Augurio

Splende al sol del viburno la nivea palla
piumosa soffice leggera sopra vi danza
con delicato quella a sfiorar suo volo
una farfalla dolci quei colori variopinta
e questa vision induce a un sentimento
or che tu oggi alla vita cara bimba mia
ti schiudi questo del vecchio nonno tuo
l’augurio suo: leggeri dolci siano sempre
e non velati di nero i tuoi pensieri, voli
poi la tua fantasia in un mondo variopinto
di sogni fate turchine di gnomi e di colori!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 29, 2019 at 07:00  Comments (1)  

Destati orsù

Non farti prender oggi dalla noia
mentre riposi sotto l’ombra ampia
di questo faggio antico oh mio amico
che la mente annebbia tutta e buon
sapore toglie al viver lieto torpor
nero mena, orsù destati ora che dei
sensi al risvegliar basta assai poco
il colore d’un fiore e quel profumo
che ecco dolce rima daran al poetar tuo

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 6, 2019 at 07:11  Comments (2)  

Un vecchio gatto grigio

Cercava casa un vecchio gatto grigio
cenere tipo certosino, da tempo certo
abbandonato, difficile dir quale lo stato
suo di randagio i giorni passati tanti
alla ricerca di una mano gentil un luogo
ospitale onde fine porre alle sofferenze
sue, poi qui lo trovò da te mia amica
mia or più non fugge scacciato timoroso
come par di capir che getti d’acqua suoi
furon sì palesi ostili, e qui mangia beve
sotto folti cespugli d’ortensie rosa si riposa
come un dì lontan lontano qui trovò dimora
casa e amorevol cure il caro gatton Rufus
or lui Rufus gatto nuovo più Bartolomeo

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on ottobre 18, 2019 at 06:54  Comments (2)  

Ricchi epuloni, poveri lazzari

Come sarà il domani spesso diciamo
e dire ci sentiamo: sereno o tempestoso?
Diverse voci alla domanda la risposta danno
quelle di Cassandre altre di Sibille buone
e di solito nel predire nel giusto son le prime,
che sempre sui poveri la grandine s’abbatte
e il sole mai fa mancare ai ricchi la sua luce
poveri lazzari di qua di là epuloni ricchi
se mai osmosi vi farà tre le due schiere
il travaso sarà da questi ultimi verso i primi
illusion sperare in un ritorno dell’età dell’oro
come di Panglosso sul migliore dei mondi possibile
quello suo speculativo e filosofico filosofare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 30, 2019 at 07:22  Comments (2)  

Freddi simulacri

Tra di me leggo i miei versi d’amore
povere parole freddi simulacri d’odi
saffiche e dei melici monodici perché
a tanto è giunto l’ardir mio mi domando?
Una sola una la risposta: poco mi pareva
dir amata mia amata cara sai che t’amo

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 12, 2019 at 07:24  Lascia un commento  

Più di quel vecchio merlo

Un vecchio merlo nero le foglie
morte muoveva lì cadute sotto
l’albero del tiglio nel giardino
alla ricerca vogliosa di un lombrico
poi dopo tanto ma non fruttuoso
lavorio tanto deluso se ne allontanava,
agitavo io un dì smuovevo vecchie
carte appunti miei e note e fogli
nel tempo gettati in un cestone
e non dati al fuoco perché forse
poi nel tempo di possibile interesse
così oggi alla memoria un viso d’una
fanciulla del mio tempo antico mi è
tornato quel suo sorriso non dimenticato
lì in questo rigirare la preda mia
un indirizzo lì sepolto quello suo
più fortunato del merlo l’ho trovato
poi più deluso di lui mi son trovato
che nel tempo l’indirizzo era cambiato
al mittente il mio scritto ritornato

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 28, 2019 at 07:26  Comments (2)  

Nell’aria cerco

Cerco nell’aria il profumo della primavera
quel profumo antico da tempo come smarrito
eran viole lungo un fossato a noi tanto amico
eran bianchi mughetti le sponde del Ticino
viole e mughetti che poi negli anni sempre
tornavano e tornano a fiorire più non c’è
quel fosso o forse inver non lo riesco più
a trovare ancor rivedo quelle sponde fiorite
del Ticino ma viole e mughetti senza te vicino
pers’hanno quel dolce profumo che amavo tanto

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 17, 2019 at 07:42  Lascia un commento  

Bergenia

Tu di San Giuseppe umile fiore
come lo fu lo sposo di Maria
che un tempo di rosa coloravi
gli orti contadini e le rive
dei fossati ancor oggi qua e
là quando il giorno del Santo
si avvicina al cielo apri qual
timidi occhietti quei tuoi rosa
fiorellini e oggi corre la mente
ad una figura a me sì cara mia nonna
curva come un tempo ancora dare cara
cura a quel cespuglio da lei d’anni
tanti messo a dimora sulla tomba
di quel suo figlio, mio zio, di cui
io porto il nome giovane aviere
un giorno annegato nel lago di Comabbio

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 8, 2019 at 07:36  Lascia un commento  

Bello è il pensar

Stelle lucenti lontane sconosciute
anime morte e già da tempo trapassate
tra lor forse vi è a noi ignota union
legame forte di amorosi amorevol sensi
bello il pensar è nel dì di San Lorenzo
che quelle lacrime copiose dal ciel cadenti
altro non sian se nei desideri nostri
a lor pensiam d’amor gocce e d’empatia
di quelle a noi care anime da tempo trapassate

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on Mag 28, 2019 at 07:09  Comments (2)  

Cantava diverso il pettirosso

Dapprima un canto acuto melodioso
e dal nespolo nasceva quel dolce trillo
che nell’aria del mattino si spandeva
lì nascosto tra le larghe foglie sen
stava dal gorgheggio suo io ben capivo
un amico piccino un pettirosso poi il canto
più struggente e melanconico d’un tratto
si faceva e muovendo come triste il suo
capino su una brocca ora a me davanti
dirmi pareva con questo nuovo canto che
tra poco dovrò per altri lidi migrare
oh amico caro mio così ti volevo salutare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on Mag 16, 2019 at 07:28  Comments (4)