La scelta

Fu per viltà, o per nostalgia.
Di fronte avevo un domani,
vecchie strade fedeli
o giovani nuovi sentieri;
polsi che seminano conferme
in terra antica e feconda
o bianche mani cantastorie
che intrecciano trame di sogno.
C’era il caldo di un fuoco acceso
o il brivido di una notte da ladri,
c’era la chiave della mia fortezza
oppure quella di un chiuso mistero.
Quando mi chiesero
– tu cosa scegli?-
fu nostalgia, o forse viltà:
tra quello che è stato
e ciò che poteva e non fu,
non deridetemi, ho scelto poesia.

Fabio Sangiorgio

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Published in: on febbraio 12, 2018 at 07:22  Comments (3)  

Le montagne

Ho provato a scavarle,
a risalirne le ruvide chine,
a carpirne il mistero
in fitte ombre di boschi.
Sempre giravo intorno
a quelle solide cime,
montagne aspre e lontane,
padrone di tutti i miei giorni
e delle mie notti regine altère.
Grandi passioni per gesti avari
e fuoco in pietra racchiuso;
muto il loro segreto, e rara fonte
lo scaturire di indulgenti risa.
Non trovai quel sentiero
che vince le nebbie e i venti doma
e scopre in scintille di ghiaccio
le limpide vette da sempre amate.
Ora in questo vago imbrunire
preparo tra morte foglie e rovi
il mio freddo giaciglio d’autunno,
e abbraccio l’amara terra
che è donna sincera e pietosa madre.
Ormai pago di stanche domande
in un tempo che conta i suoi giorni
mi abbandono a un fedele presente
ed al miele di un ricordo antico,
perché all’ombra delle mie montagne
no, non conosco un altro rifugio.

Fabio Sangiorgio

Published in: on gennaio 21, 2018 at 07:14  Comments (3)  

Conchiglie

Sulla tomba di mia gioventù
oggi porto mimose
e petali spargo di serene parole.
Vengo a rendere grazie
per ogni mia cicatrice,
per ogni irridente destino,
per le piccole o grandi lezioni
che le sagge giovani donne
in amore son solite dare.
E penso ai sogni di ieri
sul davanzale di vita rimasti,
penso ad antichi dolci supplizi,
quando baleno d’occhi nocciola
l’alba dei miei incerti passi
trasformò in giorno pieno,
o quando in verdi paludi
ostaggio mi fece di sciolte chiome
la maestrina che aggrotta le ciglia,
o quando ancora sulla mia strada
per caso incontrai quella sera
un sorriso che non fa prigionieri.
Quanto ferire sapevano
tutte quelle piccole mani!
Ma il mar di Ponente mi è testimone,
anch’io qualche colpo lo infersi:
come onda sul lido è la vita,
prima ti bagna poi si ritrae.
Qui restano, donate conchiglie
sulla riva del mio tempo perduto,
frasi mozzate e dolci pensieri
da spuma di mare relitti.
Tempo non è di farne raccolta:
è già ora di fare ritorno
al caro domestico fuoco
dove m’aspetta lucente
l’unica perla all’oceano strappata.

Fabio Sangiorgio

Published in: on dicembre 24, 2017 at 07:04  Comments (3)  

Peccati

E’ stata mia l’ignavia
e l’adagiarmi pigro in compiaciuti voli
così come l’ira
che senza giustizia e ragione
ho riversato su chi più mi amava
E’ stata mia l’ingordigia
per placare ogni giorno
una fame che non era del corpo
ed il negarmi agli altri
io di me stesso avaro
chiuso negli angusti spazi di un errore
Sì è stata mia la brama
e l’impetuoso fiume di passione
che esplorava gli abissi
di ogni inconfessata fantasia
ed anche l’invidia gelosa
di ogni fantasma passato
che mi feriva le viscere a sangue vivo
Mia è stata l’idea superba
di salvare un’anima ferita
dall’antro di quel male oscuro
e ancora la vanagloria ingenua
di fingermi finanche un poeta
La colpa la vergogna il peccato
è mio tutto ciò di diritto
come radice profonda
che alla sua pianta appartiene
Ma tu che ancora sorridi
con l’innocenza dei tuoi occhi
non dire nulla ti prego
lo so che non sarai mai mia

Fabio Sangiorgio

Published in: on novembre 11, 2017 at 07:32  Comments (3)  

Lo specchio

Ti ricordi quel volto sereno
e quei lampi celesti
a sorriderti dallo specchio
cercatori impudenti di vita?
Ora li insegui invano
in quei cento frammenti che stringi
spezzati di sangue e dolore
nell’incavo delle tue mani
Anch’io ne conosco il taglio vivo
di quando mi fermai
lungo la tortuosa strada
a raccogliere schegge di pena e pianto
per ricomporre in silenzio
l’armonia spenta della tua ombra.
Da allora cerco uno specchio
come dono estremo di vita
che rifletta tutto il tuo sole
e luce renda a quell’anima
che torni unita a se stessa
Ma per trovarlo ora è tardi
non ho più tempo e moneta
e non ho che questi occhi
bagnati del triste mio ottobre
Saranno allora i miei occhi
saranno loro lo specchio
da offrire sincero al tuo sguardo
e quando ti cercherai smarrita
nel buio intrico dei giorni
potrai trovarti ancora
pura splendente immagine
riflessa nel mio cuore

Fabio Sangiorgio

Published in: on ottobre 11, 2017 at 07:40  Comments (6)  

Il diciassettesimo pensiero

Io ti vedo tornare dal tuo viaggio
e posare il tuo bagaglio d’estate
In quest’ora d’agosto io mi chiedo
chissà quali saranno i tuoi pensieri
quali abiti rimetti nell’armadio
e quali prepari a nuova stagione

Lo so che sei vicina
il tempo breve di un’ora
o di un giorno o di una telefonata
In fondo mi separano da te
soltanto pochi metri infiniti
Sono i tuoi pensieri
a volare lontano
nell’inafferrabile silenzio

Chissà quali saranno i tuoi pensieri
quelli di sempre
quelli di ogni giorno
quelli che non ho mai saputo

Ma nel mio cuore mi accontenterei
nel mio cuore prigioniero

dopo le gioie e i dolori
dopo i ricordi e gli umori
dopo i programmi e i fervori
dopo i sorrisi e gli amori
dopo le passioni e i rancori
dopo le lotte e i dissapori
dopo i notai e i dottori
dopo le speranze e i timori

nel mio cuore mi accontenterei
nel mio cuore prigioniero
di essere almeno
il tuo diciassettesimo pensiero

Fabio Sangiorgio

Published in: on settembre 20, 2017 at 07:38  Comments (5)  

Momenti

Catturo ancora momenti
come diafani voli di falene
rubati a questa notte clandestina.

Fabio Sangiorgio

Published in: on settembre 5, 2017 at 07:07  Comments (2)  

Voci

Ancora inseguo il suono vero
di quella rara e inafferrabile voce
che sfugge anche al ricordo
e torna di tanto in tanto
a farmi leggero il cuore
Eppure cento volte i miei sogni
avvolsi in quella morbida coltre
cercando il mio ristoro
abbandonato e assorto
nel suo generoso abbraccio
e intanto altre voci ascoltavo
penetrarmi diverse e vive
Una era spessa coperta
di tenero e caldo riparo
al gelo dei tuoi profondi misteri
Un’altra era azzurro cristallo
di risa e di tersi mattini
ma a volte turbato la vidi
diventare tela troppo sottile
imperlata di lacrime vere
a coprire di fragili trame
le nudità del tuo cuore
Ed ancora scorsi un trasparente velo
farsi alcova dei miei desideri
ed ero a un passo da poterlo scostare
ma riconobbi anche il timbro
di un antico e metallico rancore
farsi martello e battere
le ore della tua notte più buia
e sentii quel rauco accento di molte vite
troppo in fretta aspirate e subito spente
Tutte queste voci io le amo ancora
ma soprattutto il silenzio
tuo fidato compagno
Vorrei che fosse mio complice
e sicuro accostarmi alla tua bocca
tacendo anch’io
per respirarti l’anima

Fabio Sangiorgio

Published in: on luglio 19, 2017 at 07:24  Comments (2)  

Noia

Il replicare stanco degli eventi
cadenza la discesa della vita
come un’anafora abusata e frusta
che fa mediocre il verso a una poesia

Io vorrei che mi restassi accanto
dolce ricordo dal sapor del miele
come quell’orso mio di pezza bianco
che fu dei giochi antichi un buon compagno

Consolazione mia sarebbe allora
poterti accarezzare nella notte
quando là fuori infuria la tempesta
e un’altra dentro s’agita più forte

Perché non c’è migliore amica al mondo
della memoria di un felice istante
che vicino l’amor ti fa sembrare
e la noia e la morte più lontane

Fabio Sangiorgio

Published in: on giugno 8, 2017 at 07:08  Comments (5)  

Il talento

Il talento è un freddo compagno
e si nutre dei gusci spezzati
che affiora la stanca marea
Consuma le notti
di sterili amplessi
e ti porge il suo serto
di rose posticce e bugie
Quell’unico attimo
era meglio ballare
al sole più nudo e sincero
piuttosto che stare
rinchiuso un inutile secolo
in torri di buio e d’avorio
Dall’alto di questo balcone
io scrivo di un regno lontano
ma non so il profumo dell’alba
e il canto dell’usignolo non sento

Fabio Sangiorgio

Published in: on marzo 31, 2017 at 07:29  Comments (8)