Aria fritta

Ho sentito entrare il vento stamane.

Portava il colore dei fiori e l’aria di primavera

nella stanza tappezzata di carta avariata.

Ho pure ascoltato la voce del bosco.

Lo sguardo severo di chi trattiene segreti.

Ho scritto un paesaggio coi colori dell’alba.

L’inchiostro è finito, non arriva al tramonto.

 

Lorenzo Poggi

Annunci
Published in: on settembre 16, 2019 at 07:26  Comments (3)  

Onestà vo cercando

Onestà vo cercando
tra sobborghi e marane
dove lo sguardo
è torvo e la vita
tutti i giorni s’arrangia.

Tra i mausolei del degrado
nell’aria grigia del cemento
in putride cantine
dove la vita si ferma
per dimenticare il fuori
la cerco.

Nei fili d’erba rinati
su terrapieni
di fusti avvelenati
su cui ripiantare
la vita deformata
la cerco.

Nelle casette a schiera
d’improbabili autorizzazioni
ma tanto bianche di vento
e tanto piene d’egoismo
la cerco.

La domenica in chiesa
tra facce compunte
e pensieri pieni
d’affari loro
la cerco.

Nel bosco tagliato
per cartiere affamate
di carta patinata
con colori e donne da sogno
e messaggi scomposti
la cerco.

Forse nei centri commerciali
su improbabili panchine
da viale del tramonto
e lampioncini liberty
la trovo.

Nascosta tra una doga e l’altra
della miseria umana
si erge a giudice degli altri
e non fa sconti.

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 1, 2019 at 07:22  Lascia un commento  

Il tempo concesso

Il tempo concesso
s’è annoiato appresso a me.

Avrebbe voluto avvoltolarsi nei rovi
e invece s’è dovuto accontentare
di parole appiccicate su specchi senza luce.

A volte se ne va in giro da solo
lasciando la mia ombra
ferma su muri di riflessioni.

Quando torna è tranquillo
tanto non è successo niente.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 30, 2019 at 07:20  Comments (1)  

Autunno

In attesa di chiudermi in casa
ripetendo a memoria
cornucopie traboccanti
di nature morte trionfanti
di frutta e di ortaggi,
ho messo tela e cavalletto
tra gli alberi dell’autunno
come ragnatela
rattoppata alla meglio
per catturarne i colori.

Ma è grigio l’autunno
quando s’avvicina l’inverno.
Non trattiene che nebbia
e aria imperlata
nell’uggia del tempo.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 23, 2019 at 07:17  Comments (1)  

Un arazzo

Mulini a vento
incastonati in un arazzo
infestato da sangue e alabarde
lasciano scie di pace
lungo sentieri orlati di menta.
Anche il fiume
apre il suo sguardo azzurro
su valli di guerre e battaglie
con villaggi di paglia in fiamme
e gente che fugge e che muore.
Scende con anse il fiume
come se riflettesse
prima d’arrivare al mare.
Sono in attesa alla rada
velieri con vele
di edera bianca e legni di mogano.

Lorenzo Poggi

Published in: on giugno 16, 2019 at 06:54  Comments (2)  

Profondi genitori di collina

S’adagiano nei fossi
con gli occhi fissi
sul giorno che nasce e che muore
Nelle pieghe del terreno
respirano ferite sempre da chiudere
balbettando antiche storie
alitanti sul muro del camino
I tratturi conservano le voci
Muretti a secco sgretolati
tornano alla terra
scuotendo la testa
Dal fondovalle
salgono echi di grida e suoni
che si rincorrono
ogni alba che viene
I gesti del passato
Ancora si respira l’armonia
della cura della terra
tenendola abbracciata
guardando le nuvole

Lorenzo Poggi

(Il titolo è copiato dal titolo d’una poesia inedita di Cristina Sparagana che ringrazio tantissimo per questa forte fonte d’ispirazione)

Published in: on giugno 3, 2019 at 06:50  Comments (1)  

Menti dementi

Ho girato la testa
per non vedere la bestia
indossare una veste
nera di raso.

Broccati d’idee
vestono menti avariate
senza il seme del dubbio.

Nervature di granito
trascinano pazzie
nell’infinito d’un labirinto.

I giorni sono morti
sul sagrato della chiesa.

Rivoli di sangue
tra gli interstizi dei sampietrini
s’accendono a ritmi di rap.

Povere menti s’adeguano al nulla.

Lorenzo Poggi

Published in: on Mag 31, 2019 at 07:47  Comments (1)  

Lungo il Tevere

Ho traversato la lunghezza d’un ponte
per ritrovare una sponda
che sappia arginare le idee
quando corrono sciolte.
Il gridio degli scalmi
fa da eco alle povere salme
lungo la pigra corrente
in attesa del mare.
S’incontrano zattere festose
e brindisi forzati lungofiume
come ultimi saluti
prima di tuffarsi.
Anche sottoponti pieni di cartoni
e vaghe idee di possesso
in collezione
come acquasantiere
s’incontrano.
L’argine nega
con i suoi gialli lampioni
i passi pudichi
di chi si crede innocente.
Poi arriva l’estate
e tutto diventa
un luna park
con topi alla griglia.

Lorenzo Poggi

Published in: on Mag 23, 2019 at 07:44  Comments (5)  

Con le mani piene di pioggia

Con le mani piene di pioggia
ho piantato margherite
negli occhi cavi d’un tronco
che racconta tragiche storie.
Le foglie t’aspettano
dietro l’angolo del vento
lasciano tracce
piene di facce segnate dal tempo.
Ma le rughe
scrivono solo di sé.

Lorenzo Poggi

Published in: on Mag 15, 2019 at 07:42  Comments (1)  

A tutti i poeti suicidi

Fantasmi si agitano su spiagge isolate.

Il mormorio del mare fa da controcanto
a versi lasciati a metà.

Versi che cantano il male di vivere
fatto di venti che corrodono dentro
e di spuma di mare agitata di scogli.

Versi dispersi in orme di terra,
sandali vuoti di nidi d’uccelli,
gli occhi non più adatti a sognare.

Versi che si piangono addosso
tutto il male del mondo
ma non sanno rammendare bandiere
né reti a strascico
con qualche residuo d’umanità.

Versi senza il rovescio della medaglia,
lasciati a metà
per non scavare ancora
negli interrogativi senza perché.

Lorenzo Poggi

 

Inserisci da URL

Published in: on Mag 7, 2019 at 07:37  Comments (3)