C’è una festa

C’è una festa anche qua
Schiamazzi di ragazzi
Gridolini e trombette
E tu…dove sei
Con gli amici e io ti vorrei
Non per forza ora
Non assolutamente stasera
Che non ho voglia di star sola
Quando il mondo grida il suo
Entusiasmo e io mi sento
Svuotata e un’infinita
Tristezza mi arrende
A un pianto e non addii
Ma non so se mi attende
un giorno di felicità
La notte è vuota per me
Se non ho un sogno di te

Sono una bambina sola
Come quando le sorelle
Dormivano e mamma e papà
Di là con gli amici giocavano
E ridevano e bevevano
E io ero esclusa e spiavo
Il loro ridere e gridare
Li guardavo dalla porta
Dietro il vetro a scacchi
Ombre gaudenti fra le luci
Il divertirsi dei grandi
Mentre l’infanzia dormiva
E io ero lì
Fra l’uno e l’altro senza
Sapere chi fossi e quale
La mia parte nel mondo

Spesso mi addormento
Col pensiero di te
Ma stasera non c’è
Non lo trovo e il mondo
Mi sembra un rovo
Cerco qualcosa da fare
Accendo la tivù e venti
Gocce mi faranno addormentare
Se c’è un film che mi prende
Non penso più a niente e mi
Sento vivere nelle immagini
Ma tu a volte mi immagini come
Faccio io con te o è
Un viaggio a senso unico
Che percorro nei meandri
Di questo cuore malato

azzurrabianca

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Published in: on giugno 19, 2018 at 07:44  Comments (1)  

Una cinciallegra

Una cinciallegra nel nido del merlo
Una cinciallegra nel nido fra muro e finestra
Una cinciallegra dalle uova azzurre
Un nido di fili d’erba di paglia e di terra
Nella penombra della persiana socchiusa
Quattro o cinque piccole uova azzurre
Tenute fra fango e piume
Come fosse il palmo di una mano
L’ho vista arrivare o andare
L’ho vista un po’ restare
Piccola il corpo verde il capino nero
Una cinciallegra ha fatto il nido qua
Ma la cinciallegra non fa le uova azzurre
Uova azzurre le fa lo storno o il merlo
O quel pettirosso che veniva sempre sul terrazzo
Quel pettirosso saltellante sul legno del recinto
Quel pettirosso arrivato con la neve bianca

azzurrabianca

Published in: on aprile 11, 2018 at 07:33  Comments (3)  

Ti amerei lo stesso

Potresti non avere
Un volto e due occhi
Potresti essere
Ricoperto di squame
O un piccolo
Quasi invisibile
Esserino
Potresti essere
Una montagna
Un dinosauro
Un lago
Potresti non avere
Un volto
E due occhi così belli
Ti amerei lo stesso

azzurrabianca

Published in: on marzo 28, 2018 at 07:25  Comments (1)  

Esco sotto la neve

Esco sotto la neve
La neve sotto il lampione
Nel fascio di luce
Arancione
La neve sotto le scarpe
I sogni in disparte
Sotto la neve cumuli di farfalle
Dalle ali spente chiuse come
Palpebre della notte
Trattengono le immagini
Stelle cadenti
E piccoli fuochi
Polvere di stelle e farfalle
Fiocchi di neve leggera
Volano nella mente stasera
Volano ricordi e amori
Volano pensieri via via via
Senza sapere cosa sono
Inconsistenza del presente
Amo sempre l’assente
Giocare agli sguardi mi pare
Sia già troppo
Correre correre correre
Afferrare quel po’
Liquefatto del cuore
Oh avessi saputo
Non ti avrei perduto
Non ti avrei voluto
Senza sapere di desiderarti
Ancora ancora e ancora
Ogni giorno e ogni notte
L’arcobaleno dei tuoi umori
Sei il sepolto del mio essere
Sommerso da strati di neve

azzurrabianca

Published in: on marzo 19, 2018 at 07:20  Comments (1)  

Quando ero follemente innamorata – qualche minuto fa –

Potrei dire che mi sento impazzire
che il cuore mi batte così tanto
intensamente tanto forte e rumoroso
da annullare ogni altra cosa
che ho paura che mi squarci
il petto per uscire lo so succederà
aumenta aumenta aumenta
e poi dove va? Deve rompere
l’involucro che lo contiene e sarà un
frantumare di ossa in schegge
di un biancore lunare e sarà
l’esplosione di nervi carne muscoli
arterie e vene cellule e molecole
paccottiglia che più non mi appartiene
osi fa questo mio corpo assente
non percepito dalla mente
trasparente e leggero come un velo
per dare spazio al movimento
rosso ritmico espansivo e poi
dove va… si perde nell’oscurità
nelle vastità del mondo e io
fantoccio senza più ossa nè sangue
come vivrò così fantasma trasparente
senza più vita presente
vagherò nel Castello dell’ego
trovandolo vuoto e senza arredi
ma ti voglio
nel marasma sconcertante
nel buio più assoluto e nella
luce accecante ti voglio
e tremo e più ti voglio più tremo
più tremo in questa esaltazione e più
sento che è la misura del desiderio
di vederti di abbracciarti di toccarti
o saranno gli argini degli occhi
sarà calore liquido dolceamaro
ruscelli di miele ambrato
del castagno che mi riporterà
con le mani a sentirmi il volto
a ritrovare le proporzioni dell’umano
tornare alla pelle al seno e al fianco
la tisana della sera che rassicura
il rito solitario del viaggio al sonno
sarà di nuovo un cuscino pieno di te
sarà il digiuno con la tazza colma

azzurrabianca

Published in: on marzo 10, 2018 at 10:09  Comments (1)  

Non posso che amarti

Sei il mio amore
Sai che non posso fare diversamente
Sei il mio amore
Sai che non posso che amarti
Dimmi cosa ti è successo
E saprò ascoltarti
Sei il mio amore
Non posso che amarti
Se il mio cuore si romperà
Raccoglieremo i pezzi
Se poi mi aiuterai faremo
Come fanno i giapponesi
Li metteremo assieme
Con colla e oro
E le ferite ricucite
Saranno la parte risplendente
La cosa più preziosa
Non posso fare diversamente
Sei il mio amore
Non posso che amarti

azzurrabianca

Published in: on marzo 1, 2018 at 07:08  Comments (3)  

Dal letto al divano

Dal letto al divano
Dal divano al letto
Guardo il soffitto
Il lampadario incombente
Che vorrei togliere
Le lacrime mi scendono
E quella solita solitudine
Che conosco da sempre
Il baratro dentro
Il vuoto attorno
Dal letto al divano
Senza nessuno
Che mi chieda
Hai bisogno
Non capisco
Se ho sbagliato io
O s’è sbagliato il mondo
Non era quello che volevo
Questo non mi pare di averlo
Progettato e costruito
È il prezzo da pagare dicono
Il prezzo di che?
Paghi sempre tutto
Se mi guardo dall’esterno
Mi faccio troppa pena
Altrimenti è solo un momento
E passerà come le altre volte
Ci sono solo immersa adesso
In un mondo che dà addosso
Ai più deboli
È il tuo brutto carattere mi dicono
Quando ho paura aggredisco
Quando mi spavento perdo la testa
E loro non lo capiscono

azzurrabianca

Published in: on febbraio 20, 2018 at 07:00  Comments (3)  

Moreno

La chiamava Mozart
Per i capelli che portava
Voluminosi con un codino
E forse anche perchè
Amava la musica
Le diceva che lei doveva
Fare la psicologa
Lei non capiva e lui diceva
Perchè capisci la gente
Viveva nel borgo di sasso
Se ne stava sempre in casa
Con l’aria mesta e rassegnata
E a chi glie ne chiedeva il motivo
Lui sempre diceva un po’ ridendo
Aspetto la morte
Strano per uno di vent’anni

Poi conobbe l’amore
Com’è bella
Mi diceva sempre di lei
Era bellissima com’è l’amore
Bionda occhi verdi attiva
Ti travolgeva nelle sue cose
La mia amica dall’infanzia
Per un po’ con lei fu felice
Poi come spesso accade
Finì

Non lo vidi più
Per lungo  tempo
Si era trasferito di casa
Dai parenti in Toscana
Mi venne voglia di sentirlo
Ma non rispondeva mai
Un giorno la sorella
Mi disse al telefono
Moreno non c’è
Ma come… Non c’è mai
Non mi risponde
Ce l’ha con me forse
Gli ho fatto qualcosa
Senza accorgermi
No tranquilla
Non ce l’ha con te
Solo non può rispondere
Ed era molto gentile

Rimase un mistero
Questo suo non volermi parlare
Poi lo venni a sapere
La morte era arrivata a prenderlo
Moreno
Non è giusto
Eri tanto buono
Con tanti stronzi che ci sono sulla terra

Moreno mi senti
Ci volevamo bene
Dove sei ora
Nelle stelle
Nella terra
Nel pulviscolo dell’universo
Nell’acqua quando piove
Ti voglio sempre bene
Ciao Moreno
Sono Mozart

azzurrabianca

Published in: on febbraio 11, 2018 at 07:27  Comments (3)  

Due haiku invernali

Gelati i rami
intrappolano sogni –
candidi fuori

Giochi dell’acqua
i ricami di neve –
sento un brivido

azzurrabianca

Published in: on febbraio 2, 2018 at 07:31  Comments (1)  

Il tuo amore leggero

Il tuo amore leggero come una piuma
mi fa volare
e pesante come un metallo pesante
m’inchioda a te

ti bacio il collo fra i capelli
ti accarezzo al risveglio
nella notte abbracciati
siamo due o siamo uno

le mie braccia trovano 
i gesti sulle tue come se 
fosse erba come fosse
Acqua o Nuvola di Cielo

la mia mano scorre morbida
la pelle e c’è mio nel palmo
il dolce tepore dei nostri corpi
che si fondono e si confondono

chi sei tu chi sono io
siamo il soffio di Dio
siamo un’Alba boreale
siamo un Bosco invernale

siamo Oceani di Fuoco
uniti nel nostro bel gioco
le nostre labbra il nostro fiato
trovano insieme l’Infinito

ti sfioro con le dita il viso
che è la Luce del mondo
stai fermo ti prego non andare
e lasciami immersa nei tuoi occhi

a sognare

azzurrabianca

Published in: on gennaio 23, 2018 at 07:18  Comments (5)