La mia donna…

La mia donna s’è tolta i pantaloni e la maglietta

e indossa un cappellino con visiera:

incontra il sole delle quindici-e-trenta

per uno scambio gratuito di cortesie.

Il body di raso nero, fascia seni e fianchi

rispettando le morbide forme

ancor piene di matura bellezza.

Un’involontaria zoommata a cent’ottanta

ai condomìnii intorno, immobili, com’è giusto

che sia, da trent’ anni ed oltre.

 

… e rinnovo il pensiero

d’essere un fortunato, impenitente conformista.

 

Carlo Baldi

Published in: on marzo 21, 2017 at 07:35  Comments (13)  

Il testamento

Sì!

Oggi che le celebrazioni

e i canti che mordono il silenzio,

hanno spento l’ansia dei vivi,

sentirai irrisolto il desiderio

d’una carezza non data.

Mi cercherai più dentro di quanto

non conceda l’affanno del ricordo e

muti saranno i dolori, perché, penserai:

niente di quello ch’è stato mi servirà!

Porrai l’occhio alle mie orme

per misurarne profondità e direzione

e capirai che io a volte ero là dove

non avrei dovuto essere, lontano,

con il capo volto all’indietro.

Ma tu cercami ancora più dentro

di quanto non accordi

Il credito di riconoscenza.

Non sarò io a dirti quanta passione

ho messo nell’indicarti la strada

né quant’ esperienza di padre

ho costruito sbagliando

sulle tue deboli membra.

Ma il bene e il male saranno serviti.

A volte copierai le mie impronte

ed altre le eviterai per farti

edificatore della tua esistenza.

 

Carlo Baldi

Published in: on marzo 12, 2017 at 07:41  Comments (10)  

Dio mio non l’amo più

(Dio mio non l’amo più!

Eppur l’amavo

l’ho sempre amata,

la mia vita è segnata dell’amor per lei

Che sia l’età?

Si sa, prima o poi doveva capitare

ovvero è capitato… ma non così.

Non son più giovane…

e anche lei… la giovinezza ha perso?)

-Hai troppi pensieri in testa!

…Questo e quel lavoro!-

Ma son cose che mi piacciono

che mi riempiono la vita,

anch’esse son la vita.

-Sei distratto o, più ancora,

non sei qui, sei altrove!-

Ma tu…tu non mi aiuti…

sei sempre in attesa…

-Quando prendo l’iniziativa

ti spaventi… lo sai!-

Spaventato… io?!

Sì…diciamo… intimorito!

( Ci deve esser dell’altro…

La mia donna con i “…settanta da adolescente…”

è ancora giusta… lì e là… è giusta.

Cazzo!

…allora son io…

Son io!

Possibile?)

-Buona notte!-

Dammi un bacino almeno!

-Mmh… notte!-

(La notte è lunga, lunga a ragionar

su quel ch’è stato

quel che doveva essere

sulle battaglie vinte

che avrei dovuto ammettere d’aver perso.

Le discussioni inutili che lascian segni

a me… a lei.

Mi ha ben detto lei che

il “bugiardino” recitava:

“…da 1 a 10 casi su 1000…l’amlodipina

può diminuire la libido…” .

A me… me su 1000 con un dosaggio di 5 mg!

5 mg d’un “ generico” che ti distruggono un amore!

…no! Domani mando affanculo il “generico”

e tengo l’altro “generico”

con il quale convivo da 7 anni da buoni amici.

…salirà la pressione

…solo la sistolica, credo, di 15 mm di Hg…

La tengo controllata!)

(Finalmente una lama di luce…

Saranno le 6:30…)

Una nuova notte è arrivata, che tu lo tema o lo brami… arriva! Basterà che sian passate solo 15

ore dalla mancata “assunzione” del “generico” maledetto? Steso a letto, vado su FOCUS a guardarmi la ricerca di nuovi mondi possibili alla vita, mentre lei, che tutto sa… si mette la bendina, fa finta di dormire prima, e poi lo fa davvero.

FOCUS rimanda alla prossima puntata la soluzione del mistero

…ed anche io!

Inconsapevole, o guidato dal sogno, allungo una mano…Nessuna lama di luce, sono le 5:30, il corriere scarica i giornali qui sotto.

 

…Morbide colline e intime valli

accarezzo

e temo il temibile segno d’assenza

di qualunque vita che sia.

(-Quali sono i sensi che segnalano

che qualcosa si muove?-)

-Che vuoi amore? Son le 5-

Le 5:30. E’ quasi l’alba.

Non credo sarà bellissima

ma pur sempre una promettente alba.

Dammi un bacio!

-Scemo!-

 

Carlo Baldi

Published in: on febbraio 14, 2017 at 07:44  Comments (6)  

Nudità

Nudità.
(Disegno dell’autore)
 .
A quello dell’artista, puro sguardo,
aveva offerto del corpo e dell’anima
la sua nudità. Perché raccontasse
le dolorose anche e le dolenti sue pupille
nel vuoto dei sentimenti perse.
E mentre il disegno prendeva forma,
nel cuore nodi di dolore si scioglievano
e come in un involontario rito di purificazione
piano, lentamente, si sarebbe sentita
liberata e nuova…
 .
Carlo Baldi
Published in: on ottobre 26, 2015 at 05:56  Comments (9)  

Ballo da sola

Son qui che ti guardo

altro non posso fare ovvero

altro fare non so

 

Scrivere di te per te mi provo

mentre –Il bandolero- di Vecchioni

ti chiama alla danza e muovi

ritmicamente i fianchi dei tuoi

settanta da adolescente e sei

bella e padrona delle braccia

disancorate da simmetrie

armoniosamente in accordo con

la flessuosa linea della figura

 

Ah le mature natiche

le mani roteate ai polsi intorno

a immaginarie figure di

sapore orientale

Occhi chiusi senza sforzo che lieve

fessura dia nebulosa visione

aleatoria della realtà di questa

stanza aperta al sogno e chiusa a noi

 

…e scelgo per te –Luci a S. Siro-

e le braccia si stringono in un

abbraccio di molti lustri antico

 

Dovrei essere lì fra quelle braccia

mentre Vecchioni ci lascia e mi

pare che giusto crescendo sia

“Libertango” di Piazzolla…

 

Balla da sola amore mentre son qui

che bevo la tua figura e la racconto.

 

Carlo Baldi

Published in: on aprile 1, 2015 at 07:06  Comments (15)  

Tempo a capo

Dentro di me ho una clessidra

che bizzarramente volgo e azzero

ogni volta a mio piacere.

Così il tempo consumo

in ritardi e accelerazioni.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

il serico kalicantus marchia

di feromoni il primordiale

mio senso dell’olfatto

mentre il gelo dell’inverno

ancora il fiore del mandorlo

e del gelsomino serra

nelle gemme vitree di brina.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

il merlo conquistato l’apice

del cedro sparso ha all’intorno

l’accorato canto suo d’amore

ed io tal quale a lui della Natura

figlio sento rinnovar della passione

il dono verso la donna mia.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

della tela l’angoscioso pallore

più non frena l’ansia mia di porre

segni e colori che dell’animo

siano interpreti fedeli e

il sacro fuoco accendano d’incanto.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

malinconicamente al tramonto mi pongo

e con le mani il capo reggo

e cosi come il sole colma

lento l’orizzonte del suo

colore sent’io colmarmi il cuore

di piccoli dolori e gioie tenere

per tanta vita ch’ intorno a me si muove.

 

Tempo a capo ritorno

allorquando

metto un punto all’ultimo

d’una confessione in versi

e della pace colgo l’incanto

e insieme ad essa la sfida attendo

ancora per prossime tappe d’esistenza.

Carlo Baldi

Published in: on marzo 9, 2015 at 06:50  Comments (10)  

Un umano e un pettirosso si confrontano

-Hei… mi aspettavi?!- suppongo.

Sei lì a due metri da me, gonfie le piume,

fermo, prepotente, o potente… solamente.

A scatti muovi il capino, aguzzo il becco,

la tua arma di difesa o di offesa

-che nel tuo mondo hanno identico valore -.

M’ appoggio ad un albero in comoda

posa, guadagnando poco dello spazio

che ci separa. Piano… piano… che non voglio

si perda il contatto… fra la tua potenza

e la mia fragilità.

… Su di te hanno costruito storie gli umani

di spine e sangue che t’ha bagnato il petto,

e tu hai lasciato dire, che altra

è la verità di Natura.

Lunghi minuti di silenzio, due forse…

E mi chiedo se tu, “territoriale”, mi senta

come una minaccia o uno stupido

intruso inoffensivo…

Umani sentimenti m’accarezzano il cuore:

tenerezza, simpatia… desiderio di contatto…

paura forse di subire il tuo abbandono…

-Non andartene… devo purgare la mia mente,

scardinare la sovra-struttura dei sentimenti!-

Chiedermi perché questo desiderio di possesso,

questo sentire il dolore dell’abbandono

piuttosto che il liberatorio eppur crudele

abbandonare per vigliacca scelta…

Gli accelerati movimenti del capo preannunciano

l’imminente volo.

La neve s’è sciolta al tiepido sole e ovunque

spiazzi di terreno fecondo d’insetti attendono

alla tua voracità.

Voli via… non sono né una minaccia né una

necessità affettiva.

Così è Natura.

Non legami di sentimento, di religione, di etnia,

di storia, di pensiero…

Solo bisogni, giusti bisogni da difendere per

la propria nicchia vitale nell’Armonia Universale.

Un frullo d’ali e un cinguettio a due note!

… E son solo, disarmonico e squilibrato

con questa vistosa giacca rossa, stonata

nel melange di verdi, ocra e marroni,

sotto un cielo d’intenso blu…

E capisco che tutto questo non ha alcun

rapporto con me, con i miei sentimenti…

coi dolori e le gioie che posso provare

o non provare…

 

Avrei qualche diritto solo se mi elevassi

alla grandezza di un pettirosso.

 

Carlo Baldi

Published in: on febbraio 11, 2015 at 07:19  Comments (14)  

Aspettative minime

Mi guarderai morire con occhi calmi

e sfoglierai il diario del nostro amore

senza scoprirne pagine bianche.

Stringendomi le mani conterai le nocche

delle mie dita come fossero grani

di rosario: uno…due…tre…quattro

…tre…due…uno…

_ Sgranatura consolatoria che finirà

al tre?_ mi domanderò.

Seguirai ancora la traccia della vita

per scoprirne il tramonto o segni

di qualche impulso non marginale.

Non ci sarà dolore necessario

da condividere né avremo altro

ancora da spiegare o raccontarci…

Ci basterà un sorriso spero interrotto

… all’ultimo respiro.

Carlo Baldi

Published in: on gennaio 31, 2015 at 07:35  Comments (8)  

Nulla

 

Nulla che valga un fiato,

nobilitato a divenire verbo.

Afasia dell’anima:

battigia su cui l’onda dipanandosi

silenziosamente,

definitivamente,

cancelli le orme svelte o sofferte,

intime o assolute

che i sentimenti tracciavano,

nel tempo dell’amore,

nel tempo del dolore,

nel tempo dei sospiri

nobilitati a divenire

verbo.

Carlo Baldi

(dedicata a G.C.C.)

Published in: on gennaio 10, 2015 at 07:43  Comments (5)  

Ode per un giovane batterista innamorato

(Per la confidenza del suo strumento)

Vita non ho per me.
Io vivo…
per la tua.
Sempre attendo l’urto
del legno che
violento o pacato dalle tue
mani scende e,
in sinusoidi ti rendo l’acceso
amore dei tuoi sensi…
Restiamo oggi, ti prego,
sazii
fra queste quatto mura, e
non spandiamo al mondo alcun
rullìo o isolata nota
acuta o grave che le tue
mani impongano.
Da tempo leggere so i tuoi slanci
i tuoi tristi umori,
la rabbia infine di giorni vuoti e bui…
Ma in questo dì
altre corde muovon le tue mani
e l’espanso cielo di questa stanza,
sarà cornice al dialogo
per un amore nuovo.

Serra le palpebre e incontra
le dolci pupille che aspettavi da tempo:
cullale, percorrile, entra nel fondo
ch’è aperto e pronto.

Ad occhi chiusi muovi ora le bacchette
chè il legno di noce freme di colpire
i tamburi e i piatti,
e sulla pelle sabbiata attendo le spazzole
e poi ancora il timpano che risuona
e il rullante e la grancassa e il crash.

Armonia e impulso muovono
da me a te e il ritorno è la nostra storia.

Celebriamo insieme la gloria
di un istante che ha il sapore d’eterno.

Carlo Baldi

Published in: on settembre 4, 2014 at 07:39  Comments (5)