Amore a prima vista

(Scultura dell’autore)

Cara compagna.
Sento sul corpo tuo il mio profumo
sapore acro in gola al mio risveglio,
inesorabile amica di notti inquiete
quando l’ansia di perderti mi assale.

Strappai il tuo primo bacio impertinente,
nascosto ai curiosi sguardi della gente,
fu come un uragano nella mente,
ed il corpo mio gemette in un istante.

Ti amai in una notte senza luna ,
freddo il corpo tuo incendiai di baci,
cenere restò del nostro amplesso,
per amarti ancora dopo un’ora,

Candida come neve la tua veste,
bionda e di fil dorato il tuo profilo,
fuoco d’autunno il fragile tuo corpo,
sento il calor tuo sulle mie labbra,
m’attrista doverti perdere per sempre.

Mi han detto Dotti e Luminari,
Che la vicinanza tua è deleteria,
e mi consiglian di non starti accanto.

Come potrei gettarti dentro un fosso,
se ti bramo ancora come ossesso.
Il corpo mio è ridotto a sterile sostanza,
per averti amato come e più non posso.

Ora che son solo in questo angusto letto,
sento la voglia di tenerti accanto,
compagna di notti insonni e prediletta,

mia cara ,dolce, amica
Sigaretta.

Raffaele Saba

Published in: on luglio 25, 2017 at 07:05  Comments (2)  

L’appuntamento

(Dipinto dell’autore)

Ricordo ancora quando mi lasciasti.
Col cuore in gola colsi la tua pena.

Esile corpo trasformato in Madre,
nel ventre tuo, piccola marea,
preludio di nuova vita generata.

Non bastò il pianto dei miei occhi,
né la supplica d’amore abbandonato,
non fu tua la colpa del misfatto,
ma dell’ Orco che insidiò la carne.

Mi stringesti come rampicanti rose,
ferendomi con spine di dolore.
chiedesti solo il tempo di sognare,
ed io accettai col sangue dentro al cuore.

Nuove albe attendono i tramonti,
e avide stagioni ruban i giorni,
nel netto cielo di una calda estate,
lucente apparirà la nostra stella.

Così ti vidi come una Madonna,
tra alti e forti faggi incorniciata,
la luce penetrava tra le fronde,
rendendone splendente il tuo profilo.

Per mano sorreggevi il tuo bambino,
ed io sgomento corsi ad abbracciare.

L’amore non ha tempo,
è il suo destino.

Viver a lungo non ha alcun senso,
quando di pochi attimi è l’ Immenso.

Raffaele Saba

Published in: on luglio 14, 2017 at 06:59  Comments (4)  

Il viaggio di Raffaele

E’ con sommo piacere che vi comunico un nuovo successo di un amico del Cantiere: il poeta e pittore Raffaele Saba si è aggiudicato il terzo premio alla XIV edizione del Premio Letterario Tridacna, la cui cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 1 luglio a Colonna (RM). Nel proporvi la poesia vittoriosa (e più sotto il dipinto dell’autore ispirato al brano) mi unisco a tutti gli amici del Cantiere nel tributare un sincero applauso a Raffaele augurandogli il successo che merita in entrambe le attività artistiche!

Il viaggio

Svolgi le vele verso l’infinito
per appagar la sete d’avventura.

Cavalchi l’onda dell’oscuro mar
mirando la prua all’orizzonte,
amico vento gonfia le vele,
spingi la rotta all’occidente.

Noce di quercia sfidi i frangenti
tempestoso dio calma i marosi,
dona maestrale e vigorosi venti.

Porto amico perso all’orizzonte
foschia e bonaccia svuotano le vele,
ti ritrovasti solo in quell’immenso,
senza cibo ed acqua a ristorare.

Della polare stella segui la rotta
venti nuovi sospingono la barca,
vivi per il ricordo dei tuoi cari,
lasciati in patria per seguir la meta.

Dei dell’olimpo spingono il tuo guscio
vedi tra le nebbie monti come draghi,
sconosciuti lidi, trasparenti laghi.

Terre nemiche attendono lo sbarco
aguzzi scogli forano lo scafo,
e l’albero maestro s’inabissa.

Vieni scaraventato oltre l’onda
e su soffice arena naufragato.

Tu che lasciasti il focolare amico
per appagar la sete d’ avventura,
ti ritrovasti in terra sconosciuta,
libero in volo verso nuova meta.

Raffaele Saba

(Dipinto dell’autore)

Published in: on luglio 5, 2017 at 11:15  Comments (17)  

Chemio

(Scultura dell’autore)

Giovane corpo tuo

che Radio insidia,

Chemio e Tossina

fondono la vena.

 

Aghi e spine in seno

iniettano il veleno,

battaglia senza sosta

al Morbo che t’infesta.

 

Ha costruito casa

dentro la tua essenza,

per donare al sangue

la prematura morte.

 

Perdute le tue chiome

riccioli come Sole,

corona il capo tuo

nobile fil di seta.

 

La tua Santa Madre

Regina del dolore,

accogli la preghiera

di sventurato padre.

 

E’ bella come il Sole

il viso come neve,

profuma di violetta

è Luna la sua pelle.

 

T’ho ninnata a lungo

Mentre sognavi streghe,

il mio stonato canto

le facean fuggire.

 

Ora non ho potere

su questo grave male,

invoco una preghiera,

non lasciarla andare.

 

Raffaele Saba

Published in: on luglio 5, 2017 at 07:35  Comments (16)  

Viaggio oltre il sole

(Dipinto dell’autore)

Dicono che sei vecchia amore mio

eppure è giovane il tuo cuore,

scendono sì neve le tue chiome,

un tempo d’oro e grano colorate.

 

Fissano il caldo fuoco gli occhi stanchi

quando ti bastava un mio sorriso,

mille solchi segnano il tuo viso,

lacrime amare colmano le rughe.

 

Nodose mani, stringevano il petto

sentendo il soffio d’ultimo respiro,

non ti lasciai perdendoti per sempre,

fu il fato a decider la mia sorte.

 

Misero cibo hai messo ora nel fuoco

troppo grande appare il tuo giaciglio,

fiera sul ramo e curva ti sollevi,

presso l’uscio attendi ch’io ritorni.

 

Senti, nei miei silenzi melodia,

come violini al vento nella stanza,

ora ti sono accanto e copro l’ombra

carezzo le labbra e bacio il mento,

vecchia compagna stringimi la mano,

ora non sei più sola nel tormento.

 

Splendente il profilo come l’aurora

di luce immacolata la tua veste,

ti accompagnerò lontano oltre il Sole,

dove i pianeti sono come perle.

 

viaggeremo Sino al confin del Cosmo

oltre l’immenso e vestirò di stelle.

 

Seguimi amore eterno ancor per sempre.

 

Raffaele Saba

Published in: on giugno 26, 2017 at 07:32  Comments (21)  

Il Cieco e la Prostituta

(Scultura dell’autore)

Sol di mezz’estate.
Luna rinviene,
amore e canti.

Sfioro i tuoi colli
al limitar del mento.

Del corpo tuo
nobile fragranza.

Ombra negli occhi
buio la mia mente
e desiderio
di segreti amplessi.

La luna al fitto bosco
brama il mio calore;
penetrano i semi
su violate terre.

Frenetica rugiada
l’otre attende,
lacrima di gioia,
viril sostanza.

L’amore non ha prezzo:
è il suo destino.

Sol con la mia notte:
attimi d’immenso.

Raffaele Saba

Published in: on giugno 17, 2017 at 07:29  Comments (16)  

La prima volta di Raffaele

Ci perviene una comunicazione oltremodo gradita: si tratta dell’ennesimo riconoscimento conferito ad un  poeta del nostro Cantiere. L’amico Raffaele Saba ci informa di essersi aggiudicato il secondo premio nella sezione poesia in lingua alla seconda edizione del Premio “Ecce Homo” poemi sacri e religiosi organizzato dall’Associazione Socio-Culturale “Club della Poesia”, la cui cerimonia di premiazione si terrà prossimamente a Cosenza. E’ con particolare piacere che registriamo questo ennesimo evento, anche perchè si tratta del primo successo di Raffaele, cui farà certamente seguito  una lunga serie di affermazioni letterarie. Siamo felici di potervi proporre qui di seguito il brano vittorioso “Masiakh” , e tributiamo tutti insieme all’amico poeta l’applauso che sicuramente merita!

§

Masiakh

Mi ritrovai tra le perdute genti
in primavera mentre sboccia il fiore,
goccia di brina che cantava al sole,
nel mare di tempesta anela amore.

Scarlatto colore sangue il mantello
giocato ai dadi come fato avverso,
corpo mio piagato dalla frusta,
per mano di soldato centurione.

Irte spine coronano la fronte
cingono come spire di serpente,
ecco l’Uomo, lo Spirito oltraggiato,
Re del mondo deriso dalla gente.

Alito di vita, soffio di vento
la tua presenza mi sostiene accanto,
il greve legno soffoca il respiro,
lo sguardo perso oltre l’universo.

Santo Cireneo senza volere
hai sollevato il peso ed il dolore,
trascinando me con la mia croce,
pregna di sangue polvere e sudore.

Chiodi di ferro han lacerato i polsi
piedi feriti sopra un piedistallo,
una pietosa lancia squarcia il petto,
sin che la lama entrando tocca il cuore.

Di lutto il cielo e tutto si riveste
in meriggio amaro senza sole,
sono come acqua viva di sorgente,
diventa fiume e torna mesta al mare.

Sento perir la vita e prego al cielo
non per raccomandare il cuore mio,
ecco l’Uomo che hai donato loro,
chiedo la clemenza e il tuo perdono.

La polvere nel cuore il sangue vivo
morto son io per salvarne molti,
eppur in questa atroce sofferenza,
come una quercia mi ergo al Padre mio.

 

Raffaele Saba

 

Published in: on giugno 14, 2017 at 07:01  Comments (16)  

Inno alla vita

(Dipinto dell’autore)

Corpo mai visto

si’ fatta bellezza

occhi m’incanta

 

Labbra dischiuse

inno alla vita

grido m’assale

 

Minuta carne ninno,

fra le mie forti braccia.

 

Tra i tuoi larghi occhi

gemme d’amore,

colmano solchi di dolore.

 

Con travagliato parto

vita hai donato.

Fertilità del campo,

la più dorata spiga.

 

Di Grazia Madre

Sola

Nel tuo cupo letto.

 

Occhi son spenti

smorfia di dolore

immensa sei

nell’atto di donare.

 

Compongo i capelli

nella tua notte.

 

Ti baciamo.

 

Raffaele Saba

Published in: on giugno 8, 2017 at 07:26  Comments (16)  

Veleno

(Scultura dell’autore)

Misero corpo tuo

che l’ago insidia

veleno e sangue

immetti nella vena.

 

Fumo nella mente

tristi presagi,

ombre impazzite

su calcinati muri.

 

Ricordi d’infiniti spazi

accresciuti amori

colline rigogliose,

succosi frutti.

 

Credi di mortal ragione

esser come Dio.

Dei del beffardo Olimpo

solo pia illusione.

 

Vedi la donna tua

appassionata in bacio,

dal tuo migliore amico

avvolta in grembo.

 

Senti nel cuore tuo

tempesta e tuono,

sogni frantumati

in un istante solo.

 

Così cercasti oblio

in strade sporche,

tra uomini perduti

senza Dio.

 

cambiasti la tua vita

con una sporca dose,

per iniettarti in vena

un po’ di pace.

 

Raffaele Saba

Published in: on maggio 30, 2017 at 07:02  Comments (20)  

Focolare amico

(Dipinto dell’autore)

Nelle uggiose serate d’inverno,

al fuoco si scaldan gli amanti.

 

Si guardan con occhi d’amore,

per ore davanti al camino.

 

Son vecchi di quercia forgiati

con umili panni vestiti.

 

Ricordan i tempi passati

le gioie e dolori vissuti,

racconti d’antiche leggende,

di eroi e miti lontani.

 

Lampo anticipa il tuono,

il cielo si veste di lutto

si sente la pioggia scrosciare,

ma loro non odon rumore.

 

La luna si specchia nel cielo

il lume svanisce d’incanto.

 

Lei porge la timida mano

sul dorso del vecchio assopito,

lo guarda con occhi d’amore

sfiorando i canuti capelli.

 

Sorregge il suo vecchio compagno

e lesta prepara il giaciglio.

 

La brace racconta di un fuoco

d’oblio di notte d’amanti

di sere passate in silenzio,

con tocchi d’amore costanti.

 

Si aman con gli occhi del cuore

sfiorando con mano le rughe

si sente un Gallo cantare

ma il giorno tarda a venire.

 

Raffaele Saba

Published in: on maggio 21, 2017 at 06:59  Comments (10)