Qual tiglio in fiore

fiori-di-tiglio

Il tiglio che quando di foglie
adorno è ed i rami carichi sono
di profumati fiori e gioioso
l’aria delizia con effluvio dolce
tanto felice che di pianto sgorgan
al suol cadendo resinose gocce
così sovviene pure al viver nostro
quando a chi si ama mandiam sorrisi
e baci e nel momento la felicità è rotta
poi da calde nostre lacrime d’amore

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 20, 2020 at 07:45  Comments (2)  

Guardando i tigli

Gli alti tigli che a febbraio ancora
al cielo tendevano i lor nudi spogli
moncherini sofferenti rami che in coro
pietà al passeggero parevano implorare
da larghe primaveril foglie ampie
verdeggianti chiome lì si offrono
alla vista in questi primi giorni
maggiolini e orgoglio e vanto or son
spente le nudità delle odorose piante,
pur io al ciel tendevo in febbraio
le mie mani cariche d’anni e di dolori
ma in questo maggio non sono rinverdite
e non riverdiranno nel tempo prossime
a morire e nell’attesa non so quanti
i giorni i mesi gli anni ancor potranno
al ciel levarsi e le persone amate
ancora abbracciare e piano accarezzare!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on maggio 25, 2020 at 07:46  Comments (3)  

Quest’anno gli innamorati non van per viole

Quest’anno è il duemila e venti

e si offre all’animo e alla vista

una strane e ben diversa primavera:

regna nel paese nostro in Italia

un morbo che semina morte e che invita

a star tra di noi lontani e serrati

in casa, così anche ne risenton

i fiori da noi amati e la natura:

si son sole le viole lungo la riva

lì del fossato quel loro profumo

sì dolce ancor nell’aria olezza

ma fiori son che invan oggi degli

amanti attendon le carezze care:

quella man che coglie, il delicato

gesto, quel bel mazzolin in dono!

Lontan svanito è l’amorevol tra

di lor abbraccio come quando lor

nel tempo a primavera andavano

tra il fresco verde a cercare quei

bei al sol nascenti e profumati fiori:

oggi il crudel quel maledetto virus

l’un tien tanto  lontan dall’altra:

e così povere viole siete rimaste sole!

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 28, 2020 at 07:32  Lascia un commento  

Lì nel nido un segno di speranza

Le due tortore che nei dì passati

tubavan allegre in su del basso pruno

il nido han fatto or lì nell’incavo

di una una forcella del vetusto tronco

dell’alto tiglio, all’animo che triste

in queste ore  dolcezza danno il covar

della femmina quel suo capin che muove,

la continua spola del compagno suo tra

la piccola lor dimora e gli ampi spazi

e l’erbe a cercar al viver il sostentamento

che qui tra poco schiudendosi le uova

luce troveranno nuove vite, questo forier

sia di speranza e d’augurio, in questa Santa

Settimana che alla Resurrezion porta

di Cristo dall’avello, che cessato il flagello

mortal ecco del viver morto la resurrezione!

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 22, 2020 at 07:27  Lascia un commento  

Due tortorelle

Da giorni sul far del mezzogiorno
In alto sull’albero lì del pruno
Due color cenere tortorelle qui
Vengono a sostare e a dar corsa
Tubando tra lor a d’amore sentimenti
Quel canto che nell’aria dolce
Si frammista al suon delle sirene
Lugubre e a quel delle campane a morto
Possa essere d’auspicio forier
Del ritornar a vita nuova annuncio
Qual fu nei dì del Diluvio Universale
De la bianca colomba il ramoscello

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 16, 2020 at 07:47  Comments (2)  

Corre il ricordo

In angoli diversi del giardino
mio le forsizie al cielo oggi
spalancano primi di marzo qual
occhi timidi al cielo i loro
fiori gialli: di primavera annuncio,
e il pensiero va ad un antico
tempo a un orto altre forsizie
madri delle mie a un vecchio
mio padre che queste macchie
gialle sfiorando accarezzava
come lì nell’aria una delle sue
prossime ormai ultime primavere

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 24, 2020 at 07:03  Lascia un commento  

Non più

Amarezza e delusione mi son
venute incontro che dopo anni
che quello sperato ad occhi aperti
sogno di riveder ancor quel
tempo mio passato alla vision
diversa se ne andò come sottil
vetro calpestato, non più quella
chiesetta non più quel campanile
non più quelle campane: il mattutino
il mezzodì e il tocco del vespero serale
che il ritmo davano al viver nostro
quotidiano del mio piccol borgo
contadino: la sveglia del desco
l’ora e il tempo del riposo, non
più: uno stabilimento una ciminiera
e ogni tanto di una sirena il suono!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 7, 2020 at 07:23  Lascia un commento  

Cercando Solitudine

Vestirmi di Solitudine avrei
voluto per non sentirmi solo
così il suo nome alto ho gridato
e di lei in cerca sono andato
girando della terra più cantoni:
negli estesi silenzi dei deserti
nelle intricate foreste e fitte
boscaglie sulle vette più alte
del pianeta nelle profondità
immense degli abissi in remoti
paesi come in città affollate
per anni ho gridato e girato
per più anni, nessuna risposta
nessun nessun di lei incontro,
deluso in questa ormai ricerca
vana decisi un giorno non più
di continuare quando una spalla
mi sentii toccare, dissi chi è?
Una voce flebile rispose: son io,
perché tanto gridare e cercar
tanto: son la Solitudine sì son
io che da sempre ti sto accanto
e che noi siam una cosa sola!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 9, 2020 at 07:02  Comments (2)  

Profumo d’ortensie

ortensie-blu-e-rosa

Quando al cielo colorato della primavera
volgono le ortensie i loro variopinti fiori
con nostalgia corre tanta il ricordo a un
giardinetto, belli dicevo alla nonna questi
fiori belli e da un dolce profumo delicato,
fioriscon oggi in un giardinetto nuovo,
il mio, a loro teneramente mi avvicino
le sfioro le accarezzo e profondamente
poi le odoro e un profumo d’allora come
diverso io sento e par dir una voce cara
da tanto tempo spenta al profumo loro
s’accompagna quello or della giovinezza

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on gennaio 17, 2020 at 07:12  Lascia un commento  

Un nuovo amico?

Dal giardino il giorno prima
visto l’avevo da lontano,
un batuffol nero un micino
che lì si aggirava un po’
distratto da rumori vari,
mia moglie lo aveva poi
fotografato: oggi che più
vicino nel prato al giardin
mio s’affaccia e si presenta
io con la man cenno gli faccio
di saltare e al mio invito
corrisponde, dico a mia moglie
guarda chi c’è qui la qual poi
due ciotole qual invito mette
di croccantini l’una di manzo
dadini la seconda, quel la prima
annusa, poi il musin nell’altra
tuffa e pian piano eccol
un poco circospetto si da
a mangiare, noi sorridiamo
ma due dei miei gatti inver
cercan quello spaventare,
allontanati questi pur lui
dopo la ciotola ben nettata
s’allontana e non si capisce
poi se triste o sorridente:
s’aprò s’aprem domani poi
vedremo se sì o no trovato
in ‘sto nero puntolin un nuovo amico!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on gennaio 2, 2020 at 07:23  Lascia un commento