Ti porterò all’altare

(Dipinto dell’autore)

Ti porterò all’altare
quando le messi d’oro saran mature,
coglieremo la più bella spiga,
per fare da ornamento i tuoi capelli.

Divorerò con te i trenta passi,
scrutando il viso tra broccati e veli.

Timidi girasoli s’inchineranno
e al tuo passaggio Rose e viole,
intoneranno canti.

Vedrò i tuoi occhi, figlia e sposa
sentirò vibrar la tua persona,
ed il sudor di mille gemme fredde.

Candida la tua veste
come rose e fior di campo,
fragrante il tuo respiro,

Mi sorridesti con le cento perle,
mentre piovevan petali di rose.

Grazia di luce la tua Santa Madre,
Regina del destino e del dolore,
ti ha voluta stretta nel suo grembo,
piantando le sue spine nel mio cuore.

Mi desto dal sonno come un folle,
gridando senza eco il nome tuo,
vedendo il tuo lettino ancora intatto.

I sogni vagano lontano
quando il corpo si riposa.
Sei figlia, madre e sposa.
Nell’oblio del divenire
acqua sporca ci ridesta.

Ti porterò all’Altare
in quel bianco legno,
forte il mio braccio
solleverà il dolore.

Girasoli e viole
si chineranno
e splendenti rose
copriranno il petto.

Regina di una notte
mi hai sorriso,
quando era sogno
e non ti sei destata.

Torno alla gogna del fatal destino,
per ritrovare forse un po’ di pace.

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Raffaele Saba

Published in: on marzo 19, 2017 at 07:47  Comments (11)