Essermi risparmiata

Essermi risparmiata

a emozioni e fatiche

ed ora volermi spendere

fino a scialacquare.

Ho un tre per due in consegna

e per poco ancora

la svendita sarà eccezionale.

Mi sono rimasti i verbi all’infinito

correre ardere e volare

e poi vedere fare, fare e vedere.

L’imperativo mi sveglia ogni mattino

presto, è necessario vivere forte.

Furtive dal vocabolario sciàmano

l’assenza e la noia

declinate in perfetto ordine

matematico.

Incolonnato, inequivocabile

il risultato errato

di me al quadrato.

 

Anna Zucchini

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Published in: on dicembre 18, 2017 at 07:19  Comments (1)  

Siamo tutti lì

Siamo tutti lì sorpresi e in fila

c’è chi arriva prima chi esce dopo

ma in ordine si approda

e subito si salpa

Io per il nulla neppure un deserto

un mare in tempesta

o un qualsiasi posto del cazzo

Beato colui che ha una meta

precisa e indiscussa

fosse anche l’inferno

Delle scemenze io porto i chili

le spalle curve le vene grosse

per ogni peccato un’assoluzione

impartita da sola

perché – buon dio – ci sarà pure

un’attenuazione della pena

un indulto

una nota a piè pagina

un codicillo sul mio nome

e in grassetto

tutto quello che non ho trovato

 

Anna Zucchini

Published in: on dicembre 9, 2017 at 07:13  Comments (3)  

Canto

Canto quel momento di sospensione tra l’esserci e il mancare

quando il lenzuolo fresco placa i torti e gli anni,

quando si accumula tempo a incolonnare il giorno

ai suoi riporti e ai conti da fare.

Canto l’attimo lungo col braccio al cuscino,

la stretta a chi finalmente scelgo

così, per poi addormentarmi,

e portare con me solo chi voglio.

Celebro i minuti dell’omettere e rifare

il riassunto, la selezione,

canto la gioia che non è

e la giornata mai stata mia.

Evoco un rincalzo materno

giuro promesse e condono perdoni.

Canto il domani, il sonno,

intono un sogno vergine sottolineato di blu.

 

Anna Zucchini

Published in: on novembre 26, 2017 at 07:08  Comments (3)  

Persiane chiuse

Viste da fuori

le persiane socchiuse

paiono il confine climatico

tra una regione di conforto

e un paese di fuoco.

Un ultimo lembo di pace

invocato dai soldati

sul terreno di guerra ma pronti alla resa.

Oltre le persiane chiuse

non visibili, i prigionieri.

Sono vecchi e sono stanchi

hanno avuto detenzioni

lunghe.

Ancora attendono

una qualche liberazione.

 

Anna Zucchini

Published in: on ottobre 1, 2017 at 07:05  Comments (2)  

Mi piacciono le chiese

Mi piacciono le chiese quando è estate

sono ripari di ordine e magnificenza.

Dai muri i secoli

restituiscono la frescura della loro storia

e io – confusa tra i turisti –

mi fingo straniera e reimparo la città.

Ho la curiosità del viaggiatore

e l’attenzione del pellegrino.

Ne traggo un conforto vago

forse dal caldo

o forse chissà.

 

Anna Zucchini

Published in: on settembre 22, 2017 at 07:02  Comments (5)  

Bisognerebbe trarre dei vantaggi

Bisognerebbe trarre dei vantaggi dalla nudità

se rivela defezioni.

Si potrebbero proporre effetti da circo.

Oplà, ecco a lor signori decenni di equilibrio sulla fune

venite ad applaudire la domatrice di pulci e leoni

qui vedete bene le ferite dai trapezi senza rete.

Bisognerebbe avere un pubblico per questo,

pagante ma silente, doloroso e paterno.

Bisognerebbe inventarsi superfici nuove per farne corpi

abbandonare l’ovvietà dei segni bianchi del costume

sulle solite pelli scure

obbligatorie.

 

Anna Zucchini

Published in: on settembre 13, 2017 at 07:00  Comments (4)  

Benvenuto moscone

Benvenuto moscone

sei l’ospite opportuno

nell’ombra di questa quiete,

la sola risparmiata dal fuoco

di un pomeriggio fuori testo.

Salve a te chiassoso amico

affabulatore di quelle estati totali

quando i compiti erano ancora da fare

e cicale e mosche le sottintese presenze.

Grazie della visita gradita

intuita nel ronzio nero che sbatte

percepito di lato

inafferrabile e familiare.

 

Anna Zucchini

Published in: on settembre 4, 2017 at 06:58  Comments (2)  

Ma come facevamo?

Ma come facevamo nella casa senza salotto

dove la sedia impagliata era il divano

e la tivù le storie dei vicini?

Il mondo passava dall’officina

e arrivava a tavola, la sera.

Sconfinato – nel suo spazio siderale

tra la credenza e la stufa.

Poi, adolescenti dal seno piatto

noi – sedute sul letto –

piangevamo felici le note di battisti

e stringevamo amori

tra le cinghie dei libri.

Ora la noia

tra un pensiero e il culo grosso

tra la voglia di andare e una crepa bianca,

la noia – come una macchia scura

indelebile

sul sofà di vera pelle.

.

Anna Zucchini

Published in: on giugno 12, 2017 at 06:20  Comments (7)  

Certe notti

capitavano certi notti

quelle col fischio alle finestre

che un viso di madre

chino e compunto

rimboccasse le coperte strette

in modo da conservare

tra la pancia e il futuro

il caldo affettuoso

di una borsa calda d’acqua

ancora non si scaldano i piedi

come una volta – nel letto d’inverno –

 

Anna Zucchini

Published in: on giugno 3, 2017 at 07:15  Comments (7)  

Vecchio armadio

di sonni e di veglie

febbri alte, bonaccia e malattie

di incubi e meraviglie,

corpi invecchiati col tempo,

mode e taglie scadute

vecchio armadio

che osservi la mia vita

dai tuoi nodi antichi

saggi e protettivi

come solo lo sguardo di un padre

 

Anna Zucchini

Published in: on maggio 23, 2017 at 07:12  Comments (8)