Giochi

Da questa finestra curiosa
affacciata sull’anno che passa
io vedo un azzurro cantiere
ed ospiti cuori fanciulli
ad animare intenti
la nostra operosa officina
che fabbrica sogni e parole:
uno ne forgia e ne inventa di nuove
che mostrano rari colori
e ridenti scintillano al sole.
Uno le incatena in preziose collane
di rare gemme d’Oriente,
degne di ornare il sorriso
e i più profumati seni di donna.
Un altro le lava, le appretta,
le stira con docile cura di madre
e le culla con tenero gesto
come si fa coi ricordi più cari,
o compone impalpabili trame
e veli sontuosi guarnisce
sottili di trine e merletti;
chi ne fa corda di equilibrista
per reggere il peso del mondo
su spalle di cieco profeta,
chi ne offre serti ad Apollo
o ne fa grani per cento rosari
e trepidi inni al creato e agli dei.
Ognuno ha il suo modo di tessere i fili
che uniscono i sogni alla vita,
ognuno ha il suo ceppo da aggiungere
perché arda il camino del cuore.
Anch’io nell’azzurro cortile
scesi un giorno felice a giocare
con le mie timide antiche parole:
la voce sorella di anime nuove
accolse quel vecchio bambino
e riempì le sue ore vuote e ferite.
Ora dall’alto di questa finestra
io vi guardo e a mente vi conto,
vi cerco impaziente e mi sporgo,
ma è soltanto per dirvi più forte
ciò che il cuore nel petto bisbiglia:
grazie a voi tutti, amici e poeti,
i miei buoni compagni di giochi.

Massimo Reggiani

…che oggi compie sessant’anni

Published in: on gennaio 25, 2015 at 06:56  Comments (17)  

Per te

La tua presa è salda
sulla mia friabile anima d’autunno.
Con faticosa urgenza d’affetto
riempi i miei vuoti di concreti motivi
e sopporti di due vite i macigni.
Con unghie di madre e denti di tigre
difendi l’amore, e con sorriso di tenero angelo
dall’ombra dell’abitudine uscito.
Nel fondo della notte trovi ogni mio respiro
e con mantice di antica brama gioiosa
tieni alta questa breve fiammella di marzo.
Nomi e fantasmi allontani con potenza di mago
e terra prepari per nuovi giardini.
In questo viale di spogli alberi grigi
per te, e per te sola porto gemme di melo.

Massimo Reggiani

Published in: on gennaio 5, 2015 at 07:31  Comments (11)  

Corale

Ci siamo trovati vicini.
Fu il caso o la mia gioventù,
due strumenti bene accordati
che rubano al tempo la sua melodia.
A fianco ci siamo trovati
a cercare le note sul rigo
e le tante pagine sparse
di quel prologo di nostra vita.
Tutti vi vedo come eravamo:
chi si aggiusta la voce un po’ roca,
chi tossisce le prime fatiche,
chi sorride alle fresche promesse
di una languida giovane sera.
Tutti cercano quell’intonazione,
la chiave del canto e del proprio futuro,
il cenno, la guida, la mano sicura
e gli occhi attenti di quel direttore;
lui scalda lo spirito e i cuori carezza,
con gesto d’amore e parola di fede
aiuta chi stenta, chi teme incoraggia,
e dopo un inciampo mai indietro si resta.
E’ il nostro tempo sospeso,
tra gioie nuove e adolescenti misteri
l’anima vola felice a raccogliere
l’irripetibile dono del Cielo
che a noi dispensa in un solo scrigno
gli amici, la musica e gli anni migliori.
Ma con il canto maturano i giorni,
la vita è sala di più dure prove,
si spengono echi di laudi e mottetti,
ciascuno accorda il proprio destino:
chi armoniche ha unito le sorti,
chi indietro stavolta si attarda,
e c’è anche chi prima del tempo
ha già chiuso il suo breve spartito.
Ovunque siano quelle note fuggite
mi pare ancor di poterle sentire,
abbracci, scherzi, risa e preghiere,
foto ricordo del mondo che fu.
Se oggi riprovo a intonare quei canti
la nota si spezza, s’incrina la voce,
un’onda umida annebbia i miei occhi
e dietro le spesse lenti del tempo
è un buffo danzare di macchie e di crome.
Allora lascio il ricordo cantare,
e ascolto del coro l’attacco preciso:
soavi ondeggiano le antiche note
mentre le voci vibrano ancora
al ritmo giusto che batte d’istinto
con il metronomo del mio cuore.

Massimo Reggiani

In memoria di Don Pietro Squartini, sacerdote, musicista, padre in spirito.

Published in: on novembre 25, 2014 at 07:16  Comments (12)  

L’amore ripara

L’amore cementa i muri sbrecciati,
riempie le crepe del tempo
e colma le fenditure dell’odio,
incolla i frammenti di un’esistenza
che incuria e rabbia sparsero al suolo.
L’amore ricompone le tessere del mosaico perduto,
rifonde le schegge e i frantumi di una notte crudele;
l’amore restaura i pezzi della rotta scacchiera,
riedifica la torre caduta
e ripara al bimbo il suo orso di pezza;
l’amore risalda rottami e gioielli,
stagna le perdite del cuore
e calàfata i navigli per nuovi viaggi;
l’amore cauterizza le piaghe e con gocce di vita
innesta linfa al secco arbusto.
L’amore cuce, riunisce i lembi
e rinaccia gli strappi; rammenda l’anima lacera
con i fili d’argento di una preghiera.

Massimo Reggiani

Published in: on ottobre 31, 2014 at 07:20  Comments (11)  

Milano

Milano è un regalo da conquistare:
nasconde tesori nelle chiese
e verdi giardini nei suoi palazzi
ma le speranze di ogni cammino
le tiene chiuse in cassaforte
per chi conosce la combinazione
Milano è duro sudore
di notti bianche e giorni neri
sciacquati in poca acqua di Naviglio
Tutti hanno fretta di andare
e suggere vita da ogni suo istante
c’è chi si gode un’estate d’oro
mentre ai più tocca un autunno infinito
Milano è la culla di tutti gli eccessi
ti entra piano e ti prende alla gola
ogni viaggio è alla tua portata
anima e corpo pronti contanti
ti senti più forte più ricco più tutto
col tuo biglietto di prima fila
Milano è il sogno di luce
sbucato a un dicembre di nebbia
a quel buffo bambino
che dormiva sul sedile di dietro
Oggi lui può toccarlo davvero
quel presepe proibito di un tempo
senza stupore nè meraviglia
e cammina con passo distratto
tra le strade del Parco o di Brera
Perché questa è città di miracoli
come quei due nell’umido viale
Passeggiavano stretti li ho visti
mi sembrava di conoscerli quasi
lei e lui incontrati per caso
innamorati anche loro a Milano

Massimo Reggiani

Published in: on giugno 20, 2014 at 06:50  Comments (11)  

Napoli

Ho visto guglie, e altari, e sepolcri,
strati di pietre dai dolori antichi,
mille statue di santi che pregano
per quelli che ormai non possono più.
Qui ogni alba è scommessa col tempo
eppure promette un giorno di sole:
vaga la mente sorpresa e incalzata,
stordita perde il senso d’Oriente
tra dolci effluvi di fiori e vaniglia
e fetidi umori d’anime sfatte.
Mentre il tuo passo sedotto e straniato
scansa distratto le umane macerie
e i resti preziosi d’alte vestigia,
s’apre inatteso un palco o una quinta
e in scena vanno, attori del giorno,
voci e richiami, sorrisi e litigi.
Allor ti chiedi cos’è che è più vero,
se la tua maschera che porti greve
oppur quest’angolo di carnevale:
qual è la luce che inferno illumina,
qual è quel sole che l’ombra trapassa?
Quante domande da fare domani,
ma non c’è chi mi risponda davvero:
dignità dorme e l’orgoglio riposa
come quei cani assopiti per strada.
Lievita soffice, pasta di rabbia,
dal forno uscirà un capolavoro:
porterà il rosso di un livido sangue
o il caldo vermiglio del pomodoro?
Gira e rigira nei vicoli bui
forse ti perdi, o per caso ti trovi,
ma se speranza ancora ti guida
all’improvviso in fondo alla strada
scoprirai dolce il canto del mare.

Massimo Reggiani

Published in: on maggio 14, 2014 at 07:22  Comments (15)  

Extrasistole

Regolare è la ruota degli anni,
questo flebile fiato di vita,
ritmico battito del tempo tuo amico:
anche se a volte accelera il passo
per seguire veloce gli affanni,
o più spesso come ansa di fiume
placida guida il corso dei giorni,
sempre prosegue il suo metro costante
la musica antica del cuore
che segna il passar di stagione.
Ma ecco che un giorno lo senti
quel frullo tra i battiti, come un sobbalzo,
una scossa che dal fondo ti sale.
Ti accorgi che il ritmo è cambiato,
qualcosa di nuovo e di incerto
il tempo ha interrotto e il respiro fermato.
Ti chiedi che cosa, ti domandi perché:
un palpito strano, forse un inciampo,
o l’età che fa scherzi e si burla
della tua voglia d’amore sopita.
Quel tempo bloccato ti turba e ti scuote,
la vita si arresta, è un istante di eterno,
nel cuore sospeso alberga stupore.
Poi, come spinto da un arcano congegno
lo stanco orologio riprende il suo via,
il battito quieto ritrova la norma
e lenta riparte la giostra del cuore.
Da illusionista e medico scaltro
il tempo dice che ogni cosa è al suo posto,
ricomincia il ritmo dei giorni
e tutto come prima ritorna.
Ma del tempo non puoi più fidarti,
e neanche del tuo servo malato:
mentono tutti, e di pietosa bugia.
Allora il tuo battito ascolti
e ad ogni sospiro trasali,
perché nel profondo tu senti
che nulla sarà più come prima.

Massimo Reggiani

Published in: on aprile 15, 2014 at 07:10  Comments (10)  

Città

Perugia

Limpida mi appari nell’alba
sotto un’etrusca falce di luna,
aggrappata al colle
con unghie di rapace
e radici di muto cipresso.
Le tue pietre sono color di rimpianto,
un grigio e rosa saliscendi
che il sole sorgendo bacia d’invidia.
Si rincorrono le tua mura tra varchi e porte,
e salgono amare le antiche scale,
mèmori di corse, risa e sudati mattini.
Ad ogni svolta, ad ogni angolo
stupisci il pittore e il regista,
infinite tele mostri, e siparii,
sotto pergole e androni
furtivi abbracci regali agli amanti.
Nel più buio dei vicoli
fai trovare la luce accecante,
in tutti gli anfratti un giardino,
una speranza al prossimo bivio,
per ogni ascesa un traguardo.
Discrete si aprono con i loro silenzi
le tue cento superstiti chiese,
sentinelle di un passato perduto;
pare che veglino pigre
sul tuo inarrestato declino.
Mentre ascolto il vociare di esotici accenti
scorgo opachi fantasmi,
ombre silenti e frettolose
che calpestano il tuo selciato:
chissà se il tuo volto conoscono…
Io straniero ti vidi un giorno,
ed ora, pur carico di anni
come vuoti pacchetti scartati,
straniero non parto.
Aspetto ancora il tuo manto d’aprile,
verde promessa della dormiente stagione;
come la fortezza di Paolo tenace
sfido da solo il tuo inverno,
quando il tempo si accorcia
e simile a un martellante destino
indifferente soffia il feroce grecale.

Massimo Reggiani

Published in: on febbraio 19, 2014 at 07:14  Comments (13)  

Momenti

Catturo ancora momenti
come diafani voli di falene
rubati a questa notte clandestina.

Massimo Reggiani

Published in: on gennaio 25, 2014 at 07:48  Comments (10)  

Torino

Torino seria e regale
il tuo mestiere
è mantenere promesse
senza sconti o illusioni
Hai la pazienza dei monti
e la tenacia del fiume che ti scava
e doni senza mai chiedere
alla tua Italia ingrata
Torino di lumi e parrucche
di devoti e miscredenti
scettica maestra di virtù
Torino in tuta o in marsina
città di fratelli e protestanti
che resisti al vento del sopruso
ti vedo con la tonaca o il talled
occhiali posati per pensare
e mani febbrili al tornio della storia
Sei oasi sottile di ironica misura
e palestra di carità silenziosa
Torino scacchiera perfetta
dove lottano santi e negromanti
tempio di incensi e demoni
sento la tua magia nascosta
lambire lenta gli umidi ponti
Tante volte ti hanno oltraggiata
in lingue e ferite diverse
ma in seno alla tua Gran Madre
modesta rimani e fanciulla da marito
Con mani fiere unte di fatica
o femmine dita di violetta e zabaione
Torino mio sogno antico
offri giorni cortesi
nel tuo servizio buono
da sorseggiare piano
per non far male.

Massimo Reggiani

Published in: on settembre 16, 2013 at 07:40  Comments (10)