Tu fosti per me

Aspettavo un solo cenno.
-Prona schiava delle tue stanze vuote-
Tu fosti per me l’acqua scabrosa e la
rivolta di un demonio infame e insieme bianco
sopra la purezza dei bambini che si accostano all’altare.
Non avevi nulla tra le dita eppure portavi con te
il più bello dei rosari a cui affidavo e ponevo ingorda
la potente eutanasia della mia grazia.

Lady Rose

Published in: on giugno 22, 2016 at 07:31  Comments (1)  

Spirali e vertigini

Dove ti addentri quando sulle
isole cospargi quell’ ombra
che si denuda e riveste di
bava e macchie e lacci. Misera
me che non tollero catene! Voglio
tirare al molo la tua barca.
Ondeggiare verso il faro. Essere
del legno la sola impalcatura! Stringiti
tra i remi. Ridammi me creatura!

Lady Rose

Published in: on giugno 12, 2016 at 07:36  Comments (2)  

T’accarezzerò all’alba

T’accarezzerò all’alba prima che il sole sferri
l’ennesimo colpo e prendano sopravvento
la tralce e la vite della grettezza e della condanna
e raschino con punte invisibili l’involucro
marmoreo della mia anima grigiastra. Dissiperò
sulla schiuma chiara che a te mi conduce l’ultimo
misfatto e l’ultimo lamento e che tutto il peso del sangue
mi sia veliero e che tutta la misericordia dei Cieli sveli
l’azzurro arcano delle mie prigioni.

Lady Rose

Published in: on giugno 3, 2016 at 07:33  Comments (1)  

Tra graffi e coccole

La libidine nell’aria. Tesa. Corda imperfetta al
suono del tuo odore. Delirai. Faccia nell’erba
e il fiato in ogni dove. Colpita e scolpita.
Deformata. Rattrappita ad ogni tuo volere.
Mi guardavi. Cercavi quel volto sottratto al mio viso.
…e perché mostrarti i miei occhi? Mettermi
a nudo. Io sfuggo i tagli. Sfregi dell’inverno.

Lady Rose

Published in: on maggio 25, 2016 at 07:18  Comments (2)  

Bolero

Allattai murene

seduta sugli scampoli del cedro bianco.

Una taverna lontana,

il ritmo inceppato di un bolero.

Provai a inventarne la felicità e

scambiai per casa la punta acuminata

di una stella.

 

Lady Rose

Published in: on maggio 15, 2016 at 07:06  Comments (1)  

Assenza

Dal balcone ti guardano ammutolite

le foglie rattristate delle rose e l’erba

non più verde delle ortensie che

attendevano un abbraccio. Il tuo ristoro.

Il vuoto che ho dentro è un’eco micidiale

che ritorna a mani piene di ricordi, di

profumi e di parole che rotolano su se

stesse e canticchiandoti spaccano le ossa!

Sono il volo acerbo di una libertà che soffoca

e trasfigura. – Ti amo tanto – nel Cielo incidono

dal mattino tra i soffi i cardellini. – Mi

manchi – è l’unica parola che scrive il giorno

nella Luce che rabbuiandomi t’appartiene.

 

Lady Rose

Published in: on maggio 5, 2016 at 07:24  Comments (5)  

Primule rosse

Eravamo destinati all’azzurro.

Tutti diventammo di nebbia e

di un pallido celeste autunnale.

Nella mia casetta di marzapane,

vidi papà creare sgabelli per orchi.

Con lo sguardo altrove, il mio corpo

crebbe nell’avanzare del filo spinato.

Primule rosse si staccavano

nella corsa giocosa dei bambini.

 

Lady Rose

Published in: on aprile 25, 2016 at 07:41  Comments (7)  

I limoni del mattino

Notte sono io

quando permetto a te

di infilare il pigiama,

scivolare nel mio letto,

accomodarti tra i pensieri

e una mano spaventosa una ad una

spegne le luci, raccatta le stelle, zittisce

le insegne, i lampioni, e

c’è inverno e c’è sete

e sulla lingua brilla il sapore dei limoni

spremuti al mattino

 

Lady Rose

Published in: on aprile 14, 2016 at 07:29  Comments (5)  

Dried flowers

Vado e vengo dalla tua nuova casa.

Quella che da sempre è tua, mia,

del vicino, dell’amico, del nemico.

Fiori in acqua.

Acqua dentro i fiori.

-Insieme- prolungato nella terra.

Quanto sfregia questa forma di possesso?

C’è ancora un flebile riflesso

di offrirti da mangiare, da bere,

quasi fosse un nutrimento malsano.

Per la mia o per la tua anima?

“Silenzio e rispetto” leggo

…e perché nei miei occhi

e nel mio fondo c’è tanto rumore?

Siamo tutti in verticale eppure così

terribilmente inginocchati.

In questo deserto secco, piove ancora.

Mi danzi dopra il cuore

come il vento fa tra i miei capelli neri.

 

Lady Rose

Published in: on marzo 31, 2016 at 07:23  Comments (2)  

Suzanne

Povera Suzanne.

Suzanne percossa.

Suzanne graffiata.

Si erano scordati di dirle

che talvolta, il filo degli aquiloni

non regge al vento.

Potevano indebolirla.

Ambivano a plasmarla.

Volevano reinventarla.

Lei s’addentrò in un albero,

ne fece tetto, riparo, scudo,

bisogno, paravento.

Imparò a verniciare il silenzio.

Diventò di legno.

E ne costruì barche

e ammainò vele, e utilizzò remi,

e ogni notte, chinata sopra un fianco,

era Delta copioso lungo i seni.

Suzanne solitaria.

Suzanne villana.

Suzanne puttana.

Suzanne sola.

Solo Suzanne.

 

Lady Rose

Published in: on marzo 15, 2016 at 07:17  Comments (4)