I mulini a vento

Agito anch’io le ali,
l’aria smuovo e rimesto,
a volte parlo lesto
metafore costruisco,
sibilo tra i denti frasi mozze,
ma lei finge di non capire,
non m’intende,
con altri forse chatta
ed altri affetti contatta.
Ma un poco di coerenza,
caro Armando,
la vita gira avanti e non indietro
come un mulino a vento t’agiti,
il tempo tu confondi
in contromano vai remando,
dentro i tuoi sogni affondi.
E’ l’ora di suonar la sveglia.
Tu tra le nubi sogni,
a loro t’attacchi come a una maniglia,
a loro ti confondi.
Poi un alito di vento
li scompiglia,
nel cielo li scompone
con loro tu ti fondi
come nell’acqua un pezzo di sapone!

Salvatore Armando Santoro

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Published in: on ottobre 14, 2017 at 07:30  Comments (3)  

Din don dan

Din, don, dan,
rintocca la campana
il vento il suon disperde
un poco lo distorce
quasi il cuore contorce.

Din, don, dan,
ripete il campanile
mugola un cane al vento
il suono infastidisce
il suo udito ferisce.

Din, don, dan,
l’eco i tocchi ripete
pel borgo li trasporta
pei vicoli li spinge
di voli il cielo tinge.

Din, Don, dan,
instabile è quel tocco
ho cuore ma ragiono
mi sveglio spesso in fretta
non sempre al cuor do retta.

Ma te l’avevo detto
mai tanto tempo aspetto.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on settembre 27, 2017 at 07:16  Comments (2)  

Spiriti

Quando l’anima
lascerà il suo involucro vuoto
e si disperderà per lo spazio,
si ricongiungerà
a tutte le anime andate
che gli verranno affettuosamente incontro.
“Anche tu ci sei”
dirà a quell’anima stanca
che in vita non ha regalato
neppure un sorriso.
“Anche tu”, dirà,
e chiederà scusa per i torti
e i soprusi commessi.
“Non fa nulla”,
sentirà dire con dolcezza
perché il mondo dei morti
regala serenità ed amore.
Non c’è più l’affanno e la foga
del correre per conquistare beni
che il tempo cancella;
non servirà più la gloria
o la vana illusione del potere,
inutile nella nuova dimensione raggiunta;
non c’è bisogno di beni di lusso,
di case e di vacanze esose
ché lo spirito
non ha bisogno di panni e mantelli
e raggiunge tutte le mete volute.
Ecco, ora il ricco
ha lasciato ogni affanno
ed al povero tende la mano.
Ora la pace
non ha bisogno di cartelli o sfilate
perché la guerra
è un mostro lontano
che non interessa le anime andate.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on settembre 15, 2017 at 07:17  Comments (2)  

Dov’è l’amore?

Mi aveva illuso di donarmi il suo amore,
mi aveva convinto fosse tale,
ma troppo sale
misto a fanghiglia
s’è sparso per la strada ghiacciata.
Erano rose:
“Eccole prendile”, mi aveva detto;
invece, erano pietre pesanti
che mi hanno schiacciato il cuore,
oscurato la ragione,
rovinato la vita.
Quelle rose erano sbocciate davvero
nel mio petto,
le avevo coltivate per lei:
come un guardiano vigilavo intensamente,
non volevo che alcuno le cogliesse,
erano sue.
Ma mi ha lasciato le pietre,
che pesano sul cuore e sulla coscienza,
ed ora il rosaio è insecchito,
non l’abbevero più con il mio affetto,
non l’innaffio più con il mio sentimento,
non lo concimo più con il mio amore.
Il treno viaggia nel buio di una galleria
e non vuole vedere il sole,
scappa dal giorno.
E nulla ormai è come prima,
tutto inesorabilmente è diventato arido,
arido come le sue passioni:
la notte è molto lunga da passare
ed ha rinunciato ad aspettare l’alba!

Salvatore Armando Santoro

Published in: on luglio 28, 2017 at 07:07  Lascia un commento  

Catuzza

Quando i pensieri mi opprimono la mente
mi ricordo di te, appena come in un sogno,
Catuzza!
Cosa mai sei per me?
Un attimo giulivo di una frazione di tempo
che si è estinto;
un lampo velocissimo che si è spento
sopra un mare in tempesta;
un correre spensierato a piedi scalzi,
sopra un prato fiorito!
Eppure tu esisti, in me;
tu, sporca ed ingenua,
coi tuoi capelli arruffati,
le tue gote rosate, Catuzza!
Quanto tempo è fuggito dietro di noi?
Quanti arcobaleni iridati sono svaniti sopra di noi?
Dietro di noi, sopra di noi,
che non sappiamo più nulla di noi!
Eppure tu sei qui, ora,
in uno spazio irripetibile d’un tempo sconosciuto,
prigioniero lontano.
Siamo qui, tu ed io!
E mentre i ricordi scorrono veloci,
immagini sbiadite si rincorrono
nel turbine dei pensieri
che m’opprimono il cuore,
intercalando affanni e gioia insieme.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on luglio 17, 2017 at 06:51  Comments (1)  

Al potere

Oh, potere, potere,
tu che offuschi e opprimi
la coscienza dell’uomo
e cambi la storia,
tu alletti e ripugni;
Oh potere, potere,
tu che aduli e plagi
ragione ed azione,
ti odio e pur m’alletti.

Odio la tua macchina infernale
che macella e che spacca,
che trita e frantuma
gli spiriti forti ed i cuori puliti.

M’alletta la tua violenza
di infondere forza,
di produrre energia e vigore
anche agli spiriti deboli
che assaporano il gusto
d’esser leader, sebbene per poco,
di sentirsi stimati,
temuti,
obbediti.

Il mondo selvaggio,
un di governato
dalle leggi del nulla,
d’un tratto diventa apprezzato,
infonde certezza,
dimora e ristoro,
e pur sicurezza.

Il branco non razzola
nel nulla e nel niente,
più non vacilla
e neppur più si scompone.

Le regole impone
la legge del forte,
decide e corregge,
infligge e punisce,
costringe le genti
in regole dure,
difficili forse
a far rispettare.

Dissenso produce,
e un ordine strano
riunisce e compone.

Dissenso che poi si scompone,
che assente e dissente
che crea le ragioni.

E tutto confonde:
idee e sentimenti,
che sbriciola assensi
e forti reazioni
produce e converge.

E poi il nulla:
il tutto finito,
il ritorno sofferto
alla tua dimensione,
che ancora una volta
ti lascia stupito
e t’addita con forza
la chiara visione
d’un nuovo potere
che è nato e s’impone.

Salvatore Armando Santoro  

Published in: on luglio 1, 2017 at 06:51  Lascia un commento  

L’assenza di Dio

Odio coloro che hanno certezze,
che sperano
in un mondo migliore.
Odio la loro sicurezza
e la loro speranza
che dopo la morte
vi sia una vita migliore.
Questi maledetti bastardi
mi beffeggiano con la loro fede,
sembra guazzino
nella palude delle mie incertezze
e ridacchiano volgarmente
alla mia razionalità
ed alla mia convinzione
sulla divinità del nulla.
Ed anche questo loro Dio
sembra mi guardi
e mi irrida
quasi a convincermi
che anche dal nulla
può derivare pace e conforto.

Salvatore Armando Santoro 

Published in: on giugno 15, 2017 at 06:51  Comments (4)  

Perchè ti amo?

Non chiedermi perchè io t’ami,
una risposta pronta non mi viene,
solo che io sto bene
mentre ti penso e quando ti ricordo.
Lo so,
forse anche tu lo sai,
mi manchi quando la sera afferra la mantella
e di buio si copre,
oscura il cielo e più non spia le stelle.
Mi manchi
ed anche i grilli sparsi sui costoni del tuo sentiero,
affiancati sulle rocce carsiche sul mare,
smettono di fiatare,
in silenzio se ne stanno ad ascoltare
qualche singhiozzo che dal cuore sale.
Nel buio della notte
ora tace davvero il cellulare,
su skype lo schermo resta spento
senza il tuo corpo nudo da guardare.
La verità, amica mia infedele?
La verità la sai,
anch’io la so!
Tu la puoi raccontar come ti pare
ma non la puoi cambiare!

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 29, 2017 at 07:10  Comments (7)  

La vendetta

La vendetta è una brutta malattia
scompone il cuore quando avvampa l’ira
rode la mente e non si sa che sia
come un germe nell’animo s’aggira.

Il bene affoga nell’ipocrisia,
l’essere umano in nera bestia vira
l’animo invade d’ogni ritrosia,
contro di dio per ultimo cospira.

Senza volerlo l’uomo incattivisce
il bene dal suo cuore si cancella
l’amore dato se ne va, svanisce,

varca i confini e mai paga gabella.
L’odio tutto l’affetto imputridisce
e in petto scende come una trivella.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on maggio 13, 2017 at 07:47  Comments (4)  

Camposanto

Silente è quel viale ove m’accoglie
solo il brusio del vento
che scivola tra i tronchi, tra le foglie,
e gli usignoli sento.

Ed il ricordo della vita coglie
quel volto che s’è spento
non serve il pianto ma il dolore scioglie
al cuor da giovamento.

Osservi intorno foto con sorrisi
quasi la vita fosse stata gaia
occhi coperti a tratti da narcisi

che danno al cuore un senso di vecchiaia
mentre risuona tra gli allegri visi
stridulo un crocidare di ghiandaia.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on aprile 24, 2017 at 07:02  Comments (6)