Ponte Coperto di Pavia

Ritorno oggi dopo lungo tempo
il piede a posar sotto le arcate
del Ponte Coperto di Pavia,
il Ticin, l’azzurro fiume, lì sotto
come quel dì vi scorre ancora
ma io la memoria inver vorrei
fermare e a ricordar tornare.
Oggi è settembre allora estate
era una fanciulla sconosciuta
lì sulla sponda un remo lì vicino
già pronta con le amiche alla vogata,
poi il suo bel viso in sù chissà in sù
perché rapido si volse, la man aperta
in segno di saluto lieta sorridendo:
tanta la gente che andava vi passava
e non so a chi fosser donati il saluto
e quel sorriso e un’illusione sorse
poi veloce via via scivolò la barca,
ancor vive l’illusion fissa nel pensiero!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on maggio 24, 2017 at 07:22  Comments (11)  

Par parlare l’elianto tuberoso

Negli ultimi giorni settembrini
volge i suoi occhi color sole
gialli l’elianto tuberoso al cielo,
un sol ramo ogni anno per magia
si china in basso e a me lo sguardo
volge e poi al vento dondolando
i suoi occhi mi sembrano parlare
è come la voce dolce di mio padre
che queste parole pare sussurrare:
di questi fiori ricordi nella stagion
in vita alla mamma un mazzolin
solevo portare e nell’eterno sonno
stando a lei vicino non vorrei oggi
pur mancare, ancor più in basso scende
il ramo ed offre i giallo fiori pian
pian dondolando verso la mia mano
che al cimiter a lei per lui porterò
come ogni anno sempre all’indomani

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on maggio 4, 2017 at 07:32  Comments (14)  

Ondeggia l’alto pioppo

Ondeggia l’alto pioppo al vento australe
par tra cielo e terra un danzar leggiadro
soffia sui pensier miei la tristezza forte
scossa la mente e par fermarsi il cuore

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 30, 2017 at 07:18  Comments (12)  

Un foglio giallo stropicciato

Un foglio giallo consunto dal tempo
stropicciato poche le righe scritte
incerta la grafia come se mano stanca
dolente avesse dato allora loro vita
sull’uscio di casa mi sono ritrovato:
queste le scritte frasi e alla lettura
di lor mi son forte e tanto emozionato:
“Dove tu sia ti porti il vento queste
mie parole, perché forse ti chiedi
chi sei io non ricordo, sì un tempo
fu lontano della giovinezza nostra
a ricordare prova, non gioie d’amore
mi donasti d’amor nessun frammento
che sempre pure un sorriso mi negasti
e in frammenti il cuor mi fu ridotto”
Amico lontano sconosciuto non so
quanto ti possa questo consolare
un tempo anch’io scrissi queste
con mano incerta stesse tue parole

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 19, 2017 at 06:58  Comments (8)  

Ricordando Edgar Lee Masters

Qui in un vecchio cimitero di campagna

abbandonato dove par  assente la pietas

che ai morti porta un amorevol  sguardo

qui dove  regnan solo rovi sterpi ed erbe

quattro tombe vedi e sassi a far lor ricordo

con scure  lapidi dal tempo nemico fessurate

niente si legge  fuor che ad un occhio attento

su una questa consunta giallo scolorita scritta

 il  resto eroso cancellato :… a sedici anni morta !

Io cara fanciulla dal nome  sconosciuto

di te tanto più di te  vorrei sì altro  sapere

oltre l’attimo di tempo breve cui la vita un dì

poi  spenta un tempo ti sorrise.. muta la risposta

tua anche se il vento che l’erbe muove sembra

con dolce sospirare dire: non turbar forestiero

il sonno mio e di quanti mi stanno qui vicini,

perché il voler saper?  Sol morti e muti siamo

e quindi il tuo  saper  sia solo questo:  taccio

rimuovo rovi sterpi e sassi, quattro di campo

fiori sulla riva di un vicin fosso la man mia

poi coglie e con amor in silenzio tremando lì  depone.

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 4, 2017 at 07:14  Comments (17)  

Festa dei nonni: filastrocca

Leggere non tu sai pur difficile
per te oggi capir il dir di queste
mie parole qui fissate ferme
che un doman tu possa ricordare:
“Laura la bella bimba nostra
venti mesi appen compiuti
ai nonni suoi il giorno di festa
loro dedicato un grazioso caro
gentil dono ha lor voluto fare
tramite l’aiuto della mamma sua
un quadrettin e ferma fissata rossa
lì sta della manin sua l’impronta
rosso si sa è il colore dell’amore
e quella man si sa dona carezze
e a ricordar sta il saluto dolce suo
quando li vede e guarda: ciao ciao,
sorride l’apre quel gesto ciao ciao”

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 20, 2017 at 07:11  Comments (7)  

Il crisantemo

In segno d’amor e di pietà sen stava
eran quelli giorni a ricordo dei defunti
su un marmoreo funereo monumento
e quando sfiorito gettato in un bidone
una man la mia da lì rapida poi tolse
sta ora in un vaso lì nascosto nel giardino
mio già pronto a rifiorire il dorato
giallo crisantemo e certo son che
qual occhi pietosi i fiori suoi al ciel
andran guardando e di quei morti
i visi cercheranno quelli in freddo
marmo fissi eterni allora conosciuti
come lui per giorni da nebbia fitta
e da gelata brina nei mattin velati

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 7, 2017 at 07:32  Comments (2)  

Ti avrei chiamato Fuffi

Nella vecchiaia spesso tornano ricordi
che il tempo sembrava avere cancellato
e sepolto per sempre nel profondo oblio
sorgono così alla mente all’improvviso
e ti fan dire perché avevo perché scordato?
Così stamane mentre di fuor forte pioveva
e forte batteva la pioggia contro i vetri
il lamento di un can lontano il cuore
mi ha così turbato e una immagine portato:
son io che allora ero bambino e li vicino
un buffo vispo cagnolino era, ricordo,
il regalo di un vicino e della mamma
ancor sento la voce “qui da noi a Milano
non si può caro tenere piccola la casa
il lavoro di papà e mio e tu piccino
meglio portarlo in campagna dalla zia
certo vedrai che lì si troverà benone”
e all’indomani così laggiù lì mandato
povero amico mio batuffol senza nome
ma in cuor mio col tempo Fuffi ti avrei
chiamato, ti avrei chiamato perché presso
la zia giunto per abbracciati più ti avrei
trovato, ricordo, domandai forte piangendo
dove tu fossi andato”sta ora mi disser
presso un ricco agricoltore, vedrai che
lì starà benone”, ricordo, quelle parole false
ancora ripetute per rifiutare quel povero
essere indifeso, quale la fine tua la sorte
qual che di te da allora nulla ho più
saputo caro batuffolo di un giorno solo
amico che Fuffi avrei un dì chiamato
quanti anni passati circa settanta sono
oggi ringrazio la mente che in quell’angolo
dello scrigno dei ricordi il ricordo tuo
mi ha al cuore all’animo miei portato.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 24, 2017 at 07:37  Comments (2)  

Gocce di nebbia settembrina

Staman triste mi offro al giorno
con i tristi tanti miei pensieri
e par questo piangere il mio dolor
sentendo ma poi gocce son solo
di nebbia leggera settembrina
verso di lei ecco le braccia tendo
cerco conforto alla disperazione
al brucior mio dei sentimenti
queste dal palmo della man scivolan
via ma ancor lì fermi e lì fissi
nell’animo i tristi pensier miei
qual gocce pesanti di una nebbia
della mente che da qui non scorron
e sempre qui stanno a tormentare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on dicembre 17, 2016 at 07:25  Comments (7)  

Non qual lucertola al sole

Prima al sole le lucertoline stanno
ferme tra l’erbe e solo il capin lor
si muove poi ecco lì un muro alto
e pronte a danzar strisciando sono
e con le crepe lì a nascondino tra
i matton giocare al sole io sto pure
fermo coi miei pensieri e tanti
cupi pesanti e altri più leggeri
strisciar non so ma striscian sì
nei labirinti della mente quelli
e a nascondersi vanno solo i belli
ritornan dopo il gioco le lucertoline
al sole ma alla mente più tornan più
a rallegrarla i miei pensier più belli

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on dicembre 7, 2016 at 07:47  Comments (2)