Incertezze

Non sono solo.
Cerco la solitudine.
Nonostante l’età il sole ancor s’affaccia
mi regala giocose presenze
che scoraggio, allontano.

E sì, l’età mi schiaccia,
l’entusiasmo non manca,
a volte anzi abbonda e tracìma,
mi trascina.
Ma resto razionale,
i limiti del tempo provo a rispettare,
le rughe in viso valutare
anche se il fanciullino che c’è dentro
sempre sgambetta e non mi vuol lasciare.

Ma un siffatto mondo negligente
l’animo ormai mi straccia,
più non sopporto il folle esternar della gente
quel dondolare stupido e incostante,
quel passar noncurante
tra l’ombre della sera e il vivido mattino
tra la sobrietà necessaria
e la ricerca d’un bicchier di vino.

Non ho bisogno che alcun mi dica
la differenza tra un tramonto e un’alba
al mattino il sole abbaglia in faccia,
l’osservo tenero la sera
quando pigro e lento scende in mare
penso che forse l’alba potrebbe non spuntare
ed anche il cuor del miscredente
si rassegna all’inutile preghiera.

Salvatore Armando Santoro

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Published in: on settembre 7, 2019 at 07:41  Lascia un commento  

Insonnia

Tu dormi
ed io son sveglio,
ma a te io penso ancora
sul sonno tuo ora veglio,
lo so che t’addolora
ma l’amor tuo vorrei.

Vorrei che a me pensassi,
ma questo amor tuo insano
sol danno ti farà
e non andrai lontano.

Invece s’allontana
questo mio amore strano
che verso te io provo
anche se sei lontano.

Ma io sono incostante,
mi stanco facilmente
ed ora son distante
ma ancor ti tengo in mente.

Di lui mi parli male,
e lui come ti tratta?
Penso che tu ami solo
colui che ti maltratta.

Vedrai che manca poco
a spegner la passione
dell’acqua stai buttando
e spegnerai il mio fuoco.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on giugno 20, 2019 at 07:38  Comments (1)  

L’ultima rosa

L’ultima rosa
s’affaccia tediosa
allaga la campagna
odor nel ciel ristagna
viva e odorosa.

Col verde si confonde
l’ultima rosa
svetta e non riposa
allegra si distende
gialla ed ariosa.

L’ultima rosa
s’accompagna al canto
di un cardellino tra i rami saltellante
d’una quercia che non è mai sfiorita,
muore giammai la vita!

Salvatore Armando Santoro

Published in: on giugno 11, 2019 at 07:28  Lascia un commento  

“E” come Europa

Stanno ora ridiscutendo anche me stesso,
esisto, non esisto eppure vivo,
e ci ho creduto con molta convinzione,
credetemi credenti, io ci ho creduto.
Per lei mi son battuto,
ero allora ancora un ragazzino,
con la mia “E” verde ad un occhiello,
con la mia “E“ verde sul borsello.

L’ho trasportata dallo Stretto al centro,
Firenze allora non la conosceva,
nella conca d’Aosta sventolai
quella bandiera bianca un po’ consunta
con quella “E” verde al centro colorata
con quella tinta che dava speranza.
Al vento l’agitai da menestrello
verde era come il colore d’un baccello.

E vidi insieme a me vecchi canuti,
si, Altiero, col suo barbone bianco,
unico testimone a me vicino
a Tor Vergata col suo Manifesto.
Era rimasto solo ormai ma ci credeva
quella bandiera anch’io la strinsi al petto
quella “E” dipinsi ancora col pennello
sul cuore la incisi con punta e martello.

Poi furon marce tra freddo e calura
non mi stancavo mai e andavo avanti
erano i puri in testa a quei cortei
gli impuri stavano ai margini distanti.
Poi s’arrivò con la prima elezione
si capì che s’era ormai persa la partita.
Gli impuri teso avevano il tranello
noi si restò con in mano un tamburello.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 31, 2019 at 07:02  Lascia un commento  

Il naso

E’ vero:
gli occhi raccolgono
le lordure del mondo.

L’acqua scorre
dagli idranti
e le lava.

Il giorno dopo
si presentano nette
le piazze che il giorno prima
raccoglievano pozzanghere e sangue.

Il cuore soffre,
è anche vero,
soffre in silenzio, impotente:
emette giudizi sommari
di condanna.
Altro non vuole!

Ma i cadaveri delle fosse comuni,
poveri corpi in putrefazione,
sembrano fagotti abbandonati
dai barboni sotto i ponti dei fiumi.

Il naso ne avverte il lezzo
e lo colora con una smorfia del viso.

Il fetido odore
dei corpi decomposti
ammorba l’aria
ed il cuore si intrista.

Ma il nauseante lezzo
rimane avvolto nella memoria del tempo.

E il naso lo memorizza
e lo archivia come foto sbiadita
che lascia traccia
nella coscienza dei giusti.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 19, 2019 at 07:28  Comments (1)  

Follie

Le nostre ragioni,
incomprensibili funambolismi della mente,
processi alle intenzioni
scheletri negli armadi da celare
gli altri però danneggiare
senza scrupoli alla berlina dileggiare.

E il dileggiato,
amante solitario ed umiliato,
continua a dare amore
ad occultar le offese,
le cattive parole in buone trasformare
dal fango ripulire
solo le cose belle ricordare.

Oh, cuore, cuore,
arterie ormai usurate,
quando quel rubinetto chiuderai?

Il sole scalda le dure pietre,
il suo colore irraggia,
ma l’animo abbuiato
non rischiara.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 9, 2019 at 07:40  Lascia un commento  

Se lei sta male

Se lei sta male il cuore mio l’avverte
meglio sarebbe se affogassi in mare
o tra le nubi con le ali aperte
da un buco nero farmi risucchiare.

Lo so la colpa è sempre e tutta mia
non dovevo quel dì accettare il morso
la mia fu pura e semplice follia
ed oggi vivo e soffro nel rimorso.

Anche se tutte e due siam stati al gioco
non ho scherzato io col sentimento
la paglia, lo si sa, vicino al fuoco
di più s’accende quando spira il vento.

Gelido vento fu di tramontana
che forte soffia senza aver riguardo
pei borghi passa e mai paga dogana
irride le emozioni ed è beffardo.

Del suo passaggio lascia rami morti
e foglie accartocciate lunghi i fossi
lascia anche pene, delusioni e torti
a una ragazza dai capelli rossi.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 23, 2019 at 07:46  Comments (1)  

Pizzica malandrina

Danzando sulla spiaggia con le onde
saltando sugli scogli in mezzo al mare
bagnarsi piedi e fronte e corteggiare
la mareggiata che scherza col vento.

E picchia il sole sopra l’onda pazza
che la falesia invade e la biancheggia
col tamburello il tempo accompagnare
d’un organetto che vuole suonare.

Pizzica, pizzica malandrina
come un’ondata di prima mattina
balla e saltella la salentina
balla anche l’onda alla marina.

Ruggisce il vento in mezzo alle grotte
l’onda solleva e forte la sbatte
suona un violino e un organetto
e l’accompagna col tamburello.

E questo vento dove lo metto
spinge le nubi lontano dal mare
solo salsedine bianca compare
corre sull’onda, non vuole mollare.

Pizzica, pizzica malandrina
come un’ondata di prima mattina
balla e saltella la salentina
balla anche l’onda alla marina.

Anche gli ulivi musica fanno
in mezzo ai campi il verde appare
quando su al nord la neve cade
qui nel Salento risplende il sole.

Gira l’aratro per la campagna
rossa la terra rivolta e spiana
il contadino non si risparmia
i solchi traccia e sparge i semi.

Pizzica, pizzica malandrina
come un’ondata di prima mattina
balla e saltella la salentina
balla anche l’onda alla marina.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 14, 2019 at 07:08  Lascia un commento  

Foglie bianche

Foglie bianche,
ornano il sentiero,
pallide come questi miei passi stanchi,
ricamano il mio passaggio,
quasi ad indicarmi la via.
Queste foglie di platani
che non hanno più la forza di svolazzare
sembrano esistenze vinte,
somigliano alla mia anima stanca,
avvilita,
sconfitta.
Tutta l’energia della primavera
è ormai lontana;
come la mia vita
rappresentano un passato energico,
vigoroso,
resistente.
Chi siamo adesso,
compagne occasionali di questa mia solitaria passeggiata?
Chi siamo più noi?
Neppure più la folata del vento ci accompagna,
il calore del sole sa di gelida carezza,
il frullo tra i rami è ormai voce morta,
il fischio dei merli melodia lontana,
il canto dei rosignoli
concerto ormai finito.
Ed io penso a te, voce mia spenta,
che non carezzi più neppure il mio cuore
con le tue parole lontane.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on marzo 5, 2019 at 07:13  Comments (1)  

Nonne moderne

La nonna d’altri tempi non ricordo
col grembiule e coi capelli bianchi
col volto e gli occhi dolci e stanchi,
con le tante carezze che non scordo.

Oggi tutto è cambiato ed è la nonna
che spiega alla nipote come fare
e tutti i trucchi per poi rimorchiare
e restar sempre giovane e più donna.

La vecchia torta dolce e profumata
è un vecchio sogno ormai, e non consola,
perchè la compra già confezionata.

E poi va in discoteca, e salta e vola
in mini e calzamaglia colorata
ed ha i capelli tinti di viola.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on febbraio 18, 2019 at 07:44  Lascia un commento