Sulla scia di una stella cadente

Sulla scia d’una stella cadente
mi piace immaginarti quasi nuda,
solo vestita a firma prestigiosa
di un amore fiero della sua modella.
Nel posto dove tu planerai
andrò di corsa anticipando i tempi,
allestirò la tenda della seta
dentro la quale troverai l’alcova.
Prima, ti chiederò se avrai udito
i desideri espressi alla tua vista,
primo fra tutti quello più pressante
di riabbracciarti a fine giro cosmo.

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 3, 2019 at 06:50  Comments (1)  

Nei silenzi di un pensiero fragile

Ancora non so
se qualcosa mi manca,
quel tenero fremito
donato da quella voce,
quei piccolissimi spazi
nei quali fluiva
il nostro narrarci la vita.
Ancora non so
se rincorro le attese
per un giardino non del tutto esplorato.
Domani, mi dico,
sarà di nuovo buio
ma, puntuale, l’eco rifiata
nei silenzi di un pensiero fragile
capace però di destarmi.
Chissà dove sei, cosa fai…

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 23, 2019 at 07:07  Lascia un commento  

Vittima

La mente vuole svicolare indenne
da questa realtà che a volte opprime
e più non basta un rinnovato sogno
che tenero la porti in altri lidi.

Credeva, il cuore, fosse sufficiente
andare a spacchettare dei miraggi
per non subire il maledetto intralcio
di giorni spesi a secondare il mondo.

Così accade che allorquando vuole,
quando pretende d’indossare un lembo
d’una felicità che lo rivesta,
si scopra vittima d’infido tran tran.

Scontato che continuerà la lotta,
nel mentre prova a risfidar se stesso,
lui vuol veder la vita riposare
all’ombra rinfrescante di un ciliegio.

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 16, 2019 at 07:37  Lascia un commento  

Quando un angelo verrà

Quando un angelo verrà a casa mia,

prima ancora di far varcar la soglia

mi accosterò alla finestra più vicina

per accertarmi che invece della luna

ci sia il sole dei mezzodì d’agosto.

 

Poi, dopo essermi scusato,

appenderò le ali nell’ingresso,

lo accompagnerò di là in salotto,

gli offrirò la mia poltrona preferita

e cercherò di metterlo a suo agio.

 

Intanto che sdraiato prende fiato,

riempirò la caffettiera, quella da due.

La metterò a sbuffare a fuoco basso

e andrò a rispolverare dalla cristalliera

le due tazzine con le fresie rosse incise.

 

Se l’angelo non mi farà annunci,

lo aggiornerò sul come ora procede

la vita mia e quella dei miei amori

che, nel silenzio, io lascerò dormire

per evitare che mi credano sonnambulo.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on settembre 26, 2019 at 07:48  Comments (1)  

Come al calar dello stremato sole

 

 

Come al calar dello stremato sole,
l’ultima scena neutra si mostra
sul palco di quel solito teatrino
dov’è che prima ho dato e ricalcato
l’andirivieni della mia esistenza;

come al calar dello stremato sole
– se proprio stelle stentan l’accensione –
smanioso attendo i segni dalla Luna
ma a Venere nel cielo io non credo
che pur di luce di pianeta splende,

così, all’imbrunire d’entusiasmi,
malinconia d’un vespro già nascente,
divento quasi mago, mago ardito
ed alte al cielo agito le mani.

Ricerca d’energia forte mi assale
e mi dispongo all’immaturo conto
che va pagato per sentirmi meglio.

Aurelio Zucchi

Published in: on settembre 17, 2019 at 07:29  Lascia un commento  

Sul confine tra sogno e realtà

In precario equilibrio da sempre
sul confine tra sogno e realtà,
mi ostino a non staccarmi del tutto
dall’arida terra da coltivare.

Di sicuro è per questa ragione
che vado cercando speranza migliore
quella che qui impossibil si crede
solo perché non ne siamo capaci.

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 29, 2019 at 07:42  Comments (2)  

Di lunga luce l’estate si colora

Di lunga luce l’estate si colora

quando gli azzurri fanno a gara

per dispiegare senza alcun compenso

la vera mappa che ci fa felici.

 

Non v’è bisogno di intestardirsi

nella ricerca degli amori nuovi.

Basta sdraiarsi sulla pietra a riva

ed aspettar dal cielo un cenno

che impartito gli verrà dal sole.

 

Si correrà ad abbracciare il mare

per farci raccontare antiche fiabe.

Lui ci dirà del come innamorarsi.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 21, 2019 at 07:03  Comments (6)  

Il vento che non ho amato mai

Spogliò la notte, l’aria molto tersa
ed il vento mi fu amico caro.

Spazzò via ben oltre la collina
pensieri e ricordi non graditi
cedendo al cuor antalgica frescura
e alla mente nuova fantasia.

Raggiunsi il mare come fossi nuovo,
argento vidi sparso sullo specchio,
sonata di risacca ascoltai
per poi dispormi al fianco di una barca.

Il vento che non ho amato mai
in quella notte fu amico caro.

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 12, 2019 at 07:31  Comments (2)  

In un bagno d’albe scroscianti

Chissà se saprò come accarezzarti
quando, in un bagno d’albe scroscianti,
indietro nel tempo saranno tornati i tuoi occhi
e la fronte, la nuca e i capelli,
e le guance, il naso e le orecchie,
e le labbra, il collo ed il petto,
e i gomiti, le mani e le dita,
e i piedi, i ginocchi e le gambe
e il ventre e gli attigui confini,
e le spalle, la schiena e i segreti…

Chissà se saprò come accarezzarti
quando, in un bagno d’albe scroscianti,
indietro saranno i nostri anni tornati
in quel pieno dei giorni

in cui tutto e il contrario di tutto accadeva.

Ricordi, amor mio?
Il mare innamorava la terra
e la terra si lasciava toccare.
Il sole corteggiava la luna
e la luna in anticipo sorgeva.
Le stelle perdonavano i danni
di nuvole che si intromettevano
e le nuvole poi diventavano cipria.

Ecco perché devi ascoltarmi.
Le rughe irritanti che ora vediamo
somigliano un po’ a quelle nuvole.

Noi vinceremo il tempo!
Lo spezzetteremo a tal punto
da farlo entrare nel collo della sua clessidra
e la piomberemo, quella clessidra,
prima ancora d’averla rovesciata.

Chissà se saprò come accarezzarti
sotto il bagno di quelle albe scroscianti.
Chissà se saprai come accarezzarmi…

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 1, 2019 at 07:29  Lascia un commento  

Formiche

Minuscole, leste e mai sfuggenti
passano le terre dei campi della terra
senza i timori per le gobbe astruse
e con la volontà del fare e andare avanti.

Noi, camminiamo stanchi
nel cielo d’universo che ci ha scelti
senza le voglie di credere davvero
e con la paura del giorno dopo i giorni.

Chissà se almeno, quelle,
conoscono l’amore e il bene,
se appena appena, quelle,
sentono la bell’ammenda che disperde.

Aurelio Zucchi

Published in: on Mag 22, 2019 at 06:54  Comments (1)