Omaggio a Modugno

Mi sono messo una camicia di seta
in questa notte di luna caparbia
e gemelli d’oro ai polsini.
Uscirò col bastone ‘argento
ed il fiore all’occhiello
per salutare dal ponte
il vecchio fiume che passa.
Anche le ombre son ferme
in questa notte di luna arrabbiata,
stampate nel buio delle volte
trattengono gli echi di vite acciaccate.
Son fermo sul ponte col fiume che chiama.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 22, 2020 at 06:51  Comments (1)  

Fiocchi di neve

Croci celtiche e scudi di ghiaccio
sono sui prati stamane.
C’è pure re Artù
e navate gotiche nascoste
insieme ai dogmi severi
della geometria infinita
in quei fiocchi.
Gli alberi parlano
con dita ingioiellate
nella pace silente
di tracce di zampe.
Ma il mondo è altrove stamane
sono andati in vacanza
la corteccia brucata
i rovi cattivi del fosso
le pezze arlecchine dei campi
sui fianchi della collina
i tetti rossi col campanile che sporge
nell’angolo della valle.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 16, 2020 at 07:47  Comments (1)  

Divertissement

Ho spinto
il carro oltre i buoi
e m’è caduto nel pozzo
dei desideri.

Ho spento
la luce davanti
e sono inciampato
nel secchio del latte.

Ho spanto
lacrime colorate
sulla tavola bucata
dell’immaginazione.

Ho l’Ellesponto
a portata di mano
basta un ponte di barche
per far fuggire Erdogan.

Ho preso spunto
dal giornale di oggi
per ritagliarmi
una mezza verità.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 10, 2020 at 07:45  Lascia un commento  

Chiedimi qualcosa che possa rispondere

Chiedimi qualcosa che possa rispondere
cioè non chiedermi niente
ma fatti guardare solo un momento.

In fondo a quegli occhi
ho visto ruscelli saltar tra le rocce
formare cascate e verdi piscine.

Ho visto albe di ali spiegate
striate di rosa,
ho visto violacei i tramonti di uccelli.

In fondo ai tuoi occhi
ho perso la strada,
se mi apri mi spieghi dov’è.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 2, 2020 at 07:41  Comments (6)  

Volo di oche

Sentendo scricchiolare il cielo
ho alzato lo sguardo
in un volo di oche.
Con la solita V
emigravano libere
verso il freddo
dove le parole escono
dopo aver pensato.
Non
chiudersi a riccio
o alzare muri
paura di tutto
non saper che fare
tutto che cambia
e non volerne sapere.
Senza futuro
nemmeno d’un giorno
vivere l’oggi
come fosse per sempre
l’occhio del mondo
sopra di me
tatuarsi la mente
come la lingua
travestirsi
per sembrare più uguale.
Aumenta il ritmo
della sega che affretta
il nostro suicidio.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 8, 2020 at 06:50  Comments (2)  

Sporcare di versi

Ho pregato questa pagina bianca
di lasciarmi un po’ di spazio
per scriverci qualcosa.

“Ma certo caro, tutto lo spazio che vuoi!”

E così mi ha gelato!

Come faccio a descrivere il mare?

Come faccio a riempire un tramonto
o a disegnare pascoli alti?

Avevo solo chiesto un piccolo spazio
per quattro versi neanche in rima
e mi sento schiacciato dalle mie responsabilità.

È come se mi avessi detto:
“o la riempi questa pagina oppure smetti di scrivere!”

È molto meglio non chiedere niente
e baciare la tovaglia di carta dell’osteria
se l’hai sporcata di versi.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 1, 2020 at 07:43  Comments (1)  

Ho seminato invano

Ho seminato invano
i miei semi onesti.
Lungo i solchi dei fossi
nascono rovi
al posto dei versi.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 23, 2020 at 07:37  Lascia un commento  

Non basta mai

Non è bastato un bambino
morto sul bagnasciuga
come un pesce affogato.
Non è bastata la polvere di Aleppo,
l’aria bianca
di calcinacci rossi sangue,
le occhiaie vuote, gallerie
di quadri ancora attaccati,
la gente che fugge senza meta.
Non basta neanche più morire
solo vivere fa notizia
perché solo i vivi
si possono vendere tanto al chilo.
Questa povera carne umana
trattata come moneta di scambio.
Scudi umani a mostrare il petto.
Forza! Si ricomincia.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 13, 2020 at 07:48  Comments (1)  

Io c’ero

Io c’ero
quando vennero giù
i capitelli incrinati
delle nostre certezze.
Io c’ero
quando ci ritrovammo in casa
a contare mattonelle.
Io c’ero
quando tutto era notiziario di guerra,
una bolla sempre più vicina a scoppiare.
Io c’ero
quando tutto non era più come prima
e i viali si riempivano di silenzi.
Io c’ero
in quel silenzio
che sembrava un film di fantascienza
con solo oggetti rimasti
pieni d’ impronte di corpi evaporati.
Io c’ero
quando ci ribellammo al mostro
con piatti e cornamuse.
Io c’ero
quando non si sapeva
come sarebbe finita.
Io c’ero
quando non si sapeva
quando ricominciare
e se il fiume nel frattempo
avesse cambiato percorso.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 8, 2020 at 07:45  Comments (1)  

Cercando infinito

Ho perso molte cose
per strada
tra buste della spesa.
Ho perso sassi levigati
e argille rosse
a seccare muretti,
e stridii di gabbiani
in fondo al golfo,
fossi di dolore
senza acqua.
Ho perso la voglia
di cercare
tra mani impiastrate
il colore dell’anima
e il perché d’una vita.
Usciamo la mattina
per supermercati
in cerca di cibo
come barboni alla Caritas,
come contadini
che stringono la terra
tra dita di vene.
Perdiamo la via
seguendo piccoli eventi
come noci schiacciate
e rumori di fondo
che non dicono niente.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 1, 2020 at 07:41  Lascia un commento