Solo

Solo

ALONE

From childhood’s hour I have not been

As others were; I have not seen

As others saw; I could not bring

My passions from a common spring.

From the same source I have not taken

My sorrow; I could not awaken

My heart to joy at the same tone;

And all I loved, I loved alone.

Then- in my childhood, in the dawn

Of a most stormy life- was drawn

From every depth of good and ill

The mystery which binds me still:

From the torrent, or the fountain,

From the red cliff of the mountain,

From the sun that round me rolled

In its autumn tint of gold,

From the lightning in the sky

As it passed me flying by,

From the thunder and the storm,

And the cloud that took the form

(When the rest of Heaven was blue)

Of a demon in my view.

§

Fin dall’ore dell’infanzia non fui mai
simile agli altri, mai vidi le cose
come gli altri le vedevano, né seppi
la mia passione trarre da una comune fonte,
dalla stessa sorgente non presi il mio dolore,
sulle stesse tonalità non ho potuto
isvegliare alla gioia il mio cuore,
e tutto quel che ho amato, da solo io l’ho amato,
allora, nell’infanzia, agli albori.
D’un’esistenza in tempesta, dal fondo
d’ogni bene e d’ogni male fu attinto
il mistero che ancora mi lega,
dal torrente o dalla fontana,
dal pendio rosso del monte,
dal sole che mi girava e rigirava attorno
nel suo autunno d’oro tinto,
dal lampo del cielo
che in volo mi passava e ripassava accanto,
dal tuono e dalla tempesta,
e dalla nube che (azzurro
era il resto del cielo) in demone
si trasformò ai miei occhi.

EDGAR ALLAN POE

Published in: on agosto 23, 2015 at 07:06  Comments (4)  

Un sogno in un sogno

.
A DREAM WITHIN A DREAM
 .
Take this kiss upon the brow!
And, in parting from you now,
Thus much let me avow —
You are not wrong, who deem
That my days have been a dream;
Yet if hope has flown away
In a night, or in a day,
In a vision, or in none,
Is it therefore the less gone
All that we see or seem
Is but a dream within a dream.
 .
I stand amid the roar
Of a surf-tormented shore,
And I hold within my hand
Grains of the golden sand —
How few! yet how they creep
Through my fingers to the deep,
While I weep — while I weep!
O God! Can I not grasp
Them with a tighter clasp?
O God! can I not save
One from the pitiless wave?
Is all that we see or seem
But a dream within a dream?
§

Prendi questo bacio sulla fronte!
E, ora che sto per lasciarti,
Lascia che te lo confessi:
Non hai torto tu, quando credi
Che nient’altro che un sogno
Sono stati i miei giorni;
Se la speranza è sfuggita
In una notte o in un giorno,
In una visione o nel nulla
È forse per questo meno perduta?
Tutto quel che vediamo o sembriamo
È un sogno in un sogno soltanto.

Nel frastuono mi trovo di una riva
Che l’onda del mare flagella,
E nella mano stringo
Grani di sabbia d’oro.
Così pochi! Eppure come sfuggono
Giù nel profondo attraverso le dita,
Mentre piango e piango e piango!
Oh Dio! Non posso agguantarli io
Con una stretta più forte?
Oh Dio! Non posso salvarne uno io
Dall’ondata spietata?
Non è tutto quel che vediamo o sembriamo
Un sogno in un sogno soltanto?

EDGAR ALLAN POE

Published in: on marzo 22, 2015 at 07:08  Comments (2)  

A Zante

SONNET TO ZANTE

Fair isle, that from the fairest of all flowers,
Thy gentlest of all gentle names dost take!
How many memories of what radiant hours
At sight of thee and thine at once awake!
How many scenes of what departed bliss!
How many thoughts of what entombed hopes!
How many visions of a maiden that is
No more-no more upon thy verdant slopes!
No more! alas, that magical sad sound
Transforming all! Thy charms shall please no more-
Thy memory no more! Accursed ground
Henceforth I hold thy flower-enameled shore,
O hyacinthine isle! O purple Zante!
“Isola d’oro! Fior di Levante!”

§

O bella isola, che dal più bel fiore
prendi il tuo nome, fra tutti il più gentile!
Quante memorie di raggianti ore
da te si ridestano al tuo solo apparire!

E parvenze di quale perduta felicità!
E pensieri di quali speranze sepolte!
E visioni di una fanciulla, sui tuoi verdi
pendii, che non è più, che non è più!

Non più! Ahimè, quel magico e triste suono
che tutto trasmuta! Non più loderò i tuoi incanti,
non più il ricordo di te! Un esecrato suolo

d’ora in avanti riterrò il tuo lido fiorito,
o isola giacintea! O purpurea Zante!
Isola d’ oro! Fior di Levante!

EDGAR ALLAN POE

Published in: on dicembre 27, 2014 at 07:03  Comments (2)  

Come ho potuto essere così cieco?

HOW COULD I BE SO BLIND?

Cold sands of time
(Winds that blow as cold as ice,
Sounds that come in the night)
Shall hide what is left of me?
(Come from Paradise.)
I’ve been through times when no one cared.
(Words that were mine,)
I’ve seen clouds in empty skies
When one kind word meant more to me.
(Shall last as a memory.)
Than all the love in Paradise.
I believed in my dreams.
Nothing could change my mind.
Till I found what they mean
Nothing can save me now.
“And all my days are trances,
And all my nightly dreams
Are where thy dark eye glances,
And where thy footstep gleams
In what ethereal dances
By what eternal streams”.

§

Fredde sabbie del tempo
(Venti che soffiano tanto freddi quanto il ghiaccio,
suoni che provengono dalla notte)
devono nascondere ciò che è rimasto di me?
(vengono dal Paradiso).
Ho varcato le porte del tempo quando nessuno osava.
(Parole che erano mie)
Ho visto nuvole a ciel sereno,
quando una sola parola significava molto di più per me
(devono durare come la memoria.)
di tutto l’amore nel Paradiso.
Ho creduto ai miei sogni.
Nulla poteva mutare la mia opinione,
finchè ho scoperto che cosa significano.
Nulla può salvarmi adesso.
“E tutti i miei giorni sono estasi,
e tutti i miei sogni notturni
sono dove i tuoi occhi scuri brillano
e dove il rumore dei tuoi passi luccica
in quali eteree danze,
con quali eterne correnti”.

EDGAR ALLAN POE

Canto

I saw thee on thy bridal day-
When a burning blush came o’er thee,
Though happiness around thee lay,
The world all love before thee:
And in thine eye a kindling light
(Whatever it might be)
Was all on Earth my aching sight
Of Loveliness could see.

That blush, perhaps, was maiden shame-
As such it well may pass-
Though its glow hath raised a fiercer flame
In the breast of him, alas!
Who saw thee on that bridal day,
When that deep blush would come o’er thee,
Though happiness around thee lay;
The world all love before thee.

§

Ti vidi nel tuo giorno nuziale
e t’invase una vampata di rossore,
quantunque felicità ti brillasse d’intorno
e il mondo fosse tutto amore innanzi a te.

E il baleno che s’accese nei tuoi occhi
(quale ch’ esso fosse per me),
fu quanto alla Beltà di più conforme
potesse svelarsi alla mia vista dolente.

Fu quel rossore, credo, pudore di fanciulla,
e ben si comprende che così fosse.
Ma un più fiero incendio quel baleno
sollevò – ahimè! – nel petto di colui

che ti vide nel tuo giorno nuziale,
allorché ti sorprese quell’acceso rossore,
quantunque felicità ti brillasse d’intorno
e il mondo fosse tutto amore innanzi a te.

EDGAR ALLAN POE

Annabel Lee

Annabel

It was many and many a year ago,
In a kingdom by the sea,
That a maiden there lived whom you may know
By the name of ANNABEL LEE;
And this maiden she lived with no other thought
Than to love and be loved by me.

I was a child and she was a child,
In this kingdom by the sea;
But we loved with a love that was more than love-
I and my Annabel Lee;
With a love that the winged seraphs of heaven
Coveted her and me.

And this was the reason that, long ago,
In this kingdom by the sea,
A wind blew out of a cloud, chilling
My beautiful Annabel Lee;
So that her highborn kinsman came
And bore her away from me,
To shut her up in a sepulchre
In this kingdom by the sea.

The angels, not half so happy in heaven,
Went envying her and me-
Yes!- that was the reason (as all men know,
In this kingdom by the sea)
That the wind came out of the cloud by night,
Chilling and killing my Annabel Lee.

But our love it was stronger by far than the love
Of those who were older than we-
Of many far wiser than we-
And neither the angels in heaven above,
Nor the demons down under the sea,
Can ever dissever my soul from the soul
Of the beautiful Annabel Lee.

For the moon never beams without bringing me dreams
Of the beautiful Annabel Lee;
And the stars never rise but I feel the bright eyes
Of the beautiful Annabel Lee;
And so, all the night-tide, I lie down by the side
Of my darling- my darling- my life and my bride,
In the sepulchre there by the sea,
In her tomb by the sounding sea.

§

Molti  e molti anni fa

in un regno in riva al mare

viveva una ragazza che potete chiamare

con il nome di Annabel Lee,

viveva spensierata per amare

ed essere amata da me

Bambini,  lei ed io,

nel regno in riva al mare,

ma sapevamo amare perfino oltre l’amore

io e la cara Annabel Lee;

un amore che gli angeli del cielo

invidiavano a lei come a me

E fu per qusto che, tanti anni fa,

nel regno in riva al mare,

un vento da una nuvola gelò

la bella Annabel Lee;

e vennero i suoi nobili parenti

a portarmela via,

la chiusero per sempre in un sepolcro

nel regno in riva al mare

Gli angeli in cielo non eran felici,

nemmeno la metà  di lei e me!

Fu per loro invidia (lo san tutti

in quel regno in riva al mare)

Che venne un vento gelido, una notte,

e uccise Annabel Lee

Ma il nostro amore era più forte dell’amore

Di quelli più vecchi di noi,

di quelli più saggi di noi,

così i demoni che stanno sotto il mare

strapperanno la mia anima  dall’anima

della bella Annabel  Lee

Perché i raggi della luna mi fan solo sognare

la bella Annabel Lee;

e non brillano stelle senza che io pensi agli occhi

della bella Annabel Lee;

così, tutta la notte,  io giaccio al fianco

della mia cara,  cara vita e sposa,

nel suo sepolcro laggiù in riva al mare,

nella sua tomba dove echeggia il mare.

EDGAR ALLAN POE