Primizia

Beati occhi belli

guardano estasiati

vestita sol di pioggia

bagna acerbi seni.

 

Le tue ardenti labbra

bruciano dentro le mie.

Il tuo celato corpo,

esile stel di viola.

 

Contemplo in estasi

mentre ti doni nuda

con la veste ai piedi

corpo color di Luna.

 

Così come corolla

cerchi bacio d’Ape

sei la Regin dè fiori

nel bosco delle Fate.

 

Beato il candore

di bianca luce veste

nel ventre tuo tremore

nell’atto di passione.

 

Primizia hai donato

infinito amore

beato il corpo mio

nel coglier sì fiore.

 

Raffaele Saba

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Published in: on ottobre 10, 2017 at 06:52  Comments (4)  

M’innamorai della Divina

Sinfonia di celestiali note

invisibile eterea sirena,

richiamo melodioso mi sconvolge,

risuona come vento nella bruma.

 

Esili mani sfioran la tastiera

come farfalle danzano leggere,

la voce tua accompagna sinfonia,

nell’oscurata stanza mi consola.

 

Eppure da bambina un giorno triste

ti ritrovasti in un inferno bianco,

travolta come rosa sull’asfalto,

sentisti note e musiche d’incanto.

 

T’immagino china accanto al piano

fascio di luce accende il volto tuo,

pizzi ed organza sono la tua veste,

comete e stelle danzano nel sole.

 

Oltre l’uscio il suono mi sospinge

canto d’arie, Aida, Norma e il Trovatore,

entro come il vento nel tuo regno,

e sento un caldo brivido nel cuore.

 

Luce viva nei tuoi profondi occhi

son armatore e guscio in alto mare,

afferri la mia tremante mano,

l’avvicini caldamente al seno.

 

Dio che pelle vellutata e rosa

sguardo fiero di chi non teme scena,

esile corpo che di luce piena,

nel cuore accende la passion sopita.

 

Amore che non teme usura e fango

orchestra è il cantico dei cuori,

vedo nel sorriso perle d’incanto,

a rincuorar la gioia dei tuoi anni.

 

Capelli color notte il vento insidia

scompiglia la tua chioma sulla fronte,

scalza ti doni al cielo irriverente,

vestita della luce nel mattino.

.

Carnose labbra tue che come rose

son destinate alle carezze d’ape,

vivesti come Dea tra ori e canti,

Divina dei soprani tu mi onori.

 

Un giorno l’ugola s’increspa

un’onda che non vuol tornare al mare,

negli occhi tuoi un grido di dolore,

né più canto e sogno d’un amore.

 

La Senna accompagna il tuo declino

il cuore non accetta di star solo,

lasciasti questo palco col sorriso,

in estate, al canto d’usignolo.

….

Raffaele Saba

Con questa poesia Raffaele si è aggiudicato la targa “Petrarca-Omaggio alla cultura” nell’ambito del Concorso “Un Grande amore e niente più” dedicato a Maria Callas, organizzato dall‘Accademia Internazionale Francesco Petrarca di Capranica (VT)

Published in: on ottobre 1, 2017 at 07:29  Comments (17)  

La musa ispiratrice

(Scultura dell’autore)

Scriverò versi tristi stanotte.

 

Dentro di me c’è il vento

fitta nebbia nei miei occhi,

l’urlo del tuono nel cuore,

ti vorrei parlar d’amore.

 

Quello che unisce il mare al cielo

che il corpo degli amanti infiamma,

il grido del bambino appena nato,

Un sole che riscalda l’infinito.

 

Amica hai donato tanto

senza voler nulla in cambio,

Compagna, musa, generosa,

di versi nati per incanto.

 

Or tu mi hai lasciato solo

Inchiostro secco nella penna,

foglio lacerato e bianco,

rime dedicate al vento.

 

scriverò versi tristi stanotte.

 

M’accingo a dissetar la Dea

il tempo sfugge alle dolenti ore,

reminiscenze di condivise note.

 

Struggente assenza linfa mia,

dolce amata persa, Poesia.

 

Raffaele Saba

Published in: on settembre 19, 2017 at 07:15  Comments (14)  

Mai nato

(Scultura dell’autore)

Sognavo i tuoi occhi di giada,
boccoli d’oro intrecciati,
labbra arse dal sole,
nudo vestito di mare.

Sentivo piedini scalciare
vibrare il tuo corpo nel grembo,
sfiorare la mano nel tondo,
udivo il respiro nel vento.

Madre ho visto il bagliore
di nuovo il buio mi assale,
nel corpo non sento il calore,
non vedo la luce del Sole.

Capelli bagnati di sale
dolore nel ventre ti uccide,
pianto di Madre rimane,
un sogno lasciato morire.

Raffaele Saba

Published in: on settembre 10, 2017 at 07:13  Comments (10)  

Mi fondo con l’albero di quercia

(Dipinto dell’autore)

Strada del destino

marchi la mia sorte.

Aurora fresca del mattino

insidi triste notte.

 

Foglie d’inverno sul sentiero,

mutan d’oro il grigio asfalto.

Tracce di gomme segnano la strada

alba dorata urla di schianto,

Mi fondo con l’albero di Quercia.

 

L’abbraccio tuo mortale

la folle corsa arresta,

avvolto tra i rottami

il volto tuo m’allieta,

mirabile visione

di donna tanto amata.

 

Attendi il mio ritorno

ma l’ora si fa tarda.

Dal vetro il tuo respiro,

piange gocce di rugiada.

 

Colori il tuo bel viso

smalto sulle unghie,

danza la tua veste

con nervoso passo.

 

Candele sulla mensa

festeggi il compleanno.

Son spente, non arrivo,

carezzi il bimbo in grembo.

 

Con sibilo di Corvo

l’uscio si scuote.

Presagio al tocco dell’infausto uomo.

 

Treman le mani e il corpo sulla soglia.

Capelli sciolti al vento nella notte

la veste di broccato trasparente,

la mano sulle labbra

amaro pianto.

 

Luci e sirene squarciano l’Aurora

dentro il carro l’anima mia vola.

 

Opprimono con forza il petto mio

straniere mani a ritmo di danza.

Scintilla di respiro mi han donato

d’incanto rivedo il tuo bel viso.

 

Mi ritrovo ora in questo letto,

la mano nella tua

per sempre accanto.

Sfioro il nostro bimbo nel tuo grembo

Ringrazio Dio

d’avermi dato tanto.

 

Raffaele Saba

Published in: on settembre 1, 2017 at 07:09  Comments (4)  

Amore a prima vista

(Scultura dell’autore)

Cara compagna.
Sento sul corpo tuo il mio profumo
sapore acro in gola al mio risveglio,
inesorabile amica di notti inquiete
quando l’ansia di perderti mi assale.

Strappai il tuo primo bacio impertinente,
nascosto ai curiosi sguardi della gente,
fu come un uragano nella mente,
ed il corpo mio gemette in un istante.

Ti amai in una notte senza luna ,
freddo il corpo tuo incendiai di baci,
cenere restò del nostro amplesso,
per amarti ancora dopo un’ora,

Candida come neve la tua veste,
bionda e di fil dorato il tuo profilo,
fuoco d’autunno il fragile tuo corpo,
sento il calor tuo sulle mie labbra,
m’attrista doverti perdere per sempre.

Mi han detto Dotti e Luminari,
Che la vicinanza tua è deleteria,
e mi consiglian di non starti accanto.

Come potrei gettarti dentro un fosso,
se ti bramo ancora come ossesso.
Il corpo mio è ridotto a sterile sostanza,
per averti amato come e più non posso.

Ora che son solo in questo angusto letto,
sento la voglia di tenerti accanto,
compagna di notti insonni e prediletta,

mia cara ,dolce, amica
Sigaretta.

Raffaele Saba

Published in: on luglio 25, 2017 at 07:05  Comments (2)  

L’appuntamento

(Dipinto dell’autore)

Ricordo ancora quando mi lasciasti.
Col cuore in gola colsi la tua pena.

Esile corpo trasformato in Madre,
nel ventre tuo, piccola marea,
preludio di nuova vita generata.

Non bastò il pianto dei miei occhi,
né la supplica d’amore abbandonato,
non fu tua la colpa del misfatto,
ma dell’ Orco che insidiò la carne.

Mi stringesti come rampicanti rose,
ferendomi con spine di dolore.
chiedesti solo il tempo di sognare,
ed io accettai col sangue dentro al cuore.

Nuove albe attendono i tramonti,
e avide stagioni ruban i giorni,
nel netto cielo di una calda estate,
lucente apparirà la nostra stella.

Così ti vidi come una Madonna,
tra alti e forti faggi incorniciata,
la luce penetrava tra le fronde,
rendendone splendente il tuo profilo.

Per mano sorreggevi il tuo bambino,
ed io sgomento corsi ad abbracciare.

L’amore non ha tempo,
è il suo destino.

Viver a lungo non ha alcun senso,
quando di pochi attimi è l’ Immenso.

Raffaele Saba

Published in: on luglio 14, 2017 at 06:59  Comments (4)  

Il viaggio di Raffaele

E’ con sommo piacere che vi comunico un nuovo successo di un amico del Cantiere: il poeta e pittore Raffaele Saba si è aggiudicato il terzo premio alla XIV edizione del Premio Letterario Tridacna, la cui cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 1 luglio a Colonna (RM). Nel proporvi la poesia vittoriosa (e più sotto il dipinto dell’autore ispirato al brano) mi unisco a tutti gli amici del Cantiere nel tributare un sincero applauso a Raffaele augurandogli il successo che merita in entrambe le attività artistiche!

Il viaggio

Svolgi le vele verso l’infinito
per appagar la sete d’avventura.

Cavalchi l’onda dell’oscuro mar
mirando la prua all’orizzonte,
amico vento gonfia le vele,
spingi la rotta all’occidente.

Noce di quercia sfidi i frangenti
tempestoso dio calma i marosi,
dona maestrale e vigorosi venti.

Porto amico perso all’orizzonte
foschia e bonaccia svuotano le vele,
ti ritrovasti solo in quell’immenso,
senza cibo ed acqua a ristorare.

Della polare stella segui la rotta
venti nuovi sospingono la barca,
vivi per il ricordo dei tuoi cari,
lasciati in patria per seguir la meta.

Dei dell’olimpo spingono il tuo guscio
vedi tra le nebbie monti come draghi,
sconosciuti lidi, trasparenti laghi.

Terre nemiche attendono lo sbarco
aguzzi scogli forano lo scafo,
e l’albero maestro s’inabissa.

Vieni scaraventato oltre l’onda
e su soffice arena naufragato.

Tu che lasciasti il focolare amico
per appagar la sete d’ avventura,
ti ritrovasti in terra sconosciuta,
libero in volo verso nuova meta.

Raffaele Saba

(Dipinto dell’autore)

Published in: on luglio 5, 2017 at 11:15  Comments (17)  

Chemio

(Scultura dell’autore)

Giovane corpo tuo

che Radio insidia,

Chemio e Tossina

fondono la vena.

 

Aghi e spine in seno

iniettano il veleno,

battaglia senza sosta

al Morbo che t’infesta.

 

Ha costruito casa

dentro la tua essenza,

per donare al sangue

la prematura morte.

 

Perdute le tue chiome

riccioli come Sole,

corona il capo tuo

nobile fil di seta.

 

La tua Santa Madre

Regina del dolore,

accogli la preghiera

di sventurato padre.

 

E’ bella come il Sole

il viso come neve,

profuma di violetta

è Luna la sua pelle.

 

T’ho ninnata a lungo

Mentre sognavi streghe,

il mio stonato canto

le facean fuggire.

 

Ora non ho potere

su questo grave male,

invoco una preghiera,

non lasciarla andare.

 

Raffaele Saba

Published in: on luglio 5, 2017 at 07:35  Comments (16)  

Viaggio oltre il sole

(Dipinto dell’autore)

Dicono che sei vecchia amore mio

eppure è giovane il tuo cuore,

scendono sì neve le tue chiome,

un tempo d’oro e grano colorate.

 

Fissano il caldo fuoco gli occhi stanchi

quando ti bastava un mio sorriso,

mille solchi segnano il tuo viso,

lacrime amare colmano le rughe.

 

Nodose mani, stringevano il petto

sentendo il soffio d’ultimo respiro,

non ti lasciai perdendoti per sempre,

fu il fato a decider la mia sorte.

 

Misero cibo hai messo ora nel fuoco

troppo grande appare il tuo giaciglio,

fiera sul ramo e curva ti sollevi,

presso l’uscio attendi ch’io ritorni.

 

Senti, nei miei silenzi melodia,

come violini al vento nella stanza,

ora ti sono accanto e copro l’ombra

carezzo le labbra e bacio il mento,

vecchia compagna stringimi la mano,

ora non sei più sola nel tormento.

 

Splendente il profilo come l’aurora

di luce immacolata la tua veste,

ti accompagnerò lontano oltre il Sole,

dove i pianeti sono come perle.

 

viaggeremo Sino al confin del Cosmo

oltre l’immenso e vestirò di stelle.

 

Seguimi amore eterno ancor per sempre.

 

Raffaele Saba

Published in: on giugno 26, 2017 at 07:32  Comments (21)