Canti e riposi estivi

Fanno a gara nel caldo dell’estate
a lanciar nel cielo i loro canti
i grilli e le cicale e sonnolenti
i gatti miei rannicchiati al sole,
stanno ai giochi d’amore pronti
i primi in attesa quei dormienti
delle notturne fresche ore complici
ruffiane a quegli attesi sospirati
incontri: qual darà ora del giorno
sollievo alle sue pene d’amor
al solitario abbandonato amante
che la forte calura pesa al cuore
e la fresca ora notturna non ristora?

Giuseppe Gianpaolo Casarini

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Published in: on novembre 16, 2017 at 07:41  Comments (8)  

Ferma immota l’aria

il faggio e i tigli
invocar sembrano
anche un minimo
refolo di vento
che possan danzare
i rami e le foglie
dondolare piano,
lì nascoste indifferenti
le cicale stanno
a rompere il silenzio
con quel costante
alto fastidioso canto,
quei movimenti l’occhio
attende e l’orecchio il nulla

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 5, 2017 at 07:21  Comments (4)  

Come nell’afa

Come nell’afa estiva forte s’attende
a donar al corpo un poco di frescura
così un animo che tanto d’un amor
che tormenta brucia un sospir qual
soffio s’attende dalla persona amata
che a quel brucior dar breve tregua

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on ottobre 14, 2017 at 07:33  Comments (5)  

Riflessione

Cogito ergo sum, nosce te ipsum, γνῶϑι σεαυτόν
mi guardo allo specchio penso e poi vorrei veder
chi realmente sono ma non riflette i miei pensier
lo specchio e l’animo mio dal vetro non traspare
dove nascoste son le mie e tante imperfezioni
muto lo specchio come nulla pur di me rivelano
tante mie fotografie in bianco e nero o colorate
del mio presente e del lontano tanto mio passato

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 28, 2017 at 07:25  Comments (7)  

Vite del Ticino

Cantò le tue acque o Ticino
un dì lontano di Lodi la vergine
ribelle mio caro azzurro fiume,
generoso nell’offrir tuo tanto
a quel degli avi miei nel tempo
e dei lor miseri parenti gramo
misero al viver sostentamento:
sulle rive giunchi e vimini poi
a formar ceste solide e cestini,
con vigor dalla liquida tua vena
tolti bianchi quarzosi sassi a vita
dar poi in lontan fornaci ardenti
a vetri cristalli e util vasellame,
nelle vicine lanche prati odorosi
del mughetto bianco e giacinti
dai colori intensi con altra flora
selvatica e dai botanici nomi
sconosciuti mentre s’apriva
con funghi porcini chiodini
prataioli il sottobosco, tutto
a portar merce di scambio,
di denaro nei festivi o domenical
mercati e, a finir, dai boscosi
verdi boschi a te figli fratelli legna
a subir dalla sega e dalla pialla
nobile offesa o il focolar
a tingersi di scoppiettante rosso.
Un tempo lontano, un nostalgico
passato ma ancor quella vita
della natura viva o morta ancor
vive, brillan nell’acqua quei lucenti
sassi al vento si piegano lenti i giunchi,
a primavera son le lanche in fiore,
ridono di vita i boschi e i sottoboschi,
il canto qui della lodola e del ravarino
non più rendono come allor men dure
con le melodie loro le fatiche dure
di quelle antiche vite vissute grame
ma solo al ricordo a me danno
nostalgica e dolce pace al cuore.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 16, 2017 at 07:25  Comments (12)  

Metamorfosi d’amor

Qual farfalla innamorata si posò su un fiore
esser quello credeva dell’amore ma lieve
il profumo lì non vi trovò alcun vero piacere
venne la sera diventò falena lampada rossa
colorata bella nascosto lì pensò ecco l’amore
si avvicinò poi sopra vi si pose e si bruciò l’ali
d’amor tanti i sembianti e pene d’amore tante
un favo dolce stillante delicato miele lì solo
disse troverò l’amore e qual orso desioso tanto
per quel biondo nettare gustar verso l’alvear
alzò una zampa d’api uno sciame e si trovò a
scappare una goccia di miel per terra cadde
sarò mosca si disse e lì dentro s’andò a tuffare
ritentò di volare ma invan così morì d’amore
d’amor tanti i sembianti tanti quelli d’amanti
e per amore fino a morir le pene tante tante!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on luglio 30, 2017 at 07:21  Comments (4)  

Lasciar l’alpeggio

E’ tempo di migrar
lasciar l’alpeggio
a luoghi antichi
il gregge chiama
al vecchio nonno
il giovin pastorello
s’accompagna lieto
il primo cari luoghi
di nuovo ritrovare
triste il fanciullo
dover l’amor trovato
sui monti abbandonare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on luglio 18, 2017 at 07:07  Comments (4)  

Umbria

Del suol calpestato dall’antiche genti

etrusche umbre romane e longobarde Patria,
tu Umbria: patria di sante santi del pennello
della penna un tempo insigni gran maestri,
qui dove il seme sacro all’atzeco trova forma
e sotto scorre veloce il fiume dell’ imper
che il mondo antico al gioco suo sottomise,
dove il calibo licor bollente e forma trova e
e di durezza tempra, dove Spoleto la dotta
dei mondi offre spettacoli e cultura, dove
dall’alto alla vista s’apre il borgo e qui
lo sparvier di Federigo un di trovò rifugio
e oggi il violaceo sagrantino al palato gentil
di Bacco la letizia dona, Bevagna ove al Sentin
allor il roman diè dolore all’umbro e qui nel giugno
quel viver medieval rivive, io dalla rocca di Spello
ove i floreal disegni a rallegrar la vista a gara
fanno a te Umbria un canto d’amore canto
faccian eco a questo l’acque del lago dove
Gaio Flaminio del punico subì l’onta e del Clitunno
di cui Giosuè in versi incliti declamò le fonti.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on luglio 2, 2017 at 07:39  Comments (12)  

A margine di un campo fiorito di Cicognola

C’è un altro alitar in quei campi e nella bella stagione,
un alitar lieve e soffuso di nobili spiriti dal volto caro e familiare?
Con lento andare passa da qui amico e tu pure forestiero e se un fremito forte senti
lo saprai di certo e capirai chi lì s’aggira qual ombra tra l’ombre festanti e liete.
Non sono forse le anime buone, le tante anime giuste e pie
che in vita a Veronica e a questo luogo resero con opere e preghiere santa e cara devozione?
Sì, sono d’una catena lunga, maglie robuste, alcuni anelli
vi è poi tra esse quella del curato santo e poi ancora di ombre note e ombre sconosciute.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 23, 2017 at 07:48  Comments (13)  

Un volo di gabbiani

Punteggia il verde scuro degli abeti
di San Pietro la collina, il mar laggiù
d’un azzurro chiaro fermo, nel ciel
nuvole bianche immote, leggiadro
di gabbiani un volo anima il quadro.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 6, 2017 at 07:29  Comments (12)