Giù

giù

alle fondamenta

nell’ade

che il sisma, ieri

ha fatto tremare

andare

a mani nude

 in discesa

scale sconnesse

tra solventi di vini fermentati

biciclette smesse

in mezzo a ragnatele setose.

Uno scorpione alza la coda

dentro bauli di ricordi accatastati

sale, su sedie ormai tarlate

dove si leggono sedute

di vedute consumate

sempre lì

gli scarti del tempo

macchie d’ olio

fissate al pavimento

due vecchie bambole

che non vedono più

laggiù

a volte

qualcosa si rinnova

– umidità –

Cavernosa.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on luglio 24, 2017 at 07:48  Comments (3)  

Camera da letto

nell’azione delle stelle

il cameratismo ci culla

come il bel sonno

che ogni volta

si risposa con la parete

sopra l’alzatina della rete

un grande santuario

nelle notti perenni, ci accoglie

mimetizzati dalla luna

ascoltiamo la libertà delle fatiche.

Il sostegno del letto, accosta le rive

quando lenzuola profumano di bucato

l’aria tiepida del giorno entra nel silenzio

con vele gonfie noi

stiamo sottocoperta

abbarbicati al materasso d’acqua

due naufraghi, che cercano l’approdo

nel fiume rosso dei benedetti.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on luglio 15, 2017 at 07:44  Comments (5)  

Salotto del tempo

Il lampadario a gocce di quarzo rosa

perde l’alta tensione

soffuso, tiene il tempo della sala

Le sedie in ciliegio, rivivono i colori delle farfalle

 colme di accorgimenti improvvisi

un viavai per tutte le sedute e i sorrisi

 Maglie di vita e di presenze

 ritoccano lo stile dopolavoro

mentre  idee vintage incrociano

nuovi cammini.

Piedi gracili ci accompagnano

sul tappeto persiano

…  ed ecco mille abbracci

i cuscini di seta

che baciano il divano

in inverni di tv scolorite

libri esistenziali accumulati

nelle angolature fiorite

candele accese

in attese di te,  che rincasi

e senti il profumo delle pareti

 di te, che dimentichi spesso la chiave magnetica

-Benvenuto, suonatore di campanelli.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on luglio 6, 2017 at 07:41  Comments (9)  

Quattro fasi

1)

Di che pasta sono fatta in cucina…?

Mi va di gettare il malumore

metto le trenette nel bollore

scolo nel condito del pesto

(basilico, pinoli)

manteco

in cucina

una musica in gestazione

sfibrante

fa fluire e spartire

facce domestiche

 

2)

Mani impazienti

impastano piccole morbidezze

dolci sofficità, simili a carezze

appoggiano frasi salate alla bilancia

(immobilizzate contusioni di mezza età)

  …  ansie, tra i cavolini di bruxelles, mezze verità…

 

3)

Quando il pentolame emana un vapore verticale

l’olfatto mette a fuoco la dualità

(chi ero io in altra vita…?)

amavo cucinare?

lessavo

rosolavo

tostavo…?

 

4)

Scatta il  timer

l’inizio del round

la lotta

soffia sui fornelli troppo alti

il palato della carta chiede d’assaggiare i miei pensieri

come alle cinque pomeridiafane di ieri

il tè coi biscotti aspetterà sul tavolo di cucina

dove sosta quell’amica adrenalina

che scrittura la scrittura.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on giugno 27, 2017 at 07:39  Comments (9)  

Lepre in salmì

(Annotazione di una casalinga che non voleva cucinare)

 

Ah! vedere quella lepre alla ferma

è illegittimo

tanto più con il cappello vermiglio in testa.

Vi è lealtà costringerla

ad essere cacciata e servita?

-Vorrebbe ancora rimbalzare in natura-

Posso sollevarne i balzi nell’ora del desco?

Che mai dirà la cipolla alla mentuccia

a cui scende una lacrimuccia?

E pure quel pomodoro…

che colora il sugo in coro alla carota

 che aria da ostrogota!

L’animale

aveva incollato a sé, l’istinto di sopravvivenza

-un  tuffo in padella e la corsa s’è spenta-

 

Aurelia Tieghi

Published in: on giugno 18, 2017 at 07:33  Comments (5)  

Ad ogni ritmo d’Euridice

Ad ogni mio suono

la musica s’alterna al cuore

o corpo mio

sostienilo

traslucida il movimento

dell’animale che sta in me

i passi sono come quelli della giovane Euridice

puoi distinguerla tra le camelie

dei miei piedi

bella e sinuosa danza di petali che percorrono

il calice vitale della devozione armonica d’amore

dentro  quel profondo mondo musicale, oggi

ballo, al tempo di Crono…

 

Aurelia Tieghi

Published in: on giugno 9, 2017 at 07:25  Comments (8)  

Va’ o pensiero 2017

nella notte sul bosforo

la cariatide reggente

va con la mente

al lacrimar della volta

va’ o pensiero

guado

alle rive riflettenti

in tondo tendi

la mano al mondo

involati dentro note delle gole

infiora

il planisfero delle creature

quando ti stagli sulla terra

va’ o pensiero

guida il rubino della stella

quando cammini con l’aurora.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 31, 2017 at 07:21  Comments (7)  

Ti sento

TI SENTO

quando ancora la luna

disegna una flebile traccia e

calza il brusìo di un cinguettìo

 

TI SENTO

ritornare alle prime luci del mattino

ti attardi, o mio felpato felino

soddisfatto

della tua scorribanda

nel dedalo

di una foresta notturna

 

TI SENTO

e speri al rientro

di trovare, una carezza d’amore.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 22, 2017 at 07:18  Comments (9)  

Ti ho rivisto fratello

Ti ho rivisto fratello

qualcosa cade

mentre reggo l’ombrello

Ti rivedo fratello

ancora una volta

questa fitta nebbia

c’invade il midollo

Non c’è controllo fratello

nel tuo mondo sfiatato

nessun posto per me?

Ancora sosto

sul tuo fisso clichè.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 13, 2017 at 07:14  Comments (5)  

Vetri

(3° annotazione di una casalinga)

 

Se l’equilibrio

si mantenesse all’ordine

dei vasi di fiori

dai vetri potrebbe entrare più luce!

Il comporsi e lo sciogliersi di gocce

lascia intravedere piccole ombre e aloni che

i miei occhi fissano scrutando in trasparenza

la mezza finestra appannata

Nell’alito caldo

nel gomito

che produce un rito a strofinare

con gesti consunti eccomi ad ogni tempo, qui

energia vitale sul davanzale

in arrampicate scivolose sui vetri.

 

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 4, 2017 at 07:11  Comments (7)