Voci

Ancora inseguo il suono vero
di quella rara e inafferrabile voce
che sfugge anche al ricordo
e torna di tanto in tanto
a farmi leggero il cuore
Eppure cento volte i miei sogni
avvolsi in quella morbida coltre
cercando il mio ristoro
abbandonato e assorto
nel suo generoso abbraccio
e intanto altre voci ascoltavo
penetrarmi diverse e vive
Una era spessa coperta
di tenero e caldo riparo
al gelo dei tuoi profondi misteri
Un’altra era azzurro cristallo
di risa e di tersi mattini
ma a volte turbato la vidi
diventare tela troppo sottile
imperlata di lacrime vere
a coprire di fragili trame
le nudità del tuo cuore
Ed ancora scorsi un trasparente velo
farsi alcova dei miei desideri
ed ero a un passo da poterlo scostare
ma riconobbi anche il timbro
di un antico e metallico rancore
farsi martello e battere
le ore della tua notte più buia
e sentii quel rauco accento di molte vite
troppo in fretta aspirate e subito spente
Tutte queste voci io le amo ancora
ma soprattutto il silenzio
tuo fidato compagno
Vorrei che fosse mio complice
e sicuro accostarmi alla tua bocca
tacendo anch’io
per respirarti l’anima

Fabio Sangiorgio

Published in: on luglio 19, 2017 at 07:24  Comments (2)  

Noia

Il replicare stanco degli eventi
cadenza la discesa della vita
come un’anafora abusata e frusta
che fa mediocre il verso a una poesia

Io vorrei che mi restassi accanto
dolce ricordo dal sapor del miele
come quell’orso mio di pezza bianco
che fu dei giochi antichi un buon compagno

Consolazione mia sarebbe allora
poterti accarezzare nella notte
quando là fuori infuria la tempesta
e un’altra dentro s’agita più forte

Perché non c’è migliore amica al mondo
della memoria di un felice istante
che vicino l’amor ti fa sembrare
e la noia e la morte più lontane

Fabio Sangiorgio

Published in: on giugno 8, 2017 at 07:08  Comments (5)  

Il talento

Il talento è un freddo compagno
e si nutre dei gusci spezzati
che affiora la stanca marea
Consuma le notti
di sterili amplessi
e ti porge il suo serto
di rose posticce e bugie
Quell’unico attimo
era meglio ballare
al sole più nudo e sincero
piuttosto che stare
rinchiuso un inutile secolo
in torri di buio e d’avorio
Dall’alto di questo balcone
io scrivo di un regno lontano
ma non so il profumo dell’alba
e il canto dell’usignolo non sento

Fabio Sangiorgio

Published in: on marzo 31, 2017 at 07:29  Comments (8)  

Pronto soccorso

Oggi mi hai raccontato
di come hai salvato una vita.
Non ricordo più molto bene:
mi dicevi di introvabili farmaci
e di gesti febbrili d’aiuto;
non rammento più l’emergenza
e quel tuo concitato parlare
di rabbia impotenza e paura.
Ma la sera sì, la ricordo,
la sera me la ricordo bene:
quando ti sei addormentata
cercandomi quieta al tuo fianco
con la tua grande piccola mano.

Fabio Sangiorgio

Published in: on dicembre 21, 2016 at 07:22  Comments (3)  

Canto di Saturnia

Piange in silenzio l’aprile,
mentre il vento sgretola
i tufi sbrecciati dal tempo.
La terra ribolle
instancabile e antica,
come antico è il dolore di chi ama.
Nel cielo nessuna risposta,
c’è solo il volo
di un incerto domani
che lento spiega le sue ali grigie.

Fabio Sangiorgio

Published in: on novembre 27, 2016 at 06:59  Comments (3)  

Potrei

Potrei chiuderla io
questa pagina lisa
sospenderlo qui
questo monco paragrafo
senza verbi al futuro
Scivolano le mie parole
come acqua di ruscello
accarezzano lisce le pietre
nessuna che lasci un segno
nessuna che smuova il suo letto
So di doverla fermare
quella dolce sorgente
scaturigine vana di roccia
che invade i miei fertili campi
Ora prendo un macigno
la sigillo e la chiudo per sempre
ma è ancora un inutile sforzo
è troppo pesante quel masso
e immensa voragine il cuore
Non resta che alzare una diga
che sia cicatrice di pietra
per chiudermi ogni ferita
Non la vedi quell’ombra di uomo
che lenta si accosta alla riva?
Sono io quell’illuso viandante
che si sporge di notte sull’argine
e quei sassi che getta nell’acqua
sono tanti piccoli addii

Fabio Sangiorgio

Published in: on novembre 20, 2016 at 07:29  Comments (2)  

Eppure

Eppure ricordo di averla vissuta
la lontananza di quel solo istante
Tra le mie incredule braccia
stringevo uno scricciolo cuore
e con le dita sfiorando fragili e vive
le dune bianche della sua schiena
contavo gli anni del mio deserto
Rammento l’attimo che mi accostai
alla sua profumata conchiglia
mi bastò il sussurro di un respiro
per dirle delle carezze mai date
e di quelle storie mai vissute
Ricordo poi crudele il distacco
e quel lampo che vale una vita
quando incrociai in un solo sorriso
i cento volti di donna che non conobbi mai
Scorre costante il fiume dei miei giorni
scavando un letto inesorabile d’oblìo
eppure quell’istante infinito
io me lo ricordo ancora
E tu?

Fabio Sangiorgio

Published in: on novembre 11, 2016 at 06:56  Comments (1)  

Palloncini

Leggeri salgono
in balìa di un vento bugiardo,
come palloncini da mano di bimbo
sfuggiti, tutti i miei anni:
di roseo colore o in tinta sbiadita
nell’aria si librano alti
dal soffio del ricordo sospinti:
lassù quel giorno di neve gioiosa,
più sopra un vociar di cortile,
là i vent’anni miei cari
con il canto delle anime amiche.
Tutti i volti, i pensieri e gli errori
si innalzano ondeggiando nel cielo
facendosi sempre più radi,
in culla di nubi adagiati.
Allora mi pare di esser lì,
ad un passo da poterli toccare,
attaccarmi a quegli esili fili
e da loro farmi portare
ai confini del mondo e del tempo,
nell’azzurro rarefatto mistero
dove ai sensi è proibito arrivare,
e né il dopo né il prima hanno quartiere;
fermarmi nel punto più estremo
a guardare leggera la vita,
proprio là, dove vola poesia.

Fabio Sangiorgio

Published in: on ottobre 20, 2016 at 06:52  Comments (3)  

Il ricordo

Io so che verrà
quel vento di promesse mancate
a bussare al mio spesso portone,
porterà il richiamo del gufo
e un agitare di fitta foresta,
battendo forte sui vetri
il suo crudele martello d’autunno.
Sarà una notte di echi e sospiri,
di cigolìi e latrati lontani
che raggiungerà improvvisa
il mio secco giaciglio,
posandomi fredda la mano
su questi increduli occhi.
E nel silenzio di questa stanza oscura
giungerà dolce come una luce,
lento a trafiggermi il cuore
quel ricordo di un’altra vita,
così bella da sembrare vera.

Fabio Sangiorgio

Published in: on ottobre 2, 2016 at 07:12  Comments (2)  

L’abisso

Ecco, possiamo salire,
io ti ho preso la mano
e ti ho dato un aiuto.
Il tuo sorriso entrava
nel cesto sospeso sul mondo.
Brama di viaggio
e passione di fuoco muoveva
l’incerta mia mongolfiera
sospesa sull’alto orizzonte
ad un passo dal cielo d’amore.
Lontano, più oltre
ci spinge il destino,
gettiamo il ricordo che pesa,
gettiamo le vane paure.
Così possiamo salire,
più in alto possiamo volare:
tu mi hai preso la mano
e mi hai dato un aiuto.
Fu tardi quando mi accorsi
nel vuoto dell’ultimo abisso
tra il grido beffardo del vento
che la tua zavorra ero io.

Fabio Sangiorgio

Published in: on settembre 29, 2016 at 07:28  Lascia un commento