Festa dei nonni: filastrocca

Leggere non tu sai pur difficile
per te oggi capir il dir di queste
mie parole qui fissate ferme
che un doman tu possa ricordare:
“Laura la bella bimba nostra
venti mesi appen compiuti
ai nonni suoi il giorno di festa
loro dedicato un grazioso caro
gentil dono ha lor voluto fare
tramite l’aiuto della mamma sua
un quadrettin e ferma fissata rossa
lì sta della manin sua l’impronta
rosso si sa è il colore dell’amore
e quella man si sa dona carezze
e a ricordar sta il saluto dolce suo
quando li vede e guarda: ciao ciao,
sorride l’apre quel gesto ciao ciao”

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 20, 2017 at 07:11  Comments (7)  

Il crisantemo

In segno d’amor e di pietà sen stava
eran quelli giorni a ricordo dei defunti
su un marmoreo funereo monumento
e quando sfiorito gettato in un bidone
una man la mia da lì rapida poi tolse
sta ora in un vaso lì nascosto nel giardino
mio già pronto a rifiorire il dorato
giallo crisantemo e certo son che
qual occhi pietosi i fiori suoi al ciel
andran guardando e di quei morti
i visi cercheranno quelli in freddo
marmo fissi eterni allora conosciuti
come lui per giorni da nebbia fitta
e da gelata brina nei mattin velati

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 7, 2017 at 07:32  Comments (2)  

Ti avrei chiamato Fuffi

Nella vecchiaia spesso tornano ricordi
che il tempo sembrava avere cancellato
e sepolto per sempre nel profondo oblio
sorgono così alla mente all’improvviso
e ti fan dire perché avevo perché scordato?
Così stamane mentre di fuor forte pioveva
e forte batteva la pioggia contro i vetri
il lamento di un can lontano il cuore
mi ha così turbato e una immagine portato:
son io che allora ero bambino e li vicino
un buffo vispo cagnolino era, ricordo,
il regalo di un vicino e della mamma
ancor sento la voce “qui da noi a Milano
non si può caro tenere piccola la casa
il lavoro di papà e mio e tu piccino
meglio portarlo in campagna dalla zia
certo vedrai che lì si troverà benone”
e all’indomani così laggiù lì mandato
povero amico mio batuffol senza nome
ma in cuor mio col tempo Fuffi ti avrei
chiamato, ti avrei chiamato perché presso
la zia giunto per abbracciati più ti avrei
trovato, ricordo, domandai forte piangendo
dove tu fossi andato”sta ora mi disser
presso un ricco agricoltore, vedrai che
lì starà benone”, ricordo, quelle parole false
ancora ripetute per rifiutare quel povero
essere indifeso, quale la fine tua la sorte
qual che di te da allora nulla ho più
saputo caro batuffolo di un giorno solo
amico che Fuffi avrei un dì chiamato
quanti anni passati circa settanta sono
oggi ringrazio la mente che in quell’angolo
dello scrigno dei ricordi il ricordo tuo
mi ha al cuore all’animo miei portato.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 24, 2017 at 07:37  Comments (2)  

Gocce di nebbia settembrina

Staman triste mi offro al giorno
con i tristi tanti miei pensieri
e par questo piangere il mio dolor
sentendo ma poi gocce son solo
di nebbia leggera settembrina
verso di lei ecco le braccia tendo
cerco conforto alla disperazione
al brucior mio dei sentimenti
queste dal palmo della man scivolan
via ma ancor lì fermi e lì fissi
nell’animo i tristi pensier miei
qual gocce pesanti di una nebbia
della mente che da qui non scorron
e sempre qui stanno a tormentare

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on dicembre 17, 2016 at 07:25  Comments (7)  

Non qual lucertola al sole

Prima al sole le lucertoline stanno
ferme tra l’erbe e solo il capin lor
si muove poi ecco lì un muro alto
e pronte a danzar strisciando sono
e con le crepe lì a nascondino tra
i matton giocare al sole io sto pure
fermo coi miei pensieri e tanti
cupi pesanti e altri più leggeri
strisciar non so ma striscian sì
nei labirinti della mente quelli
e a nascondersi vanno solo i belli
ritornan dopo il gioco le lucertoline
al sole ma alla mente più tornan più
a rallegrarla i miei pensier più belli

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on dicembre 7, 2016 at 07:47  Comments (2)  

Zingaro e marinaio

Dice oggi che stanco è il cuore
lungo le strade del mondo e tante
zingaro son stato sull’acque poi
di laghi fiumi oceani e mari tanti
del marinaio ho preso le sembianze:
tante le soste e le fermate tante
e tante sì in questo viaggiar mio
le donne per le quali ho palpitato
nessuna fissa dimora a nessun porto
ancorato solo brevi incontri intensi
frammenti d’amor belli condivisi
e or vivo lieto nel palpitare di ricordi

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 28, 2016 at 07:22  Comments (6)  

Mar Morto: quei sorrisi

Sponda giordana del Mar Morto
lì seduto in riposante sosta che
faticoso il risalir fu dopo quel
galleggiar leggero dalle nere
forti saline acque un incontro
questo di teneri fanciulli un
gruppo e con le maestre sue
son poveri orfani iracheni fu
quel presentarsi offesi non
nelle membra solo ma nella
mente pure lesta un mano
non so perché nel fermar
quel tentativo di carezza
mio gesto che ben inteso
inver fu da quelle creature
che da quei lor smunti visi
sbocciò un largo a me sorriso
ben serrato forte oggi nello
scrigno segreto mio e quello
dei miei sì miei più bei ricordi

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 19, 2016 at 06:58  Comments (4)  

Quel gatto dal dimenticato nome

Foto da anni gettate in un cassetto
di poco conto e lì dimenticate
oggi così per caso nella noia
del giorno tra lor la mano affondo
e tra le dita questa mi ritrovo:
sta lì nel giardino coi suoi aperti
occhioni tra l’erba che un poco
lo nasconde vicino ad un arbusto
di melo cotogno in fiore, di certo
era già l’inizio della primavera,
un bel micione bianco curioso,
ricordo, senza alcun timore mentre
allora lo fotografavo, un nome,
ricordo, di certo gli avevo dato
ma ora dopo anni quel nome
purtroppo io mi son scordato,
pochi i giorni d’affetto compagnia
certo, ricordo, quella marachella
il tuo introfularsi sotto il cofano
della macchina in garage la fatica
per tirarti fuori poi il tuo sparire
all’improvviso dopo questa foto
che oggi mi ritrovo tra le mani
caro gattone dallo scordato nome

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 9, 2016 at 07:13  Comments (2)  

Muto stanco il viver mio

Canta una lodola tra il canneto
nello stagno a quello lì vicino
si tuffa e poi gracida una rana
sotto i miei occhi vive la natura
m’interrogo e domando perché
solo sia muto stanco il viver mio
invano in me cerco la risposta
la lodola canta e gracida la rana

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on novembre 7, 2016 at 07:16  Comments (3)  

Ancor vi fanno i nidi lì le quaglie?

quaglia

Lungo la strada che percorro lento

s’offrono oggi alla vista di granturco

alti dalle larghe  frasche verdi steli,

da amorevol guaina al tutolo crescente

fanno alcune, ma ecco  or corre  altrove

la memoria: delle quaglie,  altro campo,

altra stagione ero allor fanciullo ancor

vedo quei nidi  da steli e da fogliame

lì nascosti,  ricetto sicuro e protezione

che spiavo, attento silenzioso, un varco

aperto piano  senza far rumore: prima

screziate uova e poi quel loro lento aprirsi,

l’aprirsi festante alla vita di festanti vite

nuove, l’udir di quel dolce  pigolio caro.

Quanto tempo passato or vecchio stanco

sono, bello sarebbe se il nido lì nel campo

ancor oggi come allora  facessero le quaglie!

 

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on ottobre 29, 2016 at 07:49  Comments (4)