Berenice

Nel tempo provvisorio che ci è dato

ci sono istanti in cui tutto è al sole

e la voce canta, come canta il mare

madre in cui scorrere a fianco della bellezza

della vita pulsante di creature, ognuna che va

secondo la propria legge. Sola nell’immensità

del mare, sola e protetta, sola e in pericolo

a sentire l’obbedienza del corpo

e tutto sembra quieto e giusto

essere vivi in mezzo a tanta vita

come illusione di durata, di sempre.

Poi uscire dall’abbaglio della grande luce

tornare carichi di vento, di sole, di mare

di fatica e di pace, da portare a casa.

 

Rosalba Casetti

Published in: on novembre 8, 2019 at 07:12  Comments (3)  

Curdi

Scende il cielo, basso

sempre più basso

scende nero

sempre più nero

più nero del nero

fiamma che brucia

rossa fiamma che brucia

pelle occhi mani

mani a stringere fumo

il fumo nero

non vedo non posso

non voglio vedere

ma il grido non esce

muta la voce

assente la voce

la parola è finita

la dura parola

che esplode muta

è finita.

Bianche saranno le ossa.

 

Rosalba Casetti

Published in: on novembre 1, 2019 at 07:07  Comments (2)  

Pioggia

Quando non piove, come ora
che non piove da mesi
quando è luce fissa sul balcone
come ora che è luce velata e spenta
senza vibrazioni sul bianco delle lenzuola
l’aria desiderante sogna il viaggio dove sia
tormenta e acqua, desiderio febbrile
o acqua lunga che leghi cielo e terra
che affondi i semi,
lucidi le foglie
lenta s’immerga nella sabbia
acqua desiderante che scorra lenta fino
lì alla cosa grande, l’immenso senza nome
la luce incendiaria dell’altrove che allarga i giorni.

Rosalba Casetti

Published in: on ottobre 3, 2019 at 07:09  Lascia un commento  

Assalto ad Alain Finkielkraut

Con quel nome lì, quel nome

passato dal padre e dal padre del padre

con quel nome.

Sussulti, sussulti, ecco le grida, gli insulti

loro, sono loro, loro ancora una volta,

tramano, tramano, affamano i popoli

hanno i denti aguzzi da lupo

accumulano oro con le loro unghie adunche.

La vertigine dello scorso secolo

ci si para davanti, cieca e vibrante

è bestia nascosta che mai muore

ora sono graffi sulla pelle, solo piccoli graffi

e il pozzo nero è pronto, sempre aperto

Di nuovo e ancora.

 

Rosalba Casetti

Alain Finkielkraut è un filosofo di origine ebraica aggredito a Parigi dai gilets gialli, salvato solo dall’intervento dei poliziotti.

Published in: on settembre 26, 2019 at 06:59  Lascia un commento  

Dal mare, dall’aria, dalla dolce notte

“Si sfanno le città, la terra: fumo, —

la poesia da sola questo vuoto sposa”

Adonis –  Il libro dell’assedio

 

dal mare, dall’aria, dalla dolce notte profumata di cedro

vengono a cancellare l’orizzonte

 

c’è chi ha preparato le forche, chi li ha appesi

la vita rovesciata in osso          

 

con lampi scintillanti e boati di tuono

vengono a cancellare i giorni

 

chi decide non va e chi va fa il deserto e nulla vede

vengono a cancellare la via di casa

 

dal mare, dall’aria, dalla dolce notte profumata di cedro

vengono e stringono le chiavi nella mano

 

tutte le cose tremano e niente scorre

foglie secche la gente in cammino

 

erano padri e madri, avevano un nome

i neri fagotti che vagano sull’orlo dell’abisso

 

fioriscono dalle macerie i bambini

esposti come pietà di pezza – le braccia a cercare la terra

 

dal mare, dall’aria, dalla dolce notte profumata di cedro

vengono a seminare presagi

 

è polvere amara l’aria e amara è l’onda da oriente a oriente

non ci saranno fiori alle finestre

 

il giorno è veglia, la notte è veglia,

accendi il lume, spegni il lume

 

è la follia che viene e porta la disperazione al grano, la tristezza all’ulivo

consegna alla pietra la memoria divisa

 

Non avrebbe voluto la terra vedere il cielo

 

Rosalba Casetti

Published in: on marzo 11, 2017 at 07:21  Comments (3)  

Il sale della terra – Wenders Salgado

Piazza Maggiore, lo spettacolo sanguina

da un capo all’altro del mondo.

Tu, Salgado ci racconti, con la luce, il nero del mondo

il non finire mai del dolore. Non finire. Mai.

Notte, notte sempre.

 

Distogliere gli occhi, alzarsi, correre via.

 

Anche tu, Salgado, l’hai fatto.

Hai messo le mani nella terra

cresciuto una foresta dal deserto.

Dato vita alla vita e bellezza alla bellezza.

Ci racconti, ora, la luce con la luce

un nuovo mattino, di fiato largo.

 

Rosalba Casetti

Published in: on ottobre 13, 2016 at 07:16  Comments (1)  

Lamento per Aleppo (Cronache 7)

La pace in quel pomeriggio di dicembre

mentre salivo la ripida scala dell’Hotel Baron

uscito dal tempo. Silenzio nelle stanze.

 

Dal suo ritratto si fa avanti Lawrence d’Arabia

ha riposato, ora è pronto a inseguire

i suoi grandiosi sogni, la fama e la gloria

a diventare mito

mentre nella stanza accanto serenamente

Agatha Christie scrive di delitti

in un mondo di buoni e cattivi

dove la giustizia trionfa

e Lindberg si chiude nella sua stanza

solo, in un aspro silenzio.

 

C’era un silenzio polveroso quel pomeriggio

di dicembre e nell’aria il colore seppiato

di un luogo in cui la storia si faceva ogni giorno.

 

Ora nessuno scenderà più all’Hotel Baron

la memoria che da sempre riposava

nelle sue stanze, affonderà nel tempo buio.

 

Il cielo brucia e nelle strade corrono i lupi

li segue la morte che entra e esce

da ogni casa, entra ed esce.

nero è il sole che si alza ogni mattina

rovine su rovine la città

 

Il ponte, Adonis, che hai costruito sta franando

e lo splendore dei giorni riposa

nelle stanze remote dei ricordi e della nostalgia.

 

Rosalba Casetti

Published in: on settembre 3, 2016 at 07:10  Comments (2)  

Cronache 5

Il cammino della storia procede inglorioso.

 

Cammina questo grigio mattino

dentro un tempo di fuochi accesi

dentro un tempo di scoppi, tempeste

 

tamburi rullano

obliqui compagni

corrono a spegnere i fuochi col fuoco

 

dall’alto scende la morte

la disperazione sta attaccata alla terra.

 

Niente resta

solo il dolore fiorisce,

ma

non è il nostro dolore,

è dolore dell’altro da noi

carico di insignificanza.

 

Il canto che sale, un coro di prefiche

che il vento ci porta.

 

Rosalba Casetti

Published in: on gennaio 30, 2016 at 07:39  Comments (2)  

Migranti (Cronache 3)

Li abbiamo visti e ci siamo commossi

Li abbiamo visti e ci siamo commossi

Li abbiamo visti e non ci siamo più commossi

Li abbiamo visti e non li vorremmo più vedere

Spine sui confini, spine in noi

Spine

 

Rosalba Casetti

Published in: on gennaio 21, 2016 at 07:35  Comments (2)  

Damasco 2007

Il sole si difaceva con dolcezza

nella Damasco delle rose e del gelsomino.

Un’ora di perfetta serenità, fino a quando

gli occhi seri del piccolo lustrascarpe

diventano lama di coltello che uccide il giorno.

 

Lui dice, un fragile dire, il viso chiuso

come la notte, che viene da Falluja,

la bombardata, la violentata.

Falluja sorgente della ferita, casa perduta.

Ora la cassettina al collo è la sua casa.

 

Chiedo: ora in quale vuoto sarà caduto ora

il piccolo rifugiato iracheno?

Su quale strada si sarà rimesso in cammino?

 

Chiedo: in quale luce troverà rifugio

o in quale ombra cercherà di nascondersi?

In quale nostalgia passerà le sue notti?

 

Le parole della gioia, per quel giorno perfetto

tornano tutte indietro.

 

Rosalba Casetti

Published in: on gennaio 12, 2016 at 07:15  Comments (2)