Quando è sera

Volge il tramonto alla notte
lungo margini di luce appassita
e bagliori d’aranci sfioriti.

Non è giorno né notte
solo il cane annusa il colore
di un’aria che muore.

L’ombra del cedro
s’allarga nel cielo
dipingendo fantasmi cifrati.

La nottola ha ali di gomma,
scrive sentieri tortuosi
sul filo dei prati.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 23, 2017 at 07:04  Comments (1)  

Passi senza meta

Il passero becchetta
erbe aromatiche
mentre il muschio si ritira
con mani di fango
nelle cavità roteanti
d’occhiaie vuote.

La scia argentata
di lumache senza casa
riverbera su perle
di ruscello nell’aria.

Nella grotta la cavola
si ritorce nella botte
spremendo un vino oscuro
chiuso nella sua storia da raccontare.

Il pane esce con ferite coagulate
e suture di impasti notturni
a gridare al mondo le lastre
di basalto con cui ha insegnato la via.

Ma le parole sono passi senza meta,
suoni di vento tra le canne,
graffiti indecifrabili di culture passate.

S’allarga tra le nuvole
un coro di avvoltoi in cerchio:
è in palio la mandibola
con cui Caino ammazzò Abele.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 14, 2017 at 07:01  Comments (7)  

Rimembranze gualcite

Ricordi avanzati
su tavola senza tovaglia,
rudezze palpate senza speranza
di cogliere il senso da dare
alla luce del mondo
o imbattersi in occhi affossati
come mute ammissioni
di dolori appena sepolti
sul muro del pianto.

Non sono certo del senso da dare
a parole sentite come assonanze
di suoni e rumori di barattoli a terra.
Né posso copiare le labbra.
Né recitare un mea culpa
per il solito imbroglio.

È difficile muoversi senza uno specchio
che addolcisca l’immagine nuda
d’un volto corroso dall’impunità.
È difficile aggiungere orli alla tenda
quando traspare il colore del tempo.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 5, 2017 at 07:15  Comments (1)  

Fondo a perdere

Ci siamo persi addosso alla luna
e poi lasciati andare senza speranze
con cornucopie sfaldate traboccanti di sé
ormai alla frutta d’un pasto di secoli.

Adesso si tratta di puntellare
l’inutile casa che crolla,
impedire le voglie
di bella gente girata al passato.

Il tempo dell’oggi è limare superfluo,
inutili eccessi,
un inchino alla terra
che ancora dà frutti.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 21, 2017 at 07:01  Comments (1)  

L’ultimo lupo

L’ultimo lupo
ha gli occhi rossi di fuochi antichi
e balenii di sciabole
nell’ululato solitario al vento.

L’ultimo lupo
ha muscoli di carta
come testamento d’ossa
da leggere di notte.

L’ultimo lupo
cerca croci celtiche
nel tramonto delle idee
da rosicchiare nella tana.

L’ultimo lupo
non va in gabbia,
cammina tra le stelle
a caccia di orse.

Lorenzo Poggi

Published in: on dicembre 23, 2016 at 07:03  Comments (3)  

Ho scritto di cose e di vento

Ho scritto di cose e di vento,
ho impastato idee in frasi di comodo,
ho disegnato albe e tramonti,
ho visto il mondo da un aquilone
e prati infiniti e onde schiumate
e laghi in amore, la furia del tempo,
nubi che scalciano, paludi primordiali,
alberi nella nebbia, fossi come ferite aperte,
sciami d’uccelli farneticare nel bosco.

Ho scritto di noi,
di come eravamo,
di come siamo,
del sangue che sprizza,
dei morti ammazzati,
di tappeti rigonfi
di peccati coperti,
di gente all’oscuro,
della storia che torna indietro.

Ho invocato nuove strade
da percorrere insieme
ho sognato città dove
“ buongiorno vuol dire buongiorno”,
ho cacciato farisei o sepolti nel tempio
ma ricrescono sempre come teste di Idra.

La vecchia quercia è sempre
in attesa sulla collina.

Lorenzo Poggi

Published in: on dicembre 14, 2016 at 06:55  Comments (1)  

Andar via per mare

Un’onda di tenda
dai filamenti ambrati
di sole e di mosche
s’agita nella noia
d’un pomeriggio d’estate.

La vela lascia la rada
come un fazzoletto saluta
la terra rossa che s’allontana.

Restano i suoni sotto i sassi
insieme ai colori degli orti
e dei fichi d’India
tra muretti a secco
di civiltà antiche.

L’ulivo scatta flash d’argento
aiutato dal vento.

Lorenzo Poggi

Published in: on dicembre 5, 2016 at 07:47  Comments (4)  

Lucca

I giorni avanzano lenti
come vecchi bastioni
di piedi usurati dal tempo.
C’è qualche cannone
per non dimenticare
e palle di pietra in libera uscita.
In fondo, il fosso asfaltato
ruggisce motori.
Dentro, targhe di marmo
a memoria di notti insonni
di poeti in torri d’avorio.
Alberi pensili s’affacciano dai terrazzi.

Lorenzo Poggi

Published in: on novembre 26, 2016 at 07:44  Comments (2)  

La clessidra

La clessidra s’è rotta
cadendo su un sasso
sfuggendo di mano.

I granelli di sabbia,
marcati di tempo,
sono volati col vento.

Ne ho incontrato uno,
passava di corsa
sembrava spaesato
non sapeva che dire,
sotto vetro
valeva un secondo
ma ora che cosa?

è caduta per terra
la sabbia del tempo,
non serve più a niente,
neanche mischiarsi
con millenni di sabbia
che ancora ricorda
di quando era una pietra.

Lorenzo Poggi

Published in: on novembre 16, 2016 at 07:49  Comments (4)  

Stagioni

Siamo al solito ritornello,
quello che parla di giorni e di ore,
di minuti alti come grattacieli
e di stagioni che si alternano imperterrite.

Il tempo mi scola addosso
come un cucchiaio di miele,
quel filo dorato
che non vuole finire
è la mia vita che passa.

Quegli anni che, ragazzino,
s’alzavano lontani all’orizzonte
quali irraggiungibili cime,
sono volati come ali di gabbiano
nella tempesta del vento.

Ed io, con qualche affanno,
ancora a correre sui prati
con i calzoni corti.

Lorenzo Poggi

Published in: on novembre 7, 2016 at 07:44  Comments (2)