osservar naufragi,
stupri, violenze, sadiche aggressioni
e poi corriamo nelle chiese in sciame
per un lavaggio breve alla coscienza
prima di replicar l’indifferenza.

Presenti al rito ritroviam la pace
e cancelliamo dalle orecchie i suoni
degli urli disperati. E prenotiamo
arrembanti le sapide porzioni
dell’agnello di Dio.

Per colmo pretendiamo
ch’Egli sia fatto a nostra somiglianza
anche per prevenire indigestioni.
Ma le bestie stan qui per dimostrare
che non c’è belva atroce più dell’uomo.

Santi Cardella

Published in: on giugno 27, 2021 at 07:34  Lascia un commento  

Marilyn

Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,
quella che corre dietro ai fratelli più grandi,
e ride e piange con loro, per imitarli,
e si mette addosso le loro sciarpette,
tocca non vista i loro libri, i loro coltellini

tu sorellina più piccola,
quella bellezza l’avevi addosso umilmente,
e la tua anima di figlia di piccola gente,
non ha mai saputo di averla,
perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.
Sparì, come un pulviscolo d’oro.

Il mondo te l’ha insegnata,
Così la tua bellezza divenne sua.

Dello stupido mondo antico
e del feroce mondo futuro
era rimasta una bellezza che non si vergognava
di alludere ai piccoli seni di sorellina,
al piccolo ventre così facilmente nudo.
E per questo era bellezza, la stessa
che hanno le dolci ragazze del tuo mondo…
le figlie dei commercianti
vincitrici ai concorsi a Miami o a Londra.
Sparì come una colombella d’oro.

Il mondo te l’ha insegnata,
e così la tua bellezza non fu più bellezza.

Ma tu continuavi a essere bambina,
sciocca come l’antichità, crudele come il futuro,
e fra te e la tua bellezza posseduta dal potere
si mise tutta la stupidità e la crudeltà del presente.
La portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime,
impudica per passività, indecente per obbedienza.
Sparì come una bianca colomba d’oro.

La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,
richiesta dal mondo futuro, posseduta
dal mondo presente, divenne un male.

Ora i fratelli maggiori, finalmente, si voltano,
smettono per un momento i loro maledetti giochi,
escono dalla loro inesorabile distrazione,
e si chiedono: «È possibile che Marilyn,
la piccola Marilyn, ci abbia indicato la strada?»
Ora sei tu, la prima, tu sorella più piccola, 
quella che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,
sei tu la prima oltre le porte del mondo
abbandonato al suo destino di morte.

PIER PAOLO PASOLINI

Published in: on giugno 27, 2021 at 06:53  Lascia un commento