Morire sperando

Vorrei veder spuntare remi
dal fondo del mare
come foreste pietrificate
come braccia in preghiera.
Vorrei veder spuntare
volti dai flutti
e iniziare insieme
il canto dei morti.
Vorrei adagiarmi
nelle pause delle onde
e chiedere loro
perché si va a fondo.
Vorrei comprendere
ma non so come
come si fa
a morire sperando.

Lorenzo Poggi

Published in: on novembre 14, 2019 at 07:21  Comments (2)  

Alla fine

Alla fine ci sarà penombra
e mani bianche lasceranno segni sui muri,
tortore tuberanno invano sui tetti dalle tegole rosse,
rumori a cavallo del vento s’infileranno nei portici.

Tutt’intorno raccoglierò oggetti di me
e li inietterò di ricordi.

Margherite spunteranno ancora
dal teschio d’un bove.

Lorenzo Poggi

Published in: on novembre 7, 2019 at 06:17  Comments (3)  

Spero di morire una sera

Spero di morire una sera
con questa calma di vento
e i prati bagnati
in attesa di corolle festose.
Ripenso a collane di fiori
intorno a colli innocenti
di pelle offuscata dal sole.
Ripenso a Gauguin
ed ai sogni rimasti nel limbo
di posti dove natura è di pace.
Come restare in quest’inferno
di stridule voci
come nebbia che tutto confonde?
C’è polvere di morte
oggi nell’aria.
Né si dirada la nebbia
con gli spari isolati
di chi ammazza innocenti.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 26, 2019 at 07:30  Comments (2)  

Quando ero piccolo

Quando ero piccolo
chiunque calpestava
l’erba bambina
nascondendo comandi
dietro facce smielate.
Quando ero grande
ho cercato le strade segnate
ma ho trovato
il senso unico
delle grandi autostrade.
Quando ero piccolo
credevo per ripicca
alle favole
succhiandone vita
nei passi crudeli.
Quando ero grande
mi sono perso
in anfratti di voci discordi.
Non cerco più le tracce
che qualcuno
avrebbe dovuto lasciare.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 18, 2019 at 07:25  Comments (1)  

La piazzetta

Una poltrona rosa è parcheggiata dietro l’angolo,
una vecchietta vende castagne a primavera,
c’è chi mangia mazzi di violette avariati,
la piccola fiammiferaia fa i conti con ombre di spiccioli
e la portinaia origlia alla finestra.

La mia piazzetta è sempre in scena
con i fasci di peperoncini a seccare
e la sedia di paglia sulla soglia
pronta a chiacchierare mentre
lavora la maglia.

A volte sa di caffè, a volte di cavolfiori
e di notte cerca la pioggia
per lucidare il pavimento.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 8, 2019 at 07:15  Lascia un commento  

Quando sarà

Non vorrei l’odore
al mio capezzale
di rose appassite
o sospiri di fiori
con mani plaudenti.

Vorrei solo
una sedia di paglia
dove appoggiare le ossa
come una vecchia vestaglia.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 1, 2019 at 07:33  Comments (1)  

Evviva!

Viva gli entusiasti
perché sarà loro l’illusione del cielo!
Viva gli ignoranti
sempre pronti a inseguire complotti!
Viva gli innocenti
perché non sanno come è fatto il mondo!
Viva gli eruditi
così bravi ad azzeccare garbugli!
Viva i radical chic
così pieni di alibi per tutti!
Viva gli illusi
perché gioiscono di false vittorie!
Viva gli opinionisti
perché riempiono di ragioni la ragione che non c’è!
Viva il senso comune
che ci dà gli strumenti per sbagliare a giudicare!
Viva questo mondo
che ci ammazza più della morte!

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 23, 2019 at 07:29  Comments (6)  

Aria fritta

Ho sentito entrare il vento stamane.

Portava il colore dei fiori e l’aria di primavera

nella stanza tappezzata di carta avariata.

Ho pure ascoltato la voce del bosco.

Lo sguardo severo di chi trattiene segreti.

Ho scritto un paesaggio coi colori dell’alba.

L’inchiostro è finito, non arriva al tramonto.

 

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 16, 2019 at 07:26  Comments (3)  

Onestà vo cercando

Onestà vo cercando
tra sobborghi e marane
dove lo sguardo
è torvo e la vita
tutti i giorni s’arrangia.

Tra i mausolei del degrado
nell’aria grigia del cemento
in putride cantine
dove la vita si ferma
per dimenticare il fuori
la cerco.

Nei fili d’erba rinati
su terrapieni
di fusti avvelenati
su cui ripiantare
la vita deformata
la cerco.

Nelle casette a schiera
d’improbabili autorizzazioni
ma tanto bianche di vento
e tanto piene d’egoismo
la cerco.

La domenica in chiesa
tra facce compunte
e pensieri pieni
d’affari loro
la cerco.

Nel bosco tagliato
per cartiere affamate
di carta patinata
con colori e donne da sogno
e messaggi scomposti
la cerco.

Forse nei centri commerciali
su improbabili panchine
da viale del tramonto
e lampioncini liberty
la trovo.

Nascosta tra una doga e l’altra
della miseria umana
si erge a giudice degli altri
e non fa sconti.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 1, 2019 at 07:22  Lascia un commento  

Il tempo concesso

Il tempo concesso
s’è annoiato appresso a me.

Avrebbe voluto avvoltolarsi nei rovi
e invece s’è dovuto accontentare
di parole appiccicate su specchi senza luce.

A volte se ne va in giro da solo
lasciando la mia ombra
ferma su muri di riflessioni.

Quando torna è tranquillo
tanto non è successo niente.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 30, 2019 at 07:20  Comments (1)