Luci del Natale

come sono tristi

le luci del natale in periferia

disordinate come il cemento dei palazzi  

frettolose come una mamma in ritardo

sottratte alle sciagurate paghe

tremano sconsolate nella nebbia

e sono così senza arte

senza il bello

senza neppure la poesia

sbandierate dai terrazzi

come a insistere una gioia mancata

come a chiedere una rivincita

Anna Zucchini

Published in: on febbraio 14, 2017 at 07:00  Comments (2)  

La tavola del musicista

braque

Braque Georges, “Piccolo tavolo” o tavolino del musicista, 1910

 

Occorre equilibrio, sì, equilibrio

e non perdere posizione.

Stabilità, ecco, e sentiero in cadenza.

Poi canto di note di terra

e diatoniche fughe che vibrano.

Lì, tra una scala maggiore e una trama di tempo

ecco la sagoma di un amore di confine,

un punto moltiplicato di vista.

Uno sguardo interiore

di andata e ritorno.

 

Anna Zucchini

Published in: on dicembre 17, 2016 at 06:54  Comments (1)  

Qui es-tu, messieur Gauguin?

gauguin

Paul Gauguin – Autoritratto “Buongiorno, signor Gauguin”-1889

 

Quel est ce trouble,

questo cercare in tondo

dentro a un colore o a un’anima in turbolenza?

Io vedo un uomo tenere testa a cieli poderosi

e tracciare campiture di una terra

fatta di zoccoli e calvari.

Vedo cuffie pesanti come un malanno

e donne come alberi sottili

tacere alle ombre.

Quelle est ce fuite

verso donne dai capezzoli d’ambra?

Io lì vedo ancora feticci di paure

e vitali esuberanze

vedo una nostalgia candida

e la gloria di un sintetico assoluto.

 

Anna Zucchini

Published in: on dicembre 7, 2016 at 18:48  Comments (2)  

In cucina

Quel tuo prendermi nell’abbraccio di spalle

impaziente del sapone nelle mie mani

il mio spingerti ridendo via

ché ho piatti da lavare e la confusione attorno

Quel bicchiere di vino che mi servi

ancor prima di sedere

a me – che non bevo –

e che amo questo gesto

Il cucchiaio condiviso a rubarci la torta

o il gelato quando è estate

Tutto – l’abbraccio il vino – perdona

la noia del forno ventilato e incrostato

l’amnesia di un’ala di pollo abbandonata

e secca all’ultimo ripiano

del frigorifero classe a

il tedio dell’insalata da pulire

il confronto mai sostenuto di un ragù

la rabbia marrone del caffè

di cui non colgo l’attimo

ed evade sul fornello

Tutto – tutto succede –

in questa cucina ch’è cuore

e insieme ottusa prigione

ad ergastolo

 

Anna Zucchini

Published in: on novembre 17, 2016 at 07:46  Comments (4)  

Casa natale

c’erano novantasette gradini, tutti sudati dal brontolio dei vecchi

un cortile di streghe a colori e ginocchia sbucciate

c’erano terrazzini di affacci e di accordi

di fili, di bucati e di pochi gerani

c’erano due stanze e una cucina

c’era una stufa bollente coi cerchi rossi

a borbottare una pentola perenne

c’era la catinella del sabato in mezzo alla stanza

minaccia o conforto di un bagno subìto

c’era una radio dalle parole importanti

la sera quando zitta era la macchina per cucire

c’era il lettone con tutti i segreti

e un mal di pancia bambino

c’erano il torto delle sculacciate

e la panna montata della domenica

c’era un tavolo – solo quello – di un legno remoto

a sopportare maccheroni e una qualche bistecca

panni da stirare, giornali da notizie bestemmiate

e sempre i libri, giovani quaderni

matite colorate

a interrogare disegni di vite serene

 

Anna Zucchini

Published in: on novembre 8, 2016 at 07:39  Comments (2)  

Casa sognata

Se fosse bianca oppure di legno

e a punto croce la tenda della cucina

Se i davanzali fossero rosa

di gerani o anche di piume

Se ci fosse un cane seduto alla porta

la lingua di fuori e gli occhi buoni

Se ci fosse il silenzio degli alberi

il respiro nei prati e la vita nel vento

Se avesse i tetti spioventi sulle risate

e se risuonasse di amore

Se non avesse serratura

né chiavi sotto lo zerbino

cosicché tu potessi entrare

lupo nella tana

fiume nel letto

Noi

senza né un prima né il dopo

noi due

avremmo inventato

intere generazioni

 

Anna Zucchini

Published in: on ottobre 30, 2016 at 07:29  Comments (1)  

Non porto fiori

Non porto fiori alla tomba di mio padre ma lacrime

al ricordo del giornale sul petto

la mattina d’inverno

e via col motom che si sentiva fino all’angolo.

Non gli porto fiori li tengo

in giro per casa per lui birbone e surreale

che intanto che mi giocava lo vedevo invecchiare

e maligna la paura suggeriva la morte.

Maledetto preciso presentimento

tanto che non so chi proteggeva chi.

Non porto nulla solo gli riporto indietro

il suo sorriso e l’amore per la vita

gli porto la sua curiosità che ora è mia

e una dolce saggia pigrizia.

Gli porto in capacità le sue lezioni

e nel sentire una morale intelligente

Per preghiera gli porto la riconoscenza.

 

Anna Zucchini

Published in: on ottobre 21, 2016 at 07:12  Comments (5)  

Se il cercarsi è buio

Se il cercarsi è buio

e il vento rende il cielo incerto

non temere

io sarò regina del temporale

e curverò gli archi in cielo

fino a noi.

Sfolgorerò d’indaco

e tu principe o meteora

mi appagherai

dell’iride donata.

 

Anna Zucchini

Published in: on ottobre 12, 2016 at 07:08  Comments (2)  

Parrucchiera degli alberi

Parrucchiera degli alberi

la brezza arriccia le foglie

con un soffio che viene da dentro.

Alla via rubo sorrisi

il passo lento affiancato a un qualche dio

e col respiro rosso papavero.

Scossa da un terremoto di incanto

vivo l’attimo eterno

dalla fanciullezza al nulla.

Finalmente la ferita cercata,

una spina di felicità verde sangue.

 

Anna Zucchini

Published in: on ottobre 3, 2016 at 07:05  Comments (2)  

L’uguale

Che strano l’uguale.

Ha materia riconoscibile

e imbarazzante l’identificazione.

Pare specchiarsi l’altro e l’uno

eppure si è stranieri

nel percorrere le vite

al medesimo pensiero.

L’uguale è strano.

Non ha neppure la grazia dello stupore

per ciò che è noto.

È come stringersi ma non raccontarsi.

 

Anna Zucchini

Published in: on settembre 24, 2016 at 07:00  Comments (1)