Canto di dolore

Due piccoli cipressi lì presso
il monumento stanno a fare
compagnia al tuo sonno eterno
tu che or riposi dagli affanni
sciolta in quel remoto cimitero
di campagna dove nei fossi
lì vicini in questa stagion, inizio
è di primavera, spuntano viole
e margherite e dove più tardi
in tempo di risaie si sentirà
il verso della rana e qui ove
dato ti sarà un futuro arcano
al passato porta e al ricordo
una tua fotografia colorata
che da tempo nel portafoglio
stava tu che giovane tra l’erbe
di un prato ormai lontano muovi
sorridendo a me che quell’attimo
fissavo e il tempo dove fermo
sarebbe stato come ora il piede
tuo mia amata cara era lontano

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Annunci
Published in: on giugno 23, 2018 at 07:42  Comments (3)  

Lola la piccola randagia

La sera in casa entrò furtiva
una micina piccola randagia
e in un cantuccio del bagno
si nascose, vano alla scoperta
il tentativo tuo di farle dolce
una carezza: come impazzita
furiosa ti morsicò una mano,
quel suo fuggir e il correr tuo
all’ospedale dieci di degenza
poi i giorni tuoi e di quella persa
per giorni tanti tanti la presenza.
Infine quel ritorno, un miagolio
a cercar ma sospettosa ristoro
alla fame ed al piccol corpo
comodo un ricetto e così Lola
come la chiamasti poco alla
volta da randagia che era ed
è diverrà come son Milù Cesio
e Rufus Bartolomeo sì di casa
e nel giardin giocando allegra
questa è almeno la speranza
e che nel tempo non sia poi delusa!
Speranza però che se ne andò delusa
che un giorno se ne andò lontan
e qui non fece mai mai più ritorno!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 11, 2018 at 07:34  Lascia un commento  

Arum Italicum

Sciolta l’ultima neve marzolina
sulle rive del fossato maestosa
torna al ciel mostrar l’ampie
verdi foglie la selvatica calla
e a giugno lì vi sarà di rosso
color una esplosion vivace
di rosse lucenti rosse bacche,
invan lacrime calde attende
la primula dell’amor, perenne
è quel gelo qui nel cuor creato
da parole d’addio qual neve
nera su bianco foglio lì gettate:
non un rosso fiore a primavera
che avvizzito morto sarà il fiore!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on maggio 30, 2018 at 07:31  Comments (2)  

Oggi mi parlano le viole

Lì dal silenzio del giardino delle suore
oggi mi parlano le viole da lontano
lo so questa alta cancellata ci divide
non puoi tender le mani per toccarci
ma il tuo viso forte forte appoggia
a queste aste ostili e aspira forte
forte e sentirai quel dolce profumo
come facevi un tempo a riscoprir
oggi quello della antica giovinezza

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on maggio 19, 2018 at 07:05  Comments (4)  

Via Mancinelli – Milano

Ho cercato notizie recenti
questa via stretta ricordo
tra un’alta cinta muraria
di un deposito di mezzi
tranviari da una parte
d’altra da austeri edifici
del farmaco di ditte famose
poche allora le case private
sì ho cercato notizie recenti
non sapevo di quel fatto
di sangue di due giovani
qui uccisi vilmente, il ricordo
mio va più ad un tempo
lontano io ragazzo mio padre
di fianco nel percorrere
questa via di fretta quelle
sere più vicine alla notte
nel tornar dal Porpora
cine e noi stretti paurosi
vicini era da poco la guerra
finita balordi malavita
di spicciolo taglio regno
avevan in queste periferiche
vie, non sapevo di quel fatto
di sangue di due giovani
uccisi vilmente, il ricordo
torna un poco più indietro
una domenica di primavera
dalla messa tornavo bambino
un dolor lancinante alla pancia
questa via con stento fatica
percorsa e la bocca tra secca
e schiumosa una bava bavosa
corso un rischio di peritonite
poi quel mio urgente soccorso
Santa Rita una clinica lì vicina
fortunato fui da morte scampato,
non sapevo qui di quel fatto
di sangue di due giovani
uccisi vilmente, il ricordo
corre nel tempo più avanti
sempre l’alta cinta muraria
non più quelle di farmaci sedi
del sapere e di scienza istituti
condomini più ampi ed estesi
un mio incontro d’una vecchia
mia amica di un tempo che
lì insegnante di chimica pura
non mi disse non sapeva del
fatto di sangue di quei giovani
qui uccisi vilmente, se potesse
questa via parlare quante storie
quanti fatti noti e non noti
da lei visti e vissuti nel tempo

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Due giovani del Centro Sociale Leoncavallo assassinati nel 1978 A ucciderli furono 8 colpi di pistola esplosi in via Mancinelli n. 8 Nel 2012, a 34 anni dall’omicidio, la giunta comunale ha dedicato al nome delle due vittime i giardini pubblici milanesi di Piazza Durante.

Published in: on aprile 26, 2018 at 07:04  Lascia un commento  

Ode al fiume Ticino

Vita  danno allo scorrer tuo

verso Linarolo e al Ponte

della Becca dove il Po

t’abbraccia o Ticino fiume

della giovinezza mia  dei passi

di Novena e del Gottardo

le due  sorgenti tue:  acque sorgive

fresche che in quel d’Airolo

mistura e forza  per il cammin

tuo lungo trovan per correr

verso una  profonda valle

e qui  nell’erta che  per lì

si parte dalla destra riva

del manier ti salutan di

Stalvedro  longobardo

i resti  stirpe guerriera  che

 più alta  e regal sede troverà

molto  lontan e in  più tua

bassa  giù riva, ecco di slancio

 il baciar tuo dei Tri Bofitt

 la Bergonza triturrita antica

 e da qui più in giù dove nasce

il Lago Maggiore il  figlio tuo

pronto a l’addio dar alla tua

Elvezia patria, qui nel lacustre

specchio ad onorar qui nascosto

 il corso tuo  di Brissago punteggiano

gli scogli e le isole ai Borromeo

 care per non dir di quelle perle

che adornano le rivierasche rive

del tuo  Canton svizzero  Locarno

e le  piemontesi  Verbania Stresa

 Intra Pallanza  Cannobio Lesa

 Belgirate e Arona infin dove s’erge

dall’alto di San Carlone il bronzeo

monumento e le lombarde Luino

e quella  Angera dove  di Giovanni

Visconti sta ferma la sua turrita

Rocca, Sesto Calende dove  il lago

muore e tu la corsa tua riprendi

qui in  Golasecca che dissepolte

parlano  tracce di antiche primitive

genti e poi  ecco alla vista s’apron

ad unir le rive tue di Galliate il ponte

 e  quello di  Trecate  in  San Martino

 qui come ben cantò il noto Don Lisander,

 le sponde tue varcò  a contrastar

 quello asburgico imperiale l’alleato

esercito franco-piemontese, non lontan

poco da qui tu lieto sorridi  alla città

 Ducale bella dalla  piazza grande

e del Bramante l’austera alta torre

e qui ricordar giova tu lo vedesti

 un tempo Cornelio Scipion il console

romano  da Annibale il punico

dall’odio più punico  guerriero

assai grave  subì sconfitta  e onta,

da qui poi  riecco  il  rapido correr tuo

all’abbiatense  piana e  dal terrazzo

alto che alla vision tua dolce porta

solitaria s’erge di Morimondo l’Abbazzia,

ecco Besate dei Conti da Besate

un tempo porto fluvial tuo tappa

particolar sulla Strada dei Mercati,

Motta Visconti che qui un tempo

l’acque azzurre tue e i boschi verdi

mise in rime Ada da Lodi la vergine

giovane ribelle, qui un tempo tra

delle tue mughettose bianche  rive

la vita lor grama spesero i giunchi

a tagliar di mio padre Carlo i nonni

e  forse ancor tu come un  tempo

vedi fisse ferme nell’acqua quelle 

lor povere stanche e consunte  membra, 

Bereguardo dal Visconto Castello

delle barche il ponte antico che

ancor alle tue piene  regge, Torre

d’Isola che dall’alto torrazzo

il tuo veloce scorrer verso Pavia

vede sì la regal Papia longobarda

e colonia un tempo la roman

Ticinum  pur  la Pamphica sosta

agognata del francigeno sentiero,

or  come all’inizio di questa ode

dissi a Linarol  stanco qui  ti vedo 

e della Becca il Ponte qui il Po

t’abbraccia e  tu qui caro Ticino

 mio  in quell’abbraccio muori!

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 12, 2018 at 07:03  Comments (3)  

Sterzing – Vipiteno

Corre il ricordo a un luogo visitato
a Sterzing -Vipiteno al camposanto
in una sera lontana di dicembre
lungo il muro di cinta a sinistra
dell’ingresso il buio nasconde
quei nomi lì diversi di bimbi
un dì lassù volati presto in cielo
un cerino amoroso lì fa luce
e da quei marmi grigi quei riluce
uno sguardo sol rapido veloce
e commosso lì leggi e vedi che lì
Reinhilde accanto a Guido dorme
una bimba bionda forse e bruno
forse il bimbo che qui nel buio
perenne che li tiene per l’eternità
si faranno dolce perenne compagnia

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on aprile 3, 2018 at 07:44  Comments (1)  

Come cantò il dolor Anite

Non solo nei bimbi il dolor forte
che a lacrimare porta come cantò
un dì la poetessa Anite di Tegea:
Ad una cavalletta, usignolo dei solchi,
e ad una cicala, ospite delle querce,
tomba comune eresse Miro bambina;
e infantili lacrime pianse, ché l’Ade
cattivo fuggì con i suoi due balocchi.”
ma pur a me già canuto e vecchio
al dipartir per crudel e letal morbi
chi tra fusa scherzi giochi carezze
portò alla vista gioia e al cuor letizia
per pochi a anni tanti del viver mio
come nel tempo accadde per Rufus
Virgola la piccola Peonia quel gatto
dal nome sconosciuto e infin da ieri
poi per Briscola a me cara gattina

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 19, 2018 at 07:42  Comments (2)  

Come frutti piumosi della viorna

I pappi o come li cantò in Maia
il vate della Pescara di Fiume
di Gardone, Gabriele il grande,
quei frutti piumosi della viorna
festosi lievi danzano nell’aria
e poi dopo la caduta il suolo
ricopron di bianco niveo manto
che piede poco gentil presto
calpesterà macchiandone
il candore, son così i sogni
illusion e speranze nostri che
in ciel librati dall’animo dalla
mente liberati candidi volan
e cercano certezza poi come
pappi cadono spesso per terra
e son distrutti che forte calpestati!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 6, 2018 at 07:46  Lascia un commento  

Vola la foglia

Dal platano che guarda sul giardino
stacca una foglia un refolo di vento
domando perché quella tra le tante
una voce dolce che viene lì dall’aria
par dirmi lì fissando forte posto avevi
i cattivi tuoi pensieri che con me ora
son volati via così prima di morire
fare volevo un atto mio per te d’amore

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 21, 2018 at 07:22  Comments (3)