Quanto di bel stasera sei vestita

Quanto di bel stasera sei vestita,
che dea bellezza d’affacciarsi sdegna!
Degna sei tu a vincer la partita
di chi tra voi è di beltà più pregna.

Come l’artista nella tela segna,
-mio bell’incanto, stella mia fiorita –
il cuore mio la mente mia impregna
di te per quando, pur, sarai partita.

Quest’io faccio, ora nel guardarti,
che in me, tale bellezza che commuove,
voglio tenere…per mai più scordarti.

La pelle tua lisciar vorrei…palparla…
Sentir con te che tutto mi si smuove,
e tanta dolce smania in te affogarla.

Armando Bettozzi

Published in: on aprile 22, 2017 at 10:31  Comments (5)  

Vorrei farti sbocciar, bel fiorellino

Vorrei farti sbocciar, bel fiorellino,
su un prato tutto verde e ben curato,
tutto innaffiato, e sempre ben pulito,
con l’ombra giusta e il sole ogni mattino.

Col buon concime adatto e genuino,
con verdi mani che amorevolmente
curano il giaciglio e per te, lor vanto,
fan sì che la tua terra stia a puntino.

Con chi sa liberarti da infestanti
per farti crescere in ambiente sano
e che i nocivi insetti, che son tanti

li caccerebbe…E per più sicurezza,
s’opporrebbe all’insorger del pantano.
Per dare al viver tuo giusta pienezza.

Armando Bettozzi

Published in: on aprile 5, 2017 at 07:04  Comments (4)  

Quel goccettin di vin che bevo

Quel goccettin di vin che bevo
cacciando va il magon pian, piano.
Mi siedo intanto sul divano
e un po’di peso già lo levo.

Il micettin che m’aspettava
su quel divan di già sta steso.
Or dalle fusa è tutto preso,
restando steso, come stava.

E poi il mio bel micin s’appressa…
Sornion, piedin-piedin s’adagia
-che neanche fosser di bambagia –
sui miei ginocchi…La badessa!

Poi, lenta lenta s’addormenta…
E lento m’addormento anch’io.
Subito entro nel sogno mio,
e niente più or ci tormenta.

Quel calmo suo fusar ci ninna,
me con lei in altra dimensione.
Dove ammesso è nessun magone,
e sol si beve…il buon liquor di zinna.

Armando Bettozzi

Published in: on marzo 21, 2017 at 07:46  Comments (3)  

Magnà..fa male

Magnà sta diventànno ‘n’ avventura…
Gni giorno c’è quarcosa in più a ffà male,
e tutti stann’a méttece pavura
su ‘gni canale, e su quarsìa giornale…

Ognuno vò ffà véde la bravura
ner dìcce in modo guasi maniacale
er danno che pò ffàcce la verdura,
la carne, er pesce…l’acqua minerale…

E stann’a ffàcce: “Attenti a questo!…A quello!”…
E allora, scanzi quello…Scanzi questo…
‘N sai più si che magnà…Ed è un macello,

perché rischi d’entrà in anoressia.
E pe evità er “pò èsse” – ar più presto –
davero! ce l’avrai, ‘na malatìa!

E ar dunque me sò ffàtto un’idea mia:
me magno quer che passa…er mi’ convento,
li manno a quer paese, e sto contento.
E in caso…a panza piena è mèjo!…er via…

Armando Bettozzi

Published in: on marzo 4, 2017 at 07:05  Lascia un commento  

Dove

giorni

Dove…sono nascosti…
Dove…volati…
O precipitati…
I miei giorni con te.
Le mie ore di attese
e di fuoco e di sangue,
dai mille sapori e profumi.
Le ferite
inflitte…subite…
curate, guarite…
I sogni sparsi su onde di delizie e tormenti
oltre irraggiungibili orizzonti…
Le favole inventate mano a mano
come tele di penelope.
Le carezzevoli mani odorose
dei dopo bucati su argini estivi.
I passi silenziosi
a cogliere e donare rose.
Il rincorrere di ombre fuggevoli.
Le preghiere
dal sapore d’incenso, fumo e alito
dell’anima in cerca di luce bianca e pura
Dove sei puro amore, amore puro
dei giorni, delle notti,
con ali adatte al volo,
pur tra il mulinar di cicloni,
ora spezzate….
Dove…siete caduti…
Dove…siete volati…
Dove…siete nascosti,
ricordi…
Ora ombre sbiadite…
Chi,
vi sta portando via… ?

Armando Bettozzi

Published in: on febbraio 19, 2017 at 07:39  Lascia un commento  

La perduta meraviglia

Saranno bravi – forse – pure adesso…
Pescatori, tutti…Ma c’è chi pesca
spigole e orate… più sempre che spesso…
E chi solo alle alici getta l’esca.

No…L’estro non è in vero più lo stesso,
e non c’è modo che ancora riesca
quel preziosismo a rinnovar se stesso.

A dare ancor la stessa meraviglia
del gran meravigliar meraviglioso
in cui l’etere a volte ancor s’impiglia.

Ché pur se non c’è più, pur sempre è vivo
quel povero ricchissimo e glorioso
momento d’un dorato sogno estivo.

Armando Bettozzi

Published in: on dicembre 13, 2016 at 06:55  Comments (2)  

Da piccoli

Quand’eri piccola e pur’io lo ero
e smog e stress non assorbiva ancora
la nostra pelle tesa e levigata
e ogn’idea non era sì inquinata
ed ogni ora ancor durava un’ora,
ed era tutto – almeno un po’ – più vero,

ci crescevano giorni oramai rari –
che si empivano d’api e di farfalle,
e il pettinino, portavamo in tasca…
E in giro sapevamo d’ogni frasca
pel giorno e per la sera, e giacca o scialle
dall’umido del prato eran ripari.

Ricco d’amor, seppur per altro avaro
era a quel tempo il viver quotidiano,
ma nel suo dar di meno di più dava…
E prender due piccioni co’ una fava
significava allor darci una mano
tra noi e ognuno che avevamo caro.

Intorno a noi sbocciavan come fiori,
le ore…i giorni…gli anni…sempre freschi…
e la fortuna era stare insieme,
sentir che l’un per l’altro è lì che freme…
dividerci tutto…Vividi affreschi,
or più preziosi…qual rari decori.

Armando Bettozzi

Published in: on dicembre 3, 2016 at 07:08  Comments (1)  

‘Na vòrta, er magna-magna…

gallo

‘Na vòrta er magna-magna aggià ce stava.
Perché…nun ce sta un cavolo da fà:
ce nasce…e certo…l’òmo ce provava…
Però…ce sta un però, perché se sa

che allora più che artro s’ arubbàva
pe ffà godé er partito…! E è questo qua –
che t’aricconta chiunque governava…
Pe cui – è vero! …’n se pò ddì: “rubbà”. (!?!)

E poi nun s’arubbava accosì tanto!
Presempio…anche mi madre, quarche vòrta,
pìàva da la spesa…D’artro canto

in che artro modo lo poteva fàllo
‘no sparambio? La “cresta”!…Pe la scorta!
Ma adesso pìeno sempre tutt’er gallo…!…

Armando Bettozzi

Published in: on novembre 16, 2016 at 06:57  Comments (1)  

Proiezioni e riflessi

L’acqua scorre…e quel tuo rovescio lascia
fisso ancorato dove sistemato
l’hai pe’ un attimo, o a lungo, o anche per sempre
a rispecchiarsi, appena un po’ sfibrato
di giorno, al sole, e ai luccichii, di notte.

Nemmeno un gorgoglio nel trattenerti…
Lo sanno l’ acque chete mentre vanno,
che tu resisti al loro trascinare…
Tu resti…come immagine ancorata,
coi piedi al bordo e con la testa in giù….

Non come l’ombra che s’attacca ai muri
e dritta resta, al modo tuo di stare.
Scomposto, là galleggi…non affondi:
pari ‘l tuo spirito che vien protetto.
E più è chiara l’acqua e più è quasi specchio.
E addosso al muro, invece sei scoperto,
e al mutar di luce sempre ti muti,
deforme appari, e senza mai colori.

Armando Bettozzi

Published in: on novembre 5, 2016 at 06:57  Lascia un commento  

La paludosa intricata foresta

Dove pendono serpi come liane,
e l’intricato vegetar tra i piedi
-fin oltre su a coprir cielo e orizzonti –
frena, e temerario rende ogni andare.

Dove a lambirti stanno, ingannevoli,
fanghi a succhiarti pronti, e coccodrilli
coll’acquolina a pregustarti intero
compreso tutto…senza scartar niente.

Dove anche le foglie stanno all’erta
in attesa di ghermirti…bramose.
Dove echeggian paurosi, o in falsa festa
suoni per darti il disorientamento.

Dove vaghi stordito e senza meta
col pieno di terrore che attanaglia…
Cogli occhi spenti dalla cecità
di chi, pure, ha paura di vedere.

Così m’appari, Italia, e sono sveglio,
non sono “fatto”, non ce n’è bisogno.
Che tale sensazione allucinata
sa darmela ancor meglio la realtà.

Da cui rifuggo, nella mia impotenza,
e scappo da tranelli e da pastoie,
da intrighi, e mille altre insicurezze
per darmi più decoro e più certezza.

Armando Bettozzi

Published in: on ottobre 26, 2016 at 07:07  Lascia un commento