In riva

Tace l’immenso mare
sorridono occhieggianti le onde
in un oceano di luce
in quest’ora di calma.
Urano alto sul mondo
con occhio ceruleo
del cielo le plaghe percorre.
Tacciono le brezze e l’onde.
Silenzio profondo
fumiga la sabbia.
Si sommano nell’animo le estati
trascorse in giochi felici, in vani rimpianti.
Vergine il cuore ritorna.

Nino Silenzi

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Published in: on settembre 16, 2018 at 07:25  Comments (2)  

Desideri

Il nostro cuore è colmo di desideri.
È come un immenso mare
che nasconde nei suoi abissi
tesori inestimabili.
Quando è in tempesta
scaglia al vento spruzzi
di perle e gemme. Solo
qualcuna si salva mescolata
alla sabbia sulla riva.
Se sei fortunato e ne trovi una,
devi pulirla dalle incrostazioni
per poterla incastonare
nell’anello della vita.
Il nostro cuore è un mare di desideri,
pietre preziose della vita.
Senza di loro come faremmo a sognare?
Sarebbe la vita bella senza illusioni?

Nino Silenzi

Published in: on giugno 26, 2018 at 07:25  Lascia un commento  

Nel tempo

Passeggio sulla riva
e lo sciabordio dell’onde
– la culla lenta dondola –
mi pervade mente e cuore.
Il sospiro delle onde
è come una carezza
dolce di mia madre.
Si chiudono gli occhi,
si apre un altro mondo
attraversato da arcobaleni
in luminosi cieli cristallini,
profumato da soavi brezze
su estesi prati smeraldini.
Sussurra quieto il mare
le sue parole eterne
or di pace, non di tempesta.
Cammino e sogno.
Il mondo d’oggi
si confonde con quell’antico.
Terre lontane lontane
dondolano lievi;
su sabbie increspate
dal vento amico
solitario
si posa il sole.
Bisbigli sento,
pace, affetto provo
nella culla della vita.
Lo strido d’un gabbiano
al presente mi riporta
– stanca scricchiola la barca della vita –
Urla sento,
angoscia, dolore provo
nella barca della vita.

Nino Silenzi

Published in: on giugno 1, 2018 at 06:54  Comments (1)  

Concerto serale

In Via del Bosco
c’è un pino quarantenne,
alto più di venti metri;
dritto sul robusto tronco svetta
con un’ampia maestosa chioma
sui compagni più giovani
schierati come suoi paggi
ai fianchi della via a spargere
gocce odorose di resina.
È lui che al tramonto
accoglie sotto il suo profumato
e fresco ombrello centinaia d’uccelli.
Ed inizia il concerto.
Gli uccelli prima parlano
a voce alta, fittamente,
della giornata, dei figli, del cibo,
dei pericoli scampati.
Poi cantano melodie indimenticabili
che diffondono nel cielo rosato
la pace della sera imminente.
Al concerto partecipa anche chi è lontano:
le tortore e le colombe, appollaiate
sulle antenne, tubano felici;
i merli solitari, nei momenti di pausa,
si scambiano virtuosi assoli canori,
e le gazze accompagnano le musiche
oscillando con le lunghe code nere.
Infine arriva la sera e il canto
s’affievolisce fra il frullo degli uccelli
volanti verso il proprio nido.
Ed anche noi aneliamo alla pace.

Nino Silenzi

Published in: on maggio 16, 2018 at 07:21  Comments (2)  

Gioia e tristezza

Il sole è già alto
con la sua aureola
calda e gioiosa.
Ma nuvole nere
gonfie di lampi
e fulmini sono
all’orizzonte
in agguato.
Aspettano il vento
della gelida tristezza
per oscurarlo.
Tra poco il buio
prevarrà sulla luce.

Nino Silenzi

Published in: on aprile 15, 2018 at 06:54  Comments (3)  

La strada

Quando son nato
mi hanno messo
su questa strada.
-Ecco la tua strada!-
m’hanno detto,
-Seguila sempre!-
All’inizio era in leggera
discesa, cosparsa di fiori,
protetta da ombrose siepi
ove gli uccelli più belli
del mondo cantavano per me.
Poi a mano a mano
è diventata pietrosa,
piena di spine, affiancata
da aspri rovi ove
velenosi serpenti
erano in agguato.
Più avanti s’è inerpicata
tra burroni, rocce scoscese
e massi cadenti nella pietraia.
Perdevo le scarpe,
a piedi nudi salivo
aggrappandomi a secchi
pungenti cespugli.
Quando arrivavo
in qualche raro pianoro,
una pioggia di massi
mi faceva correre a perdifiato
per non essere sfracellato.
Alla fine ho trovato
un bosco fresco.
Protetto dagli alberi
mi sono riposato,
ho asciugato piaghe
e lacrime
e poi mi sono addormentato
per sempre.

Nino Silenzi

Published in: on marzo 23, 2018 at 06:56  Comments (2)  

I commedianti

Ricomincia il teatrino,
sia lontano sia vicino;
si ripetono le scene
dei litigi e delle mene.

Sono illustri personaggi,
recitanti la lor parte,
che l’Italia crede saggi,
degni della sublime arte.

La politica, vi dico,
che li rende molto lieti,
quando su c’è il caro amico
che gli toglie tutti i veti.

Sono tutti consiglieri,
qualcheduno consigliori.
Democratici avantieri,
gran codini a posteriori.

C’è chi dice fai così,
c’è chi dice fai cosà.
E poi lui non fa così
e nemmeno fa cosà.

E t’imbroglia, caro mio,
con il suo forbito verbo,
con il suo contegno pio
mentre in cuore mette in serbo

di carpirti la fiducia
per andare in Parlamento
a veder come s’inciucia
anche chi ti vende il vento.

C’è quell’altro assai sapiente
che rimbrotta a destra, a manca;
per lui sei grand’insipiente,
del saper lui dotta banca.

Di Voltaire tien la posa,
Robespierre non detesta.
E se idea diversa un osa,
rotolar gli fa la testa.

Ora viene il buon paciere:
è contrario ad ogni guerra;
e parlandoti ore intere,
porta pace in ogni terra.

Contraddirlo tu non devi,
se no sei un poco di buono
che nel petto l’odio allevi,
dell’amor aborri il suono.

Ecco l’ateo religioso
che ti fa il Savonarola;
incazzato e permaloso
quasi sempre ha mal di gola.

Non c’è più Papa Alessandro
che ti manda sulla pira;
togli il tuo vecchio scafandro,
frena pure la nera ira.

E ti giunge qui il credente:
è dogmatico e melenso,
sfegatato ed impaziente
sparge in giro il fido incenso.

È filosofo affermato,
sembra serio e non sbruffone;
con il viso suo truccato
andar può in televisione.

Or s’affaccia l’affarista:
strizza l’occhio, ti sorride,
ti presenta la sua lista
di favori, mentre stride

l’onestà con le promesse
di sonanti bei soldoni;
le virtù son idee lesse,
buone solo pei coglioni.

E non manca il comunista
che combatte i rei collusi;
pensa intanto alla provvista,
l’occhio chiude sugli abusi.

Ha lottato giorni e mesi,
finalmente è deputato;
ora vuole gli sian resi
tutti i soldi che ha sganciato.

Il fanatico leghista
gli immigrati vuol cacciare;
s’accompagna a lui il fascista
suonatore di fanfare.

Vanno insieme litigando,
e facendosi dispetti;
hanno un piano miserando:
riempirsi di confetti.

Alla fine un disertore
ci promette mari e monti;
da buon transfuga il signore
vuol mandarci sotto i ponti.

Pare un prete missionario
che promette forti sconti.
È sincero il visionario?
Crede lui che siamo tonti?

È sì bello il teatrino!
Qui c’è il guelfo, il ghibellino
che s’azzuffano ogni giorno
per avere un buon contorno.

Nino Silenzi

Published in: on marzo 2, 2018 at 07:00  Comments (2)  

Il Futuro

Chi sa
che cosa mi riserba
il Futuro:
un tormentato Presente
o un deluso Passato?
Affacciato alla finestra
del mio mondo, vedo
un’arida sterminata pianura grigia,
coperta da nuvole nere,
aperta ai gelidi venti,
ai turbinii della rugginosa terra.
Ma, laggiù, all’orizzonte, laggiù,
un raggio di sole
vibra caldo e dorato
e squarcia l’angoscioso velo opaco
che fa lacrimare gli occhi e l’anima.
Ecco il mio Futuro:
incognito, ma presente
che illumina il passato
tra tenebre e luci
tra gioie e tristezze,
ed impaziente attende

Nino Silenzi

Published in: on gennaio 31, 2018 at 07:01  Comments (5)  

Un altro anno

Un altro anno s’è dissolto
tra le braccia dell’avido Tempo.
Sol rimane la polvere dei ricordi
a danzar lieve al sole
al soffio tenue
della vita che vorticosa
sprofonda
tra lacerazioni esistenziali
e musiche interrotte
nel baratro delle ineluttabilità quotidiane.
Giungerà presto al fondo,
alla porta spalancata
del Cosmo rovesciato.

Nino Silenzi

Published in: on gennaio 18, 2018 at 07:01  Comments (4)  

Visione ipnotica

Volti sfuggenti tra nuvole d’oro.
Santi danzanti nell’eterea luce.
Pensieri materializzati
in un nugolo di moscerini azzurri
impazziti su pozzanghere blu
che danzano furiosi verso l’occaso
rosso immanente.
Due tramonti di soli incrociati
arrossano i cieli capovolti
trafitti da ali d’avvoltoi
bianchi, attesi da cadaveri
d’animali e d’uomini
nell’abisso della nera luce.
Ed io sono al centro,
cervello pulsante insetti
nel tempo che s’è fermato
attonito e spezzato.
Il Natale è alle porte
pronto come ogni anno
a tessere inganni,
a donare illusioni
d’amore e di pace.

Nino Silenzi

Published in: on gennaio 6, 2018 at 07:18  Comments (3)