Lune di sogni spenti

di esuli migranti
repressi, vinti, espunti…
fantasie del male
imboccano sentieri
più forti

di propositi spinti

a non vedere
mare mare mare
soffocato
di gemiti e agonie,
l’onda che spuma batte
non arriva

sulla riva del cuore

di voci alla rinfusa

che eleggono il potere,

si spengono man mano
le campane
mentre là sulle onde
in superficie
non si lacera il velo
che abbevera i convogli
dell’orrore.

Giuseppe Stracuzzi

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Published in: on giugno 25, 2018 at 06:59  Comments (3)  

L’amore della pelle

Nei pascoli del cuore
escono da propositi
gli agnelli
l’erba si rinnova
al gioco della pioggia
che sostanzia
di miele i versi belli,
ma tingere di cielo
le parole
per coronare
voluttà di sensi
assetato di calice
l’amore
preso come progetto
per coprire
uno spazio di voglie
beve il veleno
nella coppa d’oro
e s’addormenta
o muore.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on giugno 12, 2018 at 07:18  Comments (3)  

Due parole

Il mio sogno contiene due parole,

due piccole grandi parole

che colorano il mondo di magia,

ma esula dai campi

di competenze oniriche,

raggio di sole complice possiede

che valica la porta delle stelle

e illumina due piccole parole,

due piccole grandi parole

che colorano il mondo di magia,

vorrebbe pronunciare le parole,

scandirle forte, 

il sogno non ha voce

vestito di un raggio di sole

si perde

dietro l’ombra di un pensiero.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on giugno 1, 2018 at 06:56  Comments (2)  

Dammi un arcobaleno

La china è seminata di parole

ribelli che non vogliono postarsi

per dare un senso al cuore,

non lasciano partire la poesia,

sostano accatastate sulle rive

della tastiera, profughi in attesa

senza patria sul ponte di un barcone

che una parola abbeveri le notti.

Sul cuscino inzuppato

nuovi voli trascorrono la scena

si alternano a mutare di stagione,

perciò si affaccia trepido al mio cuore

il tuo silenzio

e mi conduce a immagini di velo.

Mi manca la tua voce,

mi mancano i tuoi occhi

per tuffarmi nel profondo mare.

Vediamoci ti prego,

dammi un arcobaleno

tra pioggia e ciel sereno

per ravvisarti almeno nei colori.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on maggio 23, 2018 at 06:52  Comments (2)  

Le catacombe dei frati cappuccini

Siamo a Palermo,

nei sotterranei del convento

dei cappuccini

vegliano passeggeri imprigionati

dentro nicchie di vetro,

il tempo incatenato dall’inganno

dell’arte umana

scopre a visitatori ammutoliti

le grida imbalsamate.

Il silenzio potente

di labbra senza voce

strappa lacrime mute

agli occhi accesi.

Gli occhi spenti

guardano profondamente forte,

fanno sentire brividi di ghiaccio,

accendono pensieri

più profondi del buio dei misteri.

Poveri morti corpi inginocchiati

davanti alle lusinghe della vita

con le mani sospese ad implorare

una goccia di luce…

Poveri morti corpi imprigionati

dentro le vertigini del tempo

rimasto fermo

nei sotterranei bui, rotto a tratti

dal calpestio di vacanzieri erranti

e qualche guizzo

di digitali accesi ad ogni passo.

Una bambina

sospesa dietro il vetro della nicchia

si specchia nello specchio

di visitatori e conta gli anni

come cifre cresciute a dismisura,

scopre dentro i palpiti del tempo

i pensieri atterriti degli sguardi,

in questo mare estremo che traspare

come uno specchio icastico

implora un qualche senso che trapela

dagli occhi fino al cuore

e fa sentire un brivido che passa

come un avviso a non sprecare invano

la brevità di luce del cammino.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on maggio 14, 2018 at 07:49  Comments (8)  

Ellera abbarbicata

Ellera abbarbicata
al cuore della notte
come una solitudine
allo specchio,
passano le immagini
all’apparenza terse,
latenti riflessi
di sogni incompiuti,
fogli finiti non usati…
spunta l’alba
col cuore leggero
come il vento,
pigia l’arca
assottiglia
non scioglie
la chiglia dall’acqua…
rimane
stagno tepore
di pesanti avvolte
coltri rifatte,
e sullo schermo
l’eco di rintocchi.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on maggio 5, 2018 at 07:19  Comments (3)  

Amore defraudato

Il mio cuore cercava
sprazzi di cielo
sereno nei tuoi occhi,
nel tuo sorriso il sole.
Ho versato barattoli di miele
per potere addolcire
i tuoi pensieri,
ma una piega
nascondeva l’azzurro
dell’amore
perciò condividesti
le lusinghe
dove l’altezza culmina
su piedistallo delle opzioni…
Ora delusa dalla tua finestra
cerchi laggiù nei vicoli l’amore
defraudato dalle congetture
sullo specchio esoterico
che guarda,
e piangi assorta
dai riflessi muti.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on aprile 26, 2018 at 07:17  Comments (3)  

E’ primavera

Nell’aria c’è sapore di germogli
sbocciano come sogni,
anche cespugli antichi
si vestono di fiori.
Ora il tramonto
intenerisce, il sole
si spoglia nudo
si lascia guardare
i lineamenti d’oro…
si fa notte
scusami ti aspetto
non ce la faccio
a contenere versi
che piovono dal cielo,
ha spalancato
le finestre il cuore
forse che entri
un qualche ardor di stelle
catturato dal sogno
d’un amore.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on aprile 17, 2018 at 07:14  Comments (4)  

C’è la parola amore

Dove mondi si allacciano tra loro
nell’armonia del cielo
c’è la parola amore,
insorge l’acqua limpida azzurrina
un venticello ameno abbraccia il mare
genera onde dolci come baci
danzano guizzi d’oro della luna
c’è la parola amore,
nei colori della primavera
arida pianta che ha trascorso il gelo
abbraccia i suoi germogli
sbocciano come fiori i sentimenti
c’è la parola amore,
nel tono umano coi capelli immersi
nella fantasia dell’universo
sogni sbocciati al suono della luna
indossano il vestito della festa
soffocati dal canto del mattino
si lasciano sfogliare dalle mani
della stordente melodia del sole,
brillano all’alba gocce di rugiada
dentro gli occhi del cuore…

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on aprile 8, 2018 at 07:25  Comments (4)  

Lo specchio

Il sole cala dietro l’orizzonte

sulla fascia di cielo

che man mano si stringe

e lascia rosso fuoco di tramonto,

gli occhi del buio salgono sui monti

inventano tra gli alberi le ombre,

mentre mastico immagini lontane

avverto un qualche brivido

che passa

nel giardino fiorito degli albori,

introduco la mano nel recinto

dove lo specchio fertile di sogni

ricamava l’incanto di castelli…

ma esso non riflette,

piange muto

trafitto dal grido di uccelli

tra ossuti che piangono foglie

apro il sipario,

il palco trovo vuoto,

le mura del castello diroccate,

e piango sulle ceneri dei pezzi.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on marzo 29, 2018 at 07:41  Comments (9)