Nuda vestita di niente

(Dipinto dell’autore)

Nuda vestita di niente

raggi di Luna sul mare,

profilo di donna veemente

seni baciati dall’onda.

Capelli di Sole nascente

occhi sprizzanti d’Aurora,

colgo le labbra socchiuse

in teneri baci d’amore.

Fata dalle mille promesse

rese in Autunno che muore,

rimane soltanto il sapore,

di pelle bruciata dal sale.

Raffaele Saba

Published in: on aprile 24, 2017 at 07:37  Comments (10)  

Il mio lago

(Dipinto dell’autore)

Antico Trasimeno,

lasciai la giovinezza

tra le vegliarde sponde,

per ritornar nel luogo

che vide i miei natali

 

Mi è dolce rievocare

il santo sacro luogo,

ove io mi sedevo

cinto da messi d’oro,

a rimirar dell’acqua

lo splendido baleno.

 

Mio adorato Lago,

chiuso fra dolci colli

a piè delle radici,

adagi mesto l’onda.

 

Con la risacca baci

ovali chiari sassi,

della Sirena canti

i gemili lamenti.

 

Il rammentar sognante

nel cuore l’ansia invade,

del dolce maestrale

in settembrini Venti.

 

Corone di Ginestre

limitano lo sguardo,

oscurano la vista

al limitar del Lago.

 

Da questa somma vetta

godo dello splendore,

Autunno acerbo sole

nel meriggio incanto.

.

Raffaele Saba

Published in: on aprile 15, 2017 at 07:03  Comments (13)  

Sogno di primavera

(Dipinto dell’autore)

Sul ciglio del piccolo sentiero

che tortuoso scende al fontanile,

una ragazza dalle gote rosse

raccoglie lieta fiori di Mimosa,

 

E’ chiara come l’acqua di sorgente

illumina il sorriso in un istante,

vedendo il vecchio salice piangente

chinare i rami per baciar la fonte.

 

Sente dolci suoni tra le canne

alito di vento che scompiglia,

spartiti e note di cicale e rane,

in un concerto ch’é una meraviglia.

 

Pigre farfalle volano tra i fiori

danzano tra corolle e stami,

la primavera esplode i suoi colori,

esulta al coro d’Usignoli ed Api.

 

Fremente corsi verso la ragazza

che finse d’inciampar sui fiori,

con malizioso gesto mi invitava

mi ritrovai con lei steso sull’erba.

 

Colsi tra le mani i suoi capelli

di seta e biondi come il sole,

stringendola sul petto con amore,

il cuore mio smarrì ogni ragione.

 

Mi sveglio dal profondo sogno

guardo Lei, mi dorme accanto,

l’accarezzo nel suo dolce sonno.

la stringo forte per amarla tanto.

.

Raffaele Saba

Published in: on aprile 6, 2017 at 07:00  Comments (12)  

Estate al Borgo antico

(Dipinto dell’autore)

Sorge tra serpentini colli

l’antico Borgo e le fontane,

giardini lastricati e ombrosi,

terrazzi con Gerani rosa.

 

Scale pietrose cingono le mura

un Pettirosso canta nel silenzio,

occhi curiosi scrutano la via,

celati dietro le socchiuse porte.

 

In piazza siedono le donne

somiglianti a luttuose macchie,

veli neri ombrano la fronte,

sgranando perle di rosario.

 

Il fabbro intona la sua nota

rintocco simile a campana,

l’eco s’ode nella strada,

deserta al meriggio sole.

 

Riposa il Borgo nel silenzio

caldo e afa seccano la gola,

il Corvo gracida un lamento,

tra i merli scuri del torrione.

 

Cigola il carro spinto dal somaro

carico di grano e spighe d’oro,

la ruota della macina s’appresta

a regalare il frutto del lavoro.

 

Accanto al vecchio fontanile

fresca è l’acqua di sorgente,

rumoreggia nella quiete,

d’un estate al Borgo antico

.

Raffaele Saba

Published in: on marzo 28, 2017 at 06:53  Comments (13)  

Ti porterò all’altare

(Dipinto dell’autore)

Ti porterò all’altare
quando le messi d’oro saran mature,
coglieremo la più bella spiga,
per fare da ornamento i tuoi capelli.

Divorerò con te i trenta passi,
scrutando il viso tra broccati e veli.

Timidi girasoli s’inchineranno
e al tuo passaggio Rose e viole,
intoneranno canti.

Vedrò i tuoi occhi, figlia e sposa
sentirò vibrar la tua persona,
ed il sudor di mille gemme fredde.

Candida la tua veste
come rose e fior di campo,
fragrante il tuo respiro,

Mi sorridesti con le cento perle,
mentre piovevan petali di rose.

Grazia di luce la tua Santa Madre,
Regina del destino e del dolore,
ti ha voluta stretta nel suo grembo,
piantando le sue spine nel mio cuore.

Mi desto dal sonno come un folle,
gridando senza eco il nome tuo,
vedendo il tuo lettino ancora intatto.

I sogni vagano lontano
quando il corpo si riposa.
Sei figlia, madre e sposa.
Nell’oblio del divenire
acqua sporca ci ridesta.

Ti porterò all’Altare
in quel bianco legno,
forte il mio braccio
solleverà il dolore.

Girasoli e viole
si chineranno
e splendenti rose
copriranno il petto.

Regina di una notte
mi hai sorriso,
quando era sogno
e non ti sei destata.

Torno alla gogna del fatal destino,
per ritrovare forse un po’ di pace.

.
Raffaele Saba

Published in: on marzo 19, 2017 at 07:47  Comments (11)