Indolenza

Mi sono alzato stanco
i piedi non entrano nelle scarpe
e fuori la strada che attende
barcollando mi insegue.
Ho piantato bene le orme sul selciato
ho lasciato un segno di strazio
per questa vita senza meta.

Immagino praterie infinite
su questi laghi d’asfalto
e campi di grano dorati
sulla piazza principale
dopo aver raschiato il fango.

Lorenzo Poggi

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Published in: on novembre 16, 2017 at 07:18  Comments (3)  

Quanto presente

Quanto presente
dobbiamo ancora mangiare
prima di sciogliere le mani
nel mare scuro dell’eternità?

Quante sere senza storie
ancora ci aspettano
o quante notti ancora
dovremo sopportare?

Quando poseremo i piedi
sul fieno appena tagliato
o sussurreremo come vento
scompigliando il grano maturo?

Quando il cielo ed il mare
si uniranno senza orizzonte
e la casa non sarà più un peso
perché la chiocciola è volata via?

Lorenzo Poggi

Published in: on novembre 7, 2017 at 06:53  Comments (5)  

Attualità

Ho scavato una chiesa nel tronco d’un baobab
ma non se n’è accorto nessuno.

Ho strizzato tralci biologici con mani italiane
e ne è uscita grappa di prima spremitura.

Intorno al palco le solite urla di femmine isteriche
per la solita minestra riscaldata.

Le parole sono numeri:
al 3 si ride a squarciagola al 5 si guarda storto
chi non l’ha saputa raccontare.

I suoni sono fonemi sparati sui muri.

La ragione è in fondo alla bottiglia
lasciata sulla panchina.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 29, 2017 at 07:46  Comments (8)  

Ali bianche di aquilone

Come ali bianche di aquilone
venne la sera sul tramonto
e il cielo divenne terso
e si consegnò alla notte.

Si accesero le luci sulla collina
tremolando nel freddo
d’un inverno senza neve
ma lo sguardo era di pace.

L’acqua livida
scorreva sotto il ponte,
lasciando intravedere ogni tanto
fantasmi di legno bianco.

Il cielo era senza luna
e le stelle si fregavano le mani.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 20, 2017 at 07:34  Comments (5)  

Quando il giorno mi morirà sulla bocca

Quando il giorno mi morirà sulla bocca
e gli ossi di seppia saranno sepolti
solo allora inviterò le stelle
nel mio giardino incantato.

Mi bagnerò le labbra con la scia
di comete e cercherò la sete
negli anfratti di luce, là dove
la musica è in ouverture
e il mondo è ancora da nascere.

Poi spargerò i piedi
in fondo al vicolo dei sogni
come un segnalibro
in una strada di campagna.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 11, 2017 at 07:40  Comments (6)  

Mia cara amica

Mia cara amica,
ti ricordi quando a forza
volevamo entrare nella casa della chiocciola
per vedere se c’erano quadri alle pareti?

E quando, nelle pause di vento,
mettevamo i piedini
nelle orme lasciate nella sabbia
da uomini grandi
per assaporarne la storia?

Ti ricordi quando inseguivamo formiche
in equilibrio sui fili dei panni
per chiedere dove stessero andando?

E quando correvamo dietro le nuvole
cercando un passaggio
per vedere se oltre il mare
i prati erano sempre verdi?

Certo, la vita ci ha travolto di quotidianità,
ma i ricordi sanno d’argento
quando s’impastano con gli occhi
di chi doveva scoprire il mondo.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 2, 2017 at 07:36  Comments (10)  

Clochards

Sentirsi i binari addosso
con le traversine nel costato
come carezze d’anime in travaglio
su vagoni in disuso.

Coprirsi di stracci
dentro vite di cartone
col malloppo sotto il giaciglio
come collezione di acquasantiere.

La logica incerta di passi tremanti
sotto la luce gelida del cielo
balbetta verità scomode
e re nudi sotto i ponti
curano allucinazioni di gruppo.

In questo mondo
di fantasmi infagottati
passa la notte
e passa il fiume che trascina
le sue acque insonni.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 23, 2017 at 07:20  Comments (6)  

Buoni propositi

Come un occhio disperso
nel mare dei buoni propositi
esulta quando trova
un ramoscello d’ulivo
o una penna d’uccello
e senza starci a pensare
volge la prua,
così ci accontentiamo
di ciò che si trova 
non sapendo, per altro,
che cosa cercare.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 8, 2017 at 06:50  Comments (3)  

Estraneo

Come la sedia di paglia
dimenticata nell’angolo
della cucina annerita
insieme alle pietre sconnesse
del cotto d’un tempo,
così mi vedo, senza voce in capitolo,
come vecchia stampella
di abiti ormai fuori moda.

Non so di che parlate,
ho perso la voglia
d’andare in stazione
e prendere nota
delle facce affacciate
che sfrecciano via
nel calderone dell’attualità.

Resto silente a pensare
al mio mondo,
fatto di alberi, prati e orizzonti,
e tanti perché come foglie
sempreverdi d’autunno.

Lorenzo Poggi

Published in: on luglio 20, 2017 at 07:01  Comments (4)  

Uno spago per legare il presente

Mi sono rivoltato le tasche per niente
per inseguire chimere, per seguitare la corsa.
Non c’era biglietto per mete di sogno
ma solo lo spago per legare il presente.

Lorenzo Poggi

Published in: on luglio 8, 2017 at 07:24  Comments (5)