Ma come facevamo?

Ma come facevamo nella casa senza salotto

dove la sedia impagliata era il divano

e la tivù le storie dei vicini?

Il mondo passava dall’officina

e arrivava a tavola, la sera.

Sconfinato – nel suo spazio siderale

tra la credenza e la stufa.

Poi, adolescenti dal seno piatto

noi – sedute sul letto –

piangevamo felici le note di battisti

e stringevamo amori

tra le cinghie dei libri.

Ora la noia

tra un pensiero e il culo grosso

tra la voglia di andare e una crepa bianca,

la noia – come una macchia scura

indelebile

sul sofà di vera pelle.

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Anna Zucchini

Published in: on giugno 12, 2017 at 06:20  Comments (7)  

Certe notti

capitavano certi notti

quelle col fischio alle finestre

che un viso di madre

chino e compunto

rimboccasse le coperte strette

in modo da conservare

tra la pancia e il futuro

il caldo affettuoso

di una borsa calda d’acqua

ancora non si scaldano i piedi

come una volta – nel letto d’inverno –

 

Anna Zucchini

Published in: on giugno 3, 2017 at 07:15  Comments (7)  

Vecchio armadio

di sonni e di veglie

febbri alte, bonaccia e malattie

di incubi e meraviglie,

corpi invecchiati col tempo,

mode e taglie scadute

vecchio armadio

che osservi la mia vita

dai tuoi nodi antichi

saggi e protettivi

come solo lo sguardo di un padre

 

Anna Zucchini

Published in: on maggio 23, 2017 at 07:12  Comments (8)  

A quest’ora di mattina

Vengo da un posto di case e di nebbie

dove d’estate ti sudano le vene

e il cuore ha solo quello da fare.

Da dove vengo mancano i profili a sera

neri sul rosa, le montagne a colori.

Vengo da una città di fermate di bus

parcheggi e negozi del centro

per noi – che si va solo all’ipercoop.

Sto nella città più amata e che odio

per i diecimila giorni di prigionia

nelle stanze di un ufficio.

Rimango ancora in questo posto a chiedermi

– a quest’ora di mattina –

come sarebbe scivolare senza memoria

nel salato umore freddo

e farsi penetrare dall’immensità del mare

senza neppure avere un corpo.

 

Anna Zucchini

Published in: on maggio 15, 2017 at 06:58  Comments (3)  

Cammino

Cammino per margherite sapendo

che è solo per me questa fioritura bianca

ne sono certa giacché ho coltivato

illusioni di miele e allodole

nell’inverno dubbioso

Solo per me ora la ricompensa segreta

di una confidenziale erba a mezza gamba

Il resto lo fa una musica dal groppo in gola

nell’aria appena tiepida

 

Anna Zucchini

Published in: on maggio 6, 2017 at 06:54  Comments (9)  

Autostrada

Autostrada di gelsomini e passione negli occhi

ecco il mio itinerario di viaggio.

Ci sono stati chilometri di rose

e d’amore

sfuggiti alle ruote – alle aiuole di nasturzi.

Adesso so

che i sentieri nelle orecchie

uditi con amarezza

sono vicoli di garofano e solitudine.

Si aprono nella voce.

Adesso so che percorrendo miglia

fiuterò similitudini

in cerca di un respiro alla clorofilla.

 

Anna Zucchini

Published in: on aprile 26, 2017 at 07:44  Comments (7)  

Luci del Natale

come sono tristi

le luci del natale in periferia

disordinate come il cemento dei palazzi  

frettolose come una mamma in ritardo

sottratte alle sciagurate paghe

tremano sconsolate nella nebbia

e sono così senza arte

senza il bello

senza neppure la poesia

sbandierate dai terrazzi

come a insistere una gioia mancata

come a chiedere una rivincita

Anna Zucchini

Published in: on febbraio 14, 2017 at 07:00  Comments (2)  

La tavola del musicista

braque

Braque Georges, “Piccolo tavolo” o tavolino del musicista, 1910

 

Occorre equilibrio, sì, equilibrio

e non perdere posizione.

Stabilità, ecco, e sentiero in cadenza.

Poi canto di note di terra

e diatoniche fughe che vibrano.

Lì, tra una scala maggiore e una trama di tempo

ecco la sagoma di un amore di confine,

un punto moltiplicato di vista.

Uno sguardo interiore

di andata e ritorno.

 

Anna Zucchini

Published in: on dicembre 17, 2016 at 06:54  Comments (1)  

Qui es-tu, messieur Gauguin?

gauguin

Paul Gauguin – Autoritratto “Buongiorno, signor Gauguin”-1889

 

Quel est ce trouble,

questo cercare in tondo

dentro a un colore o a un’anima in turbolenza?

Io vedo un uomo tenere testa a cieli poderosi

e tracciare campiture di una terra

fatta di zoccoli e calvari.

Vedo cuffie pesanti come un malanno

e donne come alberi sottili

tacere alle ombre.

Quelle est ce fuite

verso donne dai capezzoli d’ambra?

Io lì vedo ancora feticci di paure

e vitali esuberanze

vedo una nostalgia candida

e la gloria di un sintetico assoluto.

 

Anna Zucchini

Published in: on dicembre 7, 2016 at 18:48  Comments (2)  

In cucina

Quel tuo prendermi nell’abbraccio di spalle

impaziente del sapone nelle mie mani

il mio spingerti ridendo via

ché ho piatti da lavare e la confusione attorno

Quel bicchiere di vino che mi servi

ancor prima di sedere

a me – che non bevo –

e che amo questo gesto

Il cucchiaio condiviso a rubarci la torta

o il gelato quando è estate

Tutto – l’abbraccio il vino – perdona

la noia del forno ventilato e incrostato

l’amnesia di un’ala di pollo abbandonata

e secca all’ultimo ripiano

del frigorifero classe a

il tedio dell’insalata da pulire

il confronto mai sostenuto di un ragù

la rabbia marrone del caffè

di cui non colgo l’attimo

ed evade sul fornello

Tutto – tutto succede –

in questa cucina ch’è cuore

e insieme ottusa prigione

ad ergastolo

 

Anna Zucchini

Published in: on novembre 17, 2016 at 07:46  Comments (4)