A Bifo

Ecco, ho in mano l’ultimo dei tuoi libri,

splendidi e lontani come galassie,

pieni del tuo splendido

proletariato tutto inventato.

E ti rivedo nel tuo eterno sessantotto,

sciarpa rossa e capelli al vento,

correre lungo le vetrine

disegnando falci e martelli rossi

senza mai infrangerle.

E di chi lo faceva non t’importava

e ti prendevi le colpe.

E davi del fascista ad un compagno

perché ammazzava un gatto

correndo ad un picchetto.

Il comunismo adesso… il comunismo

dopo il futuro… solo dolcezza

solo carezza, solo sorriso e delicatezza.

Lontano come galassia.

 

Patrizia Tomba

Published in: on giugno 26, 2016 at 07:49  Comments (2)  

A mio nonno

Capparella

Quando vennero le radiose
giornate del maggio
tua figlia aveva quattro anni
e tua moglie piangeva.
Quanto a te, non avevi paura
ma di fare l’eroe
non ti passava per l’anticamera.
Per te la guerra era soltanto
frumento calpestato.
E ti lasciarono nella tua officina
a costruire baionette e mortai.
Ma non sembravi fiero di mostrare
al braccio il tricolore.

E Matteotti ucciso ti scagliò
nella città notturna come un evaso,
protetto solo dalla capparella.
E non vedevi nemmeno
le luci dei lampioni
offuscato com’eri
da quel gran morto in cuore.

C’incontrammo a Cattolica per caso…
eravamo quasi due sconosciuti.
Quanto tempo!
Vecchie donnette… spaccio tabaccaio…
un solo gelataio.
Ma dov’eri finito?
Deserta calma… strana
pace… strana tranquillità.
Ma quando il mattino dissipò
i vapori del sogno
il ricordo era lì,
marchi a fuoco di eternità.

Patrizia Tomba

Published in: on giugno 17, 2016 at 07:17  Lascia un commento  

In Via Zanolini

In via Zanolini

c’era una stazioncina…

portava nella Bassa

con una littorina.

 

Baretto di studenti

(modesti pendolari)

e di fronte un collegio

(rispettare gli orari).

 

Portomaggiore Argenta

e infine Molinella…

la nebbia si tagliava

a volte col coltello.

 

Panchette disadorne

discorsi roboanti.

Giornate in biblioteca

serate deliranti.

 

In via Zanolini

c’era una stazioncina…

portava nella Bassa

con una littorina.

 

Esami professori…

mi piace Pasquinelli!

Ma è neopositivista!

Reazionari quelli!

 

Portoverara Argenta…

grandi amici perduti.

Scompartimenti vuoti

ed eroici vissuti.

 

Percorso sempre oscuro

nelle brume degli orti…

ma io vorrei tornare

su quei binari morti.

 

In via Zanolini

c’era una stazioncina…

portava giù alla Bassa

con una littorina.

 

Patrizia Tomba

Published in: on giugno 8, 2016 at 07:06  Comments (3)  

L’ambulatorio

Nell’ambulatorio del dottore

il solito asettico squallore.

Lo stesso quadro sempre lì da anni,

le stesse sedie rigide

lo stesso attaccapanni.

Nei freddi corridoi

camici stilizzati…

stesse battute nei secoli ibernate.

Nel portariviste

qualche decrepito Panorama.

Solo a tratti dai mucchi

buttati contro i muri,

spunta, la sola viva, la sola

sempre nuova, la sola

paradossalmente sana,

qualche sprazzo

di sofferenza umana

 

Patrizia Tomba

Published in: on maggio 30, 2016 at 07:01  Comments (2)  

A un comunista storico

Vecchio compagno che nella bacheca

metti la pagina dell’Unità,

cosa ti arreca questa lunghissima

faticosissima tua fedeltà?

In viale Dante il girettino,

circolo Lenin… le bocce il quartino…

e alla sezione, che confusione!

I figiciotti li trovi al Piro

dove Ferrini ti prende in giro.

Vecchio compagno che nella bacheca

metti la pagina dell’Unità,

il cineforum… la cineteca

e di Potemkin la corazzata,

una pazzesca grande boiata.

Vecchio compagno non hai mai rimpianto

questa lunghissima tua fedeltà

perché da dentro si leva un canto:

il comunismo, la libertà.

“Il comunismo!? Se fosse vivo

neppure Marx sarebbe marxista!

Che cazzo c’entra più il plusvalore?!

Oggi è ben altra la realtà!

Macché padroni macché lavoro!

La cibernetica la telematica!

Solo la rete comanderà”.

Vecchio compagno scaccia il dolore,

metti la pagina dell’Unità.

Mano che trema pianto nel cuore…

bandiera rossa non trionferà.

Ma ascolta ancora quel canto d’amore:

il comunismo è la libertà.

 

Patrizia Tomba

Published in: on maggio 21, 2016 at 06:55  Lascia un commento  

Fontana vecchia

Via Ugo Bassi

Fontana vecchia… ci spruzzavamo

e tiravamo l’acqua come pazzi

il giorno dell’ultimo esame.

Quattordici giugno ’72…

via Ugo Bassi era tutta ruscelli

di risate felici.

Poi fu la dissolvenza del lavoro…

dispersione di cattedre e di cuori.

Inariditi i ruscelli e l’amicizia.

“La compagnia s’è sciolta

per cause naturali…”.

Ma non ci siam mai più sentiti eroi.

 

Patrizia Tomba

Published in: on maggio 12, 2016 at 07:45  Comments (4)