Cercando Solitudine

Vestirmi di Solitudine avrei
voluto per non sentirmi solo
così il suo nome alto ho gridato
e di lei in cerca sono andato
girando della terra più cantoni:
negli estesi silenzi dei deserti
nelle intricate foreste e fitte
boscaglie sulle vette più alte
del pianeta nelle profondità
immense degli abissi in remoti
paesi come in città affollate
per anni ho gridato e girato
per più anni, nessuna risposta
nessun nessun di lei incontro,
deluso in questa ormai ricerca
vana decisi un giorno non più
di continuare quando una spalla
mi sentii toccare, dissi chi è?
Una voce flebile rispose: son io,
perché tanto gridare e cercar
tanto: son la Solitudine sì son
io che da sempre ti sto accanto
e che noi siam una cosa sola!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 9, 2020 at 07:02  Lascia un commento  

Profumo d’ortensie

ortensie-blu-e-rosa

Quando al cielo colorato della primavera
volgono le ortensie i loro variopinti fiori
con nostalgia corre tanta il ricordo a un
giardinetto, belli dicevo alla nonna questi
fiori belli e da un dolce profumo delicato,
fioriscon oggi in un giardinetto nuovo,
il mio, a loro teneramente mi avvicino
le sfioro le accarezzo e profondamente
poi le odoro e un profumo d’allora come
diverso io sento e par dir una voce cara
da tanto tempo spenta al profumo loro
s’accompagna quello or della giovinezza

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on gennaio 17, 2020 at 07:12  Lascia un commento  

Un nuovo amico?

Dal giardino il giorno prima
visto l’avevo da lontano,
un batuffol nero un micino
che lì si aggirava un po’
distratto da rumori vari,
mia moglie lo aveva poi
fotografato: oggi che più
vicino nel prato al giardin
mio s’affaccia e si presenta
io con la man cenno gli faccio
di saltare e al mio invito
corrisponde, dico a mia moglie
guarda chi c’è qui la qual poi
due ciotole qual invito mette
di croccantini l’una di manzo
dadini la seconda, quel la prima
annusa, poi il musin nell’altra
tuffa e pian piano eccol
un poco circospetto si da
a mangiare, noi sorridiamo
ma due dei miei gatti inver
cercan quello spaventare,
allontanati questi pur lui
dopo la ciotola ben nettata
s’allontana e non si capisce
poi se triste o sorridente:
s’aprò s’aprem domani poi
vedremo se sì o no trovato
in ‘sto nero puntolin un nuovo amico!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on gennaio 2, 2020 at 07:23  Lascia un commento  

Fiori profumati

Nel giardino della giovinezza mia
ho ritrovato oggi nascosti tra le foglie
dei fiori profumati, dei mughetti,
e una voce è tornata alla memoria
quella di una ragazza bruna che diceva
li prenda costan solo poche lire, vedrà
che poi piantati ogni anno fioriranno
e avrà così di me un ricordo. Quanti
anni quante dimenticate non viste fioriture!
Pure di te come di questi fiori scordato
mi son o fanciulla dal nome sconosciuto,
che val chiedere scusa? Passate son, negli anni
tanti, tante nel maggio dolci nuove fioriture,
bello è oggi ritrovare con questa , nel ricordo,
il profumo della mia nostra sfiorita giovinezza!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on dicembre 16, 2019 at 06:54  Comments (1)  

Augurio

Splende al sol del viburno la nivea palla
piumosa soffice leggera sopra vi danza
con delicato quella a sfiorar suo volo
una farfalla dolci quei colori variopinta
e questa vision induce a un sentimento
or che tu oggi alla vita cara bimba mia
ti schiudi questo del vecchio nonno tuo
l’augurio suo: leggeri dolci siano sempre
e non velati di nero i tuoi pensieri, voli
poi la tua fantasia in un mondo variopinto
di sogni fate turchine di gnomi e di colori!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 29, 2019 at 07:00  Comments (1)  

Destati orsù

Non farti prender oggi dalla noia
mentre riposi sotto l’ombra ampia
di questo faggio antico oh mio amico
che la mente annebbia tutta e buon
sapore toglie al viver lieto torpor
nero mena, orsù destati ora che dei
sensi al risvegliar basta assai poco
il colore d’un fiore e quel profumo
che ecco dolce rima daran al poetar tuo

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 6, 2019 at 07:11  Comments (2)  

Un vecchio gatto grigio

Cercava casa un vecchio gatto grigio
cenere tipo certosino, da tempo certo
abbandonato, difficile dir quale lo stato
suo di randagio i giorni passati tanti
alla ricerca di una mano gentil un luogo
ospitale onde fine porre alle sofferenze
sue, poi qui lo trovò da te mia amica
mia or più non fugge scacciato timoroso
come par di capir che getti d’acqua suoi
furon sì palesi ostili, e qui mangia beve
sotto folti cespugli d’ortensie rosa si riposa
come un dì lontan lontano qui trovò dimora
casa e amorevol cure il caro gatton Rufus
or lui Rufus gatto nuovo più Bartolomeo

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on ottobre 18, 2019 at 06:54  Comments (2)  

Ricchi epuloni, poveri lazzari

Come sarà il domani spesso diciamo
e dire ci sentiamo: sereno o tempestoso?
Diverse voci alla domanda la risposta danno
quelle di Cassandre altre di Sibille buone
e di solito nel predire nel giusto son le prime,
che sempre sui poveri la grandine s’abbatte
e il sole mai fa mancare ai ricchi la sua luce
poveri lazzari di qua di là epuloni ricchi
se mai osmosi vi farà tre le due schiere
il travaso sarà da questi ultimi verso i primi
illusion sperare in un ritorno dell’età dell’oro
come di Panglosso sul migliore dei mondi possibile
quello suo speculativo e filosofico filosofare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 30, 2019 at 07:22  Comments (2)  

Freddi simulacri

Tra di me leggo i miei versi d’amore
povere parole freddi simulacri d’odi
saffiche e dei melici monodici perché
a tanto è giunto l’ardir mio mi domando?
Una sola una la risposta: poco mi pareva
dir amata mia amata cara sai che t’amo

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 12, 2019 at 07:24  Lascia un commento  

Più di quel vecchio merlo

Un vecchio merlo nero le foglie
morte muoveva lì cadute sotto
l’albero del tiglio nel giardino
alla ricerca vogliosa di un lombrico
poi dopo tanto ma non fruttuoso
lavorio tanto deluso se ne allontanava,
agitavo io un dì smuovevo vecchie
carte appunti miei e note e fogli
nel tempo gettati in un cestone
e non dati al fuoco perché forse
poi nel tempo di possibile interesse
così oggi alla memoria un viso d’una
fanciulla del mio tempo antico mi è
tornato quel suo sorriso non dimenticato
lì in questo rigirare la preda mia
un indirizzo lì sepolto quello suo
più fortunato del merlo l’ho trovato
poi più deluso di lui mi son trovato
che nel tempo l’indirizzo era cambiato
al mittente il mio scritto ritornato

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on giugno 28, 2019 at 07:26  Comments (2)