Lasciar l’alpeggio

E’ tempo di migrar
lasciar l’alpeggio
a luoghi antichi
il gregge chiama
al vecchio nonno
il giovin pastorello
s’accompagna lieto
il primo cari luoghi
di nuovo ritrovare
triste il fanciullo
dover l’amor trovato
sui monti abbandonare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on luglio 18, 2017 at 07:07  Comments (4)  

Umbria

Del suol calpestato dall’antiche genti

etrusche umbre romane e longobarde Patria,
tu Umbria: patria di sante santi del pennello
della penna un tempo insigni gran maestri,
qui dove il seme sacro all’atzeco trova forma
e sotto scorre veloce il fiume dell’ imper
che il mondo antico al gioco suo sottomise,
dove il calibo licor bollente e forma trova e
e di durezza tempra, dove Spoleto la dotta
dei mondi offre spettacoli e cultura, dove
dall’alto alla vista s’apre il borgo e qui
lo sparvier di Federigo un di trovò rifugio
e oggi il violaceo sagrantino al palato gentil
di Bacco la letizia dona, Bevagna ove al Sentin
allor il roman diè dolore all’umbro e qui nel giugno
quel viver medieval rivive, io dalla rocca di Spello
ove i floreal disegni a rallegrar la vista a gara
fanno a te Umbria un canto d’amore canto
faccian eco a questo l’acque del lago dove
Gaio Flaminio del punico subì l’onta e del Clitunno
di cui Giosuè in versi incliti declamò le fonti.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on luglio 2, 2017 at 07:39  Comments (12)  

A margine di un campo fiorito di Cicognola

C’è un altro alitar in quei campi e nella bella stagione,
un alitar lieve e soffuso di nobili spiriti dal volto caro e familiare?
Con lento andare passa da qui amico e tu pure forestiero e se un fremito forte senti
lo saprai di certo e capirai chi lì s’aggira qual ombra tra l’ombre festanti e liete.
Non sono forse le anime buone, le tante anime giuste e pie
che in vita a Veronica e a questo luogo resero con opere e preghiere santa e cara devozione?
Sì, sono d’una catena lunga, maglie robuste, alcuni anelli
vi è poi tra esse quella del curato santo e poi ancora di ombre note e ombre sconosciute.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 23, 2017 at 07:48  Comments (13)  

Un volo di gabbiani

Punteggia il verde scuro degli abeti
di San Pietro la collina, il mar laggiù
d’un azzurro chiaro fermo, nel ciel
nuvole bianche immote, leggiadro
di gabbiani un volo anima il quadro.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 6, 2017 at 07:29  Comments (12)  

Ponte Coperto di Pavia

Ritorno oggi dopo lungo tempo
il piede a posar sotto le arcate
del Ponte Coperto di Pavia,
il Ticin, l’azzurro fiume, lì sotto
come quel dì vi scorre ancora
ma io la memoria inver vorrei
fermare e a ricordar tornare.
Oggi è settembre allora estate
era una fanciulla sconosciuta
lì sulla sponda un remo lì vicino
già pronta con le amiche alla vogata,
poi il suo bel viso in sù chissà in sù
perché rapido si volse, la man aperta
in segno di saluto lieta sorridendo:
tanta la gente che andava vi passava
e non so a chi fosser donati il saluto
e quel sorriso e un’illusione sorse
poi veloce via via scivolò la barca,
ancor vive l’illusion fissa nel pensiero!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on maggio 24, 2017 at 07:22  Comments (11)  

Par parlare l’elianto tuberoso

Negli ultimi giorni settembrini
volge i suoi occhi color sole
gialli l’elianto tuberoso al cielo,
un sol ramo ogni anno per magia
si china in basso e a me lo sguardo
volge e poi al vento dondolando
i suoi occhi mi sembrano parlare
è come la voce dolce di mio padre
che queste parole pare sussurrare:
di questi fiori ricordi nella stagion
in vita alla mamma un mazzolin
solevo portare e nell’eterno sonno
stando a lei vicino non vorrei oggi
pur mancare, ancor più in basso scende
il ramo ed offre i giallo fiori pian
pian dondolando verso la mia mano
che al cimiter a lei per lui porterò
come ogni anno sempre all’indomani

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on maggio 4, 2017 at 07:32  Comments (14)  

Ondeggia l’alto pioppo

Ondeggia l’alto pioppo al vento australe
par tra cielo e terra un danzar leggiadro
soffia sui pensier miei la tristezza forte
scossa la mente e par fermarsi il cuore

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 30, 2017 at 07:18  Comments (12)  

Un foglio giallo stropicciato

Un foglio giallo consunto dal tempo
stropicciato poche le righe scritte
incerta la grafia come se mano stanca
dolente avesse dato allora loro vita
sull’uscio di casa mi sono ritrovato:
queste le scritte frasi e alla lettura
di lor mi son forte e tanto emozionato:
“Dove tu sia ti porti il vento queste
mie parole, perché forse ti chiedi
chi sei io non ricordo, sì un tempo
fu lontano della giovinezza nostra
a ricordare prova, non gioie d’amore
mi donasti d’amor nessun frammento
che sempre pure un sorriso mi negasti
e in frammenti il cuor mi fu ridotto”
Amico lontano sconosciuto non so
quanto ti possa questo consolare
un tempo anch’io scrissi queste
con mano incerta stesse tue parole

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 19, 2017 at 06:58  Comments (8)  

Ricordando Edgar Lee Masters

Qui in un vecchio cimitero di campagna

abbandonato dove par  assente la pietas

che ai morti porta un amorevol  sguardo

qui dove  regnan solo rovi sterpi ed erbe

quattro tombe vedi e sassi a far lor ricordo

con scure  lapidi dal tempo nemico fessurate

niente si legge  fuor che ad un occhio attento

su una questa consunta giallo scolorita scritta

 il  resto eroso cancellato :… a sedici anni morta !

Io cara fanciulla dal nome  sconosciuto

di te tanto più di te  vorrei sì altro  sapere

oltre l’attimo di tempo breve cui la vita un dì

poi  spenta un tempo ti sorrise.. muta la risposta

tua anche se il vento che l’erbe muove sembra

con dolce sospirare dire: non turbar forestiero

il sonno mio e di quanti mi stanno qui vicini,

perché il voler saper?  Sol morti e muti siamo

e quindi il tuo  saper  sia solo questo:  taccio

rimuovo rovi sterpi e sassi, quattro di campo

fiori sulla riva di un vicin fosso la man mia

poi coglie e con amor in silenzio tremando lì  depone.

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 4, 2017 at 07:14  Comments (17)  

Festa dei nonni: filastrocca

Leggere non tu sai pur difficile
per te oggi capir il dir di queste
mie parole qui fissate ferme
che un doman tu possa ricordare:
“Laura la bella bimba nostra
venti mesi appen compiuti
ai nonni suoi il giorno di festa
loro dedicato un grazioso caro
gentil dono ha lor voluto fare
tramite l’aiuto della mamma sua
un quadrettin e ferma fissata rossa
lì sta della manin sua l’impronta
rosso si sa è il colore dell’amore
e quella man si sa dona carezze
e a ricordar sta il saluto dolce suo
quando li vede e guarda: ciao ciao,
sorride l’apre quel gesto ciao ciao”

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 20, 2017 at 07:11  Comments (7)