Tratturi antichi

Amo tanto queste tracce di rosso,
questi ulivi dal verde accarezzati,
tutte le pietre ai bordi dei poderi,
fatiche antiche dei padri di ieri.

Amo il cielo che vedo chiaro e azzurro
le case bianche fan cornice in fondo
amo questo tratturo ricamato
che questo asfalto ha leso e soffocato.

Con dedizione amo la mia gente
che è legata al nostro mondo antico,
amo chi si commuove per un verso:
leggere non è mai del tempo perso.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on giugno 19, 2021 at 06:52  Lascia un commento  

La fragilità del centopiedi

Te ne stavi immobile sul muro,
di me non ti curavi certamente
io mi chiedevo un po’ timidamente
cos’era quella macchia in chiaroscuro.

Cercai ti allontanarti, te lo giuro,
di farti male non l’avevo in mente,
ma poi ti sei spostato celermente
e ti troncai sul nascere il futuro.

A terra i tuoi tentacoli agitavi
li muovevi con senso di dolore
il tuo veleno ormai più non usavi

e traspariva quell’ultimo tremore
come le prede quando le bloccavi
coi tuoi uncini senza far rumore.

E tu da predatore
la mia cantina linda ognor tenevi
perché gli insetti e blatte scomponevi

anche se m’incutevi
un senso incontrollato di paura
quando correvi sulle bianche mura

con la tua forma impura
e quel veleno che con arte usavi
per stordire le prede che trovavi

tanta forza mi davi
che ammiravo di te tanta potenza
mentre in me galleggiava l’impotenza

d’aver con irruenza
troncato quel tuo utile lavoro
che la casa puliva più del cloro.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on giugno 4, 2021 at 06:55  Comments (1)  

Neve sul mare a Leuca

Neve sul mare la mia mente gela
tutto quel tuo calore ho già scordato
ed oggi questo cuore m’hai ghiacciato.

E la tua onda chiara anche mi cela,
nasconde quell’azzurro in mente impresso
che più non so dov’è, dove l’hai messo.

Anche così, tanto splendore svela,
la tua bellezza la mente mi rinfranca
la tua falesia oggi è tutta bianca.

Ed anche se sul mar non c’è una vela
dentro il mio cuore rimane lo splendore
d’un sole rosso che tra l’onde muore.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 22, 2021 at 07:10  Lascia un commento  

L’ombra maligna

L’ombra maligna
che nel cuor s’annida,
che dilata pulsioni e sensazioni,
che mi lusinga
e il can per l’aia sospinge
disegnando un mondo irrazionale
di vane felicità,
rincorse follemente in lungo e in largo
per le strade d’un mondo inospitale,
m’accarezza i pensieri e mi vezzeggia.

M’adula e m’adesca
e mi sventaglia, oh! meretrice,
le sue grazie nascoste
e amplessi inverecondi
promette
e gioie mai provate
ostenta
e illude l’intelletto
e i sensi ammalia.

Ma nella vana ricerca
d’una serenità negata
a quel sentier protendo,
e l’unghie affondo nella roccia
e all’erta salita
il passo accelero giocondo.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 8, 2021 at 07:47  Lascia un commento  

Quel nero insistente

A John Mpaliza

Quel nero insistente
ha tanta energia
al tempo inclemente
oppone utopia.

Con neve cadente
o freddo e foschia
lui esalta fervente
la terra natia.

Invita alla Pace
e l’urlo ora sale,
con voce sagace

dell’Africa il male
denuncia e il rapace;
Pace urla e non strale.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on aprile 22, 2021 at 07:34  Lascia un commento  

La cartolina

Ho spedito una cartolina
a un amico d’infanzia
di cui da molto tempo
perso i contatti avevo.
Ed ogni dì aspettavo
d’avere sue notizie,
e gli occhi suoi pensavo,
un tempo assai gioiosi,
che pieni di sorpresa
scorrevano in gran fretta
a legger le mie righe,
succinte e alquanto brevi,
tracciate su quel foglio,
chiedendo come stava
o altre sue notizie
che più non conoscevo.
E ogni giorno speravo,
aprendo la cassetta,
anche con emozione,
in un suo scritto,
o in qualche sua risposta,
un richiedere ancora di notizie
e commenti sugli anni ormai passati
per riannodare un filo
che il tempo aveva rotto.
Così sperando, un giorno,
aprendo la cassetta,
il mio biglietto deluso ho ritrovato
con sopra un bollo ed una breve scritta
che il cuore mi ha spezzato:
“Utente estinto!
Al mittente rinviato”.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on aprile 6, 2021 at 07:20  Lascia un commento  

Pioviggina la nebbia

Pioviggina la nebbia, mentre sale
dal cuore, che patisce, il tuo ricordo,
ti insulto, maledico, poi m’assale
l’affetto che cancella l’odio sordo.

Tanta dolcezza a volte mi pervade
se ricordo le care tue parole,
neve tardiva che sul prato cade
e che non scalda più raggio di sole.

Rileggo a volte qualche tuo messaggio,
parole scritte senza mai pensare
che di quel dire poi si resta ostaggio

che basta poco a farci disprezzare,
essere oggetti di rancore e oltraggio
e nell’indifferenza poi annegare.

E sembra un peso da non sopportare
scordar l’amore e fingere di odiare

quella persona che ami immensamente
che ti tortura ancora cuore e mente

che è stata per noi fonte di bene,
ed ora partorisce solo pene.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 22, 2021 at 06:51  Lascia un commento  

Ogni cosa al suo posto

Quando la sbornia sfuma
e la ragione
ritrova l’orma sana non smarrita,
ogni cosa al suo posto
poi ritorna,
ed anche tu, amore antico,
riprendi il posto tuo dentro il mio cuore.
Perché l’affetto e il sentimento
galleggiano nel tempo,
resistono all’usura.
Sol l’edonismo becero e volgare
di certe donnette vuote e dozzinali
si scioglie come neve al sole,
al tempo non resiste,
al confronto non regge,
e traccia alcuna nell’anima non lascia.
Ed anche tu ritorni
occupi il posto che nel mio cuor già avevi,
di nuovo con me serenamente parli,
mi consoli,
mi regali una carezza pura
non lo squallore laido e banale
di una pervertita,
senza decoro alcuno e ne morale.
Ecco ora ci sei,
mi parli col linguaggio d’altri tempi,
mi parli di futuro e di famiglia
mi parli col linguaggio del pudore,
del sentimento,
e non dello squallore.
Ad una sbornia fatta di sesso e trasgressioni
ora ritorna la normalità d’un affetto ritrovato,
rinnovato,
che mai dal cuore mio scomparirà,
mai sarà cancellato!

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 7, 2021 at 07:13  Lascia un commento  

Una vita contorta

Quand’io ti penso tu giammai saprai
neppur saprai le volte che ti penso
se il mio è amore oppure odio intenso
neppure questo lo saprai giammai.

So che sei persa, ti sei cercata i guai,
recuperarti non ha più alcun senso
su quello che tu fai c’è il mio dissenso,
quello che hai perso solo tu lo sai.

Che devo dirti? Sono stato un pazzo
ma tu lo sai davver quanto t’ho amata
ero tornato ad essere un ragazzo

e non è vero, no, non ti ho plagiata
m’avevi trasformato in un pupazzo
bevo or senza addolcir la limonata.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on febbraio 16, 2021 at 07:16  Lascia un commento  

Roma

Roma dei vecchi palazzi,
dei grandi portoni, dei cortili immensi.
Roma dei vecchi rioni,
dei grandi ponti tesi sul suo fiume.
Roma di Villa Borghese,
della famiglie che fan le scampagnate.
Roma scanzonata, dai mille colori,
di Trinità dei Monti e dei suoi barboni.
Roma delle invasioni, delle devastazioni.
Roma della corruzione, delle bustarelle,
del campagnolo in cerca d’una occupazione,
dell’operaio con le sue preoccupazioni.
Roma del Campidoglio,
delle sfilate dei cavalleggeri.
Roma della confusione, del suo traffico intenso,
del suono dei clacson impazziti.
Roma multirazziale,
un mondo davanti alla stazione.
Roma del Papa buono, del Presidente onesto.
Roma dei nuvoloni, degli acquazzoni,
Roma…

Salvatore Armando Santoro

Published in: on gennaio 27, 2021 at 07:18  Lascia un commento