Estraneo

Come la sedia di paglia
dimenticata nell’angolo
della cucina annerita
insieme alle pietre sconnesse
del cotto d’un tempo,
così mi vedo, senza voce in capitolo,
come vecchia stampella
di abiti ormai fuori moda.

Non so di che parlate,
ho perso la voglia
d’andare in stazione
e prendere nota
delle facce affacciate
che sfrecciano via
nel calderone dell’attualità.

Resto silente a pensare
al mio mondo,
fatto di alberi, prati e orizzonti,
e tanti perché come foglie
sempreverdi d’autunno.

Lorenzo Poggi

Published in: on luglio 20, 2017 at 07:01  Comments (4)  

Uno spago per legare il presente

Mi sono rivoltato le tasche per niente
per inseguire chimere, per seguitare la corsa.
Non c’era biglietto per mete di sogno
ma solo lo spago per legare il presente.

Lorenzo Poggi

Published in: on luglio 8, 2017 at 07:24  Comments (5)  

Nelle pieghe dell’Appennino

Tanti paesi
nelle pieghe dell’Appennino
con tante storie da raccontare.

Ma il senso del tempo
s’è fermato
nell’orologio della torre.

è sempre spento
sull’ultimo terremoto.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 29, 2017 at 07:07  Comments (5)  

Incubo

L’urlo della luna
fece eco nel piatto
apparecchiato
a predire il futuro.

Stridendo emergevano riflessi
di volti deformati e ombre
approssimate
con occhi di civetta.

Rami nudi s’agitavano
nella luce senza contorno
come braccia scardinate
in cerca di vittime sacrificali.

Il vento s’era nascosto
nella quercia
e l’aria se ne stava appollaiata
sul rumore del silenzio.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 20, 2017 at 07:04  Comments (7)  

Gioventù

Ti ricordi della prateria
coi tramonti mischiati alla terra
e i castagni sulla collina del bosco?

Lo ricordi il tavolo a forma di tronco
come un dolmen in giardino
che attendeva sacrelaute cerimonie
e battesimi nel Giordano di vino?

E le fragole contese ai grilli canterini?
e le ciliegie mai nate per geli improvvisi?

Ma il tempio era l’orto
con mio padre officiante
venti metri per tre
cornucopia di sudore
e verdure di stagione.

Ancora son pieni di voci
i gradini su cui sedevamo
ancora li vedo i volti amati
ancora stupisco del tempo passato
e chiedo perdono per aver un momento
pensato all’eternità.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 11, 2017 at 06:58  Comments (8)  

Rami spezzati

Chiedimi qualcosa
che faccia rifiorire
la speranza
d’un ramo gemmato.

Ho tanto freddo dentro
per quest’inverno
che cresce che cresce
e come un melo
lascia cadaveri a terra.

Quante volte ancora
saliremo la scala santa
e quante volte la scenderemo
urlando come avi pelosi?

Ho dimenticato abbeveratoi
in mezzo ai campi
e sui sentieri del bosco
perché non c’è più niente
dietro l’angolo.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 26, 2017 at 07:34  Comments (6)  

Migranti

Bocche singhiozzano
sugli alti e bassi
di maree fruscianti
di voci d’aiuto.

è nera quest’acqua senza luna
e questi occhi
che non lasciano tracce
su scie senza ricordi.

I giorni inseguono
orme di onde
sulla sabbia mischiata
di scarpe senza lacci.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 17, 2017 at 07:31  Comments (7)  

Ballata

Ho piantato aie in terra battuta
e seminato lunghe corna di buoi
sotto il giogo dei carri.

Ho scardinato spighe
nell’aria torva di pula
e messo da parte frumento.

Ho ascoltato le luci
accendersi prima dell’alba
e le voci vestirsi di panni usurati.

Poi aprire le stalle
e andare nei campi
a raccogliere uva
insieme a quei canti.

Ho anche ballato alla luna
sull’aia il giorno del Santo
insieme a rosse gonne
arricciate dal vento.

Lorenzo Poggi

Published in: on maggio 8, 2017 at 07:22  Comments (12)  

Sentori d’estate

Covoni di vento sparsi nel grano
s’inseguono come monelli alla fiera
lasciando labili tracce del loro passaggio.

I prati son pieni di balle di fieno,
corvi e cornacchie volano lenti,
il fiume impigrisce le acque.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 29, 2017 at 07:11  Comments (6)  

Rivisitarsi

Siamo andati e tornati
con scarpe foderate di pelo di foca
per non lasciare rumori di orme
né ombre graffite sulla parete di fronte.

Ci siamo presi momenti di noia
parafrasando antichi proverbi
ormai fuori moda.

Abbiamo preso a sassate
chi indicava la via
perché la via esiste soltanto
se la sudi e l’assaggi.

Adagiati sul greto del fiume
abbiamo visto passare
cadaveri amici e legni imbiancati
da tante ingiustizie sopportate negli anni.

Abbiamo riscritto la nostra storia
ad uso e consumo di chi viene dopo
se chi viene dopo saprà ancora leggere.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 17, 2017 at 07:47  Comments (4)