Non fumate, non fumate…

Fumando
a letto, di notte
il sempre uguale
Silenzio… suona!
Ed è opprimente,
quand’uno
è solo.
Il rumor di silenzio,
in continua attesa,
ora scéma.
Ora
aumenta di tono
Forse aspetta
la sempiterna
che ci porti
In Giudizio per la nostra
Morale vissuta.
Intanto la sera si sparge
s’adombra la notte
si stende l’Autunno
Nel vento s’attenua
d’Eterno il Sorriso…

Paolo Santangelo

Published in: on giugno 18, 2017 at 07:26  Comments (3)  

Inequivocabilità

Quando
ogni giorno passa
e non ti capisce
il prossimo:
rivolto è tutto,
verso
il nulla.

Quando,
a ogni ora che passa,
più non comprende
il vicino:
tutto è distrutto,
e … la natura,
canta
per suo conto.

Quando
gli affetti
familiari,
defilati
in amori propri,
a ghetti,
sono
circoscritti
in famiglie
diverse,
l’ egoismo
uccide,
ciò che è umano!

Allora fine
è tutto,
causato da egoismo
ed ignoranza;
da innocenza e vergogna,
poi chi capisce
dà il suo sfogo
al pianto.

Altrui
capire e non capire
anime umane.
Chiuse come voi
stesse, con voi.

Lucide
egoiste,
siete perfette,
anime di chiesa,
e la coscienza vostra,
nello scopo
vi approva.

Anime mie, sorelle
solinghe
se imago de la Morte
incombe
su noi tutti:
non abbiate paura
siate tranquille,
ciò che desta
s’affaccia, manifesta
si evidenzia
e appare;
siate resolute:
ché insicuro
è il domani.

La morte?!
Non fisiologica,
ma eterna
se non c’è Dio.

Misericordia
umana non esiste
perchè fatta da noi
mondo mortale.

Quella di Dio
è perfetta!

La vendetta (e l’accidia)
fine a se stessa,
è nostra:
l’ inequivocabilità
del Male.

Paolo Santangelo

Published in: on maggio 16, 2017 at 06:51  Comments (3)  

L’incidente

Pazienza
se quest’ ossa
fossero nei morti
e al lume si vedessero
bianche, lucenti, storte;
ma sono ossa di vivi
che ancor non sono morti.

Bellezza
delle cose
perdute, di sogni
non vissuti, di voglie
smorzate; di fanciulle
dissuase da quei segni,
di morte: mai più amate…

Eppure
negli eventi
provati in sofferenza
ciò che rimane senza
dolore, non è morte:
rimane, sì, nei vivi,
il gusto amarodolce:

Speranza…
ma sempre
c’ è la stanza d’aspettativa… e,
a volte, nonostante la morte
tardi ancora a venire,
amare con passione,
vivere con soffrire,
aiuta quella gente
che in animo si sente
rimpianto, male in cuor.

Paolo Santangelo

Published in: on marzo 2, 2017 at 07:47  Comments (1)  

Il ribelle

Il Cervino ribelle s’aderge
fiero, ancor per ora,
bianco di ghiacci: sue catene avvinto,
cinto di nubi e stagliato d’azzurro.

Il suo candido manto d’ermellino
discende in cento rivoli
sempre di più cantando,
con un tinnante murmure e argentino;
ma è un canto triste
che perde le sue sengie in rocce nere:
freme ogni tanto in quella forza
fiera, sovrana
sull’uomo, che semina di croci e di preghiere,
la paura
d’ignoto
e degli agghiacci.

Paolo Santangelo

Published in: on dicembre 20, 2016 at 07:08  Comments (1)  

Lo sbaglio

Non sono mai stato bravo, mai:
neppiù mi sento
di criticare, in alcun modo, tutto.

Tutto, e perché:
occhi umani non ci saranno,
nel prossimo futuro, più
e, al nostro logaritmo, per sempre.

Men mai potranno far potenze astrali
sopravvivere la biosfera
ai disastrI antropici:
suicidio di uno: genocidio di massa,
globale.

Globale e di presenza, vita fugace,
mai pace mi darò, vivida essenza.

Rimango sempre d’opinione
dell’esser di passaggio,
vivaio esperimenta:

summa ab aeternum.

Paolo Santangelo

Published in: on dicembre 11, 2016 at 07:31  Comments (2)  

L’ultima cena

Effimero
convito: l’allegria
finta, il vino vero
a fiumi: colleghi
di lavoro: ottimale pretesto
dell’attimo fuggente.

Si stona:
“Oi vita, oi vita mia,
“Oi vita di questo core …
“Sei stato o primmo ammore
“E o prim’ e l’ultimo sarrai pe’mme”.

Dopo, il pantagruelico
epilogo, sermone
ipocrito benevolo
dei più alti in grado
(ma più imbecilli),
mentre succulenti
grosse parti di cibo
snodano in luculliano
scivolo
nei ventri decadenti.

Poi, movimenti lenti
scomposti:
il “ballo” (di persone “mature?”)
Oh se vi poteste specchiare!
Credete sempre di vedervi
nel ricordo miglior
di gioventù.
Romanticopietoso
romanticismo,
che non esiste più!

Paolo Santangelo

Published in: on dicembre 1, 2016 at 07:43  Comments (2)  

Matriarcato

Il metodo ha trovato,
nonna Teresa, proprio il giorno
che compie novantanni,
per tentar di guarire
l’ ipocondriaco giovane nipote.
Metodo empirico, popolare,
taumaturgico, speciale,
che gioie sempre dà
e toglie affanni.
Tra tutti, quel nipote,
tutt’ attorno, gratifica i parenti:
buone parole: l’ utile ritorno
del matriarcato saggio: la condensa
che sugge il mal dal collo,
con il bicchiere di bambagia pieno
d’ alcole pregna, sfruttando
del suo corpo, l’ energia.
Sèrva, allora, ad Enrico
la Nonna ancora: evviva sempre
più dei centanni, in placida allegria!

Paolo Santangelo

Published in: on novembre 4, 2016 at 07:23  Comments (2)  

Dragodroga

Piccola OIKRON
dove
sei Tu?
D’ altre specie
d’ altri tempi,
d’ altri mondi,
Ti vendi
per il DRAGO
CHE POSSIEDE
e pensa
per Te.

Piccola OIKRON
dallo sguardo
mite,
dell’ anima
di bimba
sana e assente
ma . . . il corpo
Tuo? :
incubo
di una malata
scivolata
umana
mente
dall’ orrore
ebefrènica,
tornare in ètica
morale, come prima,
ancora . . . Utòpica.

Piccola OIKRON,
chi
Ti compra,
(raro)
non se la sente
di sentire
lo stimolo
del sesso:
non
. . . violenza,
necessaria,
sempre
(almeno
quel tanto
di pensiero)
che spinge
al passo
dell’ Uomo
acché fu fatto
per esso.

Rimbambito
e impotente
guarda Te
che lo guardi
con dolcezza,
che chiedi
(trovi strano)
ché non faccia
l’ umano.

Piccola OIKRON
nel Mio-Tuo
mondo
di folli –
e le sue spire –
l’ indotto
di capire
è negare
se stessi.

Un altro mondo
mòndo,
un’ altra
dimensione,
un altro
tempo.
Un’ altra
volta.

Ritorna,
sogno
proibito,
nel passato
dal passato
senza
svegliarti
più !

Corpo che muore
e lascia
inanimato
l’ uomo, non
assecondato
dai sensi con
la forza-pensiero,
dell’ istinto bestia
inappagato.

Poi,
puro
essere.

Piccola OIKRON
torna
tra le stelle.
Torno
anch’ io,
con Loro
mi unisco a Te,
col Tempo,
relativo,
con la Luce
che corre
d’ andar
per l’ infinito
in materia
pesante,
come
prima,
nel vorace
buco.

Poi,
si torna
daccapo.

Paolo Santangelo

Published in: on ottobre 24, 2016 at 07:42  Lascia un commento  

Specchi

Brillanti notturni
al chiaro di luna
riflessi:

Specchi
d’inaudita beltà:

si frangono
in miriadi colori
di stelle dai diversi
splendori.

Come i nostri
cromosomi
vaganti.

Paolo Santangelo

Published in: on ottobre 14, 2016 at 07:25  Comments (2)  

Il ciclone

Il cielo
non più terso
di nubi
è nero
come tempesta
incombe il vento
di sibilisussurri
e saetta – ciclone
a rombotuono
inaudita violenza
sulle case, persone,
alberi e quant’altro,
strappati all’àlvo
da attonitopugno
rotante d’incontrollato
stupido Tsunami
coniugando a sponsali
il niente e il tutto.

L’uomo,
meschino,
invoca Iddio
suo e dei suoi padri –
– urla, si dispera:
per causa propria,
– e per colpa d’altri…


Ma è troppo tardi
piangere e pregare.

Paolo Santangelo

Published in: on ottobre 4, 2016 at 07:49  Comments (1)