I vigliacchi

Hanno tratti potenti…
i violenti…
e la forza vigliacca dell’invidia…
ma…
ma non sanno reprimere il coraggio
no, non sanno confondere
l’ardore della Bellezza
e io li odio!
e per questo distruggo
chi solo ti tocchi
col sorgere nei tuoi occhi
con la mia paura.

Enrico Tartagni

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Published in: on giugno 24, 2019 at 06:56  Lascia un commento  

Majakovskij

Fammi luce nei confini srotolando Majakovskij
inciampando nei cespugli delle steppe sopra Mosca
metto nel sacco ossa incrinate
da cadute
autonomamente alla deriva
scrivendo col mio sangue perso d’automa
mento a me stesso
per accendere la luce
per cercarci in officina pezzi d’ossigeno
svuotati in orbite impazzite
nei conduttori tra confini di cieli rimasti lì vuoti e dispersi
nei condotti di menti malate gonfie di inutili cose
stesure autografate
menzioni di bugie a se stessi…
intenderei dire a me stesso
se lo fossi…

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 13, 2019 at 06:51  Lascia un commento  

In men che non si dica…

E così abbiamo raggiunto l’apice di tutto
in un amen in men che non si dica
siamo alla fine dell’aver fatto niente
vissuto un respiro di vita
buttato uno sguardo
abbiamo compiuto
un viaggio
da qui a lì…
poi, e poi non sappiamo noi poeti e nemmeno chi comanda
dove ci porteranno gli altri nostri nuovi versi sciolti nell’aria
vagamente versati su carte vecchie e grinze
quanto e di più della nostra pelle
o trascritti su strani schermi già…
già morti in eterno del nuovo
spenti nei led ancor prima
di farci un clic…
perchè…perchè! ridere, o piangere, dire o fare,
perchè…perchè! giudicare od amare,
perchè! tanto il Tempo è compiuto
all’apice del Tutto ci siam già
in men che non si dica
in un amen
e la nostra giusta elegante padrona signora ci rimetterà
con un bacio d’amore nel suo ventre di mamma
in un amen in men che non si dica,
la bellissima Morte.

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 4, 2019 at 07:25  Comments (1)  

A un amore rimpianto

Inviato…with enter…
il messaggio d’amore mai scritto
dall’intimo mio bistrattato
già è prigioniero in un cuore di fibre
e lo consegno al senso tuo sicuro tra led e display
e clicco su tutto il tempo che mi è rimasto
a non peggiorarne il rimpianto.

Enrico Tartagni

Published in: on maggio 13, 2019 at 07:38  Lascia un commento  

Anchilosanti perplessità

Guardami dio vedi come sono stanco
sfinito all’infinito dalla tua solitudine che non ascolti
ho perplessità anchilosanti la mia mente su di te
perchè ancora non capisco le tue accuse
e dal tuo esordio o mio dio stai serrato nel tuo carcere celeste
sospeso dall’umanità
m’hai stancato di preghiere e assoluzioni
e quel che hai detto io l’ho già letto
e se io ti chiedo: “qual’è il tuo segno?”
tu mi rispondi: “il mio segno sei tu”.
Credimi dio sono stanco d’implorare la tua pietà onnipotente.

Enrico Tartagni

Published in: on maggio 4, 2019 at 07:43  Lascia un commento  

Appendiabiti

Per i conflitti stereofonici
per le storie tese senza ingresso
per le parole ridotte a finire in buca
senza uscita
per gli sprechi di peccati
per i soffi al cuore ed i suoi stent spirituali
per le corse via col vento obliterando i tramonti di Rossella
vedrò se domani sarà un altro giorno
per i brividi del sesso ornato…ordinato a colazione
per la sgonfia vela ammainata dal pirata sul mare senza vento
per le morti premature ancorate al lexotan
per enne neurosconnessioni intormentite in e out da troppa luce…
un appendiabito!
Metapsichica deserta non esiste arredamento sovrastruttura spazio
divina onnipresenza
nell’istinto le voci vibrano scontrandosi col vuoto
e gli echi se ne infischiano del senso sono ripetenti.
Appoggiato ai muri infranti
un appendiabito per istanza serve
più di un letto in camera da letto
frequentazione senz’isterismi in un soporifero futuro
per i cappotti per i cappelli per i capelli
per il mio amore
per le sottovesti degli altri amori
ne ho avuti tanti…

Enrico Tartagni

Published in: on marzo 16, 2019 at 06:53  Lascia un commento  

Le stanze

– nel senso di quello che c’è assoluto è il niente
del resto rimane un vento che solleva un’onda al mare
che sposta sabbie poi molecole al deserto
per farne dune e più d’una
un libro storto scordato su d’un materasso duro d’amore
e aspetta di riempirsene una valigia d’illusioni
sembra strisciare nel ventre d’ogni pensiero
quel desiderio d’essere un vuoto
d’essere perduto per sempre dal nulla
d’essere quello che sono
lacrime del viso
un sogno
un velo che copre tutte l’indivisibili stelle
un gemito che sprofonda
scorticando l’anima
il cielo delle ombrate stanze
che già mi hanno visto nascere –

Enrico Tartagni

Published in: on marzo 8, 2019 at 07:14  Lascia un commento  

Il Fioreluce

il fiore di per sé è poesia
la luce l’illumina gli da colore
nel più bello del nulla
nel blu o nell’azzurro
dialoga il Mondo folle col Cielo
petali che sanno di pensieri
da staccare
e rilasciare a volare
corolla del centro della Vita
ne accarezziamo pollini e petali
con le dita ne dipingiamo sprazzi e speranze 
noi siamo ciò che ridiventeremo
una polvere fina nella sera
raccogliendo dei ricordi ciò che v’è rimasto di poesia…
etc etc etc

Enrico Tartagni

Published in: on febbraio 22, 2019 at 07:35  Lascia un commento  

Dobbiamo andare

Dobbiamo andare 
Sai, non possiamo stare qui nel deserto
ad aspettare le carovane smarrite dal tempo
o che il mare entri tra le dune
ad asciugare rughe e rimpianti.
E non possiamo più ripararci dal calore nelle oasi
asciugate dai soli infiniti transitati sul Sahara.
Dobbiamo muoverci, spostarci, cercare,
i fari delle automobili sfrecciano nelle notti eterne delle Città
sui paralleli e non sanno che le sabbie del deserto
hanno onde come i mari e gli oceani.
Noi due neppure lo sappiamo
ma lo capiamo guardando la Luna e le Stelle
che hanno il senso dell’andare eterno
di qualsiasi cosa possa apparire sulla terra
e lasciarvi un segno.
Ma tutto ha un termine, una fine,
anche se tu ed io non lo sappiamo, ma lo capiamo,
siamo qui,
e dovremmo andarcene
prima che l’onda del Sahara completi la sua immagine.
Per questo le Carovane non attraversano più le onde,
non infieriscono più di tracce sulla sabbia rovente,
ma tu ed io dobbiamo muoverci.
Attireremo a noi altri desideri e, forse, un altro Mondo,
perchè questo non può più tenerci dentro di sè,
le sue curve s’assottigliano
e i suoi tempi scanditi in ere e poi anni
adesso sono soltanto minuti,
piccoli spompati d’affanno minuti.
L’aria soffoca se stessa, e le stelle si spengono,
deridono un sole che non sa se esplodere
o sparire nel soffio delle orbite universali.
Sai, non possiamo restare qui
nel deserto della nostra ruvida città,
che non lo era,
è stata gentile,
ma il sentore della morte l’ha sdolcinata e scatramata,
buttata là, contro le sue stesse mura
deformate dai terremoti delle anime.
Dobbiamo andare.

Enrico Tartagni

Published in: on febbraio 14, 2019 at 07:42  Comments (1)  

L’odio 2

Un nemico è morto
forse due
non son sicuro
fuori è tanto scuro  
corna di bue!
sono attento
cammino corto.
Bel sentimento d’odio
illanguidisce le livide ferite
ecchimosi cutanee da cadavere
d’assurdo color del cielo nero.
Sul taglio stendo Dio
qual iodio asettico vermiglio
sulle dita guardo la caduta dell’impero
di quel pensiero che mi fa eterno
in un lungo inverno
che scalda il cuore
che sotto la neve non duole.
Oggi ho pianto
e domani piangerò
nessuno è morto
nessuno morirà
nel bianco, viole.
Dio è risorto
ne sento il canto
sento l’acuire del dolore
fa buio
non ci vedo lo sento non si vede
chiudo occhi e casa
prima che d’amor di Dio sia invasa.
Voglio il Male
lo salverò
depurato d’aceto e sale
aspetto
l’odio mi fa forte
mi regala l’Inferno
e le mie prede.

Enrico Tartagni

Published in: on febbraio 6, 2019 at 07:09  Lascia un commento