Noi siamo quelli

 

Noi siamo quelli che non devono
quelli che non dovrebbero esserci.

Siamo quelli che non si vedono
quelli che non vogliamo che si vedano.

Siamo quelli spariti nelle carceri
sotto i bombardamenti
nelle case sventrate
con i polmoni pieni di mare.

Siamo pure quelli morti di fame
e di stenti nel deserto

Adesso siamo qui a nasconderci
nelle pieghe della notte
ma tanto cercati all’alba
nei campi di pomodori.

Siamo gente alla buona
ci accontentiamo di morire
su un carro bestiame
per una vita da schiavi.

Lorenzo Poggi

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Published in: on ottobre 13, 2018 at 07:38  Comments (2)  

I giorni della fede

Tra muri di cemento appena rappresi
tirati su in fretta da chi inocula odio
se ne va raminga la ragione,
cerca attenzione dalle persone che incontra
ma viene schivata come portatrice del dubbio
quando il dubbio non c’è.

Sono i giorni del sole e della fede,
sono i giorni senza nuvole
e tutto è lì a portata di mano
per essere preso e consumato
nell’attimo che nasce e che muore.

Il cammino è tracciato con segni chiari,
siamo nati ieri senza storie da raccontare
senza nulla da ricordare.

Domani ci sarà tanta gente per godere
le impiccagioni di chi vuole ancora ragionare.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 4, 2018 at 07:33  Comments (5)  

Ce ne faremo una ragione

Disegno losanghe sulla sabbia
come grani di sale incompreso
dove poggiare i piedi e la ragione
ma il vento del nuovo
ne disperde ogni traccia.

Ce ne faremo una ragione.
Se ne faranno una ragione.

Ci faremo compagnia
bevendo i petali secchi
della rosa del deserto.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 26, 2018 at 07:30  Comments (1)  

Meglio zappare

Non voglio più sedermi
sui gradini della chiesa
a raccattare egoismi
lasciati colare
tra una pietra e l’altra.

Neanche volare
sui sentieri tortuosi
verso il castello di marzapane
attorcigliato alle nuvole.

è di nuovo l’ora
d’assaggiare la terra,
annerire le unghie
con la sporcizia del tempo.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 14, 2018 at 07:18  Comments (3)  

Giorni vissuti

Ho spampinato filari
aspettando tramonti.
Sai, quando l’aria si tinge
di bosco tra dita intirizzite.

Ho atteso che centinaia di albe
si levassero in volo.
Sai, quando passa l’angelo rosa
come una veste per scoprire il cielo.

Adesso che ho le mani
come radici di pino,
ma ancora sporche di ricordi,
ripasso con cura le scene
che segnano l’inizio e la fine
di giorni vissuti.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 5, 2018 at 07:15  Comments (4)  

Amore incompiuto

È tortuosa la strada che porta al tuo mare,
l’orizzonte non s’allarga allo sguardo
è chiuso nei vetri rigogliosi d’una serra
sotto enormi foglie di banano.

Anche il mare non si ferma sul bagnasciuga,
percorre chilometri di speranza
prima di ritirarsi nelle stanze
verdiacqua dove abita la poca memoria.

Sulla spiaggia il contorno dei tuoi fianchi sublimati
s’appoggia allo scoglio come novella sirenetta
che guarda chi viene da lontano
con la bisaccia piena di sassi e di frasi incompiute.

In attesa della sera s’accendono occhi
che annunciano il crepitio delle stelle.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 29, 2018 at 07:07  Comments (2)  

Senza parole

Ho piantato vestiti di sole
in mezzo a campi di primavera,
e fantocci senz’anima tra papaveri verdi.

Ne ho fatto un quadretto per la parete
muta e bianca del mio silenzio.

Vorrei sporcarla questa parete
di tulipani violenti
per vedere se grida e si scioglie
in rivoli di preghiera
per le parole che non arrivano.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 24, 2018 at 07:25  Comments (1)  

Non ho fatto in tempo

Ho chiuso le labbra
in un sorriso di fiele.

Non ho fatto in tempo
a vedere palazzi di luci
di tubi cromati
sgonfiarsi
dentro bolle di niente.

Non ho fatto in tempo
a tornare alla terra
fossilizzata
nei musei
di civiltà contadina.

Non ho fatto in tempo
a trovare
una piazza
dove ci si siede
a parlare.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 16, 2018 at 07:22  Comments (2)  

Afferrare la storia

C’è ancora speranza
tra fili d’erba
che si rincorrono
nel vento del primo mattino
d’afferrare la storia.

La storia bagnata
di sangue e di storie
di morti ammazzati
distesi nei campi
a far da concime.

Nei cimiteri infiniti
è il segno di croce
che dovrebbe cambiare
e chiedere il conto
dei torti subiti.

Agli uomini soli
sui campi da seminare
si chiede di morire a scaglioni
sui campi
lasciati morire.

Ma afferrare la storia
senza sapere
è spesso inchinarsi
alla statua equestre
di chi è morto nel letto.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 8, 2018 at 07:18  Lascia un commento  

Pulizie del mattino

Mi sono preso
girasoli ridenti
e pezze fumanti
per addolcire la faccia.
Sono sceso in giardino
per profumarmi di rose
ho vestito un cespuglio
come fosse una sposa
e un sentire vermiglio
mi ha colto improvviso.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 26, 2018 at 07:24  Comments (4)