Sul muro una farfalla della notte

Farfalla della notte
posi i miei deliri sul tiepido muro
senza Sole.
Se seguo la linea del tuo volo
imparo quanto sia
inconsistente maquillage
il peso del sogno
e dei suoi colori.
Le tue ali di Dea senza respiri
sostengono il devoto ruolo
punteggiare di scarti la via
spolverio di scintille impreparate
scaturite dal nulla
dalla culla di tanti
piccoli amori

Enrico Tartagni

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Published in: on ottobre 18, 2017 at 07:03  Comments (1)  

Non fa per me

Strano
vero
insolito e sperduto
vago iracondo
ben lontano
dalla realtà
fantasia
immagini
sfaldate
in alto
cadute
in basso
dalla terra
le raccolgo
le sotterro
basta
essere strano e vero
non fa per me.

Enrico Tartagni

Published in: on ottobre 5, 2017 at 07:48  Comments (1)  

Ma, l’amore cosa sa?

L’amore non sa d’interviste
non conosce versi o poesie
sa e basta
sa di oro
non s’ interessa di denaro e di viltà
l’amore sempre è
sarà vivrà intatto e puro
di vigliacchi cialtroni non si cura
l’amore non conosce ore e scadenze
non ha un calendario
agende d’appuntamenti
non ha memorie da ricordare
l’Amore nulla dimentica.

Enrico Tartagni

Published in: on settembre 20, 2017 at 07:30  Comments (3)  

Tutti migranti

Noi siamo i migranti in itinera gentium
………
dalle terre ai cieli
via da queste terre d’africa e di siria
terre desolate
sono spietate
d’ogni ira perplesse
volti d’istantanea virtuosa
occhi neri che non sanno nè piangere nè ridere
di donna nera di donna bianca
abbiamo un sangue e non ha un colore
ma questo mare punta in salita
non ha onde e non ha spiagge
ci lima le dita alle unghie
e non stiamo nemmeno nuotando…
affoghiamo…

Enrico Tartagni

Published in: on settembre 5, 2017 at 07:10  Comments (1)  

Pendii aritmici

Aritmia…
battiti strappati al cuore…
logiche saltano i tempi
paradisi chiusi
infiniti
confini
simboli
paure
idee
scosse da mente
sovrumana
erba
fili sottili
bruciati
fiamme selvagge
sui beati campi celesti
terrore d’eternità…
sbalza la vita
in pendii d’aritmia.

Enrico Tartagni

Published in: on luglio 27, 2017 at 06:58  Lascia un commento  

Un gradino

Passo dopo passo
parole su parole
ti costruisci una vita
che non sai cosa sia
un paradiso
sopra manti di mani
mani con mani
che costruiscono scale senza scalini
una catena che spezza se stessa
idea da idea
e ti costruisci un amore sui cieli
friabili stelle memorie e neurosi
che bastano ad ogni tuo giorno
per salire alla casa sopra i tetti
basta che ogni giorno
ti costruisci un gradino.

Enrico Tartagni 

Published in: on luglio 16, 2017 at 07:05  Comments (1)  

Manitù

non puoi sorprendere la quiete della Pianura
strapparne l’erba e dire che ami l’uomo
mentre abbeveri il tuo cavallo allo stagno
non puoi tradire il tronco della Sequoia
ed i suoi rami mai li raggiungerai
non possiedi nè hai l’accetta che stronchi la Sequoja
e non puoi uccidere il Bisonte
tagliarne la carne
strapparne la pelle
od il castoro che lavora l’acqua di Manitù
senza che gli occhi del Cielo Azzurro
non s’accorgano di te
hai un Teepee e v’hai un fuoco dentro
non bruciarlo incendiando
i prati le pianure le valli di Manitù
A’hò!

Enrico Tartagni

Published in: on luglio 7, 2017 at 07:18  Comments (1)  

Quale mare?

Cosa t’importa se sono stanco
dei miei occhi che piangono
e della musica silenziosa
che mi penetra
fino a farmi male
ed io urlo e tu non mi rispondi
aspetti…
mi lasci dentro i miei ricordi
e sono solo e aspetterò l’eternità
perchè dico tornerai tornerai
ma che t’importa di un uomo che piange
che è stanco degli strilli dei graffi delle emozioni
che non passano mai
quale mare mi porterà da te?
quale onda m’annegherà nella speranza
dove nuoto sparuto amante?
non mi capirai perchè non t’importa
dei miei segni.

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 21, 2017 at 07:12  Comments (5)  

I Canadesi di Villanova di Bagnacavallo

Una passeggiata in una sera solitaria di maggio
solitario in riva al fiume del Lamone
a Villanova in quel di Bagnacavallo da Ravenna
e le file dei bianchi canadesi
si riposano dell’inutile fatica
d’attraversare il ponte per gli indifesi.
Proprio era un altro tempo
quando il grano si mieteva a luglio
e i fossi di campagna si sciacquavano d’acqua pulita
per le rane
e le sterrate stradine erano lavoro ai contadini
giochi per i bambini
dove i sentieri si adornavano di frutta
e avevano consegnato il senso alle divinità.
Solitaria nel mondo
la campagna
coi suoi nascosti sacerdoti
col suo fluire sotto al bosco
regalava
dal limo nero del suo fiume
fino al nero delle stelle
i sogni liberi dell’uomo ad aria rossa del rosso dei papaveri
ed era col verde delle rive insinuanti che gli parlava…
poi…
diurno celòstata il campanile che rintocca a Villanova
mette nel cuore il silenzio del sentire
d’aver perso anche il rumore dello scorrere del fiume
e lassù
nel cielo
dove punto
sotto e sopra
dove vorrei ritrovare quel che cerco
proprio ho un altro tempo che avrà il suo limite a finire…
a disegnare bianchi del cielo esornativi
i sentieri degli aeroplani d’alta quota
e in terra ho cancellato i miei.

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 12, 2017 at 06:54  Comments (5)  

Tè alla menta

Fiori del tempo
fiori fuori…fiori dentro…
dentro luoghi sacri profanati
e cavalieri del tempio
nell’insonne segreto dell’harem
anni passati d’eserciti all’alba
avremo ritratti di Dorian Gray
e fiori profumati
al tè alla menta per l’anima.

Enrico Tartagni

Published in: on maggio 27, 2017 at 07:11  Comments (5)