Viaggio oltre il sole

(Dipinto dell’autore)

Dicono che sei vecchia amore mio

eppure è giovane il tuo cuore,

scendono sì neve le tue chiome,

un tempo d’oro e grano colorate.

 

Fissano il caldo fuoco gli occhi stanchi

quando ti bastava un mio sorriso,

mille solchi segnano il tuo viso,

lacrime amare colmano le rughe.

 

Nodose mani, stringevano il petto

sentendo il soffio d’ultimo respiro,

non ti lasciai perdendoti per sempre,

fu il fato a decider la mia sorte.

 

Misero cibo hai messo ora nel fuoco

troppo grande appare il tuo giaciglio,

fiera sul ramo e curva ti sollevi,

presso l’uscio attendi ch’io ritorni.

 

Senti, nei miei silenzi melodia,

come violini al vento nella stanza,

ora ti sono accanto e copro l’ombra

carezzo le labbra e bacio il mento,

vecchia compagna stringimi la mano,

ora non sei più sola nel tormento.

 

Splendente il profilo come l’aurora

di luce immacolata la tua veste,

ti accompagnerò lontano oltre il Sole,

dove i pianeti sono come perle.

 

viaggeremo Sino al confin del Cosmo

oltre l’immenso e vestirò di stelle.

 

Seguimi amore eterno ancor per sempre.

 

Raffaele Saba

Published in: on giugno 26, 2017 at 07:32  Comments (21)  

Il Cieco e la Prostituta

(Scultura dell’autore)

Sol di mezz’estate.
Luna rinviene,
amore e canti.

Sfioro i tuoi colli
al limitar del mento.

Del corpo tuo
nobile fragranza.

Ombra negli occhi
buio la mia mente
e desiderio
di segreti amplessi.

La luna al fitto bosco
brama il mio calore;
penetrano i semi
su violate terre.

Frenetica rugiada
l’otre attende,
lacrima di gioia,
viril sostanza.

L’amore non ha prezzo:
è il suo destino.

Sol con la mia notte:
attimi d’immenso.

Raffaele Saba

Published in: on giugno 17, 2017 at 07:29  Comments (16)  

La prima volta di Raffaele

Ci perviene una comunicazione oltremodo gradita: si tratta dell’ennesimo riconoscimento conferito ad un  poeta del nostro Cantiere. L’amico Raffaele Saba ci informa di essersi aggiudicato il secondo premio nella sezione poesia in lingua alla seconda edizione del Premio “Ecce Homo” poemi sacri e religiosi organizzato dall’Associazione Socio-Culturale “Club della Poesia”, la cui cerimonia di premiazione si terrà prossimamente a Cosenza. E’ con particolare piacere che registriamo questo ennesimo evento, anche perchè si tratta del primo successo di Raffaele, cui farà certamente seguito  una lunga serie di affermazioni letterarie. Siamo felici di potervi proporre qui di seguito il brano vittorioso “Masiakh” , e tributiamo tutti insieme all’amico poeta l’applauso che sicuramente merita!

§

Masiakh

Mi ritrovai tra le perdute genti
in primavera mentre sboccia il fiore,
goccia di brina che cantava al sole,
nel mare di tempesta anela amore.

Scarlatto colore sangue il mantello
giocato ai dadi come fato avverso,
corpo mio piagato dalla frusta,
per mano di soldato centurione.

Irte spine coronano la fronte
cingono come spire di serpente,
ecco l’Uomo, lo Spirito oltraggiato,
Re del mondo deriso dalla gente.

Alito di vita, soffio di vento
la tua presenza mi sostiene accanto,
il greve legno soffoca il respiro,
lo sguardo perso oltre l’universo.

Santo Cireneo senza volere
hai sollevato il peso ed il dolore,
trascinando me con la mia croce,
pregna di sangue polvere e sudore.

Chiodi di ferro han lacerato i polsi
piedi feriti sopra un piedistallo,
una pietosa lancia squarcia il petto,
sin che la lama entrando tocca il cuore.

Di lutto il cielo e tutto si riveste
in meriggio amaro senza sole,
sono come acqua viva di sorgente,
diventa fiume e torna mesta al mare.

Sento perir la vita e prego al cielo
non per raccomandare il cuore mio,
ecco l’Uomo che hai donato loro,
chiedo la clemenza e il tuo perdono.

La polvere nel cuore il sangue vivo
morto son io per salvarne molti,
eppur in questa atroce sofferenza,
come una quercia mi ergo al Padre mio.

 

Raffaele Saba

 

Published in: on giugno 14, 2017 at 07:01  Comments (16)  

Inno alla vita

(Dipinto dell’autore)

Corpo mai visto

si’ fatta bellezza

occhi m’incanta

 

Labbra dischiuse

inno alla vita

grido m’assale

 

Minuta carne ninno,

fra le mie forti braccia.

 

Tra i tuoi larghi occhi

gemme d’amore,

colmano solchi di dolore.

 

Con travagliato parto

vita hai donato.

Fertilità del campo,

la più dorata spiga.

 

Di Grazia Madre

Sola

Nel tuo cupo letto.

 

Occhi son spenti

smorfia di dolore

immensa sei

nell’atto di donare.

 

Compongo i capelli

nella tua notte.

 

Ti baciamo.

 

Raffaele Saba

Published in: on giugno 8, 2017 at 07:26  Comments (16)  

Veleno

(Scultura dell’autore)

Misero corpo tuo

che l’ago insidia

veleno e sangue

immetti nella vena.

 

Fumo nella mente

tristi presagi,

ombre impazzite

su calcinati muri.

 

Ricordi d’infiniti spazi

accresciuti amori

colline rigogliose,

succosi frutti.

 

Credi di mortal ragione

esser come Dio.

Dei del beffardo Olimpo

solo pia illusione.

 

Vedi la donna tua

appassionata in bacio,

dal tuo migliore amico

avvolta in grembo.

 

Senti nel cuore tuo

tempesta e tuono,

sogni frantumati

in un istante solo.

 

Così cercasti oblio

in strade sporche,

tra uomini perduti

senza Dio.

 

cambiasti la tua vita

con una sporca dose,

per iniettarti in vena

un po’ di pace.

 

Raffaele Saba

Published in: on maggio 30, 2017 at 07:02  Comments (20)  

Focolare amico

(Dipinto dell’autore)

Nelle uggiose serate d’inverno,

al fuoco si scaldan gli amanti.

 

Si guardan con occhi d’amore,

per ore davanti al camino.

 

Son vecchi di quercia forgiati

con umili panni vestiti.

 

Ricordan i tempi passati

le gioie e dolori vissuti,

racconti d’antiche leggende,

di eroi e miti lontani.

 

Lampo anticipa il tuono,

il cielo si veste di lutto

si sente la pioggia scrosciare,

ma loro non odon rumore.

 

La luna si specchia nel cielo

il lume svanisce d’incanto.

 

Lei porge la timida mano

sul dorso del vecchio assopito,

lo guarda con occhi d’amore

sfiorando i canuti capelli.

 

Sorregge il suo vecchio compagno

e lesta prepara il giaciglio.

 

La brace racconta di un fuoco

d’oblio di notte d’amanti

di sere passate in silenzio,

con tocchi d’amore costanti.

 

Si aman con gli occhi del cuore

sfiorando con mano le rughe

si sente un Gallo cantare

ma il giorno tarda a venire.

 

Raffaele Saba

Published in: on maggio 21, 2017 at 06:59  Comments (10)  

L’attesa

(Dipinto dell’autore)

Il rosseggiar dei colli

al tramontino Sole,

riceve spicchio chiaro,

di rinascente Luna.

 

Dipingi di chiarore

la notte, Madre Luna,

con onde spumeggianti,

rifletti sopra il mare.

 

Piccole falci scure

oltre l’orizzonte,

venti di maestrale.

gonfiano meste vele.

 

Ultima brace muore

di questo fuoco spento,

il gelido lamento,

per un acerbo amore.

 

Un tuffo forte al petto

in quell’immenso mare,

solo il sospir del vento,

nel disilluso cuore.

 

Volgo le spalle al mare

lacrime sull’arena,

ricordo di un’attesa,

per una notte sola.

 

Perle di sassi chiari

si fan baciar dall’onda,

nel canto di risacca,

di questa notte eterna.

 

Raffaele Saba

Published in: on maggio 12, 2017 at 06:56  Comments (16)  

L’Haijin

(Dipinto dell’autore)

Silenzio di colori

tra natura e fiori,

musica d’ incanto.

 

l’Haijin osserva,

ode in lontananza

sfiora la rugiada

sente la fragranza.

 

Eroe di stagioni,

i suoi mille sensi

scrivono canzoni,

donano emozioni.

 

Come ombra narra,

di chi sentire desta,

dell’umano cuore

magico dipinto.

 

Raffaele Saba

Published in: on maggio 3, 2017 at 06:53  Comments (17)  

Nuda vestita di niente

(Dipinto dell’autore)

Nuda vestita di niente

raggi di Luna sul mare,

profilo di donna veemente

seni baciati dall’onda.

Capelli di Sole nascente

occhi sprizzanti d’Aurora,

colgo le labbra socchiuse

in teneri baci d’amore.

Fata dalle mille promesse

rese in Autunno che muore,

rimane soltanto il sapore,

di pelle bruciata dal sale.

Raffaele Saba

Published in: on aprile 24, 2017 at 07:37  Comments (10)  

Il mio lago

(Dipinto dell’autore)

Antico Trasimeno,

lasciai la giovinezza

tra le vegliarde sponde,

per ritornar nel luogo

che vide i miei natali

 

Mi è dolce rievocare

il santo sacro luogo,

ove io mi sedevo

cinto da messi d’oro,

a rimirar dell’acqua

lo splendido baleno.

 

Mio adorato Lago,

chiuso fra dolci colli

a piè delle radici,

adagi mesto l’onda.

 

Con la risacca baci

ovali chiari sassi,

della Sirena canti

i gemili lamenti.

 

Il rammentar sognante

nel cuore l’ansia invade,

del dolce maestrale

in settembrini Venti.

 

Corone di Ginestre

limitano lo sguardo,

oscurano la vista

al limitar del Lago.

 

Da questa somma vetta

godo dello splendore,

Autunno acerbo sole

nel meriggio incanto.

.

Raffaele Saba

Published in: on aprile 15, 2017 at 07:03  Comments (13)