Anni sessanta

Partivano 

di buon mattino 

le ragazze 

di campagna

quando già

i buoi avanzavano

nei campi 

e il sole

visitava le mura

dei casolari.

Salivano

sulla corriera azzurra

sagomata 

tra passeggeri 

intorpiditi

e il tic tac

del controllore

ai biglietti.

Scorrevano 

dai finestrini

paesi e campanili

e nella calca

vampate di sudore

e sogni.

Poi le corse 

verso le fabbriche

con il pranzo

oscillante

nella borsa

mentre dai bar

sciamava

aroma di caffè.

 

Graziella Cappelli

Published in: on gennaio 21, 2020 at 07:09  Comments (6)  

Olocausto donna

Alla trave dell’odio

oscilla

il mio cuore

impiccato.

Sotto

un mucchietto di ossa

languenti

in anima smembrata.

 

Graziella Cappelli

Published in: on gennaio 14, 2020 at 07:06  Comments (3)  

Lampedusa

In fondo al mare

sotto la fiancata

di una barchino

giace

una donna nera

raccolta

con il piccolo

tra le braccia.

Nuotano i pesci

intorno

e s’insinuano

tra i resti

sfiorando

capelli d’ebano

fluttuanti

tra lievi correnti.

 

Graziella Cappelli

Published in: on gennaio 7, 2020 at 07:00  Comments (3)  

I bambini delle guerre

I bambini delle guerre

non hanno casa

né Patria

né futuro.

Giacciono lì

sotto cieli affumicati

tra veli di sangue

rappreso.

I bambini delle guerre

non hanno giocattoli

né scuole

né compleanni da festeggiare.

Sono fertile

humus

dei potenti.

 

Graziella Cappelli

Published in: on dicembre 31, 2019 at 06:58  Comments (5)  

Amico Labrador

Mi hai insegnato

l’amore puro

da quando

mi correvi incontro

con le orecchie

nere 

al vento.

Ci siamo 

abbracciati 

prima del ponte

e mi è rimasto

tra le mani

l’odore buono

del tuo cuore…

 

Graziella Cappelli

Published in: on dicembre 24, 2019 at 07:47  Comments (7)  

Agonia

Fate silenzio…

non vedete

che mamma Terra 

sta morendo?

Ma la cullo

come una bambina 

e le canto 

le Ninne nanne.

Lenisco piaghe

con erbe officinali

e le pettino

i radi capelli strinati.

Ora…

si è assopita

ma lacrime

copiose

le scendono

nei solchi del viso

sul collo e nei seni  

sul ventre nudo.

Dove avete gettato

la veste verde?

Più non trovo

le scarpe marroni

le collane di fiori

i cappelli di nubi

la borsa  vibrante

di farfalle.

Andate via, vermi umani!

“Le farò

una trasfusione d’Amore”.

 

Graziella Cappelli

Published in: on dicembre 17, 2019 at 07:29  Comments (6)  

Al gatto

gatto-giochi

Giocoliere di gomitoli
che srotoli
al ritmo di fusa.
Minimo felino
in passi felpati e
movenze sinuose.
Terapeuta
accovacciato
a estirpare
il male dell’anima.
Mistero
in pupille
dove scivolo
per sentieri dell’infinito.
Lanterne d’occhi
e baffi vibranti
a scrutare
la magia dell’Universo.
Coda oscillante
in falce di luna
mentre
imperturbabile
balzi da stella a stella.

Graziella Cappelli

Published in: on novembre 19, 2019 at 07:26  Comments (8)  

Tempo di abbandoni

Piccolo
ti hanno gettato
per strada
come un rifiuto
Insieme
alla poltrona.
Creatura
canina
che credevi all’amore
del tuo amico
e da sempre
gli correvi intorno
con occhi dolci
scodinzolando.
Sei rimasto
ad aspettarlo
languendo
mentre
la denutrizione
sguainava
gli artigli
sul tuo fragile corpo.
Non tornano
sai …
gli assassini …
Il tuo cuore
ha il dolore più fondo.

Graziella Cappelli

Published in: on novembre 11, 2019 at 07:23  Comments (9)  

Italia 2

Italia intrappolata
nei tentacoli
della mafia.
Luogo ameno
per criminali
a passeggio.
Libera pedofilia
covo di orrori e
ingiustizie.
Italia plagiata
da illusionisti al governo
derisa
dai cugini dell’UE.
Italia svenduta
Made in Italy
trapassato.
Lingua storpiata
libro di storia smarrito.
Italia ai semafori
a detergere vetri.
Lavoro
pugnalato alle spalle.
Terra d’arte
in declino
agonizzante nella putrida
indifferenza.

Graziella Cappelli

Published in: on novembre 4, 2019 at 07:21  Comments (6)  

Dolcezza dei nativi americani

Una lama di sole
irrompeva
nelle praterie
sonnacchiose e
i bufali
dal naso umido
riprendevano il pascolo.
Il mattino
aveva il tepore
di intime dolcezze
e nelle tende
ritornavano
manuali i gesti.
Il marito
spazzolava i cappelli
alla moglie
con coda di porcospino
dalla impugnatura
decorata.
Poi li divideva e
annodava trecce
con candide piume.
Le proteggeva la pelle
dipingendole il viso
con grasso
in tinta rossa.
Poi uscivano dal tepee
per i lavori …
“Prima che avvenisse
il genocidio.”

Graziella Cappelli

Published in: on ottobre 28, 2019 at 07:17  Comments (5)