Risvegliarsi quando albeggia

Risvegliarsi quando albeggia
ché ti soffoca la gioia,
e dal tondo finestrino
contemplare l’onda verde,
o in pelliccia sopra il ponte
ascoltare nel maltempo
come battono i motori,
ed a nulla non pensare,
ma l’incontro presentendo
con colui ch’è la mia stella,
per il vento e per gli spruzzi
sempre più ringiovanire.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on marzo 17, 2017 at 07:31  Comments (5)  

Il signore non è benigno

Pioggia2

Il signore non è benigno con i mietitori e con gli ortolani.
Tintinnando cadono oblique piogge
E screziano i larghi mantelli delle acque
che prima specchiavano il cielo.

Prati e campi in un regno subacqueo,
e sciolti rigagnoli cantano, cantano,
sui rami gonfi le prugne scoppiano,
e le erbe distese marciscono.

E attraverso una fitta reticella d’acqua
io vedo il tuo volto gentile,
il parco silente, il capanno cinese
e il terrazzino rotondo dinanzi alla casa.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on ottobre 20, 2015 at 07:51  Comments (2)  

La sentenza

Ed è caduta la parola di pietra
Sul mio petto ancor vivo.
Non è nulla, vi ero preparata,
Ne verrò a capo in qualche modo.
Ho molto da fare, oggi:
Bisogna uccidere fino in fondo la memoria,
Bisogna che l’anima si pietrifichi,
Bisogna di nuovo imparare a vivere,

Se no… L’ardente stormire dell’estate,
Come una festa oltre la finestra.
Da tempo avevo presentito questo
Giorno radioso e la casa vuota.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on febbraio 21, 2015 at 07:12  Comments (4)  

Io vivo come il cuculo

Io vivo come il cuculo nell’orologio,
non invidio gli uccelli dei boschi.
Mi danno la carica e canto.
Tu sai, una simile sorte
a un nemico soltanto
posso augurarla.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on aprile 22, 2014 at 07:06  Comments (3)  

Non sappiamo congedarci

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Non sappiamo congedarci, –
vaghiamo sempre spalla a spalla.
Ormai comincia a imbrunire,
tu sei pensoso e io taccio.
Entriamo in chiesa, vediamo
messe funebri, battesimi, nozze,
senza guardarci, usciamo…
Perché per noi non è così?
O sediamo sulla neve sfatta
al cimitero, sospiriamo lievemente,
col bastone tu disegni palazzi
dove insieme sempre saremo.
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ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA
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Published in: on agosto 17, 2013 at 06:52  Lascia un commento  

Diciassette mesi che grido

Diciassette mesi che grido,
ti chiamo a casa.

Mi gettavo ai piedi del boia,
figlio mio e mio incubo.

Si è confuso tutto per sempre,
e non riesco a comprendere
chi è belva, chi è uomo
e se attenderò a lungo il supplizio.

Rigogliosi fiori soltanto
tintinnio del turibolo e tracce
chi sa dove, nel nulla.

E mi fissa dritto negli occhi
e minaccia prossima morte
un’enorme stella.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on novembre 13, 2012 at 06:53  Comments (5)  

Davanti a questa pena piegano i monti

Davanti a questa pena piegano i monti,
non scorre il grande fiume,
ma sono saldi i lucchetti del carcere,
dietro di essi ‘le tane dell’ergastolo’ e un’angoscia mortale.

Per qualcuno alita fresco il vento,
per qualcuno si strugge il tramonto,
noi non sappiamo, siamo dovunque le stesse,
sentiamo solo stridori odiosi di chiavi
e pesanti passi di soldati.

Ci si levava come ad una messa mattutina,
si andava per un’inselvatichita capitale,
lì ci si incontrava più inanimate dei morti;
il sole più occiduo, e la Nevà più brumosa,
ma da lontano canta sempre la speranza.

La sentenza….E subito sgorgano lacrime;
ormai separata da tutti,
come se dal cuore con dolore le strappassero la vita,                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         come se rozzamente la stendessero supina,
ma cammina…Vacilla…Sola…

Dove sono ora le amiche involontarie
dei miei due anni infernali?
Cosa scorgono nella tormenta siberiana
cosa intravedono nel disco della luna?

A loro mando il mio addio.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on ottobre 14, 2012 at 07:11  Comments (3)  

In luogo di nota

Ma lì, dove s’inventano i sogni
diversi per entrambi non bastavano,
uno noi ne vedemmo
ma di forza
come quando irrompe primavera.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on luglio 20, 2012 at 07:18  Comments (1)  

In sogno

Nero e duro distacco
che io sopporto al pari di te.
Perché piangi? Dammi meglio la mano,
prometti di ritornare in sogno.
Noi siamo come due monti…
non ci incontreremo più a questo mondo.
Se solo, quando giunge mezzanotte,
mi mandassi un saluto con le stelle…

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Published in: on febbraio 24, 2012 at 07:07  Comments (7)  
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C’è nel contatto umano

C’è nel contatto umano un limite fatale,

non lo varca nè amore nè passione,

pur se in muto spavento si fondono le labbra

e il cuore si dilacera d’amore.

Perfino l’amicizia vi è impotente,

e anni d’alta, fiammeggiante gioia,

quando libera è l’anima ed estranea

allo struggersi lento del piacere.

Chi cerca di raggiungerlo è folle,

se lo tocca soffre una sorda pena…

ora hai compreso perchè il mio cuore

non batte sotto la tua mano.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA