Tentativi

Corre.
La buona idea
di chi libera il giardino
dalle foglie morte,

corre.

Vola.
Il buon seme
che tra i superstiti
ho raccolto chino,

vola.

Cantano.
Le mie ragioni
dentro un cielo
che nessuno guarda,

cantano.

Rimbalza.
Tutto nell’indifferenza
rimbalza e torna a me,
pietrificato.

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 28, 2017 at 07:21  Comments (3)  

Il coraggio di sperare

Sdraiati oggi sul fondale del riparo,
io sono certo e so di non sbagliare
che da qualche parte, forse in noi stessi,
troveremo il coraggio di sperare.

A quanti negli anni ci hanno ripetuto
che il futuro è figlio unico del fato,
a tutti quelli che erano convinti
di affidare ogni responso al tempo,

a muso duro noi replicheremo
che il futuro è un figlio in gestazione:
– di padre : la vita che la vita plasma.
– di madre : i sogni che non hanno fine.

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 18, 2017 at 07:26  Comments (4)  

Ho con me il silenzio

Barcollo in un cielo troppo grande,

mi abbasso dietro nuvole amorfe

private di contorni rosseggianti.

Questo mio tramonto mi opprime.

Ho con me il silenzio ma non basta.

 

La notte nasconderà sofferenze

magari vincendomi nel sonno.

 

Tra poche ore uscirò dal suo ventre

per poi sfidare quel cielo troppo grande

e non saperlo come navigare.

Questa mia alba non si colora.

Ho con me il silenzio ma non basta.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 9, 2017 at 07:51  Comments (8)  

Tra petalo e petalo

Ho incastrato con cura
le emozioni di sempre
tra petalo e petalo
d’una rosa rossa.

Quando li vorrai staccare,
troverai di che ridere
tra le rabbie per le lunghe attese
e i silenzi di speranze invincibili.

I ricordi premono
sulla terra in cui l’ho colta,

quella rosa,
ma si diradano

come nebbie

che vorrei ancora attorno.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 26, 2017 at 06:58  Comments (4)  

Ecco perchè

Così distante è quel chiaro giardino
dove la forma scioglie il suo colore
e solo il cuore resta inalterato
agli occhi di chi ne ha l’accesso?

Lungo i sentieri impervi della vita,
suole più volte ho consumato a iosa
per colpa di una voce ripetuta
che alla sostanza sempre m’invitava.

Non sarai degno di guardare altro
se prima, dentro, non avrai visto te.
O… viceversa?
Ecco perché devo crescere ancora!

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 17, 2017 at 07:08  Comments (5)  

Prato d’attesa

Lievi e colorati, i petali,

li stacco ad uno ad uno

nell’ora d’incredibile rugiada.

 

Il viale alle mie spalle

sembra lungo un treno

e, ancora, tu non arrivi.

 

Tra fili d’erba imbalsamata

il bruco gioca a nascondino

e, intanto, prende posto.

 

Quand’è che ti vedrò

spuntare fresca dal roseto,

con i capelli al cielo?

 

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 8, 2017 at 07:49  Comments (4)  

Un bacio dopo l’altro ed altro ancora

Com’era bello attendere la notte
raccolti nell’abbraccio della sera
col mar che manteneva la promessa
di non distrarci quando andava in scena
un bacio dopo l’altro ed altro ancora.

Com’era mite l’aria della baia
cromata dai riflessi della luna
col vento corso dietro la collina
a starsene lontano dall’alcova
per non alzare sabbia sulla duna.

Per noi fu alba prima che sorgesse.

Aurelio Zucchi

Published in: on febbraio 23, 2017 at 07:35  Comments (2)  

Freddo inverno

Nel caldo spazio che mi accoglie
– vele sul muro in paziente attesa –
non conosco quasi più un agosto.
Ora che il sole sembra stanco
e le primule giocano a nascondersi,
vorrei sentire il rumore della neve.
Qui nella mia città ghiacciata
tutti a guardare il bianco del cielo
per trovare un azzurro squarcio,
una risposta che arrivi da lontano,
un sorriso sulla bocca del futuro,
il rumore della neve come segno.
Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 19, 2016 at 07:49  Comments (1)  

Preludio d’alba

Nel pieno d’una notte senza tempo
dov’anche il vento, prono, par temerla
aspetto l’aurora, la migliore.

Paura d’esser troppo sol m’invade
e non v’è sonno in vena d’aiutare
questi miei occhi rintanati e stanchi.

La voglia di trovar sicuro approdo
mi spinge nel perimetro del cuore
ma non mi basta, punto dritto al fulcro.

Per isolar ricordi da afferrare,
dolori e gioie sono in bella vista
storditi dal passar lesto del tempo.

Incantevole, una luce appare
e del buio la coerenza infrange
fermando accanto a me la bella corsa.

Rimbocca la coperta, mia madre.
Carezza ch’ogni mio timor annulla
lampeggia per diradare il nero.

Preludio d’alba ancora mi sorride.

Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 9, 2016 at 07:41  Lascia un commento  

Il proprio nome incise

Sull’azzurro che mai più egli rivide,

tra’l batter d’ali di un gabbiano brillo

ed il verdastro legno di una barca,

affascinato, il proprio nome incise.

 

Follia estrema di un amore certo

o forse l’illusione di sentirsi

amalgamato come l’acqua al sale.

 

Spiegare adesso non ha senso alcuno.

Ha senso quell’eterna convinzione

di amarlo incessantemente, il mare.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 30, 2016 at 07:14  Comments (1)