Quel sole che s’è dimenticato di nascere

Ho staccato figurine sacre dal soffitto
lasciando ombre in odore di santità.
Dalle pareti no,
imbiancate da poco
poco hanno da raccontare.
L’ho fatto per diradare archetipi
lì fissi da molto e spalmarli su carta,
lasciando aperta la finestra
se volessero spiccare il volo.
Si tratta di vecchie idee
col sole che, sul più bello,
s’è dimenticato di nascere
per lucidare falci e martelli.
Nel frattempo le falci
sono ad arrugginire in cantina
e i martelli sono solo pneumatici
per far scassi per cavi spioni.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 30, 2021 at 07:43  Lascia un commento  

Oltre

Mi piacerebbe andare oltre gli oceani
a cercare colonne d’Ercole sott’acqua
insieme a sirene opache dal volto d’Ofelia.
Avrei anche voglia di cavalcare aquiloni
come ippogrifi scalcianti cirri nel cielo.
Ma c’è il rubinetto che perde
e la spesa da fare, c‘è il conto che torna
col nodo al pettine, c’è la scarpa
da risuolare con l’ultimo ciabattino.
Non so dove andare in questo mondo
di poltrone di plastica e panchine
orfane di anziani.
Sui maxischermi che invadono le strade,
le menti, i sospiri d’umani senza senso,
volteggia il sorriso suadente
di chi ti compra l’anima.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 23, 2021 at 07:41  Lascia un commento  

In fondo al pozzo

Ho fatto un bagno di parole altre
prima di scavare questa pagina bianca
alla ricerca d’un pozzo
dove intingere penna.
Rubinetti impietosi hanno sputato ruggine
e schiarito la voce
prima di balbettare versi sconosciuti.
Mi sono sentito un estraneo
che va a solleticare
l’ascella di Atlante
per vedere
se lascia cadere il mondo.
Poi…
gli echi, i fremiti, gli impeti
di voci sconosciute
sono rientrati nel bosco
dove riposano i segni dementi
di chi vuol fare poesia.
Sto seduto sul bordo del pozzo
e guardo l’acqua giù in fondo,
ma non è inchiostro
se s’affaccia la luna.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 17, 2021 at 07:36  Lascia un commento  

I filosofi dei versi

Elucubrazioni in chiaroscuro
s’alternano a vie di fuga improvvisate.
Che saremo noi prima e dopo?
E dopo ancora?
Rifugi di anime senza corpo?
Albe ancestrali di soli sorgenti dalla palude?
E l’aria? Come si plasma l’aria?
Nell’ombra del corpo?
Conchiglie vuote piene di mare?
Rumori di ricordi?
Ologrammi di rimorsi
vestiti da sposo?
Non s’accettano scuse
nei confessionali del paradiso.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 11, 2021 at 07:33  Lascia un commento  

Solitudine 7

Rincorrendo un treno tra fieno e covoni
mi sono arreso ansimante a pensare sul prato.

Non ce la faccio neanche col prossimo treno,
non è da me restare in trincea ad aspettare la sorte,
né inseguire fantasmi per tutta la notte.

Invano ho teso trappole luminescenti,
ho messo maschere con varie espressioni,
ho affittato teatri senza chiedere niente.

È come star seduti sul greto del fiume
ma senza vedere l’acqua che scorre,
solo ascoltare il rumore
per far finta di appartenere al presente.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 18, 2021 at 07:09  Comments (1)  

Quattro terzine: una poesia

Tra sassi bianchi di fiume
e letto di rovi
trascino la mia vita.

Tra sentieri nel bosco
e orme di sabbia
lascio segnali dispersi dal vento.

Tra opachi pensieri
m’appoggio agli stipiti
a cercare certezze.

A volte leggo le nuvole
e le ombre che lasciano
passando sui prati.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 3, 2021 at 07:44  Lascia un commento  

La dottrina dell’odio

Forza la mano
alle menti sopite,
non gliene importa.

Spargi bugie
è tempo di asini
col naso all’insù.

Apri le labbra
tanto pendono pure
senza parlare.

Dacci del giorno
i tuoi numeri d’astio
senza vergogna.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 21, 2021 at 07:35  Lascia un commento  

In gabbia

Con la penna trai denti
come un pirata m’aggiro
su e giù sulla tolda
a scrutare finestre
se appaiono vele
o voli d’uccello
con ramoscelli d’ulivo.
Quando finirà questa vita
non vita,
questa gabbia da zoo
con pubblico web
che s’accalca
quando è l’ora dei pasti?
Mi sento Pinocchio
coi piedi bruciati
senza Geppetto
impegnato in tv.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 16, 2021 at 07:30  Comments (2)  

Rumori di notte

Sento i rumori
delle foglie d’autunno
dei tronchi marciti
delle case senza tetto
dei guaiti di notte.

Mi assordo in questo silenzio
pieno di motori
e di led nelle orecchie
con i fari gialli a fare la guardia
a quest’aria senza vento
come un quadro da dipingere.

A volte ci parlo con l’aria
quando il rumore diventa domanda.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 9, 2021 at 06:53  Lascia un commento  

Ricordi sardi

In fondo il pozzo,
in alto il cielo,
chiuso
in uno scheletro di nuraghe
con le radici in mare.
Ho le mani piene
di scaglie di pesce e di alghe
e non so che farci
così dimentico del domani.
Mi sovvengono tramonti
senza fili d’orizzonte
col sole
che piano piano muore.
La scia d’una barca
è come zolla sollevata
dove porre un seme.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 2, 2021 at 07:49  Comments (2)