Scriverò i miei versi impossibili

Scriverò i miei versi impossibili
se l’alba mi si racconterà tutta,
dal più preciso istante incustodito
in cui il buio è sazio ormai del buio,
a quello ch’è altrettanto benedetto,
quando a lei s’inchina il nuovo giorno.
Vorrò sentire senza sosta alcuna
parole e musiche delle mie canzoni,
in dolci pieghe le storie rintanate
nel solo tempo ch’adesso più non è,
momenti entusiasmanti, su nel cielo,
l’amica alba a guardare innamorati,
intendo quelli i meno fortunati
che non s’accorgono d’essere scrutati.
Scriverò i miei versi impossibili
nell’ora giusta, adatta allo specchiarsi
di cieli aranciati, azzurri e gialli
su un mare di smanie incredibili.

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 27, 2020 at 07:32  Lascia un commento  

Tutto ciò che in una notte accade

Esiste, il tempo dell’impossibile,
se, nel raccontar l’ultimo sogno,
io cado come sempre prigioniero
sull’amaca d’inafferrabile mistero.
Tutto ciò che in una notte accade…

Rivedere gli occhi di mia madre.
Galoppare su di un cavallo bianco.
Escogitare trappole d’amore,
rifarlo con lei che accanto dorme.
Tornare a carta penna e calamaio,
scrivere versi per amare il mondo.
Sfidare drago uscendo vincitore.
Girare isole e cercar tesori.
Darsi alla luna come un ostaggio.
Mutarsi in goccia violando il mare.
Avvicinarsi al sole e non bruciare.
Riordinare stelle cieli e amori.
Parlar con Dio del giorno che verrà,
di quelli del passato e del futuro…

Tutto ciò che in una notte accade
non è il frutto di una bizzarria.
È la speranza che mi fa un cenno.

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 20, 2020 at 07:30  Comments (1)  

Al tocco delle prime luci

Albeggia di quel tanto che mi basta
per mettere alle spalle la mia notte
e cerco la tutela dei ricordi
che stentan tuttavia a farsi volti.
Di là dal davanzale l’aria cheta
felpata mi raggiunge, mi accarezza,
sminuzza grumi gonfi d’incertezza,
rimescola il tempo dell’attesa.
Non più mi giro e mi rigiro a letto,
ho smesso di grattarmi a sangue il viso.
Lo sguardo or s’adagia sulla tela
ov’è un mare stufo d’aspettarmi.
Avverto in lontananza il respiro
del fico mai sazio del suo sole,
del tiglio al tocco delle prime luci
e tutto ciò mi veste e mi colora.
Mi accosto al vetro per cercar conferme
ed ogni cosa fuori e dentro vive.

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 6, 2020 at 07:30  Comments (1)  

La parte migliore di noi

E basta col dire che la vita è complicata,
che questa società non ci merita per niente
e che nessuno è mai pronto ad ascoltarci!
La parte migliore di noi vegeta nell’ozio
di un sentire che non vogliamo far sentire.
Il rischio ipocrisia viaggia a mille all’ora
nel tempo in cui sarebbe solo da fermare.
E così, eterni perplessi, ci infiliamo
nel covo delle più intime convenienze
e quel coraggio, che a parole abbiamo,
arrugginisce nell’auto-compassione.
Mio Dio!
Pensavo all’uomo come all’aquilone
quando, già d’emozioni progettato,
si libra in cielo per farsi poi vedere.
La parte migliore di noi è cementata,
tenuta prigioniera per evitarne spreco
e, con la scusa del carattere o della timidezza,
è imbambolata in un angolo del cuore.
Se e quando agli altri ci sapremo dare,
libereremo insieme spazi trasparenti
dove al nemico di pace parleremo,
e con l’amore si tratterà d’amore.
Tutto noi avremo se tutto noi daremo.
E basta col dire che la vita è complicata!
Io per primo…

Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 28, 2019 at 06:51  Comments (1)  

Se fosse facile volare

I sogni che vorrei provare a fare
m’inseguono soltanto in un’idea.
M’illudono di fronte a labbra rosse,
mi stancano d’attese troppo lunghe.

Se fosse facile volare,
se almeno un’ala avessi addosso,
mi alzerei di un solo metro
cantando a squarciagola la vita.

Se poi ne avessi due,
rincorrerei la densità dei venti
e la separerei con molta cura
confezionando doni ad alto costo

per le mie albe ad aspettare,
per i mattini d’occhi stanchi,
per certe sere in pizzeria,
per tante notti senza sonno.

Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 21, 2019 at 06:57  Lascia un commento  

Il ricamo

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Ai margini del tempo si consuma
il pregiato ricamo dei ricordi, 
perfetto e colorato a tal punto 
da farmi creder d’esser prediletto.

In verità il merito l’affido
ai silenzi di tenere aurore,
al ciao d’albe complici e lucenti,
ad un colore o forse mille del mio mare.

Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 3, 2019 at 07:30  Comments (1)  

Accoglimi

Accoglimi, 

il sole avrà due dischi.

Il cielo non riconoscerà le nuvole

e… me

che fino a prima ho pianto

alla ricerca della pervinca luna.

Ti adagerò 

sulle piume dell’amore

ora che il fondo della nuova amaca

è stato ultimato, rifinito ed allestito

col più chiaro dei cristalli trasparenti.

Così

non solo ci vedranno gli altri

ma anche il bruco, la formica e l’erba

assisteranno al nuovo dondolio dei sensi

e… mio

perduto nell’eterno labirinto.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 26, 2019 at 07:48  Lascia un commento  

Sulla scia di una stella cadente

Sulla scia d’una stella cadente
mi piace immaginarti quasi nuda,
solo vestita a firma prestigiosa
di un amore fiero della sua modella.
Nel posto dove tu planerai
andrò di corsa anticipando i tempi,
allestirò la tenda della seta
dentro la quale troverai l’alcova.
Prima, ti chiederò se avrai udito
i desideri espressi alla tua vista,
primo fra tutti quello più pressante
di riabbracciarti a fine giro cosmo.

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 3, 2019 at 06:50  Comments (1)  

Nei silenzi di un pensiero fragile

Ancora non so
se qualcosa mi manca,
quel tenero fremito
donato da quella voce,
quei piccolissimi spazi
nei quali fluiva
il nostro narrarci la vita.
Ancora non so
se rincorro le attese
per un giardino non del tutto esplorato.
Domani, mi dico,
sarà di nuovo buio
ma, puntuale, l’eco rifiata
nei silenzi di un pensiero fragile
capace però di destarmi.
Chissà dove sei, cosa fai…

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 23, 2019 at 07:07  Lascia un commento  

Vittima

La mente vuole svicolare indenne
da questa realtà che a volte opprime
e più non basta un rinnovato sogno
che tenero la porti in altri lidi.

Credeva, il cuore, fosse sufficiente
andare a spacchettare dei miraggi
per non subire il maledetto intralcio
di giorni spesi a secondare il mondo.

Così accade che allorquando vuole,
quando pretende d’indossare un lembo
d’una felicità che lo rivesta,
si scopra vittima d’infido tran tran.

Scontato che continuerà la lotta,
nel mentre prova a risfidar se stesso,
lui vuol veder la vita riposare
all’ombra rinfrescante di un ciliegio.

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 16, 2019 at 07:37  Lascia un commento