Semmai

Vorrò stupirmi ancor quando sarò
ai margini del tempo che rimane,
ai piè di un’alba brilla di colori
semmai potrò recarmi nei suoi siti ideali.

Ovunque aria di mare si respiri
io tenterò di esser testimone
di un’onda amoreggiar con la scogliera
semmai accederò al posto mio migliore.

Accada che un bambin sorrisi apra
chiamatemi vi prego con urgenza
per fare in modo ch’io non me lo perda
così da rivedermi nella sua ingenuità.

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 24, 2021 at 07:12  Lascia un commento  

Non é, la mia, folle presunzione

Inevitabile arrendersi alla morte?
Sarà come voi dite…
ma concedetemi,
se non proprio il rifiuto,
almeno il piglio di sfidar certezza
armandomi del solo mezzo ammesso
che mi permetta di coccolar la vita
così come nel cuore custodiamo
il ricordo d’una persona amata.
Non è, la mia, folle presunzione
il mescolar le carte già assegnate.
È il forte anelito dei belli
che se allo specchio capita guardarsi
si vedono i capelli ancora folti
e gli occhi esprimer l’impazienza
d’esser portati in giro per il mondo
e di cader nel nuovo che li acceca.
Non è, la mia, folle presunzione
da essere confusa con la paura tetra.
È solo il volo di un gabbiano triste
che cerca in cielo aperto il suo riscatto.

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 11, 2021 at 06:58  Lascia un commento  

Neanche il mare

Seppur protetto dai silenzi intorno,
incredulo, bruciai l’ora cheta,
benedetta, voluta, ottenuta
per scacciare paure dominanti
d’ombre nere strenue portatrici.

Le vidi, sì, indietreggiare mute
e pronte a riconoscer la sconfitta.
Con fiero piglio da vincitor di turno,
sentii frastuono d’una tale gioia
da indugiar fin troppo con lo sguardo.

Poi solo fitte nebbie a circondarmi.
Fu gelo ogni respiro ed ogni affanno
ché demoni a schernire la mia prova
formarono da esperti un girotondo
ove pagavo quello sciocco ardire.

Provai a dimenar la fantasia.
Trovai una via verso il mare
e gli gridai di colmar la mente.
È troppo tardi mi rispose irato,
ti aiuterò se cauto sarai.

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 10, 2021 at 06:58  Lascia un commento  

Il mare che mi manca

È il suo profumo che, adesso, mi manca…
il fresco amalgama d’aria e sale
che fa del silenzio un invito a sperare
nel sorgere proprio, accanto al sole.
Le spalle posate sul nero scoglio,
i piedi leccati dall’onda indolente,
guardavo la retta schiarirsi tutta
perché distinguessi il mare dal cielo.
Ed eran raggianti i sorrisi da aprire
a quel nuovo giorno d’oro e magia
così come il sole che, all’apparire,
del trono del tempo si appropriava.

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 27, 2021 at 06:56  Lascia un commento  

Senza il pesco e la disciolta neve

Nel mentre si posava – la farfalla –
sul vetro fatto fiume dalla pioggia,
percorse – l’occhio – il volo dell’andata
e al suo ritorno incontrò il sole.
Nessuno osò rubare quella scena
se non la seta d’una donna persa
tornata a pizzicar corde di vita
per la durata d’un tramonto rosa.
Che se ne sa d’estinte primavere
quando a fiorire è solo la speranza
e senza il pesco e la disciolta neve
si fa pressante respirare il cielo?

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 21, 2021 at 06:50  Lascia un commento  

Del futuro

Di chi trovò le chiavi della porta
che s’apre sui rilievi del futuro,
non sento la mancanza, ve lo giuro,
giacché il cuor da sempre m’é di scorta.

Nel mio vagar tra morbide illusioni
ho sogni non finiti da esplorare.
Se poi gli anni insistono a tornare
con l’eco d’alcune mie canzoni,

allora tutto è agevolato
per non pensar cosa accadrà domani.
La vita che mi ha scelto allontani
ciascun sussulto già pianificato.

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 12, 2021 at 07:41  Lascia un commento  

Se amor non muore

Per tutte le stagioni della vita
si ripercorre sempre ugual sentiero.
Di qua, roseti a dire è primavera,
di là, azzurri a replicar l’estate.
Alla strettoia, a fine valle e corsa,
l’aria si snoda alle prime piogge
e dopo un po’ si accuccia essa stessa
per darti avviso dell’intenso freddo.
Se amor non muore, così come si spera,
avrai la voglia di inventarti un nome
che definisca il tuo mutar del tempo
nella stagione in cui nulla trapassa.

Poesia IV classificata al XV Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio Città di Eboli” (2011)

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 27, 2021 at 07:26  Lascia un commento  

Senza dire nulla

Camminai di buona lena, fiero
e questa volta il mar non era meta
perché di fianco già mi respirava.
Era tramonto da zittire il tempo
ed affrettai la corsa per paura
che l’impaziente sera lo rubasse.

L’avevo vista avvolta nell’azzurro
in una festa della primavera
e fu amore, solamente amore,
a farsi mare, fuoco cielo e terra
nel mentre mi sentivo quasi un re.

Finito ch’ebbi il mio bel tragitto,
sostai un po’ davanti alla scogliera
e l’occhio si posò sulle caviglie
baciate dalla forsennata schiuma.
Un brivido viaggiò lungo il mio corpo,
io fui geloso di onde che amavo.

Mi avvicinai senza dire nulla
e senza dire nulla lei si accostò.
E fu amore, solamente amore
a farsi mare, fuoco cielo e terra
intanto ch’io mi sentivo un re.

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 20, 2021 at 07:05  Lascia un commento  

E’ troppo tardi

Il cielo è annerito
sopra questo penoso ricordo di noi due
che abbiamo riempito moltissimi giorni
lungo il viale delle fiacche promesse.
Il tuo amore è solo marmo
e il bene e il male dentro di me
urlano ancora per salvare apparenze.
Mettiamo almeno coraggio in quest’addio!
Le nuvole portano grigie novelle
e sul tetto della mia testa
la morte s’aggrappa pesante
per ritardare l’arrivo.
Nella giusta bufera
che intorno si abbatte
è troppo tardi riavere
l’amore che ha diviso l’amore.
Guardando la pioggia che picchia
o la melma che accumula melma là presso il ciglio,
rimane in comune, oltre all’affanno,
girare di scatto le spalle
magari ammucchiando i nostri ricordi
ai sassi lavati dal fango,
alla nebbia che intanto scende,
alle foglie, ingiallite d’autunno.

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 14, 2021 at 06:56  Lascia un commento  

E poi chissà se qualche cosa accade

Avanzi di felicità sorbiti
al tavolo d’un bar qui sotto casa
tra sguardi, voci e visi spaventati.
Ricordi belli a farmi compagnia
in un meriggio d’ansie governato
ed ho bisogno di toccar con mano
momenti d’una società più quieta.
Spaventa questa mia necessità
di dissetarmi con i colori antichi
ma intanto va, questo losco tempo,
e poi chissà se qualche cosa accade.

Aurelio Zucchi

Published in: on aprile 5, 2021 at 07:35  Lascia un commento