Noi che abbiamo

Noi che abbiamo
il coraggio
di ascoltare le idee
quando camminano dritte
su sentieri tortuosi.

Noi che prendiamo
a sassate
finestre di secoli
con luci soffuse.

Noi che bendiamo
la bocca
con corone di spine
per non urlare al re nudo.

Noi che tutti i giorni
affacciati sul greto
vediamo passare
i cadaveri della ragione.

Noi che corriamo
lungo strade di periferia
dai marciapiedi sempre uguali
e false immagini di borghesia.

Noi che ci perdiamo
nel bosco dei nostri antenati
balbettando graffiti imparati
su muri incompresi.

Noi che non siamo
che pallide ombre
di eterne saggezze.

Noi che non siamo.

Lorenzo Poggi

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Published in: on maggio 8, 2018 at 07:18  Comments (3)  

La sera

la sera
sfilano in cielo
ombre di ali
senza rumore,
il marciapiede è lucido
di giorni
che si rincorrono
come acqua di fiume,
i gerani riscaldano
finestre severe
dai vetri
col silenzio dentro.

Sono frammenti di vita
da raccogliere nel giornale di ieri
per non ferirsi coi ricordi.

.
Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 1, 2018 at 07:15  Comments (8)  

Fiorirà un giardino

Fiorirà un giardino
tra le mie mani
insieme a farfalle
bianche di futuro.

Anche i cigni
apriranno le vele
attorno a vasche
di ricordi.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 22, 2018 at 07:12  Lascia un commento  

Il nuovo lavoro di Lorenzo

Abbiamo il piacere di comunicarvi l’uscita della nuova raccolta di poesie del nostro caro Lorenzo Poggi, dal titolo “Se questo è canto”,  per i tipi della Casa Editrice Controluna. Chi è interessato al volume potrà trovare tutte le informazioni necessarie a questo link  https://www.ibs.it/se-questo-canto-libro-lorenzo-poggi/e/9788885791176?inventoryId=105237193 Qui di seguito vi anticipiamo l’introduzione dell’autore, cui rivolgiamo i nostri più sentiti complimenti ed i fervidi auguri di un grande successo editoriale!

§

Se questo è canto
allora anche il frusciare del vento nel bosco è canto.

Se questo è canto
anche le litanie dei morti di guerre sempre perdute è canto.

Se questo è canto
anche i rimorsi per quello che si poteva è canto.

Se questo è canto
c’è anche la giostra ipnotica d’un mondo che cambia.

Se questo è canto
c’è la memoria di come eravamo che ci attende in coro.

Se questo è canto
abbiamo estirpato radici per comprare superfluo.

Se questo è canto
sono i led che uccidono campane che mi sgomentano.

Se questo è canto
sono i centomila cantori allo stadio che mi sconvolgono.

Se questo è canto

“C’è un sentiero ad insegnare la strada/strada di rovi da rovistare per denudare/la trama e l’ordito, grondare di sangue/la tela assassina che non fa che impastare/la farina col fango, il pane col loglio/il sudore che cola da statue di marmo”.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 15, 2018 at 12:08  Comments (9)  

Come sempre

Ho aperto la tenda alla luna
come fiamma ghiacciata
che non scalda la notte.

Strisce di lumaca senza casa
s’alternano argentate
a lingue di fuoco nascosto
nelle viscere del vulcano.

Il presepio è sempre là sulla collina
vigila sui sogni senza tempo
e sugli abiti sdruciti appesi alla parete.

Domani è un altro giorno,
come ieri, come sempre,
scorre il fiume in fondo alla valle.

Porta l’acqua al mare, porta in fondo la valle.

.
Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 13, 2018 at 07:28  Lascia un commento  

La rosa dei venti

Le parole sono foglie
strappate dal vento di tramontana
prima che giunga scirocco
a guastare i sapori
col suo profumo di sangue.

A volte compare un signore
col monocolo vestito da ‘800.
Si chiama maestrale
e porta i valori dell’uomo bianco
in pergamene d’acciaio.

E poi c’è il grecale
coll’odore di steppa gelata
che t’aggrappa ai lampioni.

Ponente e levante
strappano sorrisi d’intesa
per la fine e l’inizio d’un giorno.

Il libeccio copre le spiagge
di palle di alghe
mentre l’ostro si nasconde
nel caldo di sèntine maleodoranti.

Ma la rosa dei venti non ha canini,
nei suoi petali rigidi
ci sono promesse non mantenute,
come il soffio delle stagioni
ormai in libertà.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 29, 2018 at 07:14  Comments (4)  

Cristo non s’è fermato a Eboli

Nei giri concentrici del falco nel cielo
s’affaccia la dura realtà della vita
con ricerche e catture già scritte
come l’animo intonso d’un kamikaze
coltivato tra rose di ferro
e lunghi spiragli di paradiso.

Ma non si getti l’acqua sporca
insieme ai bambini clandestini
d’un mondo in rovina,
perché quei bambini,
abbandonati sull’autostrada del mare,
torneranno coi denti di fuori
e gli occhi pieni di odio.

State lasciando un mondo da non vivere
voi comodi nelle bare di mogano
a fregarsene come sempre,
come tutta la vita
del futuro degli altri
anche se imbandierato
con gli stessi colori.

Voi a contare soldi per la piscina
o per il veliero,
rubinetti d’oro dentro al cervello
a sfidare l’immortalità.

Cristo non s’è fermato a Eboli
lo stanno cercando tra i monaci buddisti.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 20, 2018 at 07:08  Comments (3)  

Andando a spasso

 

Andando a spasso
con la fronte dispersa
nei mille rivoli della ragione
e gli occhi ad osservare i sassi,
mi spargo come un cerchio
di terra nel lago.

Al ritorno stringo
sabbia di clessidra
per ingraziarmi il giorno
prima che torni a morire.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 11, 2018 at 07:05  Comments (2)  

Usalo il mondo

Usalo il mondo,
bevi alle sorgenti della vita,
non ti far mai mancare
il verde dei prati,
l’ombra degli alberi,
le montagne possenti,
le pianure infinite,
i deserti di sabbia,
i ghiacci del nord,
il mare in tempesta,
il volto difficile
d’una Terra imbronciata
che a volte traspare
con la nebbia che sale
ed il sole che sorge
a dipingere quadri
a specchiarsi nei laghi.

Usalo il mondo,
e non dimenticare l’amore,
c’è il futuro che vive
in una donna che t’ama.

Usalo il mondo
ma non l’ammazzare,
combatti chi raschia
il fondo del mare,
taglia foreste,
ammorba l’aria,
succhia tesori,
uccide il futuro.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 28, 2018 at 07:11  Comments (5)  

Tovaglia a quadri

Mi sono offuscato di luce riflessa
dentro le pietre dagli squarci di luna
con l’ossidiana a fare da sfondo.

Ma è sempre il pane che morde la tavola
con la tovaglia a quadri di storie
là tra i vicoli che aspettano fuori.

Vicoli al sole, vicoli scuri,
con gli scalini che stanno a sentire
il vociare dei passi dall’alba alla sera.

Sale il canto dal fiume
di braccia bianche prone a lavare
cercando nel canto la libertà.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 19, 2018 at 07:08  Comments (3)