Viaggiatori di notte

La pioggia riga obliquamente i vetri

mentre nel buio esterno

appare il lampo di una insegna

e rapido sparisce

o la luce superflua

di una piccola stazione secondaria

e te ne fugge il nome.

Nel vetro si riflettono le facce

di stanchi viaggiatori,

come di quell’uomo

che ha lasciato cadere il suo giornale

e dorme, le mani aperte

e vuote sui ginocchi.

Anche chi veglia

ha il viso assorto

di quelli che stanno sospesi nel tempo.

 

Mirella Gresleri

Published in: on luglio 11, 2015 at 07:16  Lascia un commento  

Voglio indietro

Voglio indietro tutte le lettere

che non ti ho mai scritto

e in cambio ti restituisco

tutte le parole

che non mi hai mai detto.

Voglio tornare nei luoghi

dove non siamo mai stati

e lì conterò i baci

che non ti ho dato

e tutte le carezze

che non ho ricevuto.

Così i conti torneranno

e non saranno pari.

 

Mirella Gresleri

Published in: on luglio 2, 2015 at 07:12  Comments (3)  

Una canzone a tradimento

Quella canzone mi prese a tradimento

mentre ero più distratta e più indifesa.

Uscì all’improvviso da un portone

dove si nascondeva come un ladro.

Mi inseguì, mi afferrò

mi soffiò la sua aria nei polmoni

vibrò le sue note

su tutte le mie ossa.

Allora il passato si fa largo nel presente

lo investe tutto e lo divora

così che il tempo, il luogo e l’ora

sono un unico punto lancinante.

Quando arrivai all’ultima parola

ripresi la mia strada, trasognata

e indifferenti

erano ormai gli aspetti intorno.

 

Mirella Gresleri

Published in: on giugno 23, 2015 at 07:09  Comments (1)  

Parole all’aria aperta

Come una massaia

stende nel vento di marzo il suo bucato,

così faccio io con i miei versi

e aspetto che l’inchiostro si asciughi.

Aspetto e mi aspetto

che ad una ad una

le parole si stacchino,

uccellini neri in volo

e vadano a battere col becco alle finestre

dei pensieri condivisi

delle memorie comuni.

Prima del calare del buio

vado a raccogliere i miei fogli.

Sarò felice se li trovo bianchi.

 

Mirella Gresleri

Published in: on giugno 14, 2015 at 07:05  Comments (4)  

Le facce dei poeti

Facce dei poeti

I poeti non hanno facce speciali,

hanno facce che andrebbero bene

su persone comuni, su tipi banali.

Prendete ad esempio il viso di Giorgio Caproni.

Potrebbe esser quello di un muratore

asciugato dal sole di molti cantieri.

Considerate ad esempio Eugenio Montale,

la sua larga faccia potrebbe adattarsi

a un impiegato di primo livello

gravato dal peso della sua scrivania.

L’espressione astuta e composta di Salvatore

potremmo trovarla sul viso di un farmacista

abituato a trattare con clienti esigenti.

La piccola faccia di Emily Dickinson

è quella di una fanciulla di sobria famiglia

paga di una modesta bellezza

e di un modesto destino.

Ma era sotto un vestitino tranquillo

che lei nutriva un fervore di idee.

Perché le facce dei poeti

sono come il vestito di Emily.

Bisogna spogliarle per scoprire

quel che c’è sotto.   

 

Mirella Gresleri

Published in: on giugno 5, 2015 at 07:41  Comments (2)  

Elogio del biglietto

Diary

 

Fra le pagine di un libro

non conservo la viola del pensiero

che diventa pallida col tempo.

Non conservo il quadrifoglio

raccolto con un grido d’esultanza

e che si fa trasparente come garza.

Fra le pagine di un libro

Io conservo, solido e compatto,

il biglietto raccolto un giorno

sul davanzale della ferrovia.

Partenza ore 8 e 24

Arrivo ore 13 e 40.

In mezzo alcune ore?

In mezzo il cuore

lanciato allo sbaraglio

in anticipo sul tempo

più in tumulto delle ruote sul binario.

Mia pallida viola, mio trasparente quadrifoglio,

mio orgoglio!

Oh! mio biglietto ferroviario!

 

Mirella Gresleri

Published in: on maggio 27, 2015 at 07:38  Comments (5)  

Angelica ad Orlando

Povero amico mio,

ambedue sappiamo

che io sono la ragione

del tuo impazzimento.

Ma ora che il mio orgoglio

di donna è soddisfatto

ho in serbo una notizia

che forse non conosci:

avvertivo per te

un doppio sentimento.

Forte com’eri e grande

tu mi piacevi, è vero.

Una ragazza piccola

quale sono io, pensavo

poteva stare comoda

fra le tue braccia ampie.

Ma dentro le tue armi

sonore ad ogni passo,

sotto l’elmo ermetico

che nascondeva gli occhi,

e quel pennacchio cremisi

che minacciosamente

ondeggiava al vento,

tu mi apparivi orribile,

un uomo inscatolato

nella sua crudeltà.

Così quando incontrai

il giovane Medoro,

sentii nascere in me

un nuovo sentimento

più tenero, più intimo

direi quasi materno.

Accanto a un uomo fragile

Io ero la più forte.

Rimane insoddisfatta

la mia seconda anima,

che vuole abbandonarsi

che cerca protezione,

quella che accanto a te

potrebbe trovar pace.

Chissà che non accada

in un futuro prossimo!

Quando, tu mi domandi,

e soprattutto dove?

Forse in un’altra storia

forse in un altro libro.

Intanto

tu impegnati a cercare

un altro adatto autore.

 

Mirella Gresleri

Published in: on maggio 18, 2015 at 07:43  Comments (4)