L’aprile

Pensieri stesi ad asciugare
su questo balcone d’aprile.
Nel mio catino di pioggia
scivolano le ultime gocce
cadute dagli occhi del cielo,
mentre filtra una debole luce
che ricama tele di ragno
sull’umida trave maestra.
C’è un tetto da riparare, domani.

Fabio Sangiorgio

Published in: on maggio 16, 2020 at 07:34  Comments (3)  

Il libro

Sono lastre di vetro pulito
che svelano il chiaro del giorno
le mie cento parole sincere;
le leviga il vento gentile
e le mola la sabbia del tempo.
Sono gocce di limpida luce
e ciascuna è uno specchio
che dona l’antico ritratto
dipinto da identica mano.
Sono musica semplice al suono,
indice chiaro di un libro
che ogni mano può aprire
e portare vicino al suo cuore.
Le sue cento parole che ascolto
hanno rami di fitta foresta,
e innumeri antri segreti
a celare il suo volto sereno.
A volte la cerco e mi perdo
nel buio dei suoi nascondigli;
a volte la perdo e la chiamo,
rivoglio indietro il mio libro.

Fabio Sangiorgio

Published in: on marzo 29, 2020 at 06:51  Comments (2)  

Un posto speciale

Il mio posto speciale
è la notte che avanza,
ladra del tempo
che ruba la luce ai ricordi,
ombra che tinge d’inchiostro
e fa di ogni stoffa preziosa
un nero inservibile cencio,
mano adunca di strega
che stende un velo crudele
a dipingere inquieti presagi
là su quell’esile tela
dove prima occhieggiava
tenera e ingenua la luna.

Fabio Sangiorgio

Published in: on gennaio 16, 2020 at 06:59  Comments (3)  

Tolgo il disturbo

Predicai al vento le mie poesie.
Io, ciarlatano da fiera,
fui preda di presuntuosa illusione.
Con sole parole volevo curare,
sciolte in mezzo bicchiere
come le bugie dei dottori.
Tu vivrai, tu guarirai:
non sentite l’errore in questi futuri,
non vedete come la mia grammatica stride? 
Non può uscire da questa lampada
nessun genio del male oscuro,
non sorgerà mai quell’alba di luce
che i persecutori farà fuggire.
Clorpromazina, risperidone,
mettete al posto del mio cieco amore
un milligrammo di vana illusione.
Perfenazina, aloperidolo,
voi conoscete una sola parola
che tolga il disturbo come magìa?
E allora sono io, 
io che stringo quell’anima al petto
come lei prigioniero in una cupa stazione,
io che canto gli ultimi istanti
di un sogno strappato alla triste realtà,
sono io che tolgo il disturbo 
e parto senza valigie
perché sul mio calendario
sono finite le vacanze del cuore.

Fabio Sangiorgio

Published in: on dicembre 2, 2019 at 06:56  Comments (1)  

Congedo

Qui giace Fabio poeta gentile
senza più frecce al suo arco d’amore:
non fu il suo fato ad essere ostile
ma la menzogna ad opprimergli il cuore.
Conobbe il fuoco, il gelo e l’assenzio
ma il miele limpido gli fu negato;
preferì un dubbio di amaro silenzio
alla certezza di avere sbagliato.
Nella sua vita che è stata fugace
ha fatto il massimo, stàtene certi,
ora che in cenere muta la brace
Massimo torna con gli occhi più aperti.
Le sue bazzecole più non vedrete,
dei canti antichi si perderà il suono:
d’inganni e spasimi diffusi in rete
anche agli amici lui chiede perdono.

Fabio Sangiorgio

Published in: on settembre 5, 2019 at 07:32  Comments (3)  

Libera

Tu sai volare, lo so.
So quello in cui credi,
e ci credi davvero,
perchè non hai condannato a morte
nemmeno la mia illusione
– e dire che era colpevole! –
ma l’hai lasciata vivere libera,
e adesso è fuggita lontano.
Ma anche tu sei libera,
libera come un canto alla sera,
libera come l’acqua che sa dove andare,
libera come il primo pensiero del mattino,
che arriva senza annunciarsi
e ti sorride dentro.
E allora vola, anima libera
al di là di ogni tua stanchezza,
al di là di ogni tuo dolore,
al di là di ogni oscura minaccia!
Vola nello spazio infinito,
perché c’è tanto cielo
tra un può darsi e un non so,
ed è puro l’azzurro sopra le nubi,
puro come il tuo cuore viaggiatore
che ho intravisto appena
nella più nascosta delle tue cento stanze.
Porta in quel cielo il tuo prezioso fardello
e il tuo consapevole sguardo di donna.
Nutri l’aquila, segui il sentiero,
e spingi i tuoi sogni lontano:
i tuoi sono tanti,
io ne ho per una notte sola.

Fabio Sangiorgio

Published in: on maggio 31, 2019 at 07:06  Comments (2)  

Lo spergiuro

L’avessi fatto per trenta denari
sarei solo, maledetto e ricco;
se l’estasi di un’ora soltanto
fosse stato il prezzo del mio spergiuro,
ricco sarei d’amore, e maledetto.
Non mi uccide il rimorso
ma la pietà di un tenue sorriso:
se questo ho in cambio per il mio tradire,
da questo folle viaggio
io ritorno maledetto e solo.

Fabio Sangiorgio

Published in: on maggio 13, 2019 at 07:40  Comments (1)  

Giovinezza

Nei tuoi occhi di perla
vedo danzare il mattino
al canto di una nuova stagione.
Senza fretta di attese
si muove leggero con ali intatte
sulla via sconosciuta dei sogni.
Giovinezza, come vorrei tornare
a perdermi nel tuo abbraccio,
e a passo lieve di danza
seguirla azzurra anch’io
quell’alba senza mai fine!

Fabio Sangiorgio

Published in: on marzo 18, 2019 at 07:31  Comments (1)  

La lacrima

Riempie il tempo
il liquido scorrere delle sue ore,
un lento e perenne colmarsi
di calici vuoti ed uguali.
Nello stanco ripetersi
di tanta perfetta misura,
come goccia eccessiva
uscita da un orlo incapiente
versata da ignoto e sbadato coppiere,
talvolta una lacrima scende
inattesa, bruciante di sale.

Fabio Sangiorgio

Published in: on gennaio 30, 2019 at 06:52  Comments (1)  

Inganno

Sorriso di stella,
ingannami ancora
in questa sera che muore,
prima che di te mi rimangano
un pugno di secche parole
e pochi schizzi di desiderio
su di una parete vuota.

Fabio Sangiorgio

Published in: on dicembre 18, 2018 at 07:08  Comments (3)