Smarrite scaglie di conchiglie

Ho tessuto reti d’attesa

e come una Penelope inginocchiata,

ho reso folle la mia tela

con ricami stretti e nodi,

punti fermi come approdi.

 

Ho atteso che il tramonto oltre le dune

mi desse refrigerio sulle spalle

e che la Luna, quando occhieggia appena,

avesse avviluppato di pallore la mia schiena.

 

Ho respirato polline di fondale

quando il vento si ergeva tra le dune

e l’ondeggio a spirale del meriggio,

sembrava intonare un desolato arpeggio.

 

Salate lacrime corrosero lo scoglio.

 

Divennero mestizia sulle gote,

dove l’impeto del mare uggioso e nero

sbatteva l’infinito del coraggioso remo

che non sapeva più dare rotta alcuna,

al pensiero logoro e maldestro.

 

Ho tessuto reti d’attesa

mentre le orme del mio solerte andare

lasciavano impronte, passi veloci da cancellare.

 

-volevo solo smarrire scaglie di conchiglie-  

 

Manuela Magi

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Published in: on ottobre 18, 2015 at 07:40  Comments (7)  

Sostanzialmente diversa

Fui l’infelice primavera

divenuta inverno,

sostanzialmente diversa

dall’effimero polline di germoglio

e fui per te,

sorpresa che improvvisamente comprende.

T’innamorasti del mio leggero esserci

che non gravava mai sul tuo risveglio

perché di me,

avevi sogno e senno

mentre la mia notte,

mi avvinghiava tra le spire del silenzio.

Ero lo spigolo della tua stanza vuota

dove il riflesso mi faceva bella

quando lo sguardo mi percorreva tutta

e la finestra rimaneva aperta.

M’incamminai poi,

dove le parole avevano voce

e l’andatura si faceva immensa luce,

quando vedevo chiara la solitudine che mi davi.

Fui l’infelice poeta

di un addio smembrato,

sulle pagine sparse del tuo vissuto,

dove il mio posto ti diventò un segno

disciolto nel fuoco acceso

di un tramonto lento.

 

Manuela Magi

Published in: on ottobre 9, 2015 at 07:33  Comments (5)