Sul confine tra sogno e realtà

In precario equilibrio da sempre
sul confine tra sogno e realtà,
mi ostino a non staccarmi del tutto
dall’arida terra da coltivare.

Di sicuro è per questa ragione
che vado cercando speranza migliore
quella che qui impossibil si crede
solo perché non ne siamo capaci.

Aurelio Zucchi

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Published in: on giugno 29, 2019 at 07:42  Comments (2)  

Di lunga luce l’estate si colora

Di lunga luce l’estate si colora

quando gli azzurri fanno a gara

per dispiegare senza alcun compenso

la vera mappa che ci fa felici.

 

Non v’è bisogno di intestardirsi

nella ricerca degli amori nuovi.

Basta sdraiarsi sulla pietra a riva

ed aspettar dal cielo un cenno

che impartito gli verrà dal sole.

 

Si correrà ad abbracciare il mare

per farci raccontare antiche fiabe.

Lui ci dirà del come innamorarsi.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 21, 2019 at 07:03  Comments (1)  

Il vento che non ho amato mai

Spogliò la notte, l’aria molto tersa
ed il vento mi fu amico caro.

Spazzò via ben oltre la collina
pensieri e ricordi non graditi
cedendo al cuor antalgica frescura
e alla mente nuova fantasia.

Raggiunsi il mare come fossi nuovo,
argento vidi sparso sullo specchio,
sonata di risacca ascoltai
per poi dispormi al fianco di una barca.

Il vento che non ho amato mai
in quella notte fu amico caro.

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 12, 2019 at 07:31  Comments (1)  

In un bagno d’albe scroscianti

Chissà se saprò come accarezzarti
quando, in un bagno d’albe scroscianti,
indietro nel tempo saranno tornati i tuoi occhi
e la fronte, la nuca e i capelli,
e le guance, il naso e le orecchie,
e le labbra, il collo ed il petto,
e i gomiti, le mani e le dita,
e i piedi, i ginocchi e le gambe
e il ventre e gli attigui confini,
e le spalle, la schiena e i segreti…

Chissà se saprò come accarezzarti
quando, in un bagno d’albe scroscianti,
indietro saranno i nostri anni tornati
in quel pieno dei giorni

in cui tutto e il contrario di tutto accadeva.

Ricordi, amor mio?
Il mare innamorava la terra
e la terra si lasciava toccare.
Il sole corteggiava la luna
e la luna in anticipo sorgeva.
Le stelle perdonavano i danni
di nuvole che si intromettevano
e le nuvole poi diventavano cipria.

Ecco perché devi ascoltarmi.
Le rughe irritanti che ora vediamo
somigliano un po’ a quelle nuvole.

Noi vinceremo il tempo!
Lo spezzetteremo a tal punto
da farlo entrare nel collo della sua clessidra
e la piomberemo, quella clessidra,
prima ancora d’averla rovesciata.

Chissà se saprò come accarezzarti
sotto il bagno di quelle albe scroscianti.
Chissà se saprai come accarezzarmi…

Aurelio Zucchi

Published in: on giugno 1, 2019 at 07:29  Lascia un commento  

Formiche

Minuscole, leste e mai sfuggenti
passano le terre dei campi della terra
senza i timori per le gobbe astruse
e con la volontà del fare e andare avanti.

Noi, camminiamo stanchi
nel cielo d’universo che ci ha scelti
senza le voglie di credere davvero
e con la paura del giorno dopo i giorni.

Chissà se almeno, quelle,
conoscono l’amore e il bene,
se appena appena, quelle,
sentono la bell’ammenda che disperde.

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 22, 2019 at 06:54  Comments (1)  

La notte non sarà capace

Distese senza tempo e senza inganno
(mi piace immaginarle prati d’erba azzurra)
che sequestrano questi occhi a lungo
per intimare lor di non curarsi
del buio che presto spegnerà il tramonto.

Fissando l’orizzonte mi confondo,
irritato ché la sua retta va sbiadendo.
Ma respiro, con energia respiro,
al pensiero che la notte non sarà capace
di smorzare i colori consegnatimi dal mare.

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 11, 2019 at 07:16  Comments (1)  

Non so se basterà

Adesso che sono onnipotente
oscurerò il sole, come prima cosa.
Ero vivo, beato, appariscente
ancor prima che rompesse albe.
L’aspettavo, nell’impaziente ombra,
perché sapesse che la felicità, la mia,
non chiede prestiti a nessuno,
neanche al re delle luci immense.
Subito dopo, toccherà al mare
e goccia a goccia lo vorrò asciugare.
Ero schiuma, eroe, onda vivace
ancor prima che v’entrassi dentro.
Sfidavo i suoi dementi azzurri
perché placassero bellezze e forme,
io che tra le mani insufficienti
giravo quelle magiche, di lei.
Spezzando i giorni in uno, è andata via.
Morire al buio e sulla riva secca
non so se basterà, almeno a me,
per credere di non essere vissuto
ma vado sempre a caccia dell’amore.

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 1, 2019 at 07:18  Lascia un commento  

Veleno

Nel giardino che esplode
dei colori da cogliere,
…………..piano……………
con mano corretta dal’eco
di come vorremmo noi essere
ed invece non siamo,
il cuore si muove incontrollato.

Bastasse soltanto esser gentili,
avremmo di che mai lagnarci
e forse scopriremmo il futuro.

All’inverso,
sotto lo stesso sole
che scalda e protegge quei fiori,
siamo sempre di nuovo allertati,
ancora insicuri di quanto ci accade
e veleno diventa l’impaziente attesa
dell’arrivo dei migliori giorni.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 24, 2019 at 06:51  Comments (3)  

Adàgiati sulla riva del fiume

Dimentica i giorni di chimera,
adàgiati sulla riva del fiume
e segui il lento volo d’una foglia
che l’acqua dolcemente accoglierà.
La scorterà intatta tra le braccia
di un mare che saprà veleggiarla
per illuderla di vivere ancora.
L’inverno non trascura i colori
e suo malgrado è ingenuo, reo
d’ingoiare nel suo magico oblio
pecche e discolpe private del tempo
per non tradursi in conquistato sogno.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 22, 2019 at 07:14  Comments (2)  

Preda che scappa

Preda che scappa

é il mio miglior passato,

zampa di ricordi in corsa,

occhio vispo nella macchia.

 

È mira che trema

nella destra stanca,

tasca bucata controvoglia

per non perdere futuro.

 

È bottino che svanisce

nei pascoli dell’oggi,

coda tra i pruni spinosi,

lunga come notte che t’aspetti.

 

Giuro, ritenterò la caccia

nelle ore che non vedo,

che nemmeno sento

in questo tempo che sbadiglia.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 14, 2019 at 07:39  Comments (2)