L’assenza di Dio

Odio coloro che hanno certezze,
che sperano
in un mondo migliore.
Odio la loro sicurezza
e la loro speranza
che dopo la morte
vi sia una vita migliore.
Questi maledetti bastardi
mi beffeggiano con la loro fede,
sembra guazzino
nella palude delle mie incertezze
e ridacchiano volgarmente
alla mia razionalità
ed alla mia convinzione
sulla divinità del nulla.
Ed anche questo loro Dio
sembra mi guardi
e mi irrida
quasi a convincermi
che anche dal nulla
può derivare pace e conforto.

Salvatore Armando Santoro 

Published in: on giugno 15, 2017 at 06:51  Comments (4)  

Perchè ti amo?

Non chiedermi perchè io t’ami,
una risposta pronta non mi viene,
solo che io sto bene
mentre ti penso e quando ti ricordo.
Lo so,
forse anche tu lo sai,
mi manchi quando la sera afferra la mantella
e di buio si copre,
oscura il cielo e più non spia le stelle.
Mi manchi
ed anche i grilli sparsi sui costoni del tuo sentiero,
affiancati sulle rocce carsiche sul mare,
smettono di fiatare,
in silenzio se ne stanno ad ascoltare
qualche singhiozzo che dal cuore sale.
Nel buio della notte
ora tace davvero il cellulare,
su skype lo schermo resta spento
senza il tuo corpo nudo da guardare.
La verità, amica mia infedele?
La verità la sai,
anch’io la so!
Tu la puoi raccontar come ti pare
ma non la puoi cambiare!

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 29, 2017 at 07:10  Comments (7)  

La vendetta

La vendetta è una brutta malattia
scompone il cuore quando avvampa l’ira
rode la mente e non si sa che sia
come un germe nell’animo s’aggira.

Il bene affoga nell’ipocrisia,
l’essere umano in nera bestia vira
l’animo invade d’ogni ritrosia,
contro di dio per ultimo cospira.

Senza volerlo l’uomo incattivisce
il bene dal suo cuore si cancella
l’amore dato se ne va, svanisce,

varca i confini e mai paga gabella.
L’odio tutto l’affetto imputridisce
e in petto scende come una trivella.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 13, 2017 at 07:47  Comments (4)  

Camposanto

Silente è quel viale ove m’accoglie
solo il brusio del vento
che scivola tra i tronchi, tra le foglie,
e gli usignoli sento.

Ed il ricordo della vita coglie
quel volto che s’è spento
non serve il pianto ma il dolore scioglie
al cuor da giovamento.

Osservi intorno foto con sorrisi
quasi la vita fosse stata gaia
occhi coperti a tratti da narcisi

che danno al cuore un senso di vecchiaia
mentre risuona tra gli allegri visi
stridulo un crocidare di ghiandaia.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on aprile 24, 2017 at 07:02  Comments (6)  

La fine delle emozioni

Ho chiuso il mio cuore
alle emozioni.
La stanza del cervello
é sbarrata
ed il buio ha invaso
la coscienza
ostruendo tutte le sensazioni
che mi aiutavano a costruire
situazioni piacevoli.
Le bellezze
che erano intorno a me
si sono trasformate in ombre fugaci,
opache immagini
che non mi regalano più
le visioni d’un tempo.
L’orgoglio rimbalza,
come una palla di bigliardo,
e rotola confusamente
urtando biglie e pallini
e razionalizzando
irrazionalità e violenza.
Il sole
non illumina più i miei versi
e la notte mi regala
solo pensieri confusi
e rancore sordo.

Salvatore Armando Santoro 

Published in: on aprile 10, 2017 at 07:34  Comments (5)  

Usato e abbandonato

Quanto male m’hai fatto e tu lo sai,
ma dentro il cuor non so quello che hai!

Come un cane raccolto, allevato, coccolato
e poi per strada abbandonato.

Riguardo le auto in corsa,
scodinzolo a chi si ferma e spero,
corro, inseguo un’auto azzurra,
poi sfiancato mi fermo,
la lingua penzoloni
e arsura in petto.

Mi manca l’aria, annaspo, agonizzo.

Ho anche fame
ma la mia ciotola non trovo,
solo disperazione ed ansia mi fanno compagnia.

Scende la notte.
Ai bordi della strada dormo.
Passa una volpe e la rincorro
poi sprofondo nel sonno.

E mi illudo che sia un brutto sogno
e di svegliarmi al mattino
con la carezza amica d’un bambino.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 27, 2017 at 07:34  Comments (5)  

Anche quando

Anche quando la tua voce tace
quando il vento pigro s’addormenta in mare,
le parole trattiene,
io sento il tuo respiro.

Quando il silenzio mi circonda
e l’erba dei prati immota giace,
sento lieve il tuo cuore battere
trasmettermi emozioni
e ancor son vivo.

Vivo d’amarti,
di pensarti presto al mattino,
di sentirti aprire la finestra
e il mar guardare,
un piroscafo seguir fuori dal porto.

Ma so che il tuo pensiero vola altrove,
che i battiti silenti del tuo cuore
ad altro cuore regali,
ad altra sponda la tua barca spingi
di me tu non ti curi,
alle mie pene non poni interesse.

Ma vivi in me,
tu nulla ci puoi fare:
io solo d’aspettare
che il cuor tuo si ravveda,
che quest’anima che ti dona amor tu veda,
dolci note lui solo per te costruisce,
ma tu dietro fugaci amori ti smarrisci,
solo d’inganni certi ti imbottisci.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 12, 2017 at 07:20  Comments (1)  

Terrorismo

La mia libertà d’essere popolo
la rivendico
a suon di cannonate.
Non guardo in faccia alcuno:
la mia terra è invasa da termiti
che corrodono la mia libertà,
che opprimono la mia cultura.
Non mi interessano i pianti delle mamme,
né il dolore delle vittime.
Il sangue?
Sgorghi pure a rivoli
ed infetti la terra
che fu dei miei padri.
Tanto l’acqua lo laverà
ed il tempo lo cancellerà.
La mia coscienza?
Non l’ascolto più da tempo!
E’ figlia del conformismo
e dei compromessi dei notabili locali.
La violenza?
Noi l’abbiamo subita da secoli,
i potenti l’hanno esercitata sempre
foraggiando i lacchè di stato ed i corrotti.
Vi sembrano crudeli le mie parole?
Ebbene, guardatevi intorno e riflettete.
Di popoli oppressi è piena la terra:
ma il sangue degli altri non ha odore
e neppure interessa.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on febbraio 26, 2017 at 06:51  Comments (2)  

Amore mio lontano

Amore mio lontano,
che il mare guardi dal verone aperto,
che qualche nave osservi indifferente
solcare l’onde smosse dalla brezza,
ti immagino a quest’ora affaccendata
a governar la casa e i tuoi parenti
con la lena e l’impegno
che riversavi in tutte le tue cose un tempo.

Ma io ti vedo anche sorridente,
con le movenze timide di allora,
con la freschezza della dolce etade,
con i pensieri liberi e sereni,
accudire le cose tue e gli affetti
che hai costruito col tuo nuovo amore.

E forse non ricordi (o non ci pensi)
all’ansie passate ed agli scoramenti,
ai stratagemmi e a tutte le follie
che abbiamo fatto per restar vicini
anche su un treno
il giorno che all’esame
tuo padre ti portava
un dì lontano.

Poi le nostre felicità ed i dolori
vennero meno;
anche l’amor cessò, come ogni cosa,
ed ognuno seguì la propria strada
ignari dell’ansia e dei tormenti
che dentro il cuore portavamo stretti.

Ma ogni tanto a te vola il pensiero:
ma non ti vedo con l’aspetto attuale,
ma con il viso libero d’un tempo;
non ti immagino mentre rigoverni
o t’affaccendi dietro ad un fornello,
ma ti penso con il cuor sereno,
con la tua cara immagine d’un tempo,
mentre mi vieni incontro sorridente
ad un appuntamento frettoloso

Salvatore Armando Santoro

Published in: on dicembre 16, 2016 at 07:17  Comments (1)  

I nostri errori

I nostri errori spesso non notiamo
a lor pensiamo quando è troppo tardi
quando dei danni fatti ci accorgiamo
e allor diciamo di essere testardi.

Invece, sempre un po’ vigliacchi siamo
ci comportiamo come i gattopardi
al male seminato poi pensiamo
dopo che in mano scoppiano i petardi.

La perfidia spesso in mente frigge
guardiamo sol a quel che ci conviene
l’odio la tenerezza ognor sconfigge.

Oggi doniamo amor poi con le pene
l’animo dell’amato si trafigge
solo il veleno resta nelle vene.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on dicembre 7, 2016 at 07:38  Lascia un commento