Cacciatore

Caccia

Mattini lieti di caccia
coi belli anelanti! cani!
ultmo can s ‘accovaccia,
mi lecca, muto, le mani:
non ha più fiuto a la traccia!

Quando s’andava a la pazza
per tempo chiaro e per fosco…
Non teme nebbia né guazza
il cacciatore del bosco:
or se n’è ita la tazza.

Ottobre, chiari cammini,
poi che s’è riposto i fieni,
poi che s’è spillato i vini:
lascia che il sentier ti meni
così tra castagni e pini.
Certe arie nette di vento
che conti tutte le rame;
certi rii vivi, d’argento,
che mettono un’allegra fame:
fischi sul tuo pan, contento.

Altre ore come sospese
in un silenzio stupito,
estàtiche, senza piu attese.
Temi di turbare un rito:
gli spari san quasi offese.

Nubi posate sui colli
in giro come un bucato:
si levano voli molli
da l’albero desolato,
solo che una foglia crolli.

E un sogno il mondo ti pare:
la méliga sotto la loggia,
il vecchio sul limitare,
la donna curva a la roggia,
e i buoi nel campo ad arare.

FRANCESCO PASTONCHI

Published in: on maggio 22, 2013 at 07:27  Comments (3)