La scatola

Cosa ho qui in questa scatola di terra
se non cadaveri sepolti
idee cognizioni inaridite
disillusioni frammentate
dentro al male dell’anima chiusa…
chiusa nel miraggio di un infinito eterno…
ardimenti sconquassati…
ecco lì nel vasto spazio senza linea di confine
oltre al quale c’è pazzia
io conservo egoista nel mio io
l’oro del niente nel passato e del futuro
e qui invece
nella mia mente spaventata
mi rinserro nella scatola mnemonica
a prepararmi quella di terra.

Enrico Tartagni

Published in: on gennaio 10, 2020 at 07:06  Lascia un commento  

Le parole

Le parole
componi parole
hai bisogno di tempo
il buono e il bello
ti scappano
affondi nell’odio
e non riconosci le regole
dell’amore
componi musica
ti svolano note e via e via che vai
ti perdi nel tempo
e non sai più ritornare
smarrito per sempre
dalle coscienze che ne hanno cucito
il tessuto
componi pensieri
e ti accorgi di non aver mai pensato
ed adesso stai qui
seduto sperduto
e non trovi parole

Enrico Tartagni

Published in: on dicembre 20, 2019 at 07:11  Lascia un commento  

Periferia

Ultimo percorso di città 
tra l’urbano e il suburbano 
in stracche periferie immobili 
di anime incoscienti 
delle proprie assenze 
tra rabbie sepolte 
sotto gli infiniti orli di anime a pezzi
camposanti senza croci
di speranze e amori fatiscenti 
sepolti in costruzioni d’illusioni 
scolorite in mille morti 
che non vedono non sentono non parlano 
il concerto è finito nel vuoto teatro di periferia
musiche e parole crollano come terremoti
crepate senza umanità 
io ripulisco le mie tasche delle storie inutili
sentieri chiusi di dottrine e filosofie
per vivere su nuvole di periferia.

Enrico Tartagni

Published in: on dicembre 9, 2019 at 07:43  Lascia un commento  

Tu sei la mia aquila della notte

aguila-en-la-luna

Adieu mon amour
perchè
concatenazioni
è come reazioni
splendide visioni
è come contemplazione
di città e stelle
immaginazione
ricerche cosmiche
e quindi è
sopra quei nevosi picchi immacolati
che vola l’aquila della notte
e quindi è
in questo mondo senza aria
che lo spazio dell’amore è tuo.

Enrico Tartagni

Published in: on novembre 21, 2019 at 06:52  Comments (1)  

Profondità della preghiera

Osservo il mare,
le sue onde…son tranquille,
ma, se le guardo, son tenebrose…
scruto il fondo…e l’orizzonte…ha…una nebbia,
sottile misteriosa, che oscura la mia vista, che in lungo vede…
davvero io non so cosa viva dietro a questa immensità dell’acqua,
io non so cosa nasconda il mare dentro la sua profondità…
e perché prego leggero senza peso immerso
nel profondo del mio mare?

Enrico Tartagni

Published in: on ottobre 20, 2019 at 07:16  Lascia un commento  

Velocità di Einstein

Velocità di pensieri a razzo
uscite nello spazio
a riparare orbite e astronavi
mercantili carghi dei sogni
seminati dall’umanità dei cieli
scoppi nella notte
buio eterno senza rifrazioni
luci ed astri spenti ad illuminar sentieri
e guerre tra le stelle
iperluce scissione di molecole
velocità dell’amore
che non pensa ai confini dello spazio.

Enrico Tartagni

Published in: on ottobre 3, 2019 at 07:10  Lascia un commento  

E poi?

Dove
la mia ragione sanguina
ascoltando il male
che mi cresce
e i giorni gli anni le morti e poi…
e poi e poi…
e poi le storie le chiacchiere di dio
su tutte le nostre eucarestie
coi suoi giorni delle burle
antiritratti di se stesso
colorati con due soldi di ricordi
dal suo trono
vicino a cieli riempiti
con le parole della gente…
e non son stato io…

Enrico Tartagni

Published in: on settembre 8, 2019 at 07:00  Lascia un commento  

I vigliacchi

Hanno tratti potenti…
i violenti…
e la forza vigliacca dell’invidia…
ma…
ma non sanno reprimere il coraggio
no, non sanno confondere
l’ardore della Bellezza
e io li odio!
e per questo distruggo
chi solo ti tocchi
col sorgere nei tuoi occhi
con la mia paura.

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 24, 2019 at 06:56  Lascia un commento  

Majakovskij

Fammi luce nei confini srotolando Majakovskij
inciampando nei cespugli delle steppe sopra Mosca
metto nel sacco ossa incrinate
da cadute
autonomamente alla deriva
scrivendo col mio sangue perso d’automa
mento a me stesso
per accendere la luce
per cercarci in officina pezzi d’ossigeno
svuotati in orbite impazzite
nei conduttori tra confini di cieli rimasti lì vuoti e dispersi
nei condotti di menti malate gonfie di inutili cose
stesure autografate
menzioni di bugie a se stessi…
intenderei dire a me stesso
se lo fossi…

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 13, 2019 at 06:51  Lascia un commento  

In men che non si dica…

E così abbiamo raggiunto l’apice di tutto
in un amen in men che non si dica
siamo alla fine dell’aver fatto niente
vissuto un respiro di vita
buttato uno sguardo
abbiamo compiuto
un viaggio
da qui a lì…
poi, e poi non sappiamo noi poeti e nemmeno chi comanda
dove ci porteranno gli altri nostri nuovi versi sciolti nell’aria
vagamente versati su carte vecchie e grinze
quanto e di più della nostra pelle
o trascritti su strani schermi già…
già morti in eterno del nuovo
spenti nei led ancor prima
di farci un clic…
perchè…perchè! ridere, o piangere, dire o fare,
perchè…perchè! giudicare od amare,
perchè! tanto il Tempo è compiuto
all’apice del Tutto ci siam già
in men che non si dica
in un amen
e la nostra giusta elegante padrona signora ci rimetterà
con un bacio d’amore nel suo ventre di mamma
in un amen in men che non si dica,
la bellissima Morte.

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 4, 2019 at 07:25  Comments (1)