Vite del Ticino

Cantò le tue acque o Ticino
un dì lontano di Lodi la vergine
ribelle mio caro azzurro fiume,
generoso nell’offrir tuo tanto
a quel degli avi miei nel tempo
e dei lor miseri parenti gramo
misero al viver sostentamento:
sulle rive giunchi e vimini poi
a formar ceste solide e cestini,
con vigor dalla liquida tua vena
tolti bianchi quarzosi sassi a vita
dar poi in lontan fornaci ardenti
a vetri cristalli e util vasellame,
nelle vicine lanche prati odorosi
del mughetto bianco e giacinti
dai colori intensi con altra flora
selvatica e dai botanici nomi
sconosciuti mentre s’apriva
con funghi porcini chiodini
prataioli il sottobosco, tutto
a portar merce di scambio,
di denaro nei festivi o domenical
mercati e, a finir, dai boscosi
verdi boschi a te figli fratelli legna
a subir dalla sega e dalla pialla
nobile offesa o il focolar
a tingersi di scoppiettante rosso.
Un tempo lontano, un nostalgico
passato ma ancor quella vita
della natura viva o morta ancor
vive, brillan nell’acqua quei lucenti
sassi al vento si piegano lenti i giunchi,
a primavera son le lanche in fiore,
ridono di vita i boschi e i sottoboschi,
il canto qui della lodola e del ravarino
non più rendono come allor men dure
con le melodie loro le fatiche dure
di quelle antiche vite vissute grame
ma solo al ricordo a me danno
nostalgica e dolce pace al cuore.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

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Published in: on settembre 16, 2017 at 07:25  Comments (12)  

Metamorfosi d’amor

Qual farfalla innamorata si posò su un fiore
esser quello credeva dell’amore ma lieve
il profumo lì non vi trovò alcun vero piacere
venne la sera diventò falena lampada rossa
colorata bella nascosto lì pensò ecco l’amore
si avvicinò poi sopra vi si pose e si bruciò l’ali
d’amor tanti i sembianti e pene d’amore tante
un favo dolce stillante delicato miele lì solo
disse troverò l’amore e qual orso desioso tanto
per quel biondo nettare gustar verso l’alvear
alzò una zampa d’api uno sciame e si trovò a
scappare una goccia di miel per terra cadde
sarò mosca si disse e lì dentro s’andò a tuffare
ritentò di volare ma invan così morì d’amore
d’amor tanti i sembianti tanti quelli d’amanti
e per amore fino a morir le pene tante tante!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on luglio 30, 2017 at 07:21  Comments (4)  

Lasciar l’alpeggio

E’ tempo di migrar
lasciar l’alpeggio
a luoghi antichi
il gregge chiama
al vecchio nonno
il giovin pastorello
s’accompagna lieto
il primo cari luoghi
di nuovo ritrovare
triste il fanciullo
dover l’amor trovato
sui monti abbandonare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on luglio 18, 2017 at 07:07  Comments (4)  

Umbria

Del suol calpestato dall’antiche genti

etrusche umbre romane e longobarde Patria,
tu Umbria: patria di sante santi del pennello
della penna un tempo insigni gran maestri,
qui dove il seme sacro all’atzeco trova forma
e sotto scorre veloce il fiume dell’ imper
che il mondo antico al gioco suo sottomise,
dove il calibo licor bollente e forma trova e
e di durezza tempra, dove Spoleto la dotta
dei mondi offre spettacoli e cultura, dove
dall’alto alla vista s’apre il borgo e qui
lo sparvier di Federigo un di trovò rifugio
e oggi il violaceo sagrantino al palato gentil
di Bacco la letizia dona, Bevagna ove al Sentin
allor il roman diè dolore all’umbro e qui nel giugno
quel viver medieval rivive, io dalla rocca di Spello
ove i floreal disegni a rallegrar la vista a gara
fanno a te Umbria un canto d’amore canto
faccian eco a questo l’acque del lago dove
Gaio Flaminio del punico subì l’onta e del Clitunno
di cui Giosuè in versi incliti declamò le fonti.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on luglio 2, 2017 at 07:39  Comments (12)  

A margine di un campo fiorito di Cicognola

C’è un altro alitar in quei campi e nella bella stagione,
un alitar lieve e soffuso di nobili spiriti dal volto caro e familiare?
Con lento andare passa da qui amico e tu pure forestiero e se un fremito forte senti
lo saprai di certo e capirai chi lì s’aggira qual ombra tra l’ombre festanti e liete.
Non sono forse le anime buone, le tante anime giuste e pie
che in vita a Veronica e a questo luogo resero con opere e preghiere santa e cara devozione?
Sì, sono d’una catena lunga, maglie robuste, alcuni anelli
vi è poi tra esse quella del curato santo e poi ancora di ombre note e ombre sconosciute.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 23, 2017 at 07:48  Comments (13)  

Un volo di gabbiani

Punteggia il verde scuro degli abeti
di San Pietro la collina, il mar laggiù
d’un azzurro chiaro fermo, nel ciel
nuvole bianche immote, leggiadro
di gabbiani un volo anima il quadro.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 6, 2017 at 07:29  Comments (12)  

Ponte Coperto di Pavia

Ritorno oggi dopo lungo tempo
il piede a posar sotto le arcate
del Ponte Coperto di Pavia,
il Ticin, l’azzurro fiume, lì sotto
come quel dì vi scorre ancora
ma io la memoria inver vorrei
fermare e a ricordar tornare.
Oggi è settembre allora estate
era una fanciulla sconosciuta
lì sulla sponda un remo lì vicino
già pronta con le amiche alla vogata,
poi il suo bel viso in sù chissà in sù
perché rapido si volse, la man aperta
in segno di saluto lieta sorridendo:
tanta la gente che andava vi passava
e non so a chi fosser donati il saluto
e quel sorriso e un’illusione sorse
poi veloce via via scivolò la barca,
ancor vive l’illusion fissa nel pensiero!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on maggio 24, 2017 at 07:22  Comments (11)  

Par parlare l’elianto tuberoso

Negli ultimi giorni settembrini
volge i suoi occhi color sole
gialli l’elianto tuberoso al cielo,
un sol ramo ogni anno per magia
si china in basso e a me lo sguardo
volge e poi al vento dondolando
i suoi occhi mi sembrano parlare
è come la voce dolce di mio padre
che queste parole pare sussurrare:
di questi fiori ricordi nella stagion
in vita alla mamma un mazzolin
solevo portare e nell’eterno sonno
stando a lei vicino non vorrei oggi
pur mancare, ancor più in basso scende
il ramo ed offre i giallo fiori pian
pian dondolando verso la mia mano
che al cimiter a lei per lui porterò
come ogni anno sempre all’indomani

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on maggio 4, 2017 at 07:32  Comments (14)  

Ondeggia l’alto pioppo

Ondeggia l’alto pioppo al vento australe
par tra cielo e terra un danzar leggiadro
soffia sui pensier miei la tristezza forte
scossa la mente e par fermarsi il cuore

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 30, 2017 at 07:18  Comments (12)  

Un foglio giallo stropicciato

Un foglio giallo consunto dal tempo
stropicciato poche le righe scritte
incerta la grafia come se mano stanca
dolente avesse dato allora loro vita
sull’uscio di casa mi sono ritrovato:
queste le scritte frasi e alla lettura
di lor mi son forte e tanto emozionato:
“Dove tu sia ti porti il vento queste
mie parole, perché forse ti chiedi
chi sei io non ricordo, sì un tempo
fu lontano della giovinezza nostra
a ricordare prova, non gioie d’amore
mi donasti d’amor nessun frammento
che sempre pure un sorriso mi negasti
e in frammenti il cuor mi fu ridotto”
Amico lontano sconosciuto non so
quanto ti possa questo consolare
un tempo anch’io scrissi queste
con mano incerta stesse tue parole

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 19, 2017 at 06:58  Comments (8)