Epopea medica

In sala d’attesa al Day Surgery

per la cataratta.

Ventiquattr’occhi

con lo sguardo opaco

in attesa di chiarore.

Verrà sera.

Sguardi opachi

da cataratte incipienti

o mature.

Tutti in attesa di una schiarita.

Sarà stanco il medico

quando verrà il mio turno?

Intanto gli occhi

sono più di 30

e meno di 40.

Non ci vedo chiaro.

In un tavolo nell’angolo

ci sono beni di conforto

che non confortano

…l’attesa.

Molti anziani

molti vecchi

pochi giovani.

Ed io?

Insolita nebbia

al di là dai vetri

a Merano.

Solita nebbia

al di qua.

In Oculistica

ci sono anziani con ipoacusia:

è necessario

alzare la voce

per farsi intendere.

Nel reparto Otorino,

proprio qui accanto,

ci sono anziani

con cateratta

che hanno sbagliato

sala d’attesa.

Leggiamo giornali

in sala d’attesa di Oculistica

da un’ora e mezza.

Abbiamo tutti

disturbi alla cervicale.

ci trasferiamo in Ortopedia.

Una infermiera krumira

ci avverte che è iniziato

uno sciopero infermieristico.

Va riprogrammato l’appuntamento.

All’ambulatorio oculistico

l’infermiera prima di iniziare

lo sciopero

fissa l’appuntamento.

La vedo brutta

per le mie vacanze estive.

Sta piovendo

ma abito qui vicino.

Mia moglie sarà contenta

che l’accompagno a sauna

con l’auto.

Dio c’è!

…per qualcuno.

 

Carlo Baldi

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Published in: on aprile 22, 2018 at 07:26  Comments (2)  

A Dalila

Occhi limpidi e puri sfiorano appena

l’altrui Anima, quando d’assonanze

sentono l’intimo vibrare d’amorosi

sentimenti: che in quegl’istanti il cuore

si dispone a donar all’altro totale

fiducia e incondizionata, che non

a indagar se ne sia di cotanta stima

degno l’oggetto e dell’amore in divenire.

Di spessa scorza era la sua

rivestita, e la tua mano così leggera,

da non poterne avvertire l’intima essenza:

oppure guidata malvagiamente laddove

l’intelletto cede al bisogno d’amore.

Rimarrà la bellezza di una cicatrice.

Non altro.

 

Carlo Baldi  (nonno Carlo)

Published in: on aprile 13, 2018 at 07:07  Lascia un commento  

Aforismi in cardiologia

Puoi far fluire le parole

oppure esondarle:

in quello sei un buon medico

in questo, un medico che si specchia.

 

Un camice aperto davanti

ed uno aperto dietro,

indicano la tua strada

per il prossimo futuro

in un letto d’ospedale.

 

Ci sono infermiere

che ti curano, altre,

che si prendono cura di te.

 

Alcuni medici vivono la professione

per procurarsi il rispetto dei malati,

altri rispettano i malati

e vivono come Uomini.

 

Una buona infermiera

amalgama le regole scritte

con quelle del cuore.

 

Un sorriso abbassa la sistolica

di 5 mm di Hg:

purtroppo il vantaggio non è cumulabile.

 

Un medico iniziato

alla condizione del malato

sarà un buon medico con ottima probabilità.

 

Per qualche giorno hai contezza

che il cuore è solo un muscolo

poi, se riesci a farci un aforisma,

devi riconsiderare il fatto.

 

Se dalle finestra d’ospedale

vedi un supermercato…

pensa un po’,

ti verrebbe voglia di andarci!

 

Carlo Baldi

Published in: on marzo 22, 2018 at 07:05  Comments (5)  

Il sole ci consegna…

Il Sole ci consegna un nuovo giorno e mi

entra in casa da Est, da là, dov’è

piantato il campanile della Chiesa d’Avelengo.

… e stamane ricomincio da te. E da

chi altri, rifletto, dovrei e potrei se non da te?

Così mi dico mentre bevo quest’infuso che ha

il color dell’ambra, -sedimento millenario

di resina, forgiata dal tempo -.

Ricomincio da te, originario

Sedimento d’Amore

nel mio aspro cuore quindicenne.

… e guardo questa piccola tavola

allestita con modeste consolatorie cose

che disegnano una geometria

definitasi volontariamente giorno

dopo giorno, perché risponda

al nostro comune senso estetico.

E noto piccole disarmonie: la mancanza

del coltello per tagliare il mio pane,

il tuo vasetto della marmellata d’arance

ormai vuotato ma ancora disponibile

a fornirmi con fatica, mezzo cucchiaino

d’amara ma preziosissima gelatina.

E allora il mio cuore si fa tenero perché

ci sei tu in questi segni e annotarli senza

rancore mi gratifica e m’aiuta a

riconoscerti e riconoscermi ogni giorno.

Da poco m’hai lasciato, che hai da

apparecchiare il nostro giorno, e la solitudine

m’è grimaldello per l’affiorar d’altri pensieri

e pur’anche del calore di tua mano che pocanzi,

nell’intimità delle coltri, ho presa

e portata alla fronte e poi negli occhi,

per forzarne la chiusura e cancellar

miei ordinari tormenti.

… e io credo che tutto ricominci e finisca con te,

mio quotidiano amore

mio consolatorio amore

mio amore ancor da schiudere definitivamente.

 

Carlo Baldi

Published in: on dicembre 23, 2017 at 07:15  Comments (8)  

Per il ventunesimo di Dalila

So bene, che non s’ha da fare

quel che faccio: anticipar d’un dì

la ricorrenza dei tuoi ventuno, ma

urgenze, due, alle costole mi stanno:

arrivar prima d’altri all’appuntamento,

_ di questo venia ai molti chiedo _

e alla Musa divina dar soddisfazione.

Non serve aspettar codesti

eventi per celebrare il sentimento

ch’ a te mi lega e che tu ricambi

allor che leggo nei begl’occhi neri

d’affinità elettive sicuro segno.

E se indietro vado a cercarne traccia

una delle prime trovo, s’impegno

la memoria ‘che mi sostenga a dire

strappati versi da la mia _Vita Nuova_:

…Passa per l’odore di te
che catturo in punta di naso
e mi sazio cercando
di capire fra Mustela e limpida
orina il prevalente…

… e nel mentre il naso sfregavo sul

tuo ventre morbido … accadeva

com’è ora, per questo quattro di luglio,

del duemiladiciassette che m’intenerisca:

…d’un misto di felicità e precarietà._

 

Nonno Carlo

 

Carlo Baldi

Published in: on luglio 4, 2017 at 07:18  Comments (9)  

Ho un amico…

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

è un collega di lavoro, d’una decade

più giovane del sottoscritto,

anche lui approdato fra le grandi

braccia dell’istituzione INPS.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

perché gli ho insegnato i rudimenti

del disegno industriale un secolo fa,

su fogli di carta da spolvero e poi

su carta lucida con penne Rotring.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

perché parlavo più di lui, dovendogli

insegnare questo e quello e fors’anche

fra –questo e quello-, qual’era meglio

scegliere “nello specifico” caso.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

perché lo “specifico caso” non sempre

era specifico, ma senza il sostegno

delle Norme bisognava scegliere e

sceglievo io che avevo l’Esperienza.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

perché non sempre facevo valere

l’esperienza, ma sapevo cogliere

il valore della novità e dell’intuizione

e avevo sguardi franchi e sereni.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

perché non abbiamo mai litigato

sulla scelta se aprire o meno una finestra,

per garantire il “giro d’aria” all’ufficio

nel quale vivevamo gran parte di vita.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

perché gli ho insegnato a non spendere

parole inutili per fare scelte alle quali

attribuivano valore vitale, anche se

valore vitale non avevano quasi mai.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

perché eravamo persone di spirito

e lo sapevamo dosare naturalmente

con grande cura, annusando nell’aria

gli altrui feromoni della tensione emotiva.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

perché a volte mi chiamava maestro

anche quando maestro non ero –nello

specifico caso- e finalmente ci si capiva

oltre il significato letterale delle parole.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

perché sempre più spesso abbiamo

demolito i ruoli, ed era bello per entrambi

trovarsi dall’altra parte del fossato

perché c’erano orizzonti nuovi da scoprire.

 

Ho un amico che mi chiama Maestro:

e sapete qual è uno degli orizzonti nuovi

che abbiamo scoperto con questo

gioco di ruolo replicato ogni volta?

E’ che ci sentiamo ancora giovani come nel ’75.

 

Carlo Baldi

Published in: on maggio 24, 2017 at 07:16  Comments (7)  

Tenero giustiziere

D’incolpevoli quadrupedi, raro non è

trovare, di varia forma,

ritorni da “uscite di servizio”…

di ceneri più o meno digerite.

Ardua raccolta dati

mi si prospetterebbe s’io volessi,

a voi incolpevoli lettori, fornire

di valutazione, criteri obiettivi:

siano essi di consistenza e forma

e nuances cromatiche… le più varie,

oltre che aromatiche e granulometriche…

Oh! Mi perderei .

Preferisco una chicane appena un po’

rischiosa, coi versi che riverso, e dico

un’ovvietà: vieppiù perigliosa è la pratica

deambulatoria, se non sia…

pronta e opportunamente calcolata!

C’è invece chi, nel bel paese ov’io vivo,

chicane non ne fa di suo proposito preciso:

tira dritto… fermandosi un po’ prima!

Cava di tasca un’etichetta, a mo’ di cuore,

sceglie la giusta lingua: teutonica o italica,

in base a criteri che ad indagar m’è duro,

giustapponendola all’oggetto

d’ un trenta gradi angolari indietro,

perché se ne legga il motto:

  • GEFAHR! Aufräumen (oppure)
  • SCORRETTO! Rimuovere

Che meraviglia! Ignoto, sensibile,

bilingue, ecologista benemerito, moderno

tenero Giustiziere!

 

Carlo Baldi

Published in: on aprile 8, 2017 at 07:42  Comments (8)  

La mia donna…

La mia donna s’è tolta i pantaloni e la maglietta

e indossa un cappellino con visiera:

incontra il sole delle quindici-e-trenta

per uno scambio gratuito di cortesie.

Il body di raso nero, fascia seni e fianchi

rispettando le morbide forme

ancor piene di matura bellezza.

Un’involontaria zoommata a cent’ottanta

ai condomìnii intorno, immobili, com’è giusto

che sia, da trent’ anni ed oltre.

 

… e rinnovo il pensiero

d’essere un fortunato, impenitente conformista.

 

Carlo Baldi

Published in: on marzo 21, 2017 at 07:35  Comments (13)  

Il testamento

Sì!

Oggi che le celebrazioni

e i canti che mordono il silenzio,

hanno spento l’ansia dei vivi,

sentirai irrisolto il desiderio

d’una carezza non data.

Mi cercherai più dentro di quanto

non conceda l’affanno del ricordo e

muti saranno i dolori, perché, penserai:

niente di quello ch’è stato mi servirà!

Porrai l’occhio alle mie orme

per misurarne profondità e direzione

e capirai che io a volte ero là dove

non avrei dovuto essere, lontano,

con il capo volto all’indietro.

Ma tu cercami ancora più dentro

di quanto non accordi

Il credito di riconoscenza.

Non sarò io a dirti quanta passione

ho messo nell’indicarti la strada

né quant’ esperienza di padre

ho costruito sbagliando

sulle tue deboli membra.

Ma il bene e il male saranno serviti.

A volte copierai le mie impronte

ed altre le eviterai per farti

edificatore della tua esistenza.

 

Carlo Baldi

Published in: on marzo 12, 2017 at 07:41  Comments (10)  

Dio mio non l’amo più

(Dio mio non l’amo più!

Eppur l’amavo

l’ho sempre amata,

la mia vita è segnata dell’amor per lei

Che sia l’età?

Si sa, prima o poi doveva capitare

ovvero è capitato… ma non così.

Non son più giovane…

e anche lei… la giovinezza ha perso?)

-Hai troppi pensieri in testa!

…Questo e quel lavoro!-

Ma son cose che mi piacciono

che mi riempiono la vita,

anch’esse son la vita.

-Sei distratto o, più ancora,

non sei qui, sei altrove!-

Ma tu…tu non mi aiuti…

sei sempre in attesa…

-Quando prendo l’iniziativa

ti spaventi… lo sai!-

Spaventato… io?!

Sì…diciamo… intimorito!

( Ci deve esser dell’altro…

La mia donna con i “…settanta da adolescente…”

è ancora giusta… lì e là… è giusta.

Cazzo!

…allora son io…

Son io!

Possibile?)

-Buona notte!-

Dammi un bacino almeno!

-Mmh… notte!-

(La notte è lunga, lunga a ragionar

su quel ch’è stato

quel che doveva essere

sulle battaglie vinte

che avrei dovuto ammettere d’aver perso.

Le discussioni inutili che lascian segni

a me… a lei.

Mi ha ben detto lei che

il “bugiardino” recitava:

“…da 1 a 10 casi su 1000…l’amlodipina

può diminuire la libido…” .

A me… me su 1000 con un dosaggio di 5 mg!

5 mg d’un “ generico” che ti distruggono un amore!

…no! Domani mando affanculo il “generico”

e tengo l’altro “generico”

con il quale convivo da 7 anni da buoni amici.

…salirà la pressione

…solo la sistolica, credo, di 15 mm di Hg…

La tengo controllata!)

(Finalmente una lama di luce…

Saranno le 6:30…)

Una nuova notte è arrivata, che tu lo tema o lo brami… arriva! Basterà che sian passate solo 15

ore dalla mancata “assunzione” del “generico” maledetto? Steso a letto, vado su FOCUS a guardarmi la ricerca di nuovi mondi possibili alla vita, mentre lei, che tutto sa… si mette la bendina, fa finta di dormire prima, e poi lo fa davvero.

FOCUS rimanda alla prossima puntata la soluzione del mistero

…ed anche io!

Inconsapevole, o guidato dal sogno, allungo una mano…Nessuna lama di luce, sono le 5:30, il corriere scarica i giornali qui sotto.

 

…Morbide colline e intime valli

accarezzo

e temo il temibile segno d’assenza

di qualunque vita che sia.

(-Quali sono i sensi che segnalano

che qualcosa si muove?-)

-Che vuoi amore? Son le 5-

Le 5:30. E’ quasi l’alba.

Non credo sarà bellissima

ma pur sempre una promettente alba.

Dammi un bacio!

-Scemo!-

 

Carlo Baldi

Published in: on febbraio 14, 2017 at 07:44  Comments (6)