Tempio antico

Ho visitato il tempio di Segesta,
solo tra le colonne all’imbrunire;
gli ontani intorno furono foresta
da cui giungeva un tintinnio di lire.

Incuriosito pel concento strano
che sulle orecchie mi portava il vento
decisi d’esplorare quell’arcano
spazio ove s’effondeva un sentimento

e con un vago senso di paura
che suggeriva uscir dal colonnato
m’avviai fra le ombre a una radura
ove una voce mi sospese il fiato.

“Cosa vieni a cercare in questi luoghi
ove corron le antiche acque dei fiumi
alle cui rive accenderemo i roghi
sulle are dedicate ai nostri numi?”

“Cerco l’amore antico, una scintilla
atta a destare il fuoco nel mio cuore
ed a mutarlo in astro dove brilla
ora e sempre la luce dell’amore.”

Ma mi zittì la voce e prontamente
a un forte tuono aprì la strada un lampo
svelando fra le tenebre un silente
corteo che s’accostava al nostro campo.

“Dormi!” ordinò la voce: e all’improvviso
fui trasportato al centro della scena
che si svolgeva sotto il paradiso
dei numi antichi, nella luna piena.

Vidi a quel punto uscire dalle piante
figure antiche di concreta gente
ed una folla ubriaca e tumultuante
chiamata a un rito truce e intransigente.

Giungeva infatti su dalla foresta
il corteo balenato tra gli ontani:
una fanciulla e il sacerdote in testa
che la traea in catene per le mani.

A quella vista orribile e crudele
sentii gelare il sangue nelle vene
ed un furore amaro più del fiele
dettarmi al cuor d’infranger le catene;

ma gli officianti con le lance armati
seguivano la triste processione
ai lati della vittima schierati,
pronti a stroncar qualsiasi ribellione.

Inorridito per le assurde usanze
di quel popolo rozzo e primitivo
volsi ai numi di Grecia le speranze
d’uscir da quella folla intatto e vivo

con la fanciulla dal vestito bianco

stretta or dal fato nell’avversa sorte –
rasserenata, libera al mio fianco,
grata all’amor trionfante sulla morte.

Bella e solenne, come dentro un dramma
del teatro antico con la pira ardente,
ella fu spinta al bordo della fiamma.
Ma l’avvolse una nube e di repente,

io, con il cuore in fiamme e gli arti al gelo
sul prato che al mio sogno fece culla,
mi risvegliai tremante e chiesi al cielo
di serbare per me quella fanciulla.

Al megaron poi corsi dove i fumi
effusi dai turiboli d’incenso
cantavano le lodi per i numi
che m’avevano dato il loro assenso

e confermai che fino all’anno zero
avrei concesso loro la mia fede,
trovandola più consona al pensiero
dell’uomo che a quei templi offrì la sede.

Perciò quando il mio cuore è un tempio antico
mi fermo fino a sera nella cella
e col favor di qualche nume amico
torno a mirare in cielo la mia stella.

Ma se di notte sento la carenza
del suo conforto mi rivolgo a Giove
perché mi dia la sua benevolenza:
“bagnami del suo pianto quando piove!

mutala in una nube o in una fonte
che eternamente viva in un’idea!
fa ch’io possa sentir sulla mia fronte
il labbro amante della nuova dea!”

Santi Cardella

Published in: on maggio 1, 2021 at 07:35  Comments (1)  

Ragnatela

L’anima mia, già immagine dei boschi,
mentre seguiva il sole andato altrove
è rimasta impigliata in una rete
di sogno e di paura; surreale
messaggio che non riesco a decifrare
da quando manchi e gli occhi son velati;
sta nascosta nell’orlo cenerino
delle ombre che seguono i tuoi passi
senza sfiorarti;
è nel fruscio sonoro delle vesti
che, in quest’amaro esilio senza senso,
tu porti addosso;
copre il silenzio della conca vuota
d’un nido posto tra due polverose
persiane chiuse.

E nell’afa opprimente e desolata
di questa lunga estate senza fine,
vive ostinata come una cicala
che canta…, canta finché scoppia il cuore.
 

Santi Cardella

Published in: on aprile 7, 2021 at 07:27  Lascia un commento  

Estate

Cori, sorrisi, danze con le figlie del sole,
ardito veleggiare con i capelli al vento,
cieli senza una nube, sguardi senza parole,
promesse d’una vita calda di sentimento.
Nel tepore dell’aria c’è una dolcezza pura,
la meraviglia d’esser figli della natura.

Santi Cardella

Published in: on marzo 22, 2021 at 06:56  Lascia un commento  

Preghiera

Rosa bianca magnifica
che catturi la luce del mattino,
non hai il colore adatto alle mie palpebre
in quest’opaco cielo vespertino.

Lasciati coglier da un’adolescente
prima che venga sera,
profuma la sua stanza e le speranze
che ha in seno per l’ardente primavera.

Io bramo solo la mia terra antica
all’ombra degli ulivi cenerini
e mi rapisce il volo delle rondini
che accompagna i tramonti settembrini.

Il tempo dell’amore è già passato
per le mie calde vene,
sul mio cammino vedo ragnatele
atte a coprire tutte le mie pene.

Se il mondo non mi cerca e non mi parla,
libera, mio Creator, l’anima mia!
Sogna altra luce e ha sete d’armonia:
Tu solo puoi salvarla.

Santi Cardella

Published in: on marzo 8, 2021 at 07:18  Lascia un commento  

Noi

Non m’impedire d’essere fanciullo,
di guardare con occhi stupefatti
le vie d’ogni vivente sulla terra.
Non m’impedire di peregrinare
in cerca di qualcosa che sia mio
senza toglierlo ad altri, d’ammirare
le stelle, i fiori, i campi arati, il mare,
d’immaginare amori fra sardine,
vele nel vento, pace d’animali
che covan con amor la loro prole,
che scrivono poesie senza parole.

Non imbrigliare il mio diritto a esistere
fuori dal coro, come un aquilone
fra mare e cielo, o come ape operaia
in uno sciame, senza toglier nulla
a chi ama l’ombra od a chi cerca il sole.

Non scriver mio, né proprietà privata
sul cibo, l’istruzione, la salute,
la religione, l’arte, la bellezza.
Ricordati: NOI siamo; NOI esistiamo!
E se trovi conforto nell’abbraccio
dell’universo o d’una sua creatura,
come allo stadio balla, esulta, vola,
dividi col vicino l’entusiasmo
dei gol che fa per noi madre natura.

Versa amor nel bicchiere di chi è solo,
spandi amor negli spazi tra le stelle.

Santi Cardella

Published in: on febbraio 19, 2021 at 07:38  Comments (1)  

Noi

Non m’impedire d’essere fanciullo,
di guardare con occhi stupefatti
le vie d’ogni vivente sulla terra.
Non m’impedire di peregrinare
in cerca di qualcosa che sia mio
senza toglierlo ad altri, d’ammirare
le stelle, i fiori, i campi arati, il mare,
d’immaginare amori fra sardine,
vele nel vento, pace d’animali
che covan con amor la loro prole,
che scrivono poesie senza parole.

Non imbrigliare il mio diritto a esistere
fuori dal coro, come un aquilone
fra mare e cielo, o come ape operaia
in uno sciame, senza toglier nulla
a chi ama l’ombra od a chi cerca il sole.

Non scriver mio, né proprietà privata
sul cibo, l’istruzione, la salute,
la religione, l’arte, la bellezza.
Ricordati: NOI siamo; NOI esistiamo!
E se trovi conforto nell’abbraccio
dell’universo o d’una sua creatura,
come allo stadio balla, esulta, vola,
dividi col vicino l’entusiasmo
dei gol che fa per noi madre natura.

Versa amor nel bicchiere di chi è solo,
spandi amor negli spazi tra le stelle.

Santi Cardella

Published in: on gennaio 29, 2021 at 07:41  Comments (1)  

Acqua corrente

Nel grigiore noioso
dell’ore che succedono alla sera
c’è un chioccolio improvviso, una risacca
suadente e lenitiva
che mi riporta all’emotive rotte
percorse in volo su una mongolfiera.

Luna piena; silenzio … Ora ti sento,
polla sorgente tra ovattati banchi
di nebbia, nota d’un solare evento
che muta il tedio in musica: mi manchi …

Dalla cucina giungono le note
delle stoviglie che detergi e sbianchi
canticchiando un amor che si rinnova;
magnetico strumento, acqua corrente
nata dopo una nuvola e una piova,
come il cielo d’un dì di primavera.

Il canto accende i palpiti d’amore;
e l’acqua chiara col suo chioccolio,
per sue segrete melodie sonore,
scorre fra i piatti e schiude il cuore mio.

Santi Cardella

Published in: on gennaio 15, 2021 at 07:33  Lascia un commento  

Natale

Se quest’ora divide il passato e il futuro,
se la luna separa le fantasie dal vero,
fra la gioia e il dolore vorrei erigere un muro
e all’amore del prossimo consacrare il pensiero.

Sì, quest’ora di vita, di speranze, d’affanni,
di scelte ponderate o di viaggi all’inferno
che sia l’ora fatidica alla testa degli anni
che da qui ricominciano il loro corso eterno.

Con me, amico, rifletti: l’inferno e il paradiso
sono traguardi opposti, alla stessa distanza;
ama chi ti sta accanto, armati d’un sorriso
e in ogni gesto cerca del bene la sostanza.

Fuggi dal mondo oscuro dei facili piaceri
e fermati alla porta di chi non ha conforto;
porgigli la tua mano e rendi più leggeri
i giorni senza pace di chi ha subito un torto.

Scegli i compagni adatti per il nuovo cammino
e opponiamoci ai tanti signori della guerra,
siamo roccia e diamante ed al Bimbo divino
rendiamo grazie lieti d’abitare la terra.

Sì, quest’ora che inizia sia l’ora benedetta
in cui l’uomo si spogli d’ogni atomo del male,
dia senso alla sua vita e segua la via retta
che ha come traguardo la pace universale.

Santi Cardella

Published in: on dicembre 25, 2020 at 07:07  Lascia un commento  

L’interprete dei sogni

Vorrei avere i colori della luce
che rischiara e rivela i sentimenti,
riverberi di fiamme iridescenti
fra le impervie pareti d’una grotta;
ma non so catturare le istantanee
tonalità d’un etere fuggente.

Frugando fra speranze ed illusioni
so che l’amore è il bene ultimo e primo,
l’ossatura portante dei bisogni;
onde mi resta il dubbio d’aver visto
vagare fra quei guizzi fiammeggianti
nella velata luce dei miei sogni,
ombre e figure note e confortanti
sospinte da una trepida corrente.

Perciò al risveglio indago fra i ricordi,
nell’aria senza tempo e senza luogo
che plasma quelle immagini e concede
ritorno ai morti e alle passioni spente,
le verità nascoste e gli echi erranti
fra gli infiniti specchi della mente.

Santi Cardella

Published in: on dicembre 10, 2020 at 07:16  Lascia un commento  

Il licantropo

La strada dei miei sogni è sulla scia
d’un sol vermiglio tramontato in fretta,
ove s’insinua la malinconia
che, come un lupo solitario, aspetta.

L’ombra dei monti spande le sue forme
sulla silente immobile laguna
e intanto che ogni palpito s’addorme,
il lupo veglia ed ulula alla luna.

Uggiolando alla volta che via via
s’annera, chiude gli occhi per sognare
e rivede nel sogno, per magia,
l’immensa luce che s’è spenta in mare.

“Oh stella che nascondi la tua luce,
che storia tramontata ti conduce?”

Santi Cardella

Published in: on novembre 24, 2020 at 07:45  Comments (1)