Ecco perchè

Così distante è quel chiaro giardino
dove la forma scioglie il suo colore
e solo il cuore resta inalterato
agli occhi di chi ne ha l’accesso?

Lungo i sentieri impervi della vita,
suole più volte ho consumato a iosa
per colpa di una voce ripetuta
che alla sostanza sempre m’invitava.

Non sarai degno di guardare altro
se prima, dentro, non avrai visto te.
O… viceversa?
Ecco perché devo crescere ancora!

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 17, 2017 at 07:08  Comments (5)  

Prato d’attesa

Lievi e colorati, i petali,

li stacco ad uno ad uno

nell’ora d’incredibile rugiada.

 

Il viale alle mie spalle

sembra lungo un treno

e, ancora, tu non arrivi.

 

Tra fili d’erba imbalsamata

il bruco gioca a nascondino

e, intanto, prende posto.

 

Quand’è che ti vedrò

spuntare fresca dal roseto,

con i capelli al cielo?

 

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 8, 2017 at 07:49  Comments (4)  

Un bacio dopo l’altro ed altro ancora

Com’era bello attendere la notte
raccolti nell’abbraccio della sera
col mar che manteneva la promessa
di non distrarci quando andava in scena
un bacio dopo l’altro ed altro ancora.

Com’era mite l’aria della baia
cromata dai riflessi della luna
col vento corso dietro la collina
a starsene lontano dall’alcova
per non alzare sabbia sulla duna.

Per noi fu alba prima che sorgesse.

Aurelio Zucchi

Published in: on febbraio 23, 2017 at 07:35  Comments (2)  

Freddo inverno

Nel caldo spazio che mi accoglie
– vele sul muro in paziente attesa –
non conosco quasi più un agosto.
Ora che il sole sembra stanco
e le primule giocano a nascondersi,
vorrei sentire il rumore della neve.
Qui nella mia città ghiacciata
tutti a guardare il bianco del cielo
per trovare un azzurro squarcio,
una risposta che arrivi da lontano,
un sorriso sulla bocca del futuro,
il rumore della neve come segno.
Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 19, 2016 at 07:49  Comments (1)  

Preludio d’alba

Nel pieno d’una notte senza tempo
dov’anche il vento, prono, par temerla
aspetto l’aurora, la migliore.

Paura d’esser troppo sol m’invade
e non v’è sonno in vena d’aiutare
questi miei occhi rintanati e stanchi.

La voglia di trovar sicuro approdo
mi spinge nel perimetro del cuore
ma non mi basta, punto dritto al fulcro.

Per isolar ricordi da afferrare,
dolori e gioie sono in bella vista
storditi dal passar lesto del tempo.

Incantevole, una luce appare
e del buio la coerenza infrange
fermando accanto a me la bella corsa.

Rimbocca la coperta, mia madre.
Carezza ch’ogni mio timor annulla
lampeggia per diradare il nero.

Preludio d’alba ancora mi sorride.

Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 9, 2016 at 07:41  Lascia un commento  

Il proprio nome incise

Sull’azzurro che mai più egli rivide,

tra’l batter d’ali di un gabbiano brillo

ed il verdastro legno di una barca,

affascinato, il proprio nome incise.

 

Follia estrema di un amore certo

o forse l’illusione di sentirsi

amalgamato come l’acqua al sale.

 

Spiegare adesso non ha senso alcuno.

Ha senso quell’eterna convinzione

di amarlo incessantemente, il mare.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 30, 2016 at 07:14  Comments (1)  

Lenta come foglia una foglia cade

Quando, dopo l’ultimo tremolio,

lenta come foglia una foglia cade,

io guardo aria aria il suo percorso.

Ne seguo le flessioni ad una ad una

tra le irregolari geometrie di terra,

a ogni danza imposta dalle zolle.

 

Non stacco gli occhi da quel suo

oltrepassar le pietre, durissime

eppure stanche d’inerzia non voluta.

 

Perché, mi chiedo, se quella lì è morta?

Se presto più non si saprà cos’era prima?

 

Come tutto ciò che alla fine muore,

dovrei ingabbiarla in brezza fuori norma

che smussa spigoli al mio tempo nero

e nei momenti in cui sento la morte

librarla – tutta – per come mi era viva,

perfetta nella sua qualunque forma

e, voglia il cielo, con macchie di colori.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 21, 2016 at 07:15  Comments (5)  

In sella ad un cavallo bianco

In sella ad un cavallo bianco

mi avviai dall’alba verso il giorno

per poi, oltrepassate le colline,

con un inchino salutar quegli anni,

gli stessi che ora chiamo giovinezza

e che allora non avean nome.

 

Scendendo di gran fretta a valle,

a lungo mi fermai nei verdi angoli,

poi cercai il mare e sazio di emozioni

mi abbandonai al suo perenne abbraccio.

 

In seguito, odorai di uomo

e mi tuffai nei fiumi dell’amore.

Conobbi pure i duri labirinti

a prima vista di città qualunque

solo che quelli eran del Meridione

così che mi inventai nuovo Teseo.

 

Intanto che la vita andava avanti,

che i chilometri me li bevevo tutti

tra gli insistenti sguardi al mio futuro

e le carezze del passato prepotente,

ahimè ho smarrito il filo portentoso

e quel cavallo non l’ho più trovato.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 11, 2016 at 07:20  Comments (2)  

Percezione

Al primo piovere,
olierò snodi di presenza.

Al primo raggio di sole,
su percepito asse
li stenderò!

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 2, 2016 at 07:38  Comments (2)  

35 agosto 2007

Davvero sono un uomo fortunato:

mi stacco in corsa dal carro della vita

e barcollando al centro della strada

mi infilo ignaro in dedali cortesi.

 

Sentite cosa m’è accaduto oggi.

 

Andando per la Via della Speranza,

in un mattino sera e notte insieme,

giunto ch’ero al chilometro duemila,

a destra un folto bosco di scintille,

a manca il lido degli amori azzurri,

mi sono ritrovato steso a riva.

 

Da naufrago che tal vuol rimanere,

ho avuto in dono dalla buona sorte

la condizione di parlar con Dio

e immaginate quindi tutto il resto.

 

Da lì a qualche secolo di pace,

son stato circondato all’improvviso

da stelle e primavere incuriosite

e a loro ho raccontato i sogni miei.

 

Poi, imbambolato e tutto a un tratto

mi son trovato tonto al bel cospetto

del mare contenuto in una goccia,

che mi ha ospitato a lungo nei fondali.

 

Tornato alla mia sponda sbalordito,

ammesso non bastasse l’accaduto,

ho avuto regalata l’emozione

di riabbracciare, come fosse viva, mia madre…

 

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 24, 2016 at 07:30  Lascia un commento