A Diano

Iddio prese un musico mare

E lo spinse a sospirare

Contro ciottoli d’argento
E poi prese un molle vento

Sonnolento

E lo spinse a dondolare

Palme e palme in lunghe file

E giacinti gigli e rose

Che in discreti orti nascose.

Con in mezzo un campanile

Fece un semplice paese

Ed al sole lo distese,

E lo chiuse al mondo vile

E lo chiuse al mondo vano:
Formò in terra un Paradiso

Piccoletto, umile, piano

Poi su lastra d’oro inciso

Scrisse il nome di Diano

ANGIOLO SILVIO NOVARO

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Published in: on maggio 6, 2013 at 07:49  Comments (3)  

La casa delle farfalle

Settembre andava per la valle
tirandosi dietro gli ori suoi,
lento come al giogo i buoi,
e noi abitavamo felici
la casa che tu dici
delle farfalle.

Le farfalle erano senza fine
leggiadre: candide, cinerine
gialle cerule verdine:
vestite di sete e mussoline,
così fragili, così fine.

Trepidavano in folle ai vetri,
sfioravano tende e pareti:
di semplici e cheti
giri di danza
empievano l’estatica stanza;
finchè sazie del moto perenne
si posavano: ed erano gemme.

Erano la più vaga cosa
del mondo: la gioia che non osa
traboccare nel canto,
l’aiuto del verso,
l’immagine della mia Musa,
la freschezza del nostro cuore,
l’elogio del nostro amore
sempre uguale e diverso
e ti piacevano tanto!

ANGIOLO SILVIO NOVARO

Published in: on agosto 30, 2012 at 07:35  Comments (5)